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Aggiornato il 8 aprile 2026
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Articolo: Implantologia
- L'atrofia mascellare severa: quando l'osso non basta
- Anatomia e principio di ancoraggio
- Confronto con il rialzo del seno mascellare e gli innesti
- La tecnica chirurgica
- Carico immediato: protesi fissa in 24 ore
- Rischi specifici e gestione delle complicanze
- Chi può eseguire gli impianti zigomatici
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Domande frequenti
In sintesi
Gli impianti zigomatici si ancorano all'osso zigomatico invece che al mascellare. Ecco quando sono indicati e cosa li distingue dagli impianti tradizionali. In questa pagina: l'atrofia mascellare severa: quando l'osso non basta; anatomia e principio di ancoraggio; confronto con il rialzo del seno mascellare e gli innesti; la tecnica chirurgica. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
Gli impianti zigomatici sono fixture implantari di grande lunghezza (35-52 mm) che si ancorano all'osso zigomatico (lo zigomo, comunemente chiamato "osso del pomello") invece di rimanere nel mascellare superiore. Vengono utilizzati nei casi di atrofia ossea severa del mascellare superiore, dove la quantità di osso disponibile è insufficiente per gli impianti tradizionali e dove le tecniche di innesto osseo o rialzo del seno mascellare comporterebbero rischi elevati o tempi molto lunghi.
L'atrofia mascellare severa: quando l'osso non basta
Quando si perdono i denti superiori — per carie avanzata, parodontite severa, trauma o per cause iatrogene — l'osso mascellare inizia un processo di riassorbimento progressivo. Nei primi mesi la perdita di volume è rapida; negli anni successivi continua più lentamente ma in modo inesorabile.
In alcuni pazienti questo processo raggiunge uno stadio di atrofia severa: il mascellare residuo è talmente ridotto in altezza e densità da non offrire spazio per impianti standard né per le procedure di aumento osseo convenzionali. Le situazioni tipiche includono:
- Edentulismo completo del mascellare superiore di lunga data — spesso in pazienti che hanno portato protesi totali rimovibili per decenni
- Sequele di trattamenti oncologici — radioterapia della regione testa-collo, exeresi chirurgiche per tumori del cavo orale che hanno coinvolto il mascellare
- Traumi severi — fratture del mascellare con perdita di sostanza ossea
- Parodontite aggressiva non trattata — riassorbimento osseo rapido che ha compromesso il mascellare in tempi relativamente brevi
In questi pazienti, la pianificazione di un rialzo del seno mascellare bilaterale con innesti importanti richiederebbe tempi di recupero di 9-12 mesi o più, con interventi multipli e risultati non sempre prevedibili. Gli impianti zigomatici offrono una via alternativa che bypassa completamente il problema del volume osseo mascellare.
Anatomia e principio di ancoraggio
Lo zigomo — l'osso del pomello — è strutturalmente robusto, ben vascolarizzato e raramente coinvolto nei processi di riassorbimento legati alla perdita dei denti. Si trova in posizione laterale e superiore rispetto al seno mascellare, e la sua cortice ossea densa offre un'eccellente ancoraggio meccanico anche in assenza di osso mascellare.
L'impianto zigomatico è molto più lungo di un impianto tradizionale: la sua lunghezza varia tra 35 e 52 mm. Il corpo dell'impianto attraversa obliquamente il seno mascellare — o in alcuni protocolli scorre lungo la parete laterale esterna del seno — e si fissa nella cortice zigomatica. L'emergenza protesica avviene nel cavo orale, nella zona dei premolari superiori, permettendo di supportare una protesi fissa sull'arcata superiore.
Tipicamente si posizionano due impianti zigomatici (uno per lato) in combinazione con due o quattro impianti tradizionali nella zona anteriore del mascellare, dove l'osso è generalmente meglio conservato. Nei casi di atrofia molto estesa anche all'anteriore, si possono usare quattro impianti zigomatici (due per lato) senza impianti tradizionali.
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Confronto con il rialzo del seno mascellare e gli innesti
La scelta tra rialzo del seno, innesti estesi e impianti zigomatici dipende da una valutazione chirurgica accurata basata sulla TAC 3D.
Il rialzo del seno mascellare è indicato quando esiste ancora un'altezza ossea residua misurabile (anche solo 3-4 mm) e la procedura di aumento può creare condizioni adeguate per gli impianti. Richiede 4-9 mesi di attesa per la maturazione ossea.
Gli innesti ossei estesi (es. prelievo dalla cresta iliaca) possono ricostruire mascellari molto atrofici, ma richiedono interventi in anestesia generale, ospedalizzazione, lunghi tempi di recupero e presentano una variabilità di risultati maggiore.
Gli impianti zigomatici si posizionano in un'unica seduta chirurgica, in molti casi consentono il carico immediato (protesi provvisoria fissa in 24-48 ore), eliminano la necessità di siti donatori e riducono drasticamente i tempi totali di trattamento. Per molti pazienti con atrofia severa rappresentano la soluzione che offre il miglior rapporto tra prevedibilità del risultato, numero di interventi necessari e tempi complessivi.
Per una comprensione approfondita delle tecniche di aumento osseo che si affiancano o si alternano agli impianti zigomatici, è utile leggere l'articolo su rialzo del seno mascellare, che descrive in dettaglio le indicazioni e le tecniche.
La tecnica chirurgica
Il posizionamento degli impianti zigomatici è un intervento di chirurgia orale avanzata. Viene eseguito in anestesia locale con sedazione cosciente, o in anestesia generale nei casi più complessi.
Il chirurgo accede al mascellare e allo zigomo attraverso un'incisione intra-orale. Posiziona l'impianto con un'angolazione calcolata con precisione sulla base della pianificazione 3D, in modo che la testa dell'impianto emerga nel punto corretto per supportare la protesi. La perforazione dello zigomo è guidata da software di pianificazione che permettono di calcolare il tragitto dell'impianto con precisione millimetrica.
Esistono diverse varianti della tecnica originale descritta da Brånemark:
- Tecnica intraseno: l'impianto attraversa l'interno del seno mascellare
- Tecnica extraseno: il corpo dell'impianto scorre sulla superficie laterale esterna del mascellare, riducendo il coinvolgimento della mucosa sinusale
- Tecnica ZAGA (Zygomatic Anatomy-Guided Approach): approccio anatomia-guidato che adatta il percorso dell'impianto all'anatomia individuale del paziente
La scelta della tecnica dipende dall'anatomia individuale rilevata alla TAC 3D.
Carico immediato: protesi fissa in 24 ore
Una delle caratteristiche più significative degli impianti zigomatici è la possibilità, nella maggior parte dei casi, di applicare una protesi fissa provvisoria entro 24-48 ore dall'intervento. Questa possibilità di carico immediato deriva dall'elevata stabilità primaria offerta dall'ancoraggio nella cortice zigomatica densa.
Il paziente che si sveglia dall'intervento può avere denti fissi già il giorno successivo, senza dover portare una protesi rimovibile durante la guarigione. La protesi definitiva viene realizzata in genere dopo 4-6 mesi, quando l'osteointegrazione è completata.
Rischi specifici e gestione delle complicanze
L'impianto zigomatico è una procedura di alta complessità chirurgica. I rischi specifici da conoscere sono:
Sinusite post-operatoria: la comunicazione tra l'impianto e il seno mascellare può causare infiammazione sinusale nel post-operatorio. Si manifesta con congestione nasale, dolore facciale e febbre. Nella maggior parte dei casi risponde alla terapia medica; raramente richiede intervento chirurgico sul seno.
Parestesia: l'impianto decorre in prossimità di rami del nervo infraorbitario. La pianificazione digitale accurata riduce al minimo il rischio, ma può verificarsi una sensazione di torpore temporaneo nella guancia o nel labbro superiore.
Deiscenza dei tessuti molli: rara, si manifesta come un'apertura della ferita attorno all'emergenza dell'impianto. Richiede gestione locale.
Sinusite cronica: nei casi in cui la mucosa sinusale non si adatta correttamente all'impianto, può instaurarsi una sinusite cronica che richiede trattamento ORL specifico.
Chi può eseguire gli impianti zigomatici
Data la complessità della procedura e la vicinanza a strutture anatomiche delicate (orbita, seno mascellare, nervo infraorbitario), gli impianti zigomatici devono essere posizionati da chirurghi con formazione specifica in chirurgia orale avanzata o chirurgia maxillo-facciale.
La pianificazione richiede sempre una TAC 3D (CBCT) con software di pianificazione implantare avanzato. In molti centri specializzati si usano guide chirurgiche digitali per guidare il posizionamento con precisione millimetrica.
Per valutare se questa soluzione è adatta alla propria situazione, il primo passo è sempre una visita diagnostica completa con TAC 3D. Chi sta affrontando il problema della mancanza di denti e vuole capire quali opzioni sono disponibili in base alla propria situazione ossea può leggere l'articolo su dente mancante cosa fare come punto di partenza generale.
Prenota una visita diagnostica con il team implantologico degli studi dentistici Adamanti: valuteremo con una TAC 3D il volume osseo disponibile e ti diremo con chiarezza quali opzioni sono praticabili nel tuo caso, con tempi, fasi e preventivo scritto. Gli impianti zigomatici non rientrano tra le procedure eseguite nei nostri studi: se la valutazione indicasse che sono l'unica strada, te lo diremo apertamente, orientandoti verso un centro con la formazione chirurgica specifica.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Adamanti. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
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Domande frequenti
Gli impianti zigomatici durano quanto quelli tradizionali?
La letteratura scientifica documenta tassi di sopravvivenza a lungo termine degli impianti zigomatici comparabili a quelli degli impianti tradizionali in osso adeguato, con follow-up oltre i 10 anni. La chiave è la selezione appropriata del caso, la qualità dell'osteointegrazione iniziale e il mantenimento periodico corretto.
È possibile fare gli impianti zigomatici dopo la radioterapia alla testa-collo?
La radioterapia nella regione testa-collo riduce la vascolarizzazione ossea e aumenta il rischio di osteoradionecrosi. Gli impianti zigomatici sono stati utilizzati con successo anche in questi pazienti in centri specializzati, ma richiedono una valutazione multidisciplinare attenta. La decisione viene presa caso per caso in base alla dose di radiazioni ricevuta, al tempo trascorso dalla terapia e alle condizioni generali del paziente.
La protesi sugli impianti zigomatici è fissa o rimovibile?
La protesi che si appoggia sugli impianti zigomatici è generalmente fissa — il paziente non la rimuove. Questa è una delle caratteristiche più apprezzate: dopo anni di protesi rimovibile, avere denti fissi stabili migliora significativamente la qualità della vita, la masticazione e la fonazione.
Quando è urgente valutare gli impianti zigomatici se ho perso tutti i denti superiori?
Non è corretto parlare di urgenza commerciale, ma esiste un'urgenza biologica: l'osso mascellare residuo continua a riassorbirsi nel tempo, e anche lo zigomo — pur più resistente — può subire variazioni anatomiche che rendono più complessa la chirurgia. Prima si valuta la situazione, più opzioni chirurgiche sono disponibili. Una visita diagnostica con TAC 3D permette di avere un quadro preciso e di pianificare il trattamento nella tempistica più favorevole.
Il primo passo è una visita, con la TAC dove serve.
Per capire se e come sostituire i denti mancanti serve vedere osso e gengiva: lo studio Adamanti più vicino a te lo fa in prima visita, con un piano scritto.
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