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Aggiornato il 14 settembre 2025
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Articolo: Parodontologia
In sintesi
Il ritiro gengivale non torna indietro da solo. Ecco le cause cliniche della recessione, cosa non funziona con i prodotti da banco e quando il trattamento professionale è necessario. In questa pagina: cos'è la recessione gengivale; le cause principali; cosa non funziona da solo; i trattamenti clinici disponibili. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
Se i tuoi denti sembrano diventati più lunghi rispetto a qualche anno fa, o se senti una fitta acuta quando bevi qualcosa di freddo o caldo, potrebbe essere in corso una recessione gengivale. Un processo che, una volta avviato, non si arresta da solo e che i prodotti da banco non sono in grado di invertire.
La gengiva si ritira perché subisce un danno cronico — meccanico o batterico. Quando il tessuto gengivale perde volume o migra verso l'apice del dente, espone la radice: una superficie priva di smalto, porosa, sensibile, e biologicamente molto più vulnerabile alle aggressioni batteriche rispetto alla corona.
Cos'è la recessione gengivale
La recessione gengivale è la migrazione apicale del margine gengivale libero, ovvero il bordo della gengiva che normalmente abbraccia il dente al colletto. Quando questo bordo si abbassa, la radice viene esposta progressivamente.
Clinicamente si distinguono diverse classi di recessione (classificazione Cairo 2017) a seconda che il tessuto di supporto osseo interdentale sia integro o già compromesso. La classe di recessione determina quale trattamento è possibile — e con quali aspettative di risultato.
Il tessuto gengivale perso non ricresce spontaneamente. La gengiva non ha capacità rigenerativa autonoma paragonabile ad altri tessuti epiteliali. Questa è la premessa essenziale da comprendere: nessun collutorio, nessun gel, nessun dentifricio "gengive sensitive" è in grado di far tornare indietro una recessione già avvenuta.
Le cause principali
La recessione gengivale ha quasi sempre una causa identificabile. Le più frequenti:
Spazzolamento traumatico. È la causa più comune nei pazienti giovani e adulti senza malattia parodontale. Movimenti orizzontali aggressivi, setole dure, pressione eccessiva — tutto ciò abrade progressivamente il tessuto gengivale sottile sul versante vestibolare dei denti. L'erosione è lenta, ma costante.
Malattia parodontale. Nella parodontite, i batteri subgengivali distruggono il tessuto connettivo e l'osso alveolare che sostengono il dente. La gengiva si ritira perché il suo supporto sottostante scompare. In questo caso la recessione è un sintomo di una patologia attiva: trattare solo la gengiva senza trattare l'infezione parodontale non porta risultati. Per capire se sei in questa situazione, è utile conoscere i segni iniziali della parodontite prima che la distruzione ossea diventi significativa.
Malocclusione e bruxismo. Forze occlusali eccessive o mal distribuite stressano le strutture di supporto. Il bruxismo notturno, in particolare, genera carichi ripetuti che nel tempo possono determinare recessioni localizzate in punti specifici.
Piercing orali. I piercing labiali o linguali che sfregano sul margine gengivale causano recessioni localizzate documentate in letteratura già dopo pochi mesi dall'applicazione.
Predisposizione anatomica. Alcune persone hanno semplicemente un fenotipo gengivale sottile — gengive con scarso spessore biologico, che cedono più facilmente a qualsiasi tipo di trauma cronico.
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Cosa non funziona da solo
Molti pazienti cercano sollievo ai sintomi con prodotti da banco: dentifrici desensibilizzanti, collutori a base di clorexidina, gel gengivali. Questi prodotti possono attenuare temporaneamente la sensibilità (occludendo i tubuli dentinali esposti) o ridurre l'infiammazione superficiale, ma non trattano la causa né invertono la perdita di tessuto.
Cambiare spazzolino con uno a setole morbide e adottare una tecnica corretta (spazzolamento verticale o con la tecnica di Bass) è un passo necessario per fermare il peggioramento meccanico, ma non recupera la gengiva già mancante.
Il fai-da-te ha senso per arrestare l'avanzamento in casi lievi e in assenza di patologia attiva. Non ha senso come unica risposta a una recessione già presente.
I trattamenti clinici disponibili
Quando la recessione è tale da esporre quantità significative di radice — creando sensibilità importante, rischio carioso radicolare elevato, o un problema estetico rilevante — i trattamenti parodontali chirurgici sono oggi molto efficaci. Chi cerca un percorso strutturato può valutare la parodontologia a Empoli o nelle altre sedi Adamanti in Toscana.
Innesto di tessuto connettivo sottopiteliale. Considerato il gold standard per le recessioni singole e multiple. Un piccolo prelievo di tessuto connettivo dal palato viene posizionato chirurgicamente nella zona di recessione. Con questa tecnica si possono ottenere coperture radicolare complete in classi di recessione favorevoli.
Tecnica a tunnel. Una variante mini-invasiva che evita incisioni verticali di rilascio, con cicatrizzazione più rapida e migliori risultati estetici nei casi indicati.
Membrane di rigenerazione. In presenza di distruzione ossea concomitante, si possono combinare innesti di tessuto molle con materiali di rigenerazione guidata ossea.
La scelta della tecnica dipende dalla classificazione della recessione, dal fenotipo gengivale, dall'estensione del danno e dall'età del paziente. Non esiste un protocollo universale.
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Domande frequenti
Il ritiro gengivale fa male?
La recessione in sé di solito non è dolorosa. Il sintomo più comune è la sensibilità dentinale — una fitta acuta in risposta al freddo, al caldo, al dolce o al tatto. In alcuni casi si percepisce solo il cambiamento estetico (denti che sembrano più lunghi) senza alcun fastidio.
Una volta trattata, la gengiva può ritrarsi di nuovo?
Sì, se la causa non viene eliminata. Un innesto ben riuscito è stabile nel tempo, ma se il paziente continua a spazzolare in modo traumatico o se la malattia parodontale non viene tenuta sotto controllo, la recessione può ripresentarsi. Il mantenimento periodico è parte integrante del trattamento.
Devo aspettare che peggiori prima di intervenire?
No. Le classi di recessione più favorevoli — quelle con tessuto interdentale intatto — offrono i risultati migliori. Aspettare significa complicare il quadro clinico e ridurre le possibilità di copertura radicolare completa. Il momento giusto per una valutazione è adesso, non quando la situazione diventa urgente.
Stabilire con precisione la causa e la classe della recessione richiede un esame clinico con sondaggio parodontale. I professionisti degli studi odontoiatrici Adamanti — a Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pisa, Castelfranco e Pistoia — effettuano valutazioni parodontali con strumentazione dedicata per capire da dove parte il problema e quale percorso terapeutico è realmente indicato per la tua situazione.
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