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Aggiornato il 5 settembre 2026
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Servizio: Parodontologo (cura della parodontite)
- Parodontologo a Empoli: chi cura la parodontite nello studio di Via Raffaello Sanzio?
- Che cosa fa il parodontologo e quando serve?
- Quali sono i primi sintomi della parodontite?
- Gengivite, parodontite, piorrea: che cosa succede sotto la gengiva?
- Cosa misura il parodontologo a Empoli: sondaggio, radiografie e TAC cone beam
- Come si fa a curare la parodontite? Il percorso in quattro tappe
- Quanto costa un trattamento per la parodontite a Empoli?
- Perché il parodontologo chiede di fumo, diabete e gravidanza?
- Parodontologo e impianti dentali: qual è l'ordine giusto?
- Quando prenotare il parodontologo a Empoli, e da dove arrivano i pazienti
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Empoli
- Cosa dicono i pazienti di Empoli
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Parodontologo a Empoli: in questa pagina trovi chi cura la parodontite nello studio Adamanti di Via Raffaello Sanzio 199/A, che cosa fa il parodontologo, quali sono i primi sintomi della malattia parodontale, come si svolge la valutazione con sondaggio, radiografie e TAC cone beam in sede, in quante tappe si cura la parodontite, come si forma il costo, perché fumo, diabete e predisposizione contano, in che ordine stanno gengive e impianti e da quali comuni dell'Empolese arrivano i pazienti in mantenimento.
Parodontologo a Empoli: chi cura la parodontite nello studio di Via Raffaello Sanzio?
Il parodontologo di riferimento nello studio Adamanti di Empoli è il Dott. Francesco Garrubba, iscritto all'Albo Odontoiatri di Firenze, che nella sede segue parodontologia, endodonzia e conservativa, con la direzione sanitaria del Dott. Roberto Guazzetti.
Lo studio è in Via Raffaello Sanzio 199/A, al piano 1 del Centro Empoli (la Coop), con il parcheggio del centro commerciale a disposizione di chi arriva in auto dalla FI-PI-LI e la stazione di Empoli, sulla linea Firenze-Pisa, a pochi minuti a piedi. È una sede che lavora a Empoli da vent'anni e che sulla scheda Google ha 232 recensioni con una media di 4,9: dati che contano quando si sceglie chi dovrà seguire le proprie gengive non per una seduta, ma per anni.
Il servizio in scheda si chiama «Cura della parodontite» e comprende l'intero percorso: la valutazione con sondaggio e cartella parodontale, la terapia sotto la gengiva (la levigatura radicolare, che i pazienti chiamano curettage e che ha una pagina propria per Empoli), la rivalutazione, l'eventuale chirurgia sulle tasche che resistono e i richiami di mantenimento. Chi arriva con una diagnosi fatta altrove e vuole un secondo parere sulla profondità delle tasche trova qui lo stesso protocollo di misurazione, non un'opinione a occhio.
Che cosa fa il parodontologo e quando serve?
Il parodontologo è l'odontoiatra che diagnostica e cura le malattie del parodonto, cioè dei tessuti di supporto del dente: gengiva, legamento e osso alveolare.
Serve quando la gengivite, che è ancora reversibile, si trasforma in parodontite: i batteri della placca scendono sotto il margine gengivale, l'infezione distrugge l'attacco tra dente e gengiva e l'osso comincia a riassorbirsi. Il compito del parodontologo è fermare questo processo prima che porti alla mobilità e alla caduta dei denti, e mantenere stabile il risultato nel tempo.
In concreto il parodontologo misura le tasche, legge le radiografie, rimuove i depositi batterici dalle radici, valuta se serve un intervento chirurgico e imposta la prevenzione delle ricadute con un calendario di richiami. Si occupa anche delle recessioni gengivali, delle gengive che sanguinano in gravidanza e della salute dei tessuti intorno agli impianti, che si ammalano con lo stesso meccanismo dei denti naturali. Non è «una pulizia più accurata»: è la gestione di una malattia cronica, batterica e in parte legata alla predisposizione di ciascuno.
Parodontologo a Empoli
Da 20 anni a Empoli
Gengive che sanguinano, un dente che si muove, alito che non passa? Il Dott. Garrubba misura le tasche punto per punto e ti consegna un piano di cura scritto.
Quali sono i primi sintomi della parodontite?
I primi sintomi della parodontite sono tre: le gengive che sanguinano con lo spazzolino o il filo, l'alito pesante che resta anche dopo aver lavato i denti e il colletto del dente che si scopre un po' di più ogni anno, con una sensibilità nuova al freddo.
Sono segnali che non fanno male e che per questo vengono ignorati a lungo. I cambiamenti successivi sono quelli che il paziente nota da solo, spesso allo specchio: i denti che sembrano più lunghi, gli spazi neri tra un dente e l'altro dove prima c'era la gengiva, un incisivo che si sposta o si muove, un piccolo ascesso gengivale che si ripresenta sempre nello stesso punto. A quel punto la perdita ossea è già avanzata.
- Stadio precoce: sanguinamento, arrossamento, alito cattivo; l'osso è ancora quasi intatto e la terapia è breve.
- Stadio intermedio: recessioni, sensibilità, tasche di 4-6 millimetri; servono più sedute e richiami ravvicinati.
- Stadio avanzato: mobilità, spostamenti, ascessi, denti che si perdono; alcuni elementi non sono più recuperabili.
Chi fuma ha un segnale in meno: la nicotina restringe i vasi e riduce il sanguinamento, così la gengiva sembra tranquilla mentre la malattia procede. Un fumatore con gengive «che non sanguinano» non è, per questo, un paziente sano.
Gengivite, parodontite, piorrea: che cosa succede sotto la gengiva?
Gengivite, parodontite e piorrea sono tre nomi per tre momenti della stessa storia: la gengivite è l'infiammazione della sola gengiva, reversibile; la parodontite è l'infezione che ha raggiunto legamento e osso; piorrea è il nome popolare della parodontite avanzata, quando dalle tasche esce pus e i denti si muovono.
La malattia parodontale nasce dalla placca batterica, ma non si comporta allo stesso modo in tutti: la risposta infiammatoria dell'organismo, che dovrebbe difendere i tessuti, in alcune persone li distrugge più in fretta. È per questo che due colleghi con la stessa igiene possono avere gengive molto diverse, e che la cura della malattia non può ridursi a «lavare meglio i denti».
Il punto irreversibile è l'osso: una volta perso non ricresce spontaneamente e, nei casi gravi, la sequenza gengivite, parodontite, mobilità, perdita dei denti si compie in silenzio. Chi cerca in rete «cura malattia parodontale», «caduta denti» o «perdita denti per piorrea» descrive proprio questa sequenza. Il parodontologo la interrompe dove la trova, ma il risultato dipende da quando lo si consulta: intervenire allo stadio precoce significa conservare la propria dentatura, intervenire dieci anni dopo significa spesso pianificarne la sostituzione.
Cosa misura il parodontologo a Empoli: sondaggio, radiografie e TAC cone beam
La valutazione parodontale a Empoli è una visita di misurazione: con una sonda millimetrata il Dott. Garrubba rileva la profondità del solco intorno a ogni dente, in sei punti per elemento, annotando dove la gengiva sanguina al passaggio dello strumento.
A occhio una gengiva appena arrossata può nascondere una tasca di quattro o cinque millimetri: per questo non si guarda, si misura. Alle misurazioni si aggiungono la mobilità di ogni dente, le recessioni e le radiografie, che mostrano quanto osso resta intorno alle radici. Quando il quadro è complesso, per esempio in un difetto osseo che non si legge bene sulla lastra piatta o prima di una chirurgia rigenerativa, lo studio dispone della TAC cone beam in sede: l'esame si esegue nello stesso appuntamento, senza passare da un centro radiologico esterno, e lo legge il medico che ti segue.
Il risultato è la cartella parodontale, una mappa numerica della bocca che classifica stadio e gravità della malattia e che servirà, mesi dopo, per capire se la terapia ha funzionato davvero. La prima visita comprende anche l'anamnesi (fumo, diabete, farmaci, gravidanza, familiarità) e si chiude con un piano di cura scritto e personalizzato: numero di sedute, tempi della rivalutazione, costi. Nessuna terapia inizia il giorno stesso.
Come si fa a curare la parodontite? Il percorso in quattro tappe
La parodontite si cura rimuovendo i batteri dalle radici sotto la gengiva e impedendo che tornino: terapia attiva in anestesia locale, rivalutazione a circa due mesi, chirurgia solo sulle tasche che non rispondono, mantenimento con richiami ogni tre-quattro mesi.
- Terapia attiva (levigatura radicolare): con curette e ultrasuoni si rimuovono placca, tartaro e tossine dalla superficie della radice, un settore per seduta, in anestesia locale. Non è un intervento chirurgico: finita la seduta si torna al lavoro, o al treno per Firenze.
- Istruzioni per casa: nella stessa fase si corregge la tecnica di spazzolamento e si scelgono gli scovolini della misura giusta per ogni spazio; senza questa parte la terapia professionale non regge.
- Rivalutazione: dopo circa due mesi si ripete il sondaggio punto per punto e lo si confronta con la cartella iniziale. Nella maggior parte dei casi la terapia non chirurgica riporta i tessuti a condizioni gestibili.
- Chirurgia, se serve: sulle tasche profonde che persistono si valuta un intervento con lembo per completare la decontaminazione della radice o, nei difetti ossei selezionati, favorire la rigenerazione. Le recessioni gengivali di classe I e II di Miller possono essere ricoperte con un innesto di tessuto connettivo prelevato dal palato.
- Mantenimento: la parodontite si stabilizza, non guarisce una volta per tutte; i richiami sono il protocollo che decide il risultato.
Nei giorni dopo la terapia attiva è normale sentire i denti più sensibili al freddo e avere l'impressione che gli spazi tra i denti si siano aperti: è la gengiva che si sgonfia mentre l'infiammazione regredisce, non un danno. In gravidanza la terapia non chirurgica è indicata e sicura, preferibilmente nel secondo trimestre; gli interventi chirurgici si rinviano al dopo parto.
Quanto costa un trattamento per la parodontite a Empoli?
Il costo di un trattamento per la parodontite a Empoli si conosce dopo il sondaggio, perché dipende dallo stadio della malattia, da quanti settori vanno trattati, dall'eventuale chirurgia e dalla frequenza dei richiami: è scritto nel piano di cura consegnato dopo la prima visita, voce per voce.
Due bocche con lo stesso sanguinamento possono avere piani molto diversi, perché a fare la differenza sono la profondità delle tasche e l'osso già perso, cose che al telefono nessuno può vedere. Per questo lo studio di Empoli non dà cifre in poltrona né per telefono: comunica prima dell'appuntamento il costo della valutazione parodontale, e al termine consegna un preventivo scritto con sedute, tempi e importi, che si legge a casa. Per i percorsi più lunghi è disponibile il pagamento rateale.
Vale la pena fare un conto diverso: una terapia parodontale fatta in tempo costa meno di ciò che evita, cioè estrazioni, ponti e impianti. La prevenzione, per chi ha già avuto una gengivite o ha un genitore che ha perso i denti presto, comincia da un sondaggio prima dei sintomi.
Perché il parodontologo chiede di fumo, diabete e gravidanza?
Il parodontologo chiede di fumo, diabete, gravidanza, farmaci e familiarità perché sono i fattori che cambiano la velocità della malattia e la risposta alla cura: la causa è la placca, ma la predisposizione decide quanto danno fa.
Il fumo è il fattore aggravante più pesante: maschera il sanguinamento, rallenta la guarigione dei tessuti e rende meno stabile il risultato della terapia. Il diabete non ben compensato accelera la perdita di attacco, e il rapporto è a doppio senso, perché le gengive infiammate peggiorano il controllo della glicemia: per un paziente diabetico i richiami ravvicinati sono parte della gestione della malattia. La gravidanza, per i cambiamenti ormonali, rende le gengive più reattive alla placca; la parodontite non trattata è stata associata a esiti avversi come il parto pretermine, il che rende il controllo ancora più utile in gestazione.
Contano anche i farmaci: chi assume medicinali per l'osteoporosi o terapie oncologiche deve dirlo, perché la terapia non chirurgica è considerata sicura ma la chirurgia parodontale e gli innesti richiedono una valutazione con il medico prescrittore. Nessuno di questi fattori si affronta a parole in sala d'attesa: vengono raccolti alla prima visita e scritti nel piano, perché un protocollo identico per tutti, in parodontologia, non funziona.
Parodontologo e impianti dentali: qual è l'ordine giusto?
Prima le gengive, poi gli impianti: chi ha una parodontite non stabilizzata e valuta gli impianti dentali deve passare dal parodontologo, perché gli stessi batteri che hanno fatto perdere i denti attaccano i tessuti intorno agli impianti e provocano la perimplantite.
Nello studio di Empoli la cura parodontale precede la chirurgia implantare, e chi ha una storia di parodontite viene poi richiamato più spesso, con strumenti che non rovinano le superfici implantari. Il percorso chirurgico è descritto nella pagina sugli impianti dentali a Empoli; la seduta di igiene per chi porta impianti è nella pagina dedicata alla pulizia degli impianti.
Il parodontologo è anche chi dice quando un dente non è più recuperabile. Se ha perso la maggior parte dell'osso, si muove e compromette la masticazione, insistere per mesi su una prognosi che non cambia non è prudenza: è tempo perso. In quei casi si pianifica l'estrazione e la sostituzione, con le gengive vicine già stabilizzate, così l'impianto parte in un terreno sano. Avere nello stesso studio chi cura il parodonto e chi inserisce gli impianti evita radiografie che nessuno ha visto per intero e decisioni prese a metà.
Quando prenotare il parodontologo a Empoli, e da dove arrivano i pazienti
Conviene prenotare il parodontologo a Empoli appena il sanguinamento diventa ricorrente, quando una gengiva si ritira o quando un dente sembra leggermente mobile: il danno accumulato in un anno di attesa è quello che poi il piano di cura deve colmare, e la perdita ossea non torna indietro da sola.
Molti pazienti in cura parodontale nella sede di Empoli non abitano in città: arrivano da Vinci, Cerreto Guidi, Montelupo Fiorentino, Capraia e Limite, Montespertoli, Castelfiorentino e Fucecchio, e dalle frazioni di Pontorme, Serravalle e Marcignana. Ha senso, perché un percorso di richiami che dura anni si sceglie anche in base a quanto è comodo raggiungerlo: chi lavora a Firenze o a Pisa scende alla stazione di Empoli e arriva a piedi, chi viene dalla Valdelsa in auto lascia la macchina nel parcheggio del Centro Empoli e sale al piano 1. Orario continuato dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00, telefono 0571-82591.
Le situazioni con cui le persone arrivano dal parodontologo sono poche e riconoscibili: gengive che sanguinano da mesi, un alito che non migliora con la pulizia dei denti, un dente che si muove, una diagnosi già in mano e il desiderio di un secondo parere prima di un impianto o di una protesi. In tutte il primo passo è lo stesso: una sonda, una cartella e un piano scritto per mantenere il proprio sorriso con i propri denti.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Empoli
Da questa pagina si aprono le sue varianti, ognuna con una pagina propria dello studio di Empoli. Scegli quella che descrive la tua situazione.
Cosa dicono i pazienti di Empoli
“ Sono stata in questo studio per la prima volta e mi sono trovata molto bene. Seduta di igiene e visita entrambe eseguite in maniera attenta e scrupolosa. Professionisti qualificati e affidabili, meravigliosa l'accoglienza da parte della segretaria. Ambiente molto pulito e ordinato. ”
“ Ho apprezzamento molto la cordiale accoglienza all'ingresso, la musica rilassante di sottofondo e poi i dottori sono stati molto professionali nello specificare con attenzione (e parole semplici) i trattamenti da eseguire, anche con ulteriori consigli specifici e mirati al mio caso. Grazie davvero. ”
“ Sono molto contenta dell’esperienza, allo studio Adamanti sono tutti disponibili e gentilissimi. Sicuramente tornerò sempre lì per qualsiasi procedura di cui abbia bisogno. ”
Leggi tutte le 232 recensioni su Google.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Empoli consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Che cosa fa il parodontologo?
Diagnostica e cura la parodontite, cioè l'infezione batterica dei tessuti che sostengono il dente (gengiva, legamento, osso). Misura le tasche con la sonda, legge le radiografie, rimuove i depositi dalle radici sotto la gengiva, valuta l'eventuale chirurgia e segue nel tempo il mantenimento. Si occupa anche di recessioni, gengive in gravidanza e tessuti intorno agli impianti.
Quanto costa un trattamento per la parodontite?
Dipende dallo stadio della malattia, dal numero di settori da trattare, dall'eventuale chirurgia e dalla frequenza dei richiami, quindi si può dire solo dopo il sondaggio. Nello studio di Empoli il costo della valutazione viene comunicato prima dell'appuntamento e la cura è nel preventivo scritto consegnato a fine visita, con la possibilità di pagare a rate.
Come si fa a curare la parodontite?
In quattro tappe: terapia attiva sotto la gengiva in anestesia locale, un settore per seduta; correzione dell'igiene domiciliare; rivalutazione con nuovo sondaggio dopo circa due mesi; mantenimento con richiami ogni tre-quattro mesi. La chirurgia con lembo o gli innesti sono riservati alle tasche e alle recessioni che non rispondono.
Quali sono i primi sintomi della parodontite?
Gengive che sanguinano con spazzolino o filo, alito pesante che non passa lavando i denti, colletti scoperti e sensibilità al freddo. Più avanti denti che sembrano più lunghi, spazi nuovi tra i denti, mobilità e piccoli ascessi gengivali ricorrenti. Nei fumatori il sanguinamento può mancare anche con la malattia attiva.
Parodontite e piorrea sono la stessa cosa?
Sì: piorrea è il nome popolare della parodontite avanzata, quando dalle tasche esce pus e i denti si muovono. Malattia parodontale è il termine generale, gengivite è lo stadio precedente, ancora reversibile perché l'osso non è stato toccato.
Come faccio a sapere se ho la parodontite a Empoli?
Solo con un sondaggio parodontale completo: la sonda misura in sei punti per dente la profondità del solco e il sanguinamento, le radiografie mostrano l'osso. Sanguinamento ricorrente, gengive ritirate, alito persistente, denti che sembrano allungati o mobili sono i motivi per prenotare la valutazione nello studio di Via Raffaello Sanzio.
La parodontite si guarisce del tutto?
No, si stabilizza. È una malattia cronica: la terapia riporta le tasche a valori gestibili e i richiami impediscono ai batteri di ricolonizzarle. Chi interrompe il mantenimento tende a tornare, in qualche anno, verso il punto di partenza. L'osso perso non ricresce da solo.
La cura della parodontite fa male?
La terapia attiva si fa in anestesia locale, per settori, e non è un intervento chirurgico: si torna subito alle proprie attività. Nei giorni successivi sono normali sensibilità al freddo e la sensazione che gli spazi tra i denti si siano allargati, perché la gengiva infiammata si sgonfia.
Le gengive ritirate si possono recuperare?
Le recessioni di classe I e II di Miller possono essere ricoperte chirurgicamente con un innesto di tessuto connettivo prelevato dal palato. Il risultato dipende dallo spessore dei tessuti, dalla presenza di perdita ossea tra i denti e dall'igiene; le recessioni avanzate con perdita ossea laterale hanno una prognosi più riservata.
Posso fare la cura parodontale in gravidanza?
Sì: la terapia non chirurgica è indicata e sicura, preferibilmente nel secondo trimestre. La parodontite non trattata è stata associata a esiti avversi della gravidanza, quindi curarla ha senso proprio in quel periodo. Gli interventi chirurgici si rinviano al dopo parto.
Posso fare il trattamento parodontale se prendo farmaci per l'osteoporosi?
La terapia non chirurgica è generalmente considerata sicura. Alcuni farmaci per l'osteoporosi o oncologici aumentano il rischio di complicanze ossee in caso di chirurgia o innesti: in quei casi lo studio di Empoli si coordina con il medico prescrittore per definire il profilo di rischio prima di procedere.
Ho la parodontite: posso mettere gli impianti a Empoli?
Sì, dopo averla stabilizzata. Gli stessi batteri provocano la perimplantite, e un impianto inserito accanto a gengive infiammate parte svantaggiato. A Empoli la cura parodontale precede la chirurgia implantare, e chi ha una storia parodontale viene richiamato più spesso.
Un dente che si muove si può salvare?
Dipende da quanto osso resta. Con una perdita ossea contenuta la terapia può stabilizzarlo; se ha perso la maggior parte del supporto e compromette la masticazione, è più realistico pianificare l'estrazione e la sostituzione. La cartella parodontale e le radiografie dicono da che parte sta il tuo dente.
Basta la pulizia dei denti normale se ho la parodontite?
No. La pulizia ordinaria rimuove il tartaro sopra la gengiva, ma non raggiunge i batteri nelle tasche profonde. Per la parodontite serve la levigatura radicolare sotto la gengiva, in anestesia locale; la pulizia di mantenimento arriva dopo, a malattia stabilizzata.
Chi cura la parodontite nello studio Adamanti di Empoli? Sempre lo stesso medico?
Sì: il Dott. Francesco Garrubba, con la direzione sanitaria del Dott. Roberto Guazzetti. Per una malattia che si gestisce su anni, essere seguiti dallo stesso clinico conta: chi conosce la profondità delle tue tasche alla prima visita riconosce uno scostamento vero da una normale oscillazione.
Ho paura del dentista: che cosa succede alla prima visita parodontale?
Nulla di invasivo: sonda, radiografie e colloquio. Non si fanno terapie e non si decide niente in poltrona; il piano scritto lo leggi a casa. Quando la terapia inizia, si lavora in anestesia locale e un settore alla volta, così le sedute restano brevi.
Quanto devo aspettare per una valutazione parodontale a Empoli?
Dipende dall'agenda: chiama lo 0571-82591 e la segreteria ti dà la prima data utile, oppure lascia nome e telefono nel modulo e ti richiamiamo. Con la prenotazione online scegli tu giorno e ora. Se un dente si muove o c'è un ascesso, dillo subito: la valutazione viene anticipata.
Che orari ha lo studio di Empoli per i richiami ogni tre-quattro mesi?
Orario continuato dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00, in Via Raffaello Sanzio 199/A, piano 1 del Centro Empoli, con parcheggio del centro commerciale e stazione a pochi minuti. È comodo anche per chi arriva da Vinci, Montelupo Fiorentino, Fucecchio o Castelfiorentino.
Il primo passo è la valutazione parodontale.
Sondaggio in sei punti per dente, radiografie ed eventuale TAC cone beam in sede, cartella parodontale e un piano scritto proporzionato allo stadio reale della malattia. Nessun obbligo di iniziare una cura.
Prenota la valutazione parodontale oppure chiama lo 0571-82591: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Sondaggio, radiografie e cartella parodontale
- 2Levigatura delle radici, un settore per seduta
- 3Rivalutazione a due mesi e richiami ogni 3-4 mesi
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