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Aggiornato il 2 ottobre 2025
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Articolo: Implantologia
In sintesi
La riabilitazione implantare completa ricostruisce l'intera arcata dentale con impianti. Scopri le opzioni disponibili, i tempi del percorso e i fattori che determinano il risultato. In questa pagina: chi ha bisogno di una riabilitazione implantare completa; le opzioni protesiche disponibili; il percorso: dalla valutazione alla protesi stabile; i fattori che influenzano il risultato. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
La riabilitazione implantare completa è il percorso che ricostruisce un'arcata totalmente o quasi totalmente edentula (senza denti) attraverso impianti dentali e protesi fisse o rimovibili su di essi. È indicata quando la perdita dentale è avanzata al punto in cui le protesi mobili tradizionali non garantiscono funzione, comfort ed estetica adeguati. Il percorso richiede pianificazione accurata, tempi biologici rispettati e un'équipe multidisciplinare.
Chi ha bisogno di una riabilitazione implantare completa
L'edentulismo completo o quasi completo colpisce una percentuale significativa della popolazione adulta over 65, ma può presentarsi anche in pazienti più giovani a causa di parodontite severa non trattata, traumi o condizioni sistemiche.
I candidati tipici alla riabilitazione implantare completa sono:
- Pazienti edentuli con protesi mobile che non riescono a masticare efficacemente, che soffrono di instabilità della protesi inferiore o che hanno perso significativa quantità di osso per il riassorbimento post-estrattivo
- Pazienti con pochi denti residui di prognosi non mantenibile, per i quali la soluzione implantare completa è clinicamente più prevedibile della riabilitazione parziale
- Pazienti con denti compromessi multipli che preferiscono affrontare un percorso strutturato e completo piuttosto che ripetute cure conservative su denti con prognosi sfavorevole
La decisione di passare a una riabilitazione completa è sempre il risultato di una valutazione clinica dettagliata, non di una preferenza estetica: la conservazione dei denti naturali rimane l'obiettivo primario quando clinicamente sostenibile.
Le opzioni protesiche disponibili
Esistono diverse soluzioni per la riabilitazione implantare completa, con caratteristiche funzionali ed estetiche diverse:
All-on-4 e All-on-6 Quattro o sei impianti per arcata supportano una protesi fissa ibrida (struttura in titanio rivestita di composito o ceramica). È la soluzione più diffusa per l'edentulismo completo: il numero ridotto di impianti è reso possibile dall'inclinazione strategica di quelli posteriori, che massimizza l'ancoraggio osseo disponibile. La protesi è fissa — il paziente non la rimuove — e viene avvitata sugli impianti.
Protesi su impianti a supporto individuale Ogni dente o gruppo di denti è supportato da uno o più impianti. Questa soluzione è più impegnativa in termini di numero di impianti e costi, ma permette la massima individualizzazione estetica e funzionale.
Protesi rimovibile su impianti (overdenture) Una protesi rimovibile ancorata a 2–4 impianti tramite attacchi magnetici o a sfera. Il paziente la rimuove per l'igiene ma è stabilizzata dagli impianti, eliminando il problema dell'instabilità. È la soluzione meno invasiva e meno costosa per l'edentulismo completo, indicata quando la disponibilità ossea è limitata.
Pjetursson et al. (2012), in una revisione sistematica su oltre 7.000 protesi su impianti seguiti per 5 anni, hanno documentato tassi di sopravvivenza delle protesi fisse su impianti superiori al 95%, con una percentuale di complicazioni biologiche e meccaniche gestibili nel tempo con la manutenzione periodica.
Riabilitazione implantare completa
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Il percorso: dalla valutazione alla protesi stabile
Fase 1 — Valutazione e pianificazione (2–4 settimane) CBCT (TAC 3D) per valutare la quantità e qualità ossea disponibile in tutti i siti implantari, scansione digitale delle arcate, analisi occlusale, fotografie cliniche. In questa fase si decide il numero e la posizione degli impianti, la necessità di procedure ricostruttive ossee preventive e il tipo di protesi finale.
Fase 2 — Estrazioni e chirurgia implantare (1 seduta o più) Le estrazioni dei denti non mantenibili e il posizionamento degli impianti possono avvenire nella stessa seduta o in sedute separate, a seconda del caso. In molti protocolli All-on-4, il paziente esce dalla seduta chirurgica già con una protesi provvisoria fissa — il cosiddetto "carico immediato".
Fase 3 — Osseointegrazione (3–6 mesi) Gli impianti si integrano nell'osso. Durante questo periodo il paziente porta la protesi provvisoria, che permette di mangiare, parlare e sorridere normalmente pur non essendo dimensionata per il carico masticatorio stabile.
Fase 4 — Protesi stabile Al termine dell'osseointegrazione, si procede con le impronte (digitali o fisiche) per la protesi stabile in ceramica o composito di alta qualità. La protesi viene consegnata, adattata e avvitata sugli impianti.
Fase 5 — Mantenimento Controlli periodici ogni 6 mesi, pulizia professionale attorno agli impianti, verifica del torque degli elementi avvitati. La durata degli impianti dipende in larga misura dalla qualità del mantenimento.
I fattori che influenzano il risultato
Quantità e qualità ossea — La disponibilità ossea determina quanti impianti possono essere inseriti e dove. In caso di atrofia ossea importante, può essere necessaria la rigenerazione ossea preventiva, che allunga i tempi ma amplia significativamente le possibilità terapeutiche.
Abitudine al fumo — Il fumo riduce la vascolarizzazione peri-implantare e aumenta il rischio di fallimento implantare. I pazienti fumatori hanno tassi di complicazione biologica significativamente più elevati.
Controllo del diabete — Il diabete non compensato compromette la guarigione ossea. Il paziente diabetico ben compensato (HbA1c < 7%) può essere candidato all'implantologia con risultati comparabili ai non diabetici.
Igiene domiciliare — Gli impianti non sviluppano carie, ma sono soggetti alla perimplantite — l'equivalente della parodontite attorno agli impianti. Un'igiene domiciliare accurata con scovolini specifici per impianti è indispensabile per la longevità del risultato.
Chi sta valutando un percorso di riabilitazione completa può richiedere una consulenza implantare con CBCT 3D: gli studi Adamanti pianificano riabilitazioni complete con protocollo digitale per l'implantologia a Lucca e per l'implantologia a Pisa.
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Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Ho apprezzamento molto la cordiale accoglienza all'ingresso, la musica rilassante di sottofondo e poi i dottori sono stati molto professionali nello specificare con attenzione (e parole semplici) i trattamenti da eseguire, anche con ulteriori consigli specifici e mirati al mio caso. Grazie davvero. ” — Empoli
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ” — Pistoia
“ La bravura del dottor Palla é imparagonabile. L'ho conosciuto un paio di anni fa, per mia grande fortuna. Per errore di un dentista di un altro ambulatorio ero in una situazione difficile da mesi, ho girato 6 - 7 ambulatori, anche quelli più rinomati di Pisa e dintorni, nessun dottore era disposto ad aiutarmi, hanno detto che non é possibile... Dr. Palla invece ha detto, facciamolo, e il lavoro é venuto benissimo. Non ho sentito nulla, durante il lavoro, e quando il dottore dopo un oretta di lavoro ha detto "va bene per oggi abbiamo finito",non volevo alzarmi dalla poltrona! Gliel'ho chiesto, se possiamo fare ancora qualcos'altro, dall'altra parte della bocca, l'altro dente, e lui mi ha accontentato. Ringrazio a Edoardo e a tutto lo staff per la gentilezza. Ambulatorio nuovo, molto bello, bravo Antonio che esegue le pulizie denti, la Silvia, le segretarie ed assistenti. ” — Pisa
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Domande frequenti
Quanti impianti servono per riabilitare un'arcata completa?
Dipende dall'opzione protesica scelta. Con il protocollo All-on-4 bastano 4 impianti per arcata. Con protesi su impianti individuali ne servono molti di più (fino a 8–10 per arcata). La scelta dipende dalla disponibilità ossea, dalle esigenze funzionali ed estetiche e dal budget.
Si può mangiare normalmente con gli impianti?
Sì, con la protesi stabile. Durante la fase di guarigione con il provvisorio si seguono alcune restrizioni alimentari (cibi morbidi, evitare pressioni eccessive). Con la protesi stabile la funzione masticatoria si avvicina a quella dei denti naturali.
Gli impianti durano tutta la vita?
Gli impianti in titanio ben integrati hanno una longevità documentata di 20–30 anni nei pazienti con buona igiene e mantenimento regolare. La protesi sovraimplantare (la parte visibile) ha una longevità inferiore e può richiedere sostituzione o riparazione nel tempo, in media ogni 10–15 anni.
Qual è l'età minima per gli impianti?
Gli impianti vengono inseriti solo al termine della crescita ossea maxillo-facciale, generalmente intorno ai 18 anni per le ragazze e ai 20–21 per i ragazzi. Prima di quella soglia si utilizzano soluzioni provvisorie non invasive.
Il primo passo è una visita, con la TAC dove serve.
Per capire se e come sostituire i denti mancanti serve vedere osso e gengiva: lo studio Adamanti più vicino a te lo fa in prima visita, con un piano scritto.
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