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Aggiornato il 5 settembre 2026
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Servizio: Ascesso dentale
- Cos’è un ascesso dentale e perché a Lucca si tratta subito?
- Come si capisce se c’è un ascesso dentale? I sintomi da riconoscere
- Ascesso periapicale e ascesso parodontale: qual è la differenza?
- Quanti giorni può durare un ascesso a un dente?
- Come si cura un ascesso al dente a Lucca?
- Perché l’antibiotico e i rimedi casalinghi da soli non curano l’ascesso dentale?
- Cosa fare in attesa della visita per l’ascesso dentale?
- Come prevenire un nuovo ascesso dentale?
- Ascesso dentale da Capannori, Porcari e Altopascio: conviene aspettare o venire a Lucca?
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Lucca
- Cosa dicono i pazienti di Lucca
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Ascesso dentale a Lucca: questa pagina spiega che cos’è l’accumulo di pus dentro o intorno al dente, quali sono i sintomi che permettono di riconoscerlo, la differenza tra ascesso periapicale e ascesso parodontale, quanti giorni può durare e quando diventa pericoloso. Descrive poi come si cura nello studio di San Marco con il Dott. Antonio Caracausi (radiografia, drenaggio, trattamento della causa), perché l’antibiotico da solo non risolve, cosa fare in attesa della visita, come prevenire una recidiva e le risposte alle domande più frequenti.
Cos’è un ascesso dentale e perché a Lucca si tratta subito?
Un ascesso dentale è un accumulo di pus, cioè una raccolta purulenta, causato da un’infezione batterica che si sviluppa dentro il dente o nei tessuti che lo circondano. È una delle urgenze più frequenti del cavo orale e a Lucca lo studio Adamanti di Via delle Ville Prima 966, zona San Marco, è organizzato per riceverti con una visita d’urgenza: si localizza la raccolta con una radiografia, si drena il pus e si decide come trattare la causa. Le urgenze sono seguite dal Dott. Antonio Caracausi, con la direzione sanitaria del Dott. Roberto Guazzetti.
In inglese si chiama tooth abscess e in genere non nasce dal nulla: la storia comincia spesso mesi prima, con una carie profonda che ha raggiunto la polpa, un vecchio dente devitalizzato in cui l’infezione si è riaccesa o una tasca gengivale trascurata. I batteri proliferano nella cavità cariosa o nella tasca, l’organismo risponde con un’infiammazione e il pus si accumula in uno spazio rigido, tra osso e radice, che non può espandersi: è questa pressione a rendere il dolore intenso e pulsante.
- Origine ascesso dentale: un’infezione batterica che parte dalla polpa del dente (ascesso periapicale) o dal parodonto (ascesso parodontale).
- Causa ascesso dentale: quasi sempre una carie profonda, un vecchio trattamento canalare fallito o una tasca parodontale trascurata.
- Formazione ascesso dentale: il pus si accumula in uno spazio chiuso, causando pressione, dolore e gonfiore.
- Sintomi ascesso dentale: dolore gonfiore e febbre sono i tre segni acuti; poi dente che sembra più alto, difficoltà ad aprire la bocca, a volte pus dalla gengiva.
- Trattamento ascesso dentale: drenaggio del pus, poi cura della causa (terapia canalare, ritrattamento o estrazione); antibiotico solo quando serve e sempre insieme al trattamento.
- Gravità infezione: da un rigonfiamento localizzato a complicazioni gravi se l’infezione riesce a diffondersi al viso, al collo e al resto del corpo.
- Prevenire ascesso e recidive: igiene adeguata ogni giorno, controlli periodici, curare tempestivamente carie e parodontite.
Chi arriva nello studio di Lucca con la guancia gonfia, difficoltà ad aprire la bocca o un dente che pulsa trova una risposta clinica, non un consiglio da farmacia.
Come si capisce se c’è un ascesso dentale? I sintomi da riconoscere
L’ascesso si manifesta quasi sempre con un dolore intenso, pulsante, che segue il battito del cuore e peggiora quando ti sdrai o mastichi. Il dente colpito, spesso un molare, sembra «più alto» degli altri quando chiudi la bocca, perché la pressione all’apice della radice lo solleva di frazioni di millimetro, sufficienti a renderlo doloroso a ogni contatto.
Il secondo segno è il gonfiore: un rigonfiamento della gengiva vicino al dente, oppure la guancia, il labbro o il palato gonfi da un lato. Quando il gonfiore interessa i muscoli della masticazione, aprire la bocca diventa difficile. Nei casi più estesi compaiono febbre, malessere, linfonodi ingrossati sotto la mandibola e un gonfiore che si allarga a tutto il lato del viso.
Ci sono anche segnali più discreti che è facile sottovalutare: un sapore cattivo o alitosi improvvisa, dovuti alla fuoriuscita di liquido purulento da una piccola fistola sulla gengiva; denti sensibili al caldo e alla pressione; una gengiva arrossata che sanguina facilmente. Nelle forme croniche può esserci solo pus dalla gengiva, senza dolore: l’infezione è comunque attiva e va valutata.
La diagnosi si fa in studio, non a casa. Serve l’esame clinico del dente interessato e dei tessuti vicini e una radiografia che mostri dove si trova la raccolta e da quale radice o quale tasca parte: è la diagnosi accurata dell’odontoiatra, non l’aspetto del gonfiore, a dire quale trattamento eseguire. Una diagnosi fatta presto cambia il destino del dente: più tempo passa, più l’infezione consuma l’osso alveolare intorno alla radice.
Ascesso Dentale a Lucca
Da 15 anni a Lucca
Guancia gonfia, dente che pulsa o pus dalla gengiva: raccontaci i sintomi. Togliamo la pressione con il drenaggio e cerchiamo da dove parte l’infezione.
Ascesso periapicale e ascesso parodontale: qual è la differenza?
Esistono due tipi principali di ascesso dentale, e distinguerli cambia il modo in cui si tratta. L’ascesso periapicale nasce dentro il dente: una carie profonda o un trauma portano alla morte della polpa, i batteri scendono lungo il canale radicolare e l’infezione esce dall’apice della radice, provocando una raccolta di pus nell’osso alveolare. È la forma più comune negli adulti con carie non curate o con vecchi denti devitalizzati.
L’ascesso parodontale nasce invece all’esterno del dente, nel parodonto, cioè nei tessuti di sostegno: gengiva osso alveolare e legamento. Questi tessuti circondano radice e apice del dente e, quando la tasca si approfondisce, diventano la sede dell’infezione. In genere è una conseguenza della parodontite, quando una tasca gengivale profonda si chiude in superficie e il pus resta intrappolato. Chi soffre di malattie gengivali trascurate lo sviluppa più facilmente. Il percorso di cura di queste tasche è descritto nella pagina del parodontologo a Lucca.
Ci sono poi situazioni particolari. Nei bambini l’ascesso riguarda spesso un dente da latte con una carie profonda e va valutato dal dentista pediatrico a Lucca. Negli adulti giovani un ascesso può formarsi intorno a un dente del giudizio uscito solo in parte, dove il cibo si accumula sotto il lembo di gengiva: se il dente non è recuperabile, la strada è l’estrazione del dente del giudizio a Lucca.
In tutti i casi la logica è la stessa: l’infezione ha un serbatoio (la polpa necrotica o la tasca parodontale) e finché il serbatoio resta, il pus torna a formarsi. Le due forme rappresentano quadri diversi, ma nessuna delle due si risolve senza eliminare la causa.
Quanti giorni può durare un ascesso a un dente?
Un ascesso dentale non ha una durata fissa e, soprattutto, non guarisce da solo. La fase acuta, con dolore e gonfiore, può durare alcuni giorni; poi spesso la pressione trova una via d’uscita, si apre una piccola fistola sulla gengiva, il pus esce e il dolore cala di colpo. Sembra una guarigione, ma non lo è: il serbatoio batterico è ancora lì e l’infezione continua a lavorare in silenzio per settimane o mesi, consumando l’osso intorno alla radice.
Il decorso può anche andare nella direzione opposta. Se il pus non trova sfogo, il gonfiore si estende ai tessuti del viso e, nei casi più gravi, verso il collo o il pavimento della bocca. È qui che l’ascesso diventa pericoloso: febbre alta che non scende con i farmaci, difficoltà a deglutire o a respirare, impossibilità quasi totale di aprire la bocca. Sono complicanze rare, ma vanno riconosciute subito e in questi casi la destinazione è il pronto soccorso ospedaliero, non lo studio dentistico.
Alcuni fattori rendono il decorso più rapido o più severo: il diabete, un sistema immunitario debilitato, terapie che riducono le difese, un’infezione già estesa a più aree. In queste condizioni è più facile sviluppare complicanze e il rischio va ridotto intervenendo subito. Per chi si trova in queste condizioni vale una regola semplice: non aspettare che passi.
In pratica, la domanda giusta non è «quanti giorni dura» ma «quanto tempo posso permettermi di perdere». Un ascesso intercettato presto lascia spesso il dente recuperabile con una terapia canalare; uno trascurato a lungo può portare alla perdita del dente e a danni all’osso che rendono più complessa anche la sua sostituzione.
Come si cura un ascesso al dente a Lucca?
La visita d’urgenza nello studio di San Marco ha un obiettivo preciso: togliere pressione. Dopo l’esame clinico e una radiografia per localizzare la raccolta, le strade sono due, spesso combinate. Se l’origine è dentro il dente, si apre la camera pulpare e si lascia drenare il pus attraverso il canale radicolare: il sollievo arriva in tempi brevi, perché è proprio la pressione a causare il dolore. Se la raccolta è nei tessuti molli, il drenaggio consiste in una piccola incisione eseguita in anestesia locale.
L’antibiotico viene prescritto solo quando serve davvero (febbre, linfonodi ingrossati, diffusione oltre l’area del dente) e sempre insieme al drenaggio, mai al suo posto. La prescrizione, quando c’è, accompagna il trattamento: da sola non lo sostituisce.
Risolta la fase acuta, si decide il destino del dente con calma e con i dati alla mano. Se la struttura lo consente, la terapia canalare viene completata nella stessa sede dal Dott. Emanuele Amico, che a Lucca si occupa di endodonzia: il percorso è descritto nella pagina sulla devitalizzazione del dente a Lucca; se l’ascesso riguarda un dente già devitalizzato in passato, la strada può essere il ritrattamento canalare. Se il dente non è recuperabile, si programma l’estrazione del dente a Lucca e si discutono le alternative per sostituirlo.
Le urgenze come l’ascesso sono seguite dal Dott. Antonio Caracausi, con la direzione sanitaria del Dott. Roberto Guazzetti. Non serve cercare uno specialista altrove per la fase acuta: il drenaggio è compito dell’odontoiatra e si fa nella stessa seduta. Ogni passaggio viene spiegato prima di essere eseguito e il piano per il trattamento definitivo, con i relativi costi, ti viene consegnato per iscritto: nessuna procedura oltre il drenaggio senza il tuo consenso.
Perché l’antibiotico e i rimedi casalinghi da soli non curano l’ascesso dentale?
Molti pazienti che arrivano nella sede lucchese con un ascesso hanno già fatto due cose: preso un antidolorifico e, in qualche caso, iniziato un antibiotico avanzato in casa. La prima è ragionevole come misura ponte per alleviare dolore e pressione. La seconda è un errore che complica il quadro.
L’antibiotico assunto senza valutazione clinica può attenuare i sintomi quel tanto che basta a convincerti di aver risolto. Intanto seleziona batteri resistenti e maschera l’evoluzione dell’infezione. Ma soprattutto non arriva dove vive il problema: dentro un dente necrotico non c’è circolazione sanguigna, quindi nessun farmaco assunto per bocca può sterilizzarlo. La sola terapia farmacologica sposta il problema di qualche settimana; il drenaggio e il trattamento del dente lo risolvono.
Lo stesso vale per i rimedi casalinghi che circolano online: sciacqui con acqua e sale, impacchi caldi, chiodi di garofano, bicarbonato. Possono dare un sollievo leggero e passeggero, ma nessuno di questi svuota la raccolta di pus né elimina il serbatoio dell’infezione. Il calore locale, in particolare, dilata i vasi e finisce per favorire il gonfiore invece di ridurlo. Le cure che funzionano sono due: drenare e trattare la causa.
Cosa fare in attesa della visita per l’ascesso dentale?
Nell’attesa dell’appuntamento puoi fare tre cose sensate. Un antinfiammatorio o un antidolorifico da banco, assunto secondo il foglietto illustrativo, gestisce il dolore nella maggior parte dei casi. Il freddo esterno, ghiaccio avvolto in un panno e mai a contatto diretto con la pelle, aiuta nelle prime ore a contenere il gonfiore. E tieni la testa sollevata quando ti sdrai: dormire con un cuscino in più riduce la congestione nell’area.
Due cose da evitare: il calore locale, per la ragione detta sopra, e qualunque tentativo di «bucare» o spremere il gonfiore da soli. Il drenaggio è un gesto clinico che va eseguito in condizioni sterili e nel punto giusto; fatto in casa rischia di spingere l’infezione più in profondità.
Se nel frattempo il gonfiore scende verso il collo, deglutire o respirare diventa difficile, la febbre resta alta nonostante i farmaci o non riesci quasi più ad aprire la bocca, non aspettare l’appuntamento in studio: vai al pronto soccorso ospedaliero. Chi ha patologie sistemiche importanti o assume anticoagulanti deve dirlo alla segreteria al momento della chiamata, perché cambia il modo in cui si organizza la visita.
Come prevenire un nuovo ascesso dentale?
La prevenzione dell’ascesso passa dalle cause, non dai sintomi. Una corretta igiene quotidiana, con spazzolino almeno due volte al giorno e filo interdentale o scovolino, è essenziale per ridurre la proliferazione batterica nelle aree dove nasce la carie e dove si formano le tasche gengivali. Una pulizia professionale periodica rimuove ciò che a casa non si riesce a togliere: il percorso è descritto nella pagina sulla pulizia dei denti a Lucca.
Il secondo pilastro è curare presto ciò che può degenerare. Una carie intercettata in tempo si tratta con un’otturazione; lasciata avanzare arriva alla polpa e prepara il terreno all’ascesso periapicale. Allo stesso modo, una parodontite seguita con regolarità non produce le tasche profonde da cui nasce l’ascesso parodontale. Un controllo periodico, con la visita dentistica a Lucca, serve proprio a intercettare questi problemi quando sono ancora silenziosi.
Chi ha già avuto un ascesso ha una ragione in più per mantenere questi appuntamenti: un dente devitalizzato anni fa può riaccendersi, e i primi segnali, un leggero fastidio alla pressione, una gengiva che si gonfia e sgonfia, sono facili da ignorare. Per la salute orale, e per evitare complicazioni, vale la pena farli vedere prima che il dolore torni intenso.
Ascesso dentale da Capannori, Porcari e Altopascio: conviene aspettare o venire a Lucca?
Chi ci chiama per un ascesso dentale non abita solo dentro le Mura. Arrivano pazienti da Capannori, da Porcari, da Altopascio e dal resto della Piana: persone che magari hanno rimandato proprio perché «lo studio è fuori città». Con un’infezione in corso, quei venti minuti di strada valgono molto meno delle ore o dei giorni persi ad aspettare che il gonfiore si sgonfi da solo.
Lo studio si trova in Via delle Ville Prima 966, a nord delle Mura storiche di Lucca, nella zona di San Marco, comodo dalla via Pesciatina e dalla stazione, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19. Chiama lo 0583-050656 e descrivi i sintomi alla segreteria: il team organizza la visita d’urgenza con radiografia e drenaggio se necessario. Fuori orario, se compaiono i segnali d’allarme, il riferimento è il pronto soccorso ospedaliero.
Se il tuo problema non è un ascesso ma un trauma, una frattura o un dolore acuto di altra origine, la pagina del pronto soccorso dentista a Lucca spiega come vengono gestiti gli altri casi che non possono attendere. Un’ultima cosa, da dire senza giri di parole: l’ascesso che si è sgonfiato da solo non è un ascesso guarito. Ha trovato una valvola di sfogo e tornerà, spesso nel momento peggiore.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Lucca
Questa pagina è una tappa del percorso «Pronto soccorso dentista a Lucca» dello studio di Lucca. Qui trovi la pagina madre e le pagine sorelle, per capire dove si colloca la cura che stai valutando.
Cosa dicono i pazienti di Lucca
“ Sono stato oggi per la prima volta per igiene più sbiancamento. Veloci, gentili, professionali. Zero dolore e risultato oltre le aspettative. È stata una piacevole sorpresa e lo consiglio senza riserve! ”
“ Ci sono stata per la prima volta e mi sono trovata bene fin da subito: molto accoglienti e gentili, personale medico competente e alla mano, studio ben curato e pulito. Rapidi anche nel servizio: tutto positivo. ”
“ Personale professionalmente molto qualificato, gentilissimo e disponibilissimo. Sono a Lucca da soli 3 anni e sono felice di aver trovato una clinica dentaria super qualificata. Grazie anche alle signorine della reception, sorridenti e gentili. ”
Leggi tutte le 404 recensioni su Google.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Lucca consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Come si cura un ascesso al dente?
Prima si toglie pressione: dopo l’esame clinico e una radiografia, se l’origine è dentro il dente si apre la camera pulpare e si drena il pus attraverso il canale; se la raccolta è nei tessuti molli si esegue una piccola incisione in anestesia locale. Poi si cura la causa con terapia canalare, ritrattamento o estrazione. L’antibiotico si prescrive solo quando serve, sempre insieme al drenaggio.
Quanti giorni può durare un ascesso a un dente?
Non ha una durata fissa e non guarisce da solo. La fase acuta con dolore e gonfiore può durare alcuni giorni; poi spesso si apre una fistola, il pus esce e il dolore cala, ma l’infezione resta attiva sotto la gengiva per settimane o mesi. Se invece il pus non trova sfogo, il gonfiore può estendersi al viso e al collo: in quel caso serve il pronto soccorso ospedaliero.
Come si capisce se c’è un ascesso?
I segnali tipici sono un dolore pulsante che segue il battito, un dente che sembra più alto degli altri quando chiudi la bocca, un gonfiore della gengiva, della guancia o del palato, difficoltà ad aprire la bocca, a volte febbre e linfonodi ingrossati. Nelle forme croniche può esserci solo pus dalla gengiva con sapore cattivo, senza dolore. La conferma arriva dall’esame clinico e dalla radiografia.
Qual è la differenza tra ascesso periapicale e ascesso parodontale?
L’ascesso periapicale parte dall’interno del dente, quando la polpa è morta e i batteri escono dall’apice della radice; l’ascesso parodontale parte da una tasca gengivale profonda, tipica della parodontite. Il primo si tratta aprendo e curando il dente, il secondo trattando la tasca; in entrambi i casi il primo passo è drenare il pus.
L’ascesso si è sgonfiato da solo: è guarito?
No. Quando la pressione trova una via d’uscita, di solito una piccola fistola sulla gengiva, il dolore cala di colpo e sembra una guarigione. Il serbatoio batterico però è ancora lì e continua a consumare l’osso intorno alla radice. Un ascesso che si sgonfia da solo ha trovato una valvola di sfogo e tornerà.
Posso prendere un antibiotico da solo, prima della visita?
È l’errore più comune. Senza valutazione clinica l’antibiotico attenua i sintomi quel tanto che basta a convincerti di aver risolto, seleziona batteri resistenti e maschera l’evoluzione dell’infezione. Soprattutto non arriva dentro un dente necrotico, dove non c’è circolazione. Serve il drenaggio; la prescrizione, se necessaria, la fa il dentista dopo la visita.
Il drenaggio dell’ascesso fa male?
Si esegue in anestesia locale. Quando si apre il dente o si incide la raccolta e la pressione crolla, il sollievo arriva in tempi brevi, perché è la pressione a causare il dolore pulsante. Non va mai tentato in casa spremendo o bucando il gonfiore: il gesto va fatto in condizioni sterili e nel punto giusto.
Quando devo andare al pronto soccorso ospedaliero invece che dal dentista?
Se il gonfiore scende verso il collo o il pavimento della bocca, se deglutire o respirare diventa difficile, se la febbre resta alta nonostante i farmaci o non riesci quasi più ad aprire la bocca. Sono situazioni rare ma gravi: in questi casi la destinazione è l’ospedale, non lo studio dentistico.
Il dente si salva dopo un ascesso dentale?
Spesso sì, se si interviene presto: un ascesso intercettato in tempo lascia il dente recuperabile con una terapia canalare o con un ritrattamento. Uno trascurato a lungo può distruggere l’osso di sostegno fino a rendere l’estrazione l’unica strada. Aspettare restringe le opzioni.
Ho pus dalla gengiva ma nessun dolore: devo preoccuparmi?
Sì. È il quadro delle forme croniche: l’ascesso drena da solo attraverso una fistola e non fa male, ma l’infezione resta attiva sotto la gengiva e continua a consumare l’osso. Va valutato con una radiografia esattamente come un ascesso doloroso.
Cosa posso fare a casa in attesa dell’appuntamento?
Tre cose utili: un antidolorifico o antinfiammatorio da banco secondo il foglietto illustrativo, il freddo esterno con ghiaccio avvolto in un panno, la testa sollevata quando ti sdrai. Due da evitare: il calore locale, che alimenta il gonfiore, e qualunque tentativo di spremere o bucare la raccolta. Sciacqui e rimedi casalinghi non svuotano il pus.
Quanto costa curare un ascesso dentale a Lucca?
Non esiste una cifra unica, perché il costo dipende dalla causa e dal destino del dente: solo drenaggio, terapia canalare, ritrattamento di una vecchia devitalizzazione o estrazione sono percorsi diversi. Dopo la visita d’urgenza ricevi un preventivo scritto per il trattamento definitivo, prima di decidere qualsiasi cosa, e puoi scegliere il pagamento rateale.
Ho paura del dentista, ma il dente pulsa: cosa faccio a Lucca?
Vieni comunque, e dillo alla segreteria quando chiami. La visita d’urgenza serve prima di tutto a togliere pressione in anestesia locale; il Dott. Antonio Caracausi ti spiega cosa sta succedendo e cosa serve davvero prima di fare qualsiasi cosa. Nessuna procedura oltre il drenaggio senza il tuo consenso esplicito.
In quanto tempo riesco a farmi vedere per un ascesso dentale a Lucca?
Chiama lo 0583-050656 negli orari di apertura e descrivi i sintomi: un’infezione con gonfiore ha la priorità e la segreteria ti dice subito la prima disponibilità per la visita d’urgenza. Se compaiono i segnali d’allarme (gonfiore al collo, difficoltà a deglutire o respirare, febbre alta) non aspettare l’appuntamento e vai in ospedale.
Chi si occupa dell’ascesso dentale nello studio di Lucca? Sempre lo stesso medico?
Le urgenze, compreso il drenaggio dell’ascesso, sono seguite dal Dott. Antonio Caracausi, con la direzione sanitaria del Dott. Roberto Guazzetti. Se il dente è recuperabile, la terapia canalare viene completata nella stessa sede dal Dott. Emanuele Amico, che a Lucca si occupa di endodonzia. Il piano scritto indica chi fa cosa.
Quali sono gli orari dello studio per le urgenze e dove si trova?
Lo studio è in Via delle Ville Prima 966, zona San Marco, a nord delle Mura di Lucca, e riceve dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00 con orario continuato. È comodo dalla via Pesciatina e dalla stazione, e raggiungibile in circa venti minuti da Capannori, Porcari e Altopascio. Fuori orario, per i segnali d’allarme, il riferimento è il pronto soccorso ospedaliero.
Un ascesso non si aspetta: si drena.
Descrivi alla segreteria dove hai il gonfiore e da quanto il dente pulsa: organizziamo la visita d’urgenza a San Marco, con radiografia, drenaggio se necessario e un piano scritto per curare la causa e non solo il sintomo.
Prenota la visita d’urgenza oppure chiama lo 0583-050656: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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- 1Visita d’urgenza e radiografia
- 2Drenaggio del pus in anestesia locale
- 3Terapia canalare, ritrattamento o estrazione
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