Aggiornato il 5 settembre 2026
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Servizio: Ascesso dentale
- Ascesso dentale a Empoli: cosa fare oggi e chi ti vede
- Che cos'è un ascesso dentale e da dove nasce?
- Come si capisce se c'è un ascesso? I sintomi da riconoscere
- Ascesso periapicale, ascesso parodontale e ascesso gengivale: che differenza c'è?
- Quanti giorni può durare un ascesso a un dente?
- Come si cura un ascesso al dente nello studio di Empoli?
- Perché l'antibiotico da solo non cura l'ascesso dentale?
- Quando l'ascesso dentale è pericoloso: i segnali che impongono l'ospedale
- Cosa fare stanotte, in attesa della visita per l'ascesso dentale
- Come prevenire un nuovo ascesso dentale e cosa succede dopo
- Ascesso dentale a Empoli: costo della visita urgente, orari e come arrivare
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Empoli
- Cosa dicono i pazienti di Empoli
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Ascesso dentale a Empoli: questa pagina spiega cosa fare oggi se un dente pulsa e la guancia si gonfia, che cos'è un ascesso e da dove nasce, come si capisce se c'è, che differenza c'è tra ascesso periapicale, parodontale e gengivale, quanti giorni può durare, come si cura nello studio Adamanti di Via Raffaello Sanzio 199/A con drenaggio in anestesia locale, perché l'antibiotico da solo non basta, quali segnali impongono l'ospedale, cosa fare stanotte, come prevenire un nuovo ascesso, quanto costa la visita urgente e come arrivare.
Ascesso dentale a Empoli: cosa fare oggi e chi ti vede
Se hai un ascesso dentale a Empoli la cosa da fare oggi è telefonare allo 0571-82591, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, e descrivere i sintomi: un dente che pulsa e una guancia gonfia si vedono in giornata nei limiti dell'orario, perché l'ascesso non si risolve da solo e l'unico gesto che lo spegne, drenare il pus e trattare il dente, richiede un riunito odontoiatrico.
L'urgenza viene ricevuta dal team clinico dello studio Adamanti di Via Raffaello Sanzio 199/A, sotto la direzione sanitaria del Dott. Roberto Guazzetti, al piano 1 del Centro Empoli, la struttura della Coop, con parcheggio del centro commerciale, uscita della FI-PI-LI vicina e stazione a pochi minuti. Il servizio in scheda si chiama «Cura dell'ascesso dentale» ed è una pagina figlia delle urgenze: per le altre emergenze, dal dente rotto alla corona caduta, c'è la pagina sul pronto soccorso dentista a Empoli.
Una cosa va detta prima di tutto il resto: lo studio non è un pronto soccorso ospedaliero e non è aperto di notte né nei festivi. Se il gonfiore scende verso il collo, se c'è febbre alta, se fai fatica a deglutire o a respirare, non telefoni al dentista: vai in ospedale, subito. Per tutto il resto, cioè la grande maggioranza degli ascessi, in una persona che respira, deglutisce e apre la bocca normalmente, lo studio è il posto giusto.
Che cos'è un ascesso dentale e da dove nasce?
Un ascesso dentale consiste in una raccolta di pus (una cavità purulenta) causata da un'infezione batterica nei tessuti che circondano la radice del dente o la gengiva, con accumulo di liquido in uno spazio chiuso del cavo orale: nasce quasi sempre dentro il dente, quando la polpa muore per una carie profonda, un trauma o una vecchia otturazione, e i batteri scendono lungo il canale radicolare fino all'osso alveolare intorno all'apice.
La formazione dell'ascesso segue un copione: la polpa infetta non ha più circolazione, la proliferazione dei batteri procede indisturbata nel canale, l'infezione arriva alla punta della radice e l'organismo risponde con un'infiammazione che, in fase acuta, produce pus. Il pus cerca una via d'uscita: gonfia la gengiva, a volte apre una fistola da cui esce liquido, a volte gonfia la guancia. Il dolore è la pressione di quel liquido in uno spazio chiuso.
Esistono cause diverse dal dente: una tasca parodontale profonda che si chiude e si infetta (ascesso parodontale), un dente del giudizio semi-incluso con la gengiva infiammata sopra (pericoronite), un corpo estraneo conficcato tra dente e gengiva. La causa dell'ascesso cambia la cura, ed è il motivo per cui una diagnosi accurata, fatta con la radiografia, viene prima di qualunque farmaco. Le ricerche con cui si arriva qui sono quasi sempre le stesse, «sintomi ascesso», «causa ascesso», «origine ascesso», «formazione ascesso», «ascesso dente giudizio», e la risposta comune è che l'origine si vede in radiografia, non si indovina.
Ascesso dentale a Empoli
Da 20 anni a Empoli
Dente che batte, guancia gonfia, antibiotico che non basta? L'ascesso si spegne drenandolo, in giornata nei giorni di apertura. Telefona prima di partire.
Come si capisce se c'è un ascesso? I sintomi da riconoscere
Si capisce che c'è un ascesso da un dolore intenso, pulsante e spontaneo, presente anche senza stimoli e che aumenta sdraiandosi; dal dente che sembra «più alto» o che batte quando si chiude la bocca; dal dolore forte alla percussione (toccarlo con un cucchiaio fa molto male); dal gonfiore della gengiva o della guancia; da un sapore cattivo o da pus che esce vicino al dente.
- Dolore: continuo, pulsante, non legato a caldo o freddo, che peggiora di notte e con la testa in basso.
- Gonfiore: un rigonfiamento sulla gengiva vicino alla radice, oppure la guancia o il labbro gonfi; la pelle sopra può essere calda e tesa.
- Dente colpito: sensazione di dente allungato, dolore intenso alla masticazione e alla percussione, a volte mobilità.
- Segni generali: febbre, malessere, linfonodi del collo ingrossati e dolenti.
- Fistola: un piccolo foro sulla gengiva da cui esce pus, con improvviso sollievo del dolore; non è guarigione.
- Alitosi e sapore cattivo per la fuoriuscita di liquido purulento.
Il mal di denti comune, da carie, sensibilità o frattura, è legato a stimoli (freddo, caldo, dolce, pressione) ed è intermittente; l'ascesso produce un dolore che c'è comunque e cresce, ed è doloroso soprattutto alla pressione. Chi cerca «dolore gonfiore guancia», «dolore denti che pulsa» o «rivolgersi dentista o pronto soccorso» descrive questo quadro, negli adulti come nei bambini; l'ascesso di un molare inferiore può gonfiare anche la mandibola e il collo, e a quel punto la gravità cambia. Nei bambini i segni sono gli stessi, spesso con una bollicina sulla gengiva sopra un dente da latte cariato: va vista, perché l'infezione può danneggiare il permanente sottostante.
Ascesso periapicale, ascesso parodontale e ascesso gengivale: che differenza c'è?
L'ascesso periapicale nasce dentro il dente, dalla polpa morta, e si forma alla punta della radice; l'ascesso parodontale nasce nella tasca gengivale di un dente vivo con parodontite; l'ascesso gengivale è una raccolta superficiale nel tessuto molle, spesso per un corpo estraneo o per placca e tartaro.
La distinzione conta perché cambia la cura. Nell'ascesso periapicale il dente non risponde ai test di vitalità, la radiografia mostra una zona scura all'apice e la terapia è entrare nei canali (cura canalare) o estrarre. Nell'ascesso parodontale il dente è vivo, il sondaggio trova una tasca profonda che sanguina e libera pus, e la terapia è drenare attraverso la tasca, levigare la radice e poi curare la malattia parodontale, con il percorso descritto nella pagina sul parodontologo a Empoli. L'ascesso gengivale si risolve rimuovendo la causa locale.
Esiste anche il quadro combinato, la lesione endo-parodontale, in cui l'infezione arriva sia dal canale sia dalla tasca: è il caso con prognosi più incerta e va valutato con radiografia, sondaggio e, quando serve, TAC cone beam in sede. Chi ha malattie gengivali non trattate tende a sviluppare ascessi con più facilità: rappresentano il segnale che il parodonto, cioè gengiva, osso e legamento, non regge più, e sono una conseguenza della parodontite, non una malattia a parte.
Quanti giorni può durare un ascesso a un dente?
Un ascesso a un dente può durare giorni o settimane in fase acuta, poi sgonfiarsi da solo e ripresentarsi dopo qualche settimana o mese, più violento: senza drenaggio e senza cura della causa non guarisce mai davvero, perché il focolaio resta dentro il dente o nella tasca.
La tregua inganna. Quando la fistola si apre o l'antibiotico abbassa la carica batterica, il dolore cala e sembra finita; nel frattempo il danno all'osso causato infezione dopo infezione si accumula, provocando una lesione sempre più grande. Fattori come il diabete, un sistema immunitario indebolito o il fumo peggiorano il quadro, causando ricadute più ravvicinate. Ogni ricaduta è in genere peggiore della precedente e, alla lunga, può portare alla perdita del dente o, di rado, a complicanze gravi come la diffusione dell'infezione agli spazi del collo.
Dopo il trattamento in studio, invece, i tempi sono prevedibili: il dolore cala nelle ore successive al drenaggio, il gonfiore si riduce in due o tre giorni, e la guarigione dell'osso si verifica con una radiografia a distanza di mesi. Se l'ascesso è diffuso si può decidere di drenare subito e completare la disinfezione del canale in una seduta successiva, quando l'infiammazione acuta si è ridotta: pochi giorni tra un passaggio e l'altro.
Come si cura un ascesso al dente nello studio di Empoli?
Un ascesso al dente si cura in due tempi: la prima seduta spegne la fase acuta con anestesia locale, apertura del dente o incisione, drenaggio del pus e medicazione; la seconda parte tratta la causa, con la cura canalare, la terapia della tasca parodontale o l'estrazione quando la radice non è recuperabile.
- Radiografia in sede per capire da dove nasce l'infezione: dente, tasca, dente del giudizio. È il passaggio essenziale, perché una diagnosi adeguata orienta il trattamento in base alla gravità e all'origine; intervenire tempestivamente riduce i danni all'osso e permette di evitare complicazioni.
- Anestesia locale, efficace anche su un dente infetto con le tecniche adeguate.
- Drenaggio: si apre la camera pulpare del dente e si lascia scaricare il pus dai canali, oppure si incide il gonfiore sulla gengiva; una volta scaricata la pressione il dolore cala in tempi brevi.
- Medicazione antibatterica nei canali e, quando servono, antibiotico e antinfiammatorio con prescrizione, insieme al trattamento e non al suo posto.
- Cura della causa, pochi giorni dopo: devitalizzazione a Empoli o ritrattamento se il dente si salva, levigatura della tasca se l'ascesso è parodontale, estrazione se la radice è fratturata o l'osso è troppo distrutto.
- Ricostruzione e controllo: corona sul dente devitalizzato, radiografia a distanza per verificare la guarigione dell'osso.
Ogni passaggio viene spiegato prima, con un piano di cura scritto per la parte definitiva; nell'urgenza si decide solo ciò che serve ad alleviare dolore e pressione. Chi cerca «come si tratta ascesso» trova spesso rimedi: l'odontoiatra, invece, tratta la causa, ed è l'unico specialista in grado di farlo con cure adeguate. Dopo una semplice apertura del dente si può mangiare dal lato opposto già nelle ore successive; dopo un'incisione con sutura è preferibile un'alimentazione morbida per due o tre giorni.
Perché l'antibiotico da solo non cura l'ascesso dentale?
L'antibiotico da solo non cura l'ascesso dentale perché il farmaco viaggia con il sangue e dentro un dente con la polpa morta il sangue non circola: abbassa la febbre, riduce il gonfiore e la carica batterica nei tessuti, ma non arriva nel canale dove l'infezione vive, e quando la cura finisce tutto ricomincia.
Molti arrivano alla prima visita con la stessa frase: «ho già preso l'antibiotico, stava passando». A volte è l'amoxicillina avanzata in casa da un'altra cura, a volte un gel antibiotico per gengive comprato in farmacia. Hanno un ruolo, ed è bene dirlo: un gel può aiutare in un'infiammazione superficiale, l'antibiotico per bocca spegne la febbre. Nessuno dei due raggiunge la sorgente. È un limite anatomico, non una questione di qualità del prodotto, ed è il motivo per cui il copione si ripete uguale: sollievo, due o tre settimane di quiete, ricaduta.
L'antibiotico ha senso quando c'è gonfiore diffuso, febbre o un rischio di diffusione, sempre con prescrizione e sempre insieme al drenaggio; non ha senso preso per conto proprio, prima della visita, perché maschera il quadro e seleziona batteri resistenti. Lo stesso vale per i rimedi casalinghi, sciacqui con acqua e sale, chiodi di garofano, impacchi: possono ridurre il fastidio per un'ora, non curano; almeno non peggiorano, se si evita il calore. Si manifesta così, ogni volta, il limite dei rimedi: agiscono sul sintomo del dente interessato, non sulla cavità dove i batteri vivono.
Quando l'ascesso dentale è pericoloso: i segnali che impongono l'ospedale
L'ascesso dentale diventa pericoloso quando l'infezione esce dai confini della bocca e si diffonde agli spazi profondi del pavimento orale e del collo (l'angina di Ludwig), verso l'occhio o verso il torace: sono complicazioni rare ma rapide, e chiunque abbia un ascesso in corso deve saperle riconoscere.
- gonfiore duro e teso sotto la lingua o sotto il mento, spesso su entrambi i lati;
- lingua sollevata o spinta indietro, voce impastata;
- difficoltà crescente a deglutire, fino a non riuscire a mandare giù la saliva;
- fatica a respirare, anche lieve ma in peggioramento;
- febbre alta con brividi e malessere che precipita nel giro di ore;
- gonfiore che coinvolge l'occhio o che si estende in fretta al collo.
Davanti a uno solo di questi segnali non si telefona al dentista: si va al pronto soccorso ospedaliero, senza aspettare il mattino. Chi ha il diabete non controllato, è in terapia immunosoppressiva o ha già avuto episodi di gonfiore rapido al collo va valutato con più attenzione, perché in questi pazienti l'infezione può diffondersi più facilmente e il percorso può richiedere un confronto con il medico di base prima ancora di intervenire sul dente. La morte per ascesso dentale è oggi un evento eccezionale, ma esiste proprio in questi casi trascurati.
Cosa fare stanotte, in attesa della visita per l'ascesso dentale
In attesa della visita: un antinfiammatorio da banco a stomaco pieno se non hai controindicazioni, la testa più sollevata del solito per dormire, freddo esterno avvolto in un panno sulla guancia, niente calore, niente incisioni o pressioni sul gonfiore, niente sciacqui con alcol e nessun antibiotico preso per conto proprio.
- Sì: antinfiammatorio a stomaco pieno (o analgesico semplice se non puoi prenderlo), acqua, cibi morbidi e tiepidi dal lato opposto, spazzolino delicato intorno al dente per non lasciare placca.
- No: borsa dell'acqua calda o impacchi caldi, che richiamano sangue e accelerano la diffusione; bucare o schiacciare il gonfiore; cibi molto caldi; fumo e alcol.
- Se la fistola si apre da sola: sollievo immediato, ma non è guarigione; la visita resta necessaria.
- Se compare uno dei segnali della sezione precedente: ospedale, subito.
Poi, al mattino, la telefonata allo 0571-82591 dicendo che è un'urgenza. Un'ultima nota sul giorno dopo: quando il dolore concede tregua, la tentazione di rimandare torna puntuale. È esattamente il meccanismo che trasforma un ascesso trattabile in giornata in un'estrazione qualche settimana più tardi.
Come prevenire un nuovo ascesso dentale e cosa succede dopo
La prevenzione di un nuovo ascesso, e in generale la salute orale, poggia su tre cose: completare la cura della causa (canalare, parodontale o estrazione) e non fermarsi al drenaggio, proteggere il dente devitalizzato con una corona, e mantenere una corretta igiene quotidiana con spazzolino, filo interdentale e controlli periodici che intercettino carie e tasche prima che arrivino alla polpa o all'osso.
Fare prevenzione è più leggero che curare: quasi ogni ascesso ha dato segnali settimane prima, cure rimandate e piccoli problemi lasciati crescere, una carie visibile ma non dolente, una vecchia otturazione infiltrata, un dente devitalizzato anni fa che ha cominciato a dare fastidio alla masticazione, gengive che sanguinano. Due controlli l'anno con la seduta di pulizia dei denti a Empoli costano meno di un'urgenza e molto meno di un dente perso. Chi ha una parodontite ha bisogno del percorso di mantenimento dedicato, perché le tasche non curate sono la fabbrica degli ascessi parodontali.
Dopo il trattamento il dente va controllato per valutare la guarigione e favorire il recupero dell'osso: una radiografia a distanza di mesi verifica che l'osso intorno alla radice sia guarito. Se un dente devitalizzato sviluppa un ascesso anni dopo, la cura canalare va rivalutata con un ritrattamento; se il dente è stato estratto, la sostituzione (impianto o ponte) si pianifica a guarigione avvenuta, con calma e con un preventivo scritto.
Ascesso dentale a Empoli: costo della visita urgente, orari e come arrivare
Il costo della visita urgente per l'ascesso dentale a Empoli, con radiografia, viene comunicato al telefono prima che tu parta; il drenaggio è una prestazione a sé, spiegata prima di eseguirla; la cura della causa, che arriva nei giorni successivi, è nel piano scritto, con possibilità di pagamento rateale per i percorsi più lunghi.
Lo studio riceve dal lunedì al venerdì, 9:00-19:00, in Via Raffaello Sanzio 199/A, e in vent'anni di attività a Empoli ha visto arrivare ascessi da tutto l'Empolese-Valdelsa: Vinci, Cerreto Guidi, Montelupo Fiorentino, Capraia e Limite, Montespertoli, Castelfiorentino e Fucecchio, e dalle frazioni di Pontorme, Serravalle, Marcignana e Ponzano. Chi arriva con un dente che batte non deve attraversare mezza Toscana: uscita della FI-PI-LI, parcheggio del Centro Empoli, stazione a pochi minuti. La regola per chi viene da fuori è chiamare prima di partire: la valutazione telefonica ti prepara il posto o ti dice se è un caso da ospedale.
Le situazioni che si vedono più spesso sono poche e riconoscibili: chi confonde un ascesso gengivale superficiale con un vero ascesso dentale; chi dopo un'estrazione recente ha dolore pulsante e sapore cattivo, che può essere un'alveolite e non un ascesso; chi ha già preso un antibiotico prescritto al telefono senza miglioramento; chi ha un ascesso su un dente devitalizzato anni fa. In tutti i casi la domanda che portiamo in studio non è quale antibiotico serva, ma da dove parte l'infezione e come si arriva alla causa. Le 232 recensioni Google con media 4,9 dello studio parlano soprattutto di questo: sapere cosa sta succedendo, prima di essere curati.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Empoli
Questa pagina è una tappa del percorso «Pronto soccorso dentista a Empoli» dello studio di Empoli. Qui trovi la pagina madre e le pagine sorelle, per capire dove si colloca la cura che stai valutando.
Cosa dicono i pazienti di Empoli
“ Sono stata in questo studio per la prima volta e mi sono trovata molto bene. Seduta di igiene e visita entrambe eseguite in maniera attenta e scrupolosa. Professionisti qualificati e affidabili, meravigliosa l'accoglienza da parte della segretaria. Ambiente molto pulito e ordinato. ”
“ Ho apprezzamento molto la cordiale accoglienza all'ingresso, la musica rilassante di sottofondo e poi i dottori sono stati molto professionali nello specificare con attenzione (e parole semplici) i trattamenti da eseguire, anche con ulteriori consigli specifici e mirati al mio caso. Grazie davvero. ”
“ Sono molto contenta dell’esperienza, allo studio Adamanti sono tutti disponibili e gentilissimi. Sicuramente tornerò sempre lì per qualsiasi procedura di cui abbia bisogno. ”
Leggi tutte le 232 recensioni su Google.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Empoli consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Come si cura un ascesso al dente?
Il trattamento ascesso dentale si fa in due tempi: la prima seduta spegne la fase acuta con anestesia locale, apertura del dente o incisione, drenaggio del pus e medicazione; pochi giorni dopo si tratta la causa con la cura canalare, la terapia della tasca parodontale o l'estrazione se la radice non è recuperabile. L'antibiotico si aggiunge solo quando serve, mai al posto del drenaggio.
Quanti giorni può durare un ascesso a un dente?
Giorni o settimane in fase acuta, poi può sgonfiarsi da solo e tornare dopo settimane o mesi, peggio. Senza drenaggio e cura della causa non guarisce mai davvero. Dopo il trattamento il dolore cala in ore e il gonfiore in due o tre giorni; l'osso guarisce in mesi.
Come si capisce se c'è un ascesso?
Dolore pulsante, spontaneo, che aumenta sdraiandosi; dente che sembra più alto e fa molto male alla percussione; gonfiore della gengiva o della guancia; a volte febbre, linfonodi ingrossati, pus e sapore cattivo. Il mal di denti comune è legato a stimoli ed è intermittente, l'ascesso no.
Qual è la differenza tra ascesso periapicale e ascesso parodontale?
Il periapicale nasce dentro un dente con la polpa morta e si forma alla punta della radice: si cura entrando nei canali o estraendo. Il parodontale nasce nella tasca gengivale di un dente vivo con parodontite: si drena attraverso la tasca, si leviga la radice e si cura la malattia parodontale.
L'ascesso si è sgonfiato da solo: è guarito?
No. La fistola che si apre o l'antibiotico che agisce danno sollievo, ma il focolaio resta nel dente o nella tasca e l'osso continua a essere consumato. La ricaduta arriva in settimane o mesi, di solito più violenta. Serve comunque la visita con radiografia.
Posso prendere un antibiotico da solo prima della visita a Empoli?
No. Dentro un dente con la polpa morta il farmaco non arriva; preso senza visita maschera il quadro e seleziona batteri resistenti. L'antibiotico ha senso con gonfiore diffuso o febbre, con prescrizione e insieme al drenaggio. Per il dolore usa un antinfiammatorio a stomaco pieno.
Il drenaggio dell'ascesso fa male?
Si esegue in anestesia locale, efficace anche su un dente infetto con le tecniche adeguate. Una volta scaricata la pressione del pus il dolore cala in tempi brevi, spesso già in poltrona. Nei giorni dopo resta una dolenzia gestibile con un antinfiammatorio.
Quando devo andare al pronto soccorso ospedaliero invece che dal dentista?
Con gonfiore duro sotto la lingua o verso il collo, lingua sollevata, difficoltà a deglutire o a respirare, febbre alta con brividi, gonfiore che coinvolge l'occhio. Sono i segni di un'infezione che ha superato la bocca (angina di Ludwig): ospedale subito, senza aspettare il mattino.
Perdita dente dopo ascesso: si può evitare, il dente si salva?
Spesso sì, con la cura canalare o il ritrattamento, se la radice è integra e resta abbastanza dente per una corona. Si estrae quando la radice è fratturata o l'osso è troppo distrutto. La decisione si prende con la radiografia e, se serve, con la TAC cone beam in sede.
Ho pus dalla gengiva ma nessun dolore: devo preoccuparmi?
Sì. Una fistola che scarica pus senza dolore è un ascesso cronico: non fa male perché il liquido trova una via d'uscita, ma l'infezione consuma l'osso in silenzio. Va vista con una radiografia e curata alla radice.
Cosa posso fare a casa in attesa dell'appuntamento?
Antinfiammatorio a stomaco pieno, testa sollevata per dormire, freddo esterno avvolto in un panno, cibi morbidi dal lato opposto, spazzolino delicato. Niente calore, niente incisioni o pressioni sul gonfiore, niente alcol, nessun antibiotico per conto proprio.
Dopo il trattamento dell'ascesso devo aspettare per mangiare?
Dopo la semplice apertura del dente si può mangiare dal lato opposto già nelle ore successive. Dopo un'incisione con sutura è preferibile un'alimentazione morbida per due o tre giorni. La corona sul dente devitalizzato arriva settimane dopo, a guarigione dell'infezione.
Ascesso denti da latte: i bambini possono averlo?
Sì, spesso su un dente da latte cariato, con una bollicina sulla gengiva. Va visto perché l'infezione può danneggiare il dente permanente sottostante. Lo stesso numero, lo stesso orario e la stessa priorità valgono anche per loro.
Prevenire ascesso e ricadute: cosa devo fare dopo la cura?
Completare la cura della causa e non fermarsi al drenaggio, proteggere il dente devitalizzato con una corona, mantenere spazzolino e filo ogni giorno e fare i controlli periodici con la seduta di igiene. Se hai una parodontite, il mantenimento dedicato è ciò che evita gli ascessi parodontali.
Quanto costa curare un ascesso dentale a Empoli?
Il costo della visita urgente con radiografia viene detto al telefono prima che tu parta; il drenaggio è una voce spiegata prima di eseguirla; la cura della causa (canalare, parodontale o estrazione) è nel piano scritto consegnato nei giorni successivi, con possibilità di rateizzare.
Ho paura del dentista ma il dente pulsa: cosa faccio a Empoli?
Telefoni comunque: la prima seduta serve solo a togliere il dolore, in anestesia locale, e nessuno fa la ramanzina per gli anni di rinvio. La cura definitiva si decide dopo, con calma, e per chi ha una paura che blocca esiste un percorso in sedazione cosciente.
In quanto tempo riesco a farmi vedere per un ascesso dentale a Empoli?
Nei giorni di apertura, lunedì-venerdì 9-19, un ascesso con dolore e gonfiore viene visto in giornata: chiama lo 0571-82591, descrivi i sintomi e la valutazione telefonica dà la priorità. Chi viene da Vinci, Fucecchio o Castelfiorentino chiami prima di partire.
Chi si occupa dell'ascesso dentale nello studio Adamanti di Empoli e chi mi cura dopo?
L'urgenza è ricevuta dal team clinico della sede, sotto la direzione sanitaria del Dott. Roberto Guazzetti. La cura della causa prosegue nello stesso studio, nel percorso corrispondente: endodonzia, parodontologia o chirurgia orale.
Quali sono gli orari per le urgenze e dove si trova lo studio a Empoli?
Lunedì-venerdì 9:00-19:00, orario continuato. Via Raffaello Sanzio 199/A, piano 1 del Centro Empoli con parcheggio del centro commerciale, vicino all'uscita della FI-PI-LI e alla stazione. Lo studio non è aperto di notte né nei festivi: in quei casi, per i quadri seri, il riferimento è l'ospedale.
Il primo passo è una telefonata, poi la radiografia.
Chiama lo 0571-82591 dal lunedì al venerdì, 9-19, e descrivi i sintomi: se è un ascesso ti vediamo in giornata, lo dreniamo in anestesia locale e programmiamo la cura della causa con un piano scritto. Se è un caso da ospedale, te lo diciamo al telefono.
Prenota la visita d'urgenza oppure chiama lo 0571-82591: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Telefonata, visita in giornata e radiografia
- 2Drenaggio del pus in anestesia locale
- 3Cura canalare, parodontale o estrazione, con piano scritto
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Via Giuseppe Posarelli 9
56022 Castelfranco di Sotto (PI)
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