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Aggiornato il 5 settembre 2026
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Servizio: Ritrattamento canalare
- Cos’è il ritrattamento canalare e quando serve?
- Come si può riaprire un dente devitalizzato?
- Ritrattamento canalare a Lucca: come si svolge seduta per seduta
- Quanto dolore si prova dopo un ritrattamento canalare?
- Quali sono i rischi associati al ritrattamento canalare?
- Ritrattamento canalare o estrazione: quando conviene salvare il dente?
- Quante sedute servono e quanto dura la guarigione dopo il ritrattamento?
- Quanto costa un ritrattamento canalare a Lucca?
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Lucca
- Cosa dicono i pazienti di Lucca
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Ritrattamento canalare a Lucca: la seconda possibilità per un dente già devitalizzato che torna a dare problemi. Qui trovi perché un primo trattamento può fallire, come si riapre un dente devitalizzato e si rimuove il vecchio materiale, quanto dolore si prova dopo, quali sono i rischi reali, quando conviene invece estrarre, quante sedute servono e quanto dura la guarigione dell’osso, e come si arriva al preventivo scritto con il Dott. Emanuele Amico nello studio di San Marco.
Cos’è il ritrattamento canalare e quando serve?
Il ritrattamento canalare è la nuova terapia endodontica su un dente già devitalizzato che torna a dare problemi, e consiste nel riaprire il dente, eliminare il vecchio materiale e i batteri dai canali e sigillarli di nuovo. Rappresenta l’ultima possibilità di salvare dente e radice prima di ricorrere all’estrazione. Non è una devitalizzazione ripetuta uguale alla prima: si lavora dentro canali già trattati, quasi sempre con del vecchio materiale da rimuovere prima di poter intervenire sul problema reale. Si chiama anche ritrattamento endodontico, e il suo scopo è uno: eliminare i batteri rimasti nei canali e chiuderli con un nuovo sigillo, per salvare denti che altrimenti andrebbero estratti; nei bambini con denti da latte non si esegue, il percorso è quello pediatrico.
Serve quando compaiono i segni del fallimento del trattamento primario: dolore alla masticazione, un dente che sembra più alto degli altri, gonfiore o un ascesso che si ripresenta sulla gengiva, una fistola. Altre volte non c’è alcuna sintomatologia ed è il dentista, durante un controllo, a notare in radiografia un’area scura all’apice radicolare, una lesione periapicale che indica un’infezione persistente attorno alla radice: un granuloma, nella forma più comune.
Le cause sono poche e ricorrenti: canali non trattati o non raggiunti dal primo intervento, un’otturazione canalare incompleta, un sigillo coronale che si è infiltrato nel tempo lasciando rientrare i batteri, un’infezione che si è estesa oltre l’apice, oppure una frattura della radice, a volte dopo traumi. Può causare dolore o restare silenziosa per anni: dipende dalla dimensione della lesione e dalla zona dell’apice coinvolta, non dalla qualità dell’odontoiatra che ha eseguito il primo trattamento. A volte il problema emerge quando si sta pianificando una nuova corona o un ponte, e la radiografia rivela che la terapia sottostante non è più adeguata.
Nello studio Adamanti di Lucca, in Via delle Ville Prima 966 a San Marco, i ritrattamenti sono seguiti dal Dott. Emanuele Amico, che si occupa dell’endodonzia della sede sotto la direzione del direttore sanitario Dott. Roberto Guazzetti. Ogni dente da ritrattare ha una storia diversa e va valutato con una radiografia recente prima di stabilire se conviene procedere o se altre opzioni sono più indicate.
Come si può riaprire un dente devitalizzato?
Un dente devitalizzato si riapre dall’alto, attraverso la corona, in anestesia locale e con la diga di gomma che isola il dente dal resto della bocca. Se sopra il dente c’è una corona protesica o un perno, la prima decisione riguarda proprio loro: a volte si può creare l’accesso canalare attraverso la corona e conservarla, altre volte la rimozione di perni e protesi è la sola strada per raggiungere la camera pulpare senza indebolire ulteriormente la radice.
Sotto, nei canali, c’è il materiale del primo trattamento: guttaperca indurita e cemento, a volte un perno metallico o in fibra da disassemblare. Si rimuove con strumenti appositi, manuali e rotanti montati sul manipolo, aiutati da solventi e dagli ultrasuoni, con precisione e per mezzo di ingrandimenti: nella pratica endodontica il microscopio operatorio è lo strumento di riferimento per vedere canali sottili, imbocchi nascosti e strumenti fratturati lasciati dal primo operatore.
Ripulito lo spazio, i canali vengono ridetersi e sagomati di nuovo, con attenzione alle ramificazioni e ai canali che il primo trattamento aveva lasciato non raggiunti. Segue la disinfezione con lavaggi specifici e, quando l’infezione è estesa, una medicazione intracanalare che agisce tra una seduta e l’altra. Solo alla fine il dente viene richiuso con una nuova otturazione canalare e un sigillo coronale che impedisca ai batteri di rientrare.
Ritrattamento Canalare a Lucca
Da 15 anni a Lucca
Un dente devitalizzato che torna a far male, un gonfiore sulla gengiva, un’ombra alla radice in radiografia: prima di rassegnarti all’estrazione, fallo valutare.
Ritrattamento canalare a Lucca: come si svolge seduta per seduta
Il primo incontro nello studio di San Marco serve a capire perché il trattamento precedente non ha funzionato. Una radiografia endorale e, se l’anatomia lo richiede, una TC cone beam (CBCT), che mostra il dente in modo tridimensionale, dicono se ci sono canali non trattati, un’otturazione incompleta, una frattura, una perforazione della radice o una lesione periapicale. Da qui si decide se il dente è recuperabile e con quale prognosi.
- Diagnosi e piano scritto: radiografia, eventuale CBCT, valutazione della struttura residua e del restauro che servirà dopo, costi per iscritto.
- Prima seduta: anestesia, diga, accesso, rimozione del vecchio materiale e di eventuali perni, ridetersione e sagomatura dei canali, disinfezione; medicazione intracanalare se l’infezione lo richiede.
- Seconda seduta, quando serve: controllo della sintomatologia, completare la pulizia, nuova otturazione canalare e sigillo coronale.
- Ricostruzione: restauro definitivo, con una corona se il dente ha perso molta struttura.
- Controllo radiografico a distanza, per verificare che la lesione attorno alla radice si stia riducendo.
Il numero di sedute è una scelta clinica, non una regola fissa: alcuni denti si risolvono in un unico appuntamento, altri richiedono la medicazione intermedia per lasciare che l’infezione si riduca prima di sigillare in modo definitivo. Si lavora dall’interno canale per canale, senza incisioni, e i canali preparati vengono riempiti solo quando la disinfezione è completata.
Lo studio è a nord delle Mura e si raggiunge dalla via Pesciatina senza entrare in centro: oltre che da Lucca città, molti pazienti arrivano da Capannori, Porcari e Altopascio, spesso su indicazione del dentista curante dopo un controllo radiografico, oppure dopo una devitalizzazione fatta altrove che nel tempo ha smesso di funzionare.
Quanto dolore si prova dopo un ritrattamento canalare?
Durante la seduta nessuno: si lavora in anestesia locale, e il dente già devitalizzato spesso sente ancora meno di un dente vivo. Il fastidio, quando c’è, arriva dopo: una sensibilità localizzata alla pressione e alla masticazione per qualche giorno, più probabile se il dente era già infiammato prima dell’intervento o se l’infezione all’apice era estesa. È la reazione dei tessuti attorno alla radice al lavoro svolto, non un segnale di insuccesso.
Il dolore post trattamento si gestisce con i comuni antinfiammatori da banco, secondo le indicazioni date in studio, e tende a ridursi progressivamente. Un dolore che invece cresce dopo il terzo o quarto giorno, o un gonfiore che compare, va segnalato: può indicare che serve una medicazione aggiuntiva, e si telefona allo 0583-050656.
Chi ha già avuto un’esperienza negativa con il primo trattamento arriva spesso con più paura di chi non è mai stato devitalizzato. È comprensibile e va detto alla prenotazione: cambia il modo in cui viene condotta la visita, e il primo appuntamento è comunque solo un colloquio con una radiografia, senza procedure.
Quali sono i rischi associati al ritrattamento canalare?
Vanno detti prima, perché fanno parte della decisione. Il ritrattamento è un intervento più complesso del trattamento iniziale: si lavora in canali già strumentati, con materiali da rimuovere, e la percentuale di successo riportata in letteratura, italiana e internazionale, è elevata ma inferiore a quella di una prima devitalizzazione ben eseguita. Il rischio principale è che la lesione non guarisca completamente e il dente resti sintomatico, soprattutto quando la lesione è grande o l’esecuzione del primo trattamento ha lasciato canali non raggiungibili.
- Frattura della radice non visibile in radiografia, che rende inutile il ritrattamento e porta all’estrazione.
- Perforazione: una comunicazione tra il canale e l’osso creata dal primo o dal secondo operatore, che va riconosciuta: la riparazione si fa con cementi appositi.
- Strumenti fratturati nel canale, che a volte si rimuovono e a volte si superano lasciandoli sigillati.
- Perdita di struttura: ogni riapertura toglie dente; se ne resta poco, il rischio di frattura negli anni aumenta e la corona diventa indispensabile.
- Lesione endo-parodontale: quando l’infezione dell’apice si è unita a una tasca gengivale, la prognosi peggiora e il caso va valutato anche dal parodontologo.
Va detto con chiarezza: anche un ritrattamento riuscito tecnicamente non assicura che il dente resti asintomatico per sempre. È una possibilità concreta, non una certezza. Per questo ogni ritrattamento comporta un controllo radiografico a distanza, e per questo il Dott. Emanuele Amico dice prima, non dopo, quali denti hanno una prognosi buona e quali no.
Ritrattamento canalare o estrazione: quando conviene salvare il dente?
Conservare un dente naturale è la prima scelta quando la struttura lo permette: mantiene la radice nell’osso, non richiede chirurgia e costa meno di un impianto con la sua corona. Il ritrattamento ortogrado, cioè dall’interno del dente, è consigliato nella maggior parte dei fallimenti endodontici, anche nelle infezioni avanzate, purché il dente possa essere ricostruito successivamente. È la scelta terapeutica da considerare per prima.
Non tutti i denti già devitalizzati sono però recuperabili una seconda volta, e dirlo prima fa parte del lavoro. Se la radice presenta una frattura verticale, se la struttura residua è troppo compromessa per sostenere un restauro stabile, o se l’anatomia rende impossibile un accesso sicuro, il ritrattamento rischia di essere un intervento lungo con esito incerto. In questi casi l’estrazione, seguita da una valutazione per un impianto o un ponte, è la strada più predicibile.
Esiste anche un’alternativa chirurgica al ritrattamento, l’apicectomia, in cui si raggiunge l’apice della radice dall’esterno e si rimuove la lesione: si considera quando il ritrattamento dall’interno non è possibile o non è bastato. È una decisione personalizzata, che si prende dente per dente con la radiografia davanti e, se serve, con la TC cone beam.
Quante sedute servono e quanto dura la guarigione dopo il ritrattamento?
Le sedute sono in genere una o due, come detto, più l’appuntamento per il restauro definitivo se il dente ha perso molta struttura. La ricostruzione non è un dettaglio: un ritrattamento completato ma lasciato con un provvisorio per mesi si infiltra di nuovo, e il lavoro fatto nei canali va perso.
La guarigione vera è quella dell’osso attorno alla radice, quella che si vede in radiografia, e richiede mesi: non è un processo che si conclude alla poltrona. Per questo il controllo radiografico a distanza fa parte della cura e non è un optional: serve a verificare che la lesione si stia effettivamente riducendo. Nel frattempo una buona igiene orale generale e, se indicata, una seduta di pulizia dei denti a Lucca riducono il carico batterico complessivo mentre il dente guarisce.
Se alla fine del ritrattamento il dente ha perso molta struttura, si valuta insieme una corona dentale per proteggerlo dalla frattura durante la masticazione. Se la struttura residua è sufficiente, può bastare un restauro conservativo. È il passaggio che chiude la conservazione del dente e viene scritto nel piano di cura fin dall’inizio.
Quanto costa un ritrattamento canalare a Lucca?
Il costo dipende dal dente, dal materiale da rimuovere, dalla presenza di perni o corone da smontare, dal numero di sedute e dal restauro finale: un incisivo con una vecchia guttaperca e un molare con un perno e una corona da rifare sono due percorsi diversi. Per questo al telefono non diamo cifre. Dopo la prima visita e la radiografia il Dott. Emanuele Amico consegna il piano di cura scritto, con i costi indicati per iscritto prima di qualsiasi decisione, e la possibilità di un pagamento rateale.
Il confronto utile è con l’alternativa: estrarre il dente e sostituirlo con un impianto e una corona costa di più e richiede chirurgia. Quando la prognosi del ritrattamento è buona, salvare il dente è anche la scelta più economica; quando non lo è, lo diciamo subito, per non farti spendere in un intervento dall’esito estremamente incerto.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Lucca
Questa pagina è una tappa del percorso «Endodonzia a Lucca» dello studio di Lucca. Qui trovi la pagina madre e le pagine sorelle, per capire dove si colloca la cura che stai valutando.
- Il percorso madre: Endodonzia a Lucca
- Devitalizzazione dente a Lucca
- Tutte le aree cliniche dello studio di Lucca
Cosa dicono i pazienti di Lucca
“ Sono stato oggi per la prima volta per igiene più sbiancamento. Veloci, gentili, professionali. Zero dolore e risultato oltre le aspettative. È stata una piacevole sorpresa e lo consiglio senza riserve! ”
“ Ci sono stata per la prima volta e mi sono trovata bene fin da subito: molto accoglienti e gentili, personale medico competente e alla mano, studio ben curato e pulito. Rapidi anche nel servizio: tutto positivo. ”
“ Personale professionalmente molto qualificato, gentilissimo e disponibilissimo. Sono a Lucca da soli 3 anni e sono felice di aver trovato una clinica dentaria super qualificata. Grazie anche alle signorine della reception, sorridenti e gentili. ”
Leggi tutte le 404 recensioni su Google.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Lucca consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Quanto dolore si prova dopo un ritrattamento canalare?
Durante la seduta nessuno, grazie all’anestesia locale. Dopo, una sensibilità alla pressione e alla masticazione per qualche giorno, più probabile se il dente era già infiammato; si gestisce con antinfiammatori da banco e tende a ridursi. Un dolore che cresce dopo tre o quattro giorni o un gonfiore vanno segnalati.
Come si può riaprire un dente devitalizzato?
Dall’alto, attraverso la corona, in anestesia locale e con la diga di gomma. Se ci sono una corona protesica o un perno, si valuta se passare attraverso o rimuoverli. Il vecchio materiale nei canali, guttaperca e cemento, si rimuove con strumenti appositi, solventi e ultrasuoni; poi i canali vengono ridetersi, disinfettati e risigillati.
Quali sono i rischi associati al ritrattamento canalare?
Che la lesione non guarisca completamente e il dente resti sintomatico; una frattura della radice non visibile prima; una perforazione da riparare; strumenti fratturati nel canale; perdita di struttura che rende indispensabile la corona. Il successo è elevato ma inferiore a una prima devitalizzazione, e il controllo radiografico a distanza fa parte della cura.
Cos’è il ritrattamento canalare e quando serve a Lucca?
È la nuova terapia endodontica su un dente già devitalizzato che torna a dare problemi: dolore alla masticazione, gonfiore, ascesso ricorrente, fistola, oppure una lesione periapicale vista in radiografia anche senza dolore. Nello studio Adamanti di Lucca lo segue il Dott. Emanuele Amico.
Perché un dente devitalizzato torna a fare male?
Per canali non trattati o non raggiunti dal primo intervento, un’otturazione canalare incompleta, un sigillo coronale infiltrato che ha fatto rientrare i batteri, un’infezione estesa oltre l’apice o una frattura della radice. A volte non fa male: è la radiografia a mostrare il granuloma.
Che differenza c’è tra devitalizzazione e ritrattamento canalare?
La devitalizzazione è il primo trattamento dei canali di un dente vivo o infiammato. Il ritrattamento si fa dentro canali già trattati: prima va rimosso il vecchio materiale, poi si interviene sul problema reale. Richiede più tempo, una diagnosi più accurata e spesso la TC cone beam.
Quante sedute servono per un ritrattamento canalare?
In genere una o due: alcuni denti si risolvono in un unico appuntamento, altri richiedono una medicazione intracanalare tra una seduta e l’altra per lasciare che l’infezione si riduca. Segue il restauro definitivo, con una corona se il dente ha perso molta struttura.
Quanto tempo ci vuole per guarire dopo il ritrattamento?
La sensibilità dopo la seduta dura qualche giorno. La guarigione dell’osso attorno alla radice richiede mesi e si verifica con un controllo radiografico a distanza, che fa parte della cura.
Dopo il ritrattamento canalare serve una corona?
Non sempre. Se il dente ha perso molta struttura, la corona lo protegge dalla frattura durante la masticazione ed è consigliata; se la struttura residua è sufficiente, può bastare un restauro conservativo. La decisione si prende dente per dente e viene scritta nel piano di cura.
Quando conviene estrarre il dente invece di ritrattarlo?
Quando la radice ha una frattura verticale, quando la struttura residua è troppo compromessa per un restauro stabile o quando l’anatomia rende impossibile un accesso sicuro. In questi casi l’estrazione seguita da un impianto o un ponte è la strada più predicibile.
Cos’è l’apicectomia e quando si fa al posto del ritrattamento?
È l’alternativa chirurgica: si raggiunge l’apice della radice dall’esterno e si rimuove la lesione. Si considera quando il ritrattamento dall’interno non è possibile, per esempio per perni non rimovibili, o quando non è bastato a far guarire la lesione.
Il ritrattamento canalare riesce sempre?
No, e va detto prima. Le percentuali di successo sono elevate ma inferiori a quelle di una prima devitalizzazione, e dipendono dalla causa del fallimento, dalla struttura residua e dall’estensione della lesione. Il Dott. Emanuele Amico dice alla prima visita quali denti hanno una prognosi buona e quali no.
Quanto costa un ritrattamento canalare a Lucca?
Dipende dal dente, dal materiale e dai perni da rimuovere, dal numero di sedute e dal restauro finale. Dopo la prima visita e la radiografia ricevi il piano di cura scritto con i costi indicati per iscritto, prima di decidere; è possibile un pagamento rateale.
Ho paura del dentista dopo una devitalizzazione andata male: come gestite la seduta?
È la situazione più comune tra chi arriva per un ritrattamento. Dillo alla prenotazione: il primo appuntamento è un colloquio con una radiografia, senza procedure, e la seduta viene condotta con anestesia fatta agire prima e ogni passaggio annunciato.
Quanto devo aspettare per un appuntamento per il ritrattamento a Lucca?
Dipende dalla disponibilità e dall’urgenza: un dente con gonfiore o ascesso viene valutato prima di un controllo radiografico senza sintomi. Chiama lo 0583-050656 o prenota online; se hai una radiografia recente, portala.
Chi mi segue e che orari ha lo studio di Lucca?
Il Dott. Emanuele Amico segue diagnosi, ritrattamento e controlli radiografici negli anni, sotto la direzione sanitaria del Dott. Roberto Guazzetti. Lo studio è in Via delle Ville Prima 966 a San Marco, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00.
Porta la radiografia, se ce l’hai.
Nello studio di Lucca guardiamo insieme perché il dente devitalizzato ha ripreso a dare problemi e ti diciamo con franchezza se conviene ritrattarlo, con quale prognosi e a quale costo, per iscritto.
Prenota la valutazione oppure chiama lo 0583-050656: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Radiografia, eventuale TC cone beam e diagnosi del fallimento
- 2Rimozione del vecchio materiale e nuova otturazione canalare
- 3Ricostruzione e controllo radiografico a distanza
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