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Aggiornato il 16 maggio 2026
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Articolo: Protesi
- Fase 1 — Il limite dell'impronta tradizionale e perché il digitale cambia le regole
- Fase 2 — Il flusso digitale passo dopo passo: scanner, CAD, CNC
- La differenza tra flusso chairside e flusso labside
- I materiali del flusso digitale
- Fase 3 — Perché la precisione del margine cambia l'esito clinico a lungo termine
- FAQ
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Domande frequenti
In sintesi
Dal rilievo con lo scanner intraorale 3D alla fresatura CNC, la progettazione digitale della protesi dentale garantisce adattamento marginale preciso e meno sedute. Ecco come si articola il flusso. In questa pagina: fase 1 — il limite dell'impronta tradizionale e perché il digitale cambia le regole; fase 2 — il flusso digitale passo dopo passo: scanner, cad, cnc; la differenza tra flusso chairside e flusso labside; i materiali del flusso digitale. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
La progettazione digitale della protesi dentale è un flusso di lavoro che sostituisce l'impronta tradizionale in silicone con una scansione 3D del cavo orale, trasforma il file digitale in un progetto protesico tramite software CAD, e produce il manufatto tramite fresatura CNC o stampa 3D. Il risultato è un adattamento marginale misurabile e riproducibile, con una riduzione significativa dei passaggi clinici rispetto al flusso convenzionale.
La protesi dentale è cambiata più negli ultimi quindici anni che nei precedenti cinquanta. Non per una rivoluzione nei materiali — zirconia e ceramiche vetrose esistevano già — ma per l'introduzione di un flusso di lavoro integrato che connette rilievo digitale, progettazione software e produzione automatizzata. Questo flusso ha modificato il modo in cui il clinico e il laboratorio odontotecnico collaborano, ha ridotto la variabilità umana in alcune fasi della catena produttiva e ha cambiato le aspettative dei pazienti rispetto ai tempi di consegna.
Capire cosa accade concretamente quando si parla di "protesi digitale" — quali tecnologie sono coinvolte, come si differenziano i flussi clinici, per quali casi è indicato l'approccio in studio e per quali è necessario il laboratorio — è il punto di partenza per una scelta consapevole. Questo articolo ricostruisce il percorso step by step, con rigore clinico e senza semplificazioni.
Fase 1 — Il limite dell'impronta tradizionale e perché il digitale cambia le regole
Per decenni, la catena produttiva protesica è partita dall'impronta in silicone. Il clinico miscela il materiale, lo inserisce nel portaimpronta, attende la polimerizzazione e invia il calco al laboratorio odontotecnico. Il tecnico cola il gesso, ricava il modello, esegue la ceratura diagnostica e realizza il manufatto a partire da quella riproduzione fisica.
Ogni passaggio di questa catena introduce una variabile. La distorsione del silicone durante la rimozione dall'arcata, l'espansione del gesso durante la colata, il ritiro del materiale di rivestimento durante la fusione delle ceramiche: ogni step è governato da tolleranze che si sommano. Il risultato è una discrepanza tra la realtà anatomica del cavo orale e il manufatto finale, che il clinico compensa con una rifinitura occlusale durante la seduta di consegna.
Non si tratta di imprecisione artigianale: anche il laboratorio più qualificato lavora su un modello fisico che è già una copia di secondo livello rispetto alla bocca del paziente. Il digitale interrompe questa catena di copie. Lo scanner intraorale acquisisce la geometria del cavo orale direttamente, senza intermediari fisici, e genera un file STL che è la rappresentazione numerica esatta della situazione clinica. Tutto ciò che segue — progettazione CAD, fresatura, verifica dell'adattamento — lavora su quella geometria precisa.
Fase 2 — Il flusso digitale passo dopo passo: scanner, CAD, CNC
Il flusso digitale per la protesi si articola in sei fasi distinte, alcune eseguibili interamente in studio (flusso chairside), altre che richiedono il passaggio al laboratorio odontotecnico (flusso labside).
Il clinico prepara il dente rimuovendo il tessuto cariato, la vecchia ricostruzione o la corona deteriorata, e sagomando il moncone secondo i principi protesici: convergenza assiale corretta, margine ben definito (chamfer o spalla), spessore occlusale sufficiente per il materiale scelto. Questa fase non è diversa dal flusso tradizionale: la geometria del moncone deve rispettare gli stessi requisiti biomeccanici.
Lo scanner intraorale acquisisce il moncone preparato, i denti adiacenti e l'arcata antagonista in occlusione. I sistemi di scansione moderni completano il rilievo in 2-4 minuti, con precisione nell'ordine dei micron. Il file generato è un modello digitale tridimensionale che il clinico può ruotare, sezionare e analizzare su schermo prima di avviare la progettazione.
Un aspetto rilevante è la verifica immediata: se una zona del rilievo è incompleta o distorta (per saliva, sangue o movimento), il clinico la corregge in tempo reale riscansionando la sezione, senza dover rifare l'intera impronta. Questa capacità di controllo in corso d'opera è uno dei vantaggi più concreti rispetto al silicone, dove l'errore si scopre solo quando il laboratorio apre la busta.
Il software di progettazione riceve il file di scansione e propone automaticamente una morfologia coronale, calcolata sulla base dei denti adiacenti, dell'arcata antagonista e di librerie anatomiche di riferimento. Il clinico — o il tecnico odontotecnico nel flusso labside — valida o modifica il progetto: sagoma cuspidi, regola i punti di contatto interprossimali, imposta il profilo di emergenza a livello del margine gengivale, verifica gli spazi occlusali statici e dinamici.
Questa fase richiede competenza clinica e non si riduce all'approvazione automatica del progetto generato dal software. Le librerie anatomiche sono medie statistiche: il singolo caso può richiedere aggiustamenti che solo un professionista è in grado di riconoscere e applicare.
Il file progettuale viene inviato alla macchina di produzione. Esistono due tecnologie principali:
- Fresatura CNC (milling): una fresa a controllo numerico scolpisce il manufatto da un blocchetto di materiale pre-sinterizzato (zirconia o ceramica vetro-ceramica). È il metodo standard per restauri definitivi in ceramica. La durata del ciclo varia dai 15 ai 40 minuti a seconda del materiale e della complessità geometrica.
- Stampa 3D (additive manufacturing): più utilizzata per provvisori in resina, modelli diagnostici, guide chirurgiche e dime di posizionamento implantare. Per restauri definitivi in ceramica è ancora in fase di sviluppo clinico e non ha raggiunto la validazione delle tecniche sottrattive.
Per la zirconia, il blocchetto fresato è in stato pre-sinterizzato (più morbido, più facile da lavorare) e deve subire un ciclo di cottura in forno che porta il materiale alla densità e alla resistenza meccanica finali. Durante la sinterizzazione il manufatto si ritira in modo prevedibile e controllato. Per il disilicato di litio il ciclo termico è più breve e conferisce le proprietà ottiche caratteristiche di questa ceramica.
La caratterizzazione cromatica — applicazione di coloranti ceramici per simulare sfumature, translucenza e effetti naturali — avviene prima o dopo la sinterizzazione a seconda del protocollo del materiale e delle esigenze estetiche.
Il manufatto viene provato in bocca, verificato sui contatti occlusali e sull'adattamento marginale, poi cementato. La tecnica di cementazione dipende dal materiale: il disilicato di litio richiede cementazione adesiva con mordenzatura acida e silano per sviluppare appieno le proprietà meccaniche; la zirconia monolitica può essere cementata con cemento convenzionale o adesivo a seconda della preparazione.
Progettazione digitale della protesi dentale
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La differenza tra flusso chairside e flusso labside
Il flusso chairside concentra tutte le fasi — scansione, progettazione, fresatura, cottura, cementazione — all'interno dello studio odontoiatrico in una singola seduta. È indicato per corone singole su denti posteriori, intarsi e restauri anteriori con esigenze estetiche moderate. Il paziente esce dalla seduta con il restauro definitivo cementato.
Il flusso labside prevede che la scansione venga eseguita in studio e il file digitale inviato al laboratorio odontotecnico, che esegue progettazione CAD e produzione con macchinari industriali di maggiore precisione e con la supervisione di un tecnico specializzato. Questo flusso è indicato per restauri esteticamente impegnativi (settore anteriore con stratificazione ceramica), riabilitazioni multiple, protesi su impianti e qualsiasi caso in cui la componente artigianale del tecnico odontotecnico aggiunga un valore insostituibile.
La scelta tra i due flussi non è una questione di tecnologia disponibile, ma di indicazione clinica. Per approfondire il flusso chairside in un contesto specifico, è disponibile l'articolo dedicato alla corona dentale in giornata con CAD/CAM. Per capire come funziona il rilievo digitale alla base di entrambi i flussi, è utile la lettura sui vantaggi dello scanner intraorale 3D.
I materiali del flusso digitale
Non tutti i materiali protesici sono compatibili con la fresatura CNC. I più utilizzati nella protesi digitale sono:
- Zirconia: ceramica policristallina ad altissima resistenza meccanica (resistenza alla flessione >900 MPa nelle versioni monolitiche). Indicata per i settori posteriori dove le forze masticatorie sono elevate. Le formulazioni translucenti di ultima generazione offrono un'estetica significativamente migliorata rispetto alle prime zirconie opache.
- Disilicato di litio (es. IPS e.max CAD): ceramica vetrosa rinforzata con cristalli di disilicato, offre translucenza e caratterizzazione ottica simile allo smalto naturale. Indicata per corone singole e faccette nei settori anteriori e premolari. Richiede preparazioni più conservative rispetto alla zirconia.
- PMMA (polimetilmetacrilato): resina acrilica per provvisori CAD/CAM di lunga durata, usata durante le fasi intermedie di riabilitazioni complesse o nella fase di carico immediato su impianti. Non è un materiale definitivo ma garantisce una qualità superiore rispetto ai provvisori realizzati a mano.
- Compositi rinforzati (resin nano-ceramic): materiali ibridi, più elastici della ceramica pura. Usati in contesti specifici dove è necessaria una certa resilienza meccanica.
Fase 3 — Perché la precisione del margine cambia l'esito clinico a lungo termine
L'adattamento marginale — cioè la precisione con cui il bordo della corona si adatta al margine del moncone preparato — è uno dei parametri più studiati nella letteratura protesica, perché determina direttamente la longevità del restauro. Uno spazio marginale eccessivo favorisce il ristagno di placca, la microinfiltrazione batterica e il rischio di carie secondaria sotto la corona.
Studi recenti hanno valutato comparativamente l'adattamento marginale di corone in zirconia realizzate con impronte convenzionali e con impronte digitali. I risultati indicano che entrambe le tecniche sono clinicamente accettabili, ma i flussi digitali mostrano una variabilità inferiore nei risultati — il che significa che il margine di incertezza è più contenuto e prevedibile rispetto alle catene di lavorazione fisica.
Questo non rende il digitale superiore in assoluto: un'impronta convenzionale eseguita con rigore clinico su un'arcata semplice produce risultati eccellenti. Il vantaggio del digitale si esprime soprattutto nella riproducibilità e nel controllo di processo, qualità che diventano particolarmente rilevanti nelle riabilitazioni multiple e nelle situazioni in cui il margine gengivale è difficile da isolare con i metodi tradizionali.
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FAQ
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Adamanti. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Sono stata in questo studio per la prima volta e mi sono trovata molto bene. Seduta di igiene e visita entrambe eseguite in maniera attenta e scrupolosa. Professionisti qualificati e affidabili, meravigliosa l'accoglienza da parte della segretaria. Ambiente molto pulito e ordinato. ” — Empoli
“ Ho sempre avuto una forte paura del dentista, soprattutto dell’anestesia, al punto da rimandare spesso le cure. Questa volta però ho deciso di fidarmi… ed è stata la scelta migliore che potessi fare. Il dottore è stato straordinario!! estremamente professionale, delicato e capace di mettermi a mio agio fin dal primo momento. Durante tutto il trattamento mi sono sentita tranquilla e seguita, cosa per me davvero fondamentale. Un ringraziamento speciale va anche a Monica, che lavora nello studio: mi ha spiegato tutto in modo chiaro e preciso, con una dolcezza e una disponibilità rare. Mi ha trasmesso fiducia e serenità, aiutandomi a superare le mie paure. Non è facile per me dire queste cose, ma oggi posso dirlo con il cuore: se avete paura del dentista, questo è il posto giusto. Qui non troverete solo professionalità, ma anche umanità, attenzione e comprensione. ” — Montecatini Terme
“ Sono stata presso lo studio dentistico già un paio di volte e con me anche mio figlio e mio marito. L'ambiente è piacevole, cordiale, sereno. La cura per il paziente è evidente ed il dottore è attentissimo. Ho effettuato una igiene orale e l'igienista è stata delicata e precisa. È la prima volta che esco da uno studio dentistico rilassata più di quanto sono arrivata e senza alcun fastidio. Io continuerò a servirmi presso questo studio e mi sento di consigliarlo vivamente. ❤️ ” — Castelfranco di Sotto
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra flusso digitale e protesi tradizionale?
La differenza principale riguarda il rilievo e la produzione. Nel flusso tradizionale si parte da un'impronta fisica in silicone, si realizza un modello in gesso e il tecnico odontotecnico lavora manualmente su quel modello. Nel flusso digitale, lo scanner intraorale sostituisce l'impronta, il software sostituisce la ceratura manuale e la fresatrice CNC produce il manufatto da un file numerico. Entrambi i percorsi possono produrre restauri di alta qualità: la scelta dipende dal caso clinico, non dalla tecnologia in sé.
La protesi digitale dura di più di quella tradizionale?
La longevità di un restauro protesico dipende da più variabili: la qualità della preparazione del moncone, l'adattamento marginale, la cementazione, l'igiene orale del paziente e le forze occlusali. Il flusso digitale può migliorare la riproducibilità dell'adattamento marginale, ma da solo non garantisce una durata superiore se le altre variabili cliniche non sono ottimizzate. La letteratura scientifica mostra tassi di sopravvivenza clinica comparabili tra i due flussi per corone singole su archi temporali di 5-10 anni.
Lo scanner intraorale è scomodo?
Lo scanner intraorale è una sonda di piccole dimensioni che scorre lungo l'arcata senza pressione. Non richiede l'inserimento di portaimpronta, non provoca nausea da riflesso faringeo e non prevede tempi di attesa per la polimerizzazione del silicone. La maggior parte dei pazienti lo percepisce come significativamente più confortevole rispetto all'impronta tradizionale, in particolare chi soffre di riflesso del vomito marcato.
Quando devo andare dal dentista se ho una protesi vecchia che cigola o si allenta?
Il momento ottimale per una valutazione è prima che il problema si aggravi. Una corona che cigola o che percepisce mobilità segnala un cedimento del cemento o un'infiltrazione marginale: se non trattata, la situazione evolve verso carie secondaria del moncone residuo o, nei casi gravi, verso la perdita del dente. Una visita diagnostica permette di valutare la situazione con esame clinico e radiografico, stabilire se il restauro è recuperabile e ricevere un piano di cura scritto.
La progettazione CAD può sbagliare l'occlusione?
Il software CAD propone un'occlusione basata sulla scansione dell'arcata antagonista, ma il clinico deve sempre verificare e affinare i contatti occlusali in bocca durante la seduta di consegna. Nessun software elimina la necessità del controllo clinico: l'occlusione finale si regola strumentalmente (carta occlusale, filo di seta) sulla situazione reale del paziente, che include variabili dinamiche non completamente catturabili dalla scansione statica.
Il primo passo è una visita con le radiografie.
Corona, ponte, dentiera o protesi su impianti: la scelta dipende da denti e osso che restano. lo studio Adamanti più vicino a te la fa vedere e la mette per iscritto.
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