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Aggiornato il 3 ottobre 2025
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Articolo: Parodontologia
In sintesi
La radice del dente esposta è il segnale visibile di una recessione gengivale in corso. Scopri le cause, i danni progressivi che provoca e le opzioni terapeutiche disponibili. In questa pagina: perché la radice non dovrebbe essere esposta; le cause principali della recessione gengivale; il processo progressivo: perché non si ferma da solo; le opzioni terapeutiche. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
La radice del dente esposta è la conseguenza di una recessione gengivale: la gengiva si ritira verso il basso (o verso l'alto, nell'arcata superiore), scoprendo la superficie radicolare che normalmente è protetta e non a contatto con il cavo orale. Non è un fenomeno puramente estetico: è un segnale di perdita di tessuto di supporto che, senza intervento, tende a peggiorare progressivamente.
Perché la radice non dovrebbe essere esposta
La corona del dente — la parte visibile in bocca — è rivestita da smalto, il tessuto più duro del corpo umano. La radice no.
La superficie radicolare è rivestita da cemento, un tessuto molto più sottile e vulnerabile, privo delle proprietà protettive dello smalto. Quando la gengiva si ritira e la radice si scopre, questa superficie viene esposta a:
- Batteri orali che trovano un substrato facilmente colonizzabile
- Stimoli termici e chimici che generano ipersensibilità (dolore al freddo, al caldo, agli zuccheri)
- Usura meccanica accelerata da spazzolamento, bruxismo o abrasione da alimenti acidi
- Carie radicolari — un tipo di carie che progredisce più velocemente di quella coronale perché il cemento offre meno resistenza
La sensibilità dentinale che molti pazienti attribuiscono a "denti delicati" è spesso una recessione gengivale non diagnosticata.
Le cause principali della recessione gengivale
Le recessioni non sono tutte uguali e non derivano tutte dalla stessa causa. Identificare la causa è il primo passo terapeutico, perché trattare la recessione senza correggere il fattore che l'ha generata porta a recidive.
1. Parodontite La causa più frequente di recessioni multiple e diffuse. L'infiammazione cronica del parodonto porta al riassorbimento dell'osso alveolare di supporto, e la gengiva — che segue anatomicamente il profilo osseo — si abbassa di conseguenza. La recessione parodontale è associata a perdita ossea verticale misurabile radiograficamente.
2. Trauma da spazzolamento Lo spazzolamento orizzontale con pressione eccessiva o con spazzolini a setole dure produce microtraumi ripetuti sul margine gengivale. Nel tempo la gengiva si assottiglia e retrocede. Le recessioni da trauma sono spesso localizzate sui settori vestibolari degli incisivi e dei canini.
3. Malposizione dentale I denti posizionati fuori dall'arco osseo di supporto (protrusione vestibolare) hanno una quantità di gengiva cheratinizzata ridotta o assente, e sono più vulnerabili alla recessione anche in assenza di infiammazione.
4. Bruxismo e parafunzioni Le forze occlusali eccessive — bruxismo notturno, serramento, abitudini parafunzionali — generano stress sul parodonto che può accelerare la recessione in denti già predisposti.
Kassab e Cohen (2003) hanno analizzato la prevalenza e l'eziologia della recessione gengivale in una revisione pubblicata sul Journal of the American Dental Association, identificando il trauma da spazzolamento e la parodontite come i due fattori eziologici principali, spesso presenti contemporaneamente nello stesso paziente.
Radice del dente esposta
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Il processo progressivo: perché non si ferma da solo
La recessione gengivale non è stazionaria. In assenza di trattamento, tende a progredire per due ragioni:
Prima ragione: la causa non si risolve da sola. Se la recessione è parodontale, l'infiammazione continua a consumare osso. Se è traumatica, lo spazzolamento scorretto continua. Il fattore che ha iniziato la recessione persiste e la alimenta.
Seconda ragione: la radice esposta è un substrato più vulnerabile. La colonizzazione batterica sulla superficie di cemento progredisce più rapidamente che sullo smalto, e la carie radicolare che ne può derivare si estende verso l'interno del dente in modo più aggressivo.
Loe, Anerud e Boysen (1992) hanno documentato la storia naturale della parodontite non trattata in una coorte longitudinale, evidenziando che la perdita di attacco clinico — e la conseguente recessione — è un processo continuo e non reversibile senza intervento professionale.
Le opzioni terapeutiche
Il trattamento dipende dall'estensione della recessione, dalla causa sottostante e dalla quantità di gengiva cheratinizzata residua.
Correzione del fattore causale Sempre il primo passo. Se la causa è parodontale, si esegue la terapia causale meccanica. Se è un trauma da spazzolamento, si istruisce il paziente alla tecnica corretta con spazzolino a setole morbide. Se è una malposizione, si valuta l'ortodonzia preventiva.
Chirurgia mucogengivale Nelle recessioni già stabilite, con radice esposta significativa o sintomatologia importante, le tecniche chirurgiche mucogengivali permettono di coprire la radice con tessuto gengivale prelevato da altre zone (innesto di tessuto connettivale) o spostato chirurgicamente (lembo coronalmente avanzato). I risultati estetici e funzionali di queste tecniche sono ben documentati, con tassi di copertura radicolare superiori all'80% nei casi favorevoli.
Materiali bioattivi e rigenerazione In alcuni casi si utilizzano membrane o fattori di crescita per supportare la rigenerazione del tessuto gengivale. Queste opzioni vengono valutate caso per caso in base alla morfologia della recessione.
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Domande frequenti
La radice esposta può ricoprirsi da sola?
No. Il tessuto gengivale ritirato non si rigenera spontaneamente. La recessione può stabilizzarsi se si rimuove il fattore causale, ma il tessuto perso non si recupera senza intervento chirurgico mucogengivale. Prima si interviene, più è favorevole il rapporto tra estensione della recessione e risultato ottenibile.
Tutti i denti che sembrano allungati hanno la radice esposta?
Non necessariamente. Un dente può sembrare più lungo per perdita ossea senza recessione visibile del margine gengivale. La diagnosi differenziale richiede il sondaggio parodontale e la valutazione radiografica.
La copertura della radice è stabile?
Se il fattore causale è stato corretto e il paziente mantiene un'igiene domiciliare adeguata con tecnica corretta, i risultati della chirurgia mucogengivale sono stabili nel tempo. La recidiva si osserva principalmente nei casi in cui il fattore traumatico o infiammatorio persiste.
La sensibilità dentinale migliora dopo il trattamento?
Sì. La copertura della radice con tessuto gengivale riduce in modo significativo l'ipersensibilità, perché la superficie radicolare non è più esposta agli stimoli termici e chimici. L'utilizzo di dentifrici desensibilizzanti può supportare il processo nelle fasi intermedie.
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