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Aggiornato il 21 ottobre 2025
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Articolo: Parodontologia
In sintesi
Il curettage gengivale è la procedura di pulizia sottogengivale che rimuove tartaro e tessuto infiammato dalle tasche parodontali. Scopri la tecnica, i tempi di recupero e i risultati attesi. In questa pagina: cos'è esattamente il curettage; in quale contesto clinico si esegue; cosa dice la letteratura sui risultati; come si svolge la seduta e cosa aspettarsi. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
Il curettage gengivale — tecnicamente chiamato scaling e root planing (SRP) o levigatura radicolare — è la procedura manuale o ultrasonica che rimuove tartaro, biofilm batterico e cemento radicolare contaminato dalle superfici delle radici all'interno delle tasche gengivali. È il trattamento causale di prima linea per la parodontite e il punto di partenza di qualsiasi percorso parodontale.
Cos'è esattamente il curettage
Quando si parla di "pulizia dei denti", si intende generalmente la detartrasi sopragengivale — la rimozione del tartaro sopra il margine gengivale, visibile e accessibile. Il curettage va oltre: lavora nello spazio sottogengivale, all'interno delle tasche parodontali, dove lo spazzolino e il filo interdentale non arrivano.
Gli strumenti utilizzati — curette manuali o punte ultrasoniche specifiche — vengono inseriti delicatamente all'interno della tasca fino a raggiungere il fondo, e attraverso movimenti precisi rimuovono:
- Tartaro sottogengivale — calcificazioni batteriche adese alla superficie radicolare
- Biofilm batterico — la comunità organizzata di batteri parodontali che resiste ai collutori
- Cemento radicolare contaminato — lo strato superficiale della radice infiltrato da endotossine batteriche
La levigatura radicolare (root planing) è la fase finale in cui la superficie della radice viene lisciata: una superficie liscia è meno favorevole alla riadesione batterica e permette al tessuto gengivale di reinserirsi più efficacemente.
In quale contesto clinico si esegue
Il curettage è indicato in presenza di tasche parodontali con profondità ≥ 4 mm e sanguinamento al sondaggio — i criteri diagnostici che definiscono la parodontite attiva.
Viene eseguito come parte del protocollo di terapia causale, tipicamente organizzato per quadranti o semiarcate:
- Prima seduta: istruzione all'igiene orale domiciliare, detartrasi sopragengivale completa
- Sedute successive (2–4): curettage sottogengivale per quadrante, in anestesia locale
- Rivalutazione a 6–8 settimane: sondaggio completo per misurare la risposta clinica
La rivalutazione è fondamentale: i siti che non hanno risposto adeguatamente (tasche residue profonde, persistenza del sanguinamento) vengono considerati per la chirurgia parodontale.
Curettage gengivale
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Cosa dice la letteratura sui risultati
Sanz et al. (2020), nelle linee guida cliniche EFP S3 sul trattamento della parodontite, hanno documentato che la terapia causale meccanica — scaling e root planing — produce riduzioni statisticamente significative della profondità di sondaggio e del livello di attacco clinico in tutti gli stadi di parodontite, con risultati maggiori nelle tasche più profonde (riduzione media di 1,0–2,2 mm nelle tasche inizialmente ≥ 6 mm).
Suvan (2005) ha confermato che i risultati del curettage sono duraturi nei pazienti che mantengono una compliance al programma di mantenimento periodico (sedute ogni 3–6 mesi), con perdita minima di attacco nel follow-up a lungo termine.
Come si svolge la seduta e cosa aspettarsi
Il curettage viene eseguito in anestesia locale del quadrante trattato: il paziente non avverte dolore durante la procedura. La durata di ciascuna seduta è di circa 45–60 minuti per quadrante.
Durante la seduta: il dentista o l'igienista sonda ogni tasca, inserisce gli strumenti e lavora sistematicamente su ogni superficie radicolare. Si può avvertire pressione e vibrazione (se si usano ultrasuoni), ma non dolore.
Dopo la seduta: nelle 24–48 ore successive è comune avvertire sensibilità ai denti trattati, lieve gonfiore gengivale e sensibilità al freddo. Sono reazioni normali che si risolvono spontaneamente. Il dolore significativo è raro e può essere gestito con antinfiammatori comuni.
Nelle settimane successive: la gengiva si riduce leggermente di volume man mano che l'infiammazione recede. Questo può far sembrare i denti leggermente più lunghi — è un segnale positivo, non un peggioramento: significa che l'edema infiammatorio si è ridotto.
A 6–8 settimane: la rivalutazione clinica misura i risultati. In molti casi la riduzione delle tasche e la cessazione del sanguinamento sono già evidenti.
Chi ha ricevuto una diagnosi di parodontite o è stato informato di avere tasche gengivali profonde può valutare un percorso terapeutico: gli studi Adamanti eseguono il curettage parodontale nell'ambito dei protocolli di parodontologia a Pistoia e di parodontologia a Pisa.
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Domande frequenti
Il curettage fa male?
No, se eseguito in anestesia locale. Il fastidio post-operatorio nelle 24–48 ore successive è gestibile con antinfiammatori comuni. La sensibilità al freddo può persistere per qualche giorno nei denti trattati.
Quante sedute servono?
Dipende dall'estensione della parodontite. In genere 2–4 sedute per completare il trattamento di tutte le arcate, più la seduta di rivalutazione. Nei casi lievi-moderati, alcune sedi organizzano il trattamento in due sedute per arcata (superiore e inferiore).
Il curettage è diverso dalla pulizia normale?
Sì, significativamente. La "pulizia normale" (detartrasi sopragengivale) rimuove il tartaro sopra il margine gengivale, non richiede anestesia e dura 30–45 minuti. Il curettage lavora all'interno delle tasche parodontali, richiede anestesia locale e affronta la malattia parodontale alla radice — letteralmente.
Dopo il curettage la parodontite è guarita?
La parodontite è una malattia cronica: il curettage arresta la progressione e stabilizza la condizione, ma non elimina la suscettibilità biologica del paziente. Senza un programma di mantenimento periodico (ogni 3–4 mesi), la parodontite tende a recidivare. Il curettage è il primo passo, non l'unico.
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