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Aggiornato il 24 aprile 2026
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Articolo: Implantologia
- Il seno mascellare: un'anatomia che condiziona l'implantologia
- Quando il rialzo del seno è necessario
- Le due tecniche: crestal e laterale
- Materiali di innesto utilizzati
- Tempi di guarigione
- Controindicazioni: quando il rialzo del seno non è indicato
- Il decorso post-operatorio
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Domande frequenti
In sintesi
Il rialzo del seno mascellare permette di posizionare impianti dove l'osso è insufficiente. Ecco come si esegue, i tempi e le controindicazioni. In questa pagina: il seno mascellare: un'anatomia che condiziona l'implantologia; quando il rialzo del seno è necessario; le due tecniche: crestal e laterale; materiali di innesto utilizzati. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
Il rialzo del seno mascellare (sinus lift) è una procedura chirurgica che aumenta il volume osseo nella zona dei molari superiori, dove la vicinanza con il pavimento del seno mascellare rende spesso impossibile posizionare impianti di lunghezza adeguata. Attraverso l'innesto di materiale osseo nel pavimento del seno, si crea lo spazio necessario per l'ancoraggio sicuro degli impianti.
Il seno mascellare: un'anatomia che condiziona l'implantologia
Il seno mascellare è una cavità aerea che occupa buona parte del mascellare superiore, situata lateralmente al naso e al di sopra dei molari e premolari superiori. In condizioni normali, tra il pavimento di questa cavità e la cresta ossea alveolare (dove sono alloggiati i denti) esiste uno spessore osseo sufficiente per posizionare impianti.
Il problema si presenta quando questo spessore si riduce al di sotto della soglia minima, che in genere è considerata intorno ai 5-7 mm. Quando si misura meno di questa soglia, gli impianti standard non possono essere posizionati senza rischio di perforazione del pavimento sinusale.
La causa principale di questa riduzione è il riassorbimento osseo che segue la perdita dei denti. Quando i molari superiori vengono persi o estratti, l'osso alveolare sottostante perde la stimolazione meccanica necessaria per mantenersi. Il riassorbimento avanza sia verso il basso che verso l'alto: la cresta ossea si abbassa, mentre il pavimento del seno tende a scendere per pneumatizzazione — un processo in cui la cavità sinusale si allarga occupando lo spazio lasciato dall'osso riassorbito. Il risultato è una "clessidra" che si stringe progressivamente.
Questo processo è accelerato dall'utilizzo di protesi rimovibili (che esercitano pressione diretta sull'osso senza stimolarlo funzionalmente) e dall'età.
Quando il rialzo del seno è necessario
La valutazione avviene tramite TAC 3D (CBCT), che misura con precisione l'altezza e la densità dell'osso residuo sotto il pavimento sinusale.
Le indicazioni principali sono:
- Altezza ossea residua inferiore a 5-7 mm — soglia sotto la quale non è possibile posizionare impianti standard
- Atrofia post-estrattiva a carico dei molari o premolari superiori — specialmente in pazienti che hanno portato protesi rimovibili per anni
- Pneumatizzazione del seno mascellare — allargamento della cavità che ha ulteriormente ridotto lo spessore osseo disponibile
- Preparazione di un'arcata superiore per riabilitazione completa — quando si pianifica un All-on-4 o un'arcata fissa completa e il volume osseo è insufficiente nei settori posteriori
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Le due tecniche: crestal e laterale
Esistono due approcci chirurgici principali al rialzo del seno mascellare, la cui scelta dipende dall'altezza ossea residua.
Tecnica crestal (mini sinus lift, tecnica di Summers)
Indicata quando l'altezza ossea residua è tra 5 e 7-8 mm. L'accesso avviene dall'alto, attraverso lo stesso alveolo dove verrà posizionato l'impianto. Con strumenti progressivamente più larghi (osteotomi), il chirurgo frattura in modo controllato il pavimento del seno, lo eleva delicatamente e deposita il materiale da innesto attraverso questa via. L'impianto può essere inserito nella stessa seduta.
I vantaggi sono la minore invasività e la possibilità di combinare innesto e impianto in un unico intervento. Il limite è che il volume di osso aggiuntivo ottenibile è inferiore rispetto alla tecnica laterale.
Tecnica laterale (finestra laterale, tecnica di Tatum)
Indicata quando l'altezza ossea è inferiore a 5 mm o quando è necessario un incremento volumetrico importante. Il chirurgo crea un'apertura nella parete laterale del mascellare, accede direttamente al seno, solleva delicatamente la membrana di Schneider (il rivestimento interno del seno) e riempie lo spazio con materiale da innesto.
Questa tecnica richiede una seduta chirurgica dedicata al solo innesto, seguita da un periodo di maturazione ossea prima che gli impianti possano essere posizionati. È più impegnativa ma permette incrementi volumetrici anche superiori ai 10 mm.
Materiali di innesto utilizzati
Il materiale che viene inserito nel seno mascellare funge da scaffold — una struttura che le cellule ossee del paziente colonizzano progressivamente, sostituendo il materiale con osso neoformato.
I materiali attualmente in uso sono:
- Osso autologo — prelevato dallo stesso paziente (mento, ramo mandibolare, cresta iliaca). Gold standard biologico per capacità osteoinduttiva, ma richiede un secondo sito chirurgico
- Osso eterologo di origine bovina — deproteinizzato e sterilizzato, biocompatibile, ha ottima capacità di mantenimento del volume nel tempo
- Osso eterologo di origine equina — caratteristiche simili al bovino, con profili di riassorbimento leggermente diversi
- Materiali sintetici — idrossiapatite, beta-tricalcio fosfato o combinazioni. Eliminano il rischio di trasmissione di patogeni e non richiedono siti donatori
- Combinazioni — spesso si associa osso autologo (per la componente biologicamente attiva) a materiale eterologo o sintetico (per il volume e la stabilità dimensionale)
Tempi di guarigione
Il rialzo del seno mascellare richiede un periodo di attesa per la maturazione ossea prima del posizionamento degli impianti (nel caso di tecnica laterale separata dall'impianto).
I tempi variano in base all'entità dell'innesto e al materiale utilizzato:
- Tecnica crestal con impianto contestuale: nessuna attesa aggiuntiva
- Tecnica laterale con piccoli incrementi: 4-6 mesi
- Tecnica laterale con incrementi importanti: 6-9 mesi
Il completamento del processo viene verificato tramite controllo radiografico o TAC 3D, che evidenzia la mineralizzazione dell'innesto. Prima di procedere con gli impianti, è necessario che l'osso neoformato abbia raggiunto una densità adeguata a garantire la stabilità primaria delle fixture implantari.
Per approfondire le tecniche di incremento osseo nella pianificazione implantare, è utile leggere anche l'articolo su rigenerazione ossea dentale, che tratta il meccanismo biologico comune a tutte le procedure di aumento osseo. Chi desidera valutare la propria situazione con uno specialista può richiedere una consulenza implantologica presso gli studi di implantologia a Lucca.
Controindicazioni: quando il rialzo del seno non è indicato
Non tutti i pazienti che presentano osso insufficiente nel mascellare posteriore sono candidati al sinus lift. Le principali controindicazioni sono:
Assolute:
- Sinusite cronica non trattata — la presenza di infezione attiva nel seno rende impossibile l'intervento e richiede prima il trattamento ORL
- Fistola oro-antrale — comunicazione tra cavo orale e seno mascellare, che deve essere chiusa prima di qualsiasi procedura
- Poliposi nasale estesa — può compromettere la guarigione e aumentare il rischio infettivo
- Precedenti interventi di Caldwell-Luc — la chirurgia sinusale pregressa può aver alterato la membrana di Schneider
Relative (da valutare caso per caso):
- Tabagismo pesante
- Diabete non compensato
- Terapie anticoagulanti
- Immunosoppressione
In presenza di controindicazioni al sinus lift, l'alternativa principale per riabilitare il mascellare posteriore atrofico sono gli impianti zigomatici, che si ancorano all'osso zigomatico bypassando completamente il seno mascellare.
Il decorso post-operatorio
Il rialzo del seno è un intervento ambulatoriale eseguito in anestesia locale, eventualmente associato a sedazione cosciente nei pazienti più ansiosi. Dopo l'intervento sono normali:
- Gonfiore del volto, specialmente nella guancia corrispondente al lato operato, con picco al secondo-terzo giorno
- Lieve sanguinamento nasale nelle prime ore
- Fastidio alla masticazione per alcuni giorni
Il paziente non deve soffiarsi il naso nelle prime settimane, per evitare di aumentare la pressione nel seno e compromettere la guarigione della membrana. È controindicato anche starnutire a bocca chiusa.
La terapia post-operatoria comprende antibiotici, antinfiammatori e decongestionanti nasali secondo il protocollo del chirurgo.
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Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
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Domande frequenti
Quanti impianti si possono posizionare dopo un rialzo del seno?
Dipende dall'estensione del rialzo e dalla quantità di osso rigenerato. Nei casi monolaterali si posizionano tipicamente 2-3 impianti per sostituire i molari e i premolari mancanti. In caso di rialzo bilaterale per una riabilitazione completa dell'arcata superiore, il chirurgo pianifica il numero di impianti in base alla TAC 3D e all'anatomia individuale.
Il rialzo del seno fa molto male?
L'intervento viene eseguito in anestesia locale: durante la procedura non si sente dolore, al massimo una sensazione di pressione. Il post-operatorio prevede gonfiore e fastidio gestibile con antinfiammatori prescritti. La settimana più impegnativa è la prima; dal decimo giorno in poi la maggior parte dei pazienti riprende le attività normali.
Ci sono rischi specifici del rialzo del seno?
Il rischio più comune è la perforazione della membrana di Schneider durante l'intervento. Se di piccole dimensioni, viene riparata sul momento e non compromette l'esito. Le perforazioni ampie possono richiedere di interrompere la procedura e riprogrammarla. Altre complicanze rare includono infezione del seno e sinusite post-operatoria, trattabili con terapia medica.
Quando devo valutare il rialzo del seno se ho perso molari superiori?
Prima del necessario: più tempo passa dalla perdita del dente, maggiore sarà il riassorbimento osseo e la pneumatizzazione del seno, rendendo l'intervento più complesso e il recupero più lungo. Se hai già ricevuto una diagnosi di osso insufficiente per gli impianti, il momento ottimale per una valutazione implantologica completa è adesso, prima che il volume osseo si riduca ulteriormente. Una visita diagnostica permette di capire esattamente qual è la situazione e quali opzioni sono disponibili.
Il primo passo è una visita, con la TAC dove serve.
Per capire se e come sostituire i denti mancanti serve vedere osso e gengiva: lo studio Adamanti più vicino a te lo fa in prima visita, con un piano scritto.
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