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Aggiornato il 28 luglio 2026
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Articolo: Igiene & Prevenzione
- Cos'è il tartaro sottogengivale e perché è diverso da quello visibile
- Perché lo spazzolino, anche usato bene, non basta
- Cosa fa davvero l'igienista durante la seduta
- I segnali che indicano un accumulo sottogengivale in corso
- Con quale frequenza serve la seduta di igiene
- Cosa aspettarsi durante e dopo la seduta
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pisa
- Cosa dicono i pazienti di Pisa
- Domande frequenti
In sintesi
Il tartaro sottogengivale non si vede e non si sente, ma sostiene l'infiammazione delle gengive. Ecco perché serve l'igienista e come funziona davvero la seduta a Pisa. In questa pagina: cos'è il tartaro sottogengivale e perché è diverso da quello visibile; perché lo spazzolino, anche usato bene, non basta; cosa fa davvero l'igienista durante la seduta; i segnali che indicano un accumulo sottogengivale in corso. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Pisa ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 050-9910086 e ti richiamiamo per la visita.
Il tartaro che si forma sotto il margine gengivale non è visibile allo specchio e non dà quasi mai dolore, ma è il principale motore dell'infiammazione cronica delle gengive. Lo spazzolino, per quanto usato bene, non arriva in quella zona: la placca che si mineralizza sotto la gengiva richiede strumenti professionali — sonde, ultrasuoni, curette — nelle mani di un igienista dentale. È questo il motivo per cui una seduta di igiene fatta bene non è mai solo "una pulita ai denti".
Agli Studi Dentistici Dott. Edoardo Palla, a Pisa, questa parte del percorso è seguita dal Dott. Antonio Rizzica, igienista dentale della sede. Capire cosa succede davvero durante la seduta — e perché il tartaro sottogengivale sia diverso da quello che si vede sui denti anteriori — aiuta a togliersi di dosso l'idea che l'igiene professionale sia un optional estetico.
Cos'è il tartaro sottogengivale e perché è diverso da quello visibile
Il tartaro non è altro che placca batterica mineralizzata dai sali di calcio e fosfato contenuti nella saliva. Quando si forma sopra il margine gengivale — tipicamente dietro gli incisivi inferiori o sulla superficie esterna dei molari superiori, dove sboccano i dotti delle ghiandole salivari — ha un colore giallo-biancastro ed è visibile a occhio nudo.
Il tartaro sottogengivale è un'altra cosa. Si forma all'interno del solco che separa il dente dalla gengiva, dove la saliva non arriva ma arriva invece il fluido crevicolare, un essudato infiammatorio ricco di componenti che favoriscono una mineralizzazione più densa e più scura — spesso marrone o nero-verdastro. Aderisce alla radice con una tenacia superiore rispetto al tartaro sopragengivale, perché si incunea nelle irregolarità della superficie radicolare.
Due caratteristiche lo rendono particolarmente insidioso:
- Non si vede. È nascosto sotto la gengiva, quindi né il paziente né uno specchio possono individuarlo. Solo una sonda parodontale in mano a un professionista può mapparne la presenza e la profondità.
- Non fa male, almeno all'inizio. La gengiva infiammata attorno al tartaro sottogengivale può sanguinare durante lo spazzolamento, ma raramente genera dolore acuto. Questo porta molte persone a ignorare il segnale per anni.
Perché lo spazzolino, anche usato bene, non basta
Un dubbio legittimo: se spazzolo con cura, uso il filo interdentale, perché il tartaro si forma comunque sotto la gengiva? La risposta è meccanica, non di impegno personale.
Le setole dello spazzolino, anche quelle più morbide e sottili, non riescono a penetrare oltre 1-2 mm nel solco gengivale. Il tartaro sottogengivale, una volta formato, si trova spesso a 3, 5, anche 7 millimetri di profondità nelle tasche parodontali — una zona che nessuno strumento domiciliare può raggiungere e ripulire in modo efficace. Il filo interdentale agisce sulla superficie di contatto tra due denti, ma non scorre lungo la parete interna della tasca gengivale dove il tartaro si deposita.
C'è poi un fattore tempo: la placca comincia a mineralizzarsi già dopo 4-8 ore dalla sua formazione, e diventa tartaro maturo — quindi non più rimovibile meccanicamente con lo spazzolino — nel giro di alcune settimane. Chi salta i richiami di igiene professionale per anni accumula, sotto la gengiva, strati di tartaro che nessuna routine domiciliare, per quanto rigorosa, potrà mai sciogliere o staccare.
Per approfondire la dinamica di formazione della placca prima che diventi tartaro, il nostro articolo sulla placca dentale descrive nel dettaglio il meccanismo del biofilm batterico.
Tartaro sotto la gengiva a Pisa
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Cosa fa davvero l'igienista durante la seduta
La seduta di igiene professionale non è un'unica procedura standardizzata, ma una sequenza di passaggi clinici distinti.
- Sondaggio parodontale. Prima di qualsiasi strumento di pulizia, l'igienista misura con una sonda calibrata la profondità del solco gengivale in più punti per ogni dente. Questo passaggio individua dove si nasconde il tartaro sottogengivale e quanto è profonda l'eventuale infiammazione.
- Rimozione con ultrasuoni. Uno scaler a ultrasuoni vibra ad alta frequenza e, unito a un getto d'acqua, frantuma e stacca il tartaro sia sopra sia appena sotto il margine gengivale, con un discomfort minimo per la maggior parte dei pazienti.
- Strumentazione manuale con curette. Nelle zone più profonde, dove l'ultrasuono da solo non garantisce una rimozione completa, l'igienista utilizza curette manuali sagomate per seguire l'anatomia della radice e staccare il tartaro residuo senza danneggiare il cemento radicolare.
- Levigatura radicolare, quando indicata, per rendere la superficie della radice più liscia e meno ospitale per una nuova colonizzazione batterica.
- Lucidatura delle superfici con paste specifiche, che rallenta la velocità con cui nuova placca si deposita sui denti appena trattati.
- Istruzioni personalizzate di igiene domiciliare, calibrate sulle zone che, durante la seduta, sono risultate più critiche per quel singolo paziente.
Non è raro che, in presenza di tasche parodontali più profonde o tartaro sottogengivale abbondante, il Dott. Rizzica proponga di suddividere il trattamento in più sedute per quadrante, così da lavorare con precisione senza affaticare il tessuto gengivale in un'unica seduta lunga.
I segnali che indicano un accumulo sottogengivale in corso
Non essendo visibile, il tartaro sottogengivale si manifesta attraverso segnali indiretti che riguardano la gengiva più che il dente stesso:
- Sanguinamento durante lo spazzolamento o l'uso del filo interdentale, anche in assenza di dolore
- Gengive arrossate, gonfie o che appaiono leggermente staccate dal dente
- Alitosi persistente che non migliora con collutorio o gomme da masticare
- Sensazione di "dente più lungo" del solito, segno di recessione gengivale in corso
- Piccola mobilità di uno o più denti, segnale più avanzato che richiede attenzione prioritaria
Nessuno di questi segnali, preso singolarmente, indica automaticamente una parodontite in corso. Ma sono tutti motivo sufficiente per una valutazione, perché l'unico modo per distinguere un'infiammazione gengivale reversibile da un danno osseo già in atto è il sondaggio parodontale eseguito in studio.
Con quale frequenza serve la seduta di igiene
Non esiste un intervallo universale valido per tutti. La frequenza dipende da quanto velocemente ciascun paziente forma tartaro — un fattore in parte genetico, in parte legato alla composizione della saliva — e dalla storia parodontale personale.
- Pazienti senza storia di parodontite e con buona igiene domiciliare: generalmente ogni 6 mesi
- Pazienti con tendenza a formare tartaro rapidamente, fumatori o con diabete non ben controllato: ogni 3-4 mesi
- Pazienti già in terapia per parodontite, in fase di mantenimento: intervalli personalizzati definiti dal parodontologo insieme all'igienista
Chi ha già ricevuto una diagnosi di parodontite, o sospetta un coinvolgimento più profondo delle gengive, può leggere il percorso di cura dedicato nella pagina sul trattamento della parodontite a Pisa, che descrive le fasi successive al sondaggio iniziale.
Cosa aspettarsi durante e dopo la seduta
Un timore comune è che la rimozione del tartaro sottogengivale sia dolorosa. Nella maggior parte dei casi, con gengive moderatamente infiammate, la seduta è ben tollerata e non richiede anestesia. Quando le tasche sono più profonde o la sensibilità è marcata, è possibile applicare un'anestesia topica locale per rendere confortevole il passaggio degli strumenti.
Dopo la seduta è normale avvertire per qualche giorno una lieve sensibilità al freddo o al caldo, perché la superficie radicolare — prima coperta dal tartaro — torna temporaneamente esposta. Il sanguinamento gengivale, se presente prima della seduta per infiammazione cronica, tende invece a ridursi progressivamente nelle due settimane successive, mano a mano che la gengiva guarisce in assenza dell'irritante batterico.
Prenota una seduta di igiene professionale agli Studi Dentistici Dott. Edoardo Palla, in Via Giosuè Carducci 51: al numero 050-9910086 la segretaria risponde anche il sabato e la domenica e fissa un appuntamento con priorità, anche nelle settimane di agosto, quando lo studio resta aperto con gli stessi orari lun-ven 9-19. Riceverai il sondaggio parodontale completo e un piano di igiene scritto e personalizzato.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pisa
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Pisa. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- All on 4 a Pisa
- Ascesso dentale urgenza a Pisa
- Bite bruxismo a Pisa
- Tutte le aree cliniche dello studio di Pisa
Cosa dicono i pazienti di Pisa
“ La bravura del dottor Palla é imparagonabile. L'ho conosciuto un paio di anni fa, per mia grande fortuna. Per errore di un dentista di un altro ambulatorio ero in una situazione difficile da mesi, ho girato 6 - 7 ambulatori, anche quelli più rinomati di Pisa e dintorni, nessun dottore era disposto ad aiutarmi, hanno detto che non é possibile... Dr. Palla invece ha detto, facciamolo, e il lavoro é venuto benissimo. Non ho sentito nulla, durante il lavoro, e quando il dottore dopo un oretta di lavoro ha detto "va bene per oggi abbiamo finito",non volevo alzarmi dalla poltrona! Gliel'ho chiesto, se possiamo fare ancora qualcos'altro, dall'altra parte della bocca, l'altro dente, e lui mi ha accontentato. Ringrazio a Edoardo e a tutto lo staff per la gentilezza. Ambulatorio nuovo, molto bello, bravo Antonio che esegue le pulizie denti, la Silvia, le segretarie ed assistenti. ”
“ Studio dentistico di alto livello. La gentilezza e soprattutto la competenza professionale del dott. Palla fanno la differenza. Detto da uno che gira per studi dentistici da 50 anni. Lo consiglio vivamente soprattutto a quelle persone che hanno bisogno di interventi di implantologia complessi. Il dott. Palla è un ottimo chirurgo e molto attento a non provocare dolore al paziente. Andate tranquilli! ”
“ Ho fatto tre impianti dentali presso questo studio dentistico dove ho trovato grande competenza, onestà, gentilezza e disponibilità. Nonostante la mia situazione non fosse delle più facili è andato tutto a buon fine e sono veramente molto soddisfatta. Lo consiglio vivamente ”
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Domande frequenti
Quando devo andare dal dentista se le gengive sanguinano?
Il sanguinamento gengivale, anche se limitato allo spazzolamento, è il segnale clinico più precoce di infiammazione attiva e non va osservato in autonomia per mesi. Prenotare una visita diagnostica con sondaggio parodontale permette di capire se si tratta di una gengivite reversibile o se il tartaro sottogengivale ha già iniziato a intaccare il supporto osseo, prima che il problema diventi più esteso.
Il tartaro sottogengivale si può prevenire con lo spazzolino elettrico?
Uno spazzolino elettrico può migliorare la rimozione della placca sulle superfici accessibili, ma non modifica il limite fisico di profondità: nessuno spazzolino, manuale o elettrico, raggiunge il tartaro già formato sotto la gengiva. È utile per rallentare la formazione di nuova placca, non per rimuovere depositi già mineralizzati.
Quanto dura una seduta di igiene con tartaro sottogengivale abbondante?
Varia in base alla quantità di tartaro e al numero di quadranti coinvolti: una seduta di richiamo standard dura in genere 30-45 minuti, mentre in presenza di accumuli importanti l'igienista può proporre di dividere il trattamento in due o più appuntamenti per lavorare con maggiore precisione su ogni area.
Chi ha impianti dentali deve fare comunque l'igiene professionale?
Sì, ed è anzi ancora più importante: il tessuto attorno all'impianto non ha lo stesso sistema di difesa della gengiva naturale, e l'accumulo di placca e tartaro attorno alla vite può portare a perimplantite. L'igienista utilizza strumenti specifici, non metallici, per non graffiare la superficie dell'impianto durante la pulizia.
Il primo passo è una seduta di igiene con controllo.
Un controllo periodico costa meno di qualsiasi cura: lo studio Adamanti di Pisa ti dice la frequenza giusta per te, non quella standard.
Prenota igiene e controllo oppure chiama lo 050-9910086: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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