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Aggiornato il 5 settembre 2026
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Servizio: Denti sensibili
- Denti sensibili: che cos'è l'ipersensibilità dentinale e perché fa male al freddo?
- Quali sono i sintomi dei denti sensibili e quando il dolore dice altro?
- Quali sono le cause dell'improvvisa sensibilità ai denti?
- Cosa fare se si hanno i denti sensibili? I rimedi a casa che aiutano e quelli che peggiorano
- Denti sensibili a Pisa: come li cura il Dott. Di Stefano in Via Carducci
- Quando la sensibilità nasconde una carie, una crepa o una recessione gengivale?
- Sensibilità dopo otturazioni, igiene o sbiancamento: quanto dura?
- Quanto costa la visita per i denti sensibili a Pisa e da dove arrivano i pazienti?
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pisa
- Cosa dicono i pazienti di Pisa
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Denti sensibili a Pisa: questa pagina spiega che cos'è l'ipersensibilità dentinale, quali sono i sintomi e come distinguerli da carie, crepe e nevralgie, le cause di una sensibilità improvvisa — recessione gengivale, erosione, bruxismo, restauri — e i rimedi a casa che aiutano o peggiorano. Trovi come il Dott. Andrea Di Stefano la cura nello studio di Ghezzano, con desensibilizzazione, ricostruzione dei colletti o cura della causa, quanto dura la sensibilità dopo otturazioni e sbiancamento e come si prenota.
Denti sensibili: che cos'è l'ipersensibilità dentinale e perché fa male al freddo?
I denti sensibili sono denti in cui la dentina, lo strato che sta sotto lo smalto e sopra la polpa, è rimasta scoperta e trasmette gli stimoli esterni alle terminazioni nervose dell'interno del dente. La dentina è attraversata da migliaia di microscopici canalini pieni di liquido: quando il freddo, un cibo dolce o l'aria li raggiungono, il liquido si muove, le fibre nervose reagiscono e arriva la fitta. Il fenomeno ha un nome clinico, ipersensibilità dentinale, ed è uno dei disturbi più comuni in Italia tra i 20 e i 50 anni.
Finché lo smalto è integro e la gengiva copre il colletto, nessuno stimolo arriva ai canalini. Il problema nasce quando una delle due protezioni cede: lo smalto si consuma per l'azione degli acidi o dello spazzolamento, oppure la gengiva si ritira e lascia scoperta la radice, che non ha smalto. Capire quale delle due cose è successa è il primo passo, perché cambia la cura.
Quali sono i sintomi dei denti sensibili e quando il dolore dice altro?
Il sintomo tipico è una fitta breve e acuta al freddo, al dolce, agli agrumi, alle bevande gassate o all'aria fredda inspirata dalla bocca, che scompare appena cessa lo stimolo. I più sensibili denti dell'arcata sono di norma canini e premolari, dove lo spazzolino preme di più e la gengiva si ritira prima; le fitte più intense arrivano con il gelato e con l'aria fredda d'inverno. Il dolore non compare da solo, non sveglia di notte e non dura minuti.
Quando invece la fitta persiste dopo lo stimolo, arriva anche al caldo, o si sente durante la masticazione su un dente solo, il quadro è diverso: si pensa a una carie non trattata, a una crepa, a una polpa infiammata o a una vecchia otturazione infiltrata. E un dolore intenso a scariche sul volto, senza rapporto con freddo e cibo, può essere una nevralgia e non un problema dentale. Per questo la sensibilità non si cura a occhio: prima si esclude ciò che sensibilità non è.
Denti Sensibili a Pisa
Da 20 anni a Pisa
Dicci con che cosa fa male — freddo, dolce, aria, masticazione — e da quanto: alla visita capirai se è la dentina scoperta, una carie o una gengiva che si ritira, e uscirai con la cura giusta scritta nero su bianco.
Quali sono le cause dell'improvvisa sensibilità ai denti?
Chi cerca «cause sensibilità denti» o «denti sensibili cause» trova elenchi lunghissimi. In studio, a Pisa, le cause che vediamo davvero sono poche e si riconoscono in visita:
- Recessione gengivale. La gengiva si ritira e scopre la radice: per spazzolamento troppo energico con setole dure, per gengivite e parodontite, per un morso che carica male alcuni denti. È la causa più frequente dopo i 35 anni.
- Erosione dello smalto. Alimenti e bevande a pH basso — agrumi, bibite gassate, vino, succhi — e il reflusso gastrico sciolgono lo strato più esterno del dente; i dentifrici abrasivi e lo spazzolamento subito dopo un pasto acido completano il lavoro.
- Bruxismo. Serrare e digrignare di notte consuma lo smalto sulle superfici masticanti e provoca microfratture al colletto: è una sensibilità improvvisa che spesso arriva insieme al mal di testa del mattino.
- Carie iniziale, otturazioni infiltrate, dente scheggiato. Qui la dentina è esposta da una lesione, e il rimedio è la cura del dente, non il dentifricio.
- Trattamenti recenti. Una seduta di igiene, uno sbiancamento o un'otturazione profonda possono dare una sensibilità transitoria che si esaurisce in pochi giorni.
A volte la sensibilità arriva davvero all'improvviso: un dente che ieri non sentiva nulla e oggi reagisce al primo sorso d'acqua fredda. In quel caso conviene non aspettare che passi, perché un cambiamento rapido su un solo dente parla più spesso di una crepa o di una carie che di una recessione.
Cosa fare se si hanno i denti sensibili? I rimedi a casa che aiutano e quelli che peggiorano
La prima cosa da fare è cambiare il gesto quotidiano: spazzolino morbido, movimento delicato dal margine della gengiva verso il dente, nessuna pressione. Vale la pena provare un dentifricio per denti sensibili — a base di sali di potassio o di fluoruri e composti che occludono i canalini — usandolo con costanza per almeno tre o quattro settimane prima di giudicarne l'effetto: il sollievo nelle prime ore che promettono alcune confezioni è più marketing che chimica. Risciacqui al fluoro senza alcol e attenzione ai cibi dolci acidi e alle bevande gassate completano la parte che dipende da te.
Ci sono rimedi che invece peggiorano il disturbo. I dentifrici sbiancanti abrasivi e il bicarbonato tolgono altro smalto. Spazzolare i denti subito dopo un'arancia o una bibita significa strofinare uno smalto ammorbidito dagli acidi: meglio aspettare mezz'ora. Evitare del tutto lo spazzolamento sulle zone che fanno male lascia la placca sul colletto e produce gengive irritate, che si ritirano ancora. E i rimedi trovati online — olio, sale, chiodi di garofano — al massimo mascherano: per risolvere il disturbo serve capire da dove nasce.
Questa guida serve a gestire i primi giorni, non a sostituire la visita: se dopo un mese di dentifricio e spazzolino morbido la sensibilità è uguale o è aumentata, la causa va cercata in poltrona.
Denti sensibili a Pisa: come li cura il Dott. Di Stefano in Via Carducci
Nello studio di Ghezzano, alle porte di Pisa, la cura dei denti sensibili è seguita dal Dott. Andrea Di Stefano, odontoiatra che si occupa di conservativa ed endodonzia. La visita parte da un colloquio preciso — quando fa male, con che cosa, da quanto, su quali denti — e da un esame di smalto, gengive e restauri, con il test del freddo e dell'aria sui denti coinvolti e una radiografia mirata quando il sospetto è una carie o una crepa. Il direttore sanitario della sede è il Dott. Edoardo Palla.
In base alla causa, la cura si sceglie tra pochi strumenti, in ordine di invasività:
- Desensibilizzazione in studio. Vernici al fluoro o gel desensibilizzanti applicati sui colletti scoperti, che chiudono i canalini della dentina: agiscono in seduta e si ripetono se serve, spesso in coda a una seduta di igiene con il Dott. Antonio Rizzica, igienista dentale.
- Ricostruzione del colletto. Quando l'abrasione ha scavato una tacca alla base del dente, si copre la dentina con un composito adesivo: una seduta breve, senza anestesia nella maggior parte dei casi.
- Cura della causa. L'otturazione di una carie, la sostituzione di un vecchio restauro infiltrato, un bite notturno per chi digrigna, la terapia delle gengive con il Dott. Cristiano Spallanzani quando la recessione dipende da una parodontite.
- Devitalizzazione solo nei casi gravi in cui la polpa è ormai infiammata in modo irreversibile: è l'eccezione, non la regola, e la valuta lo stesso Dott. Di Stefano.
Chi ha un riflesso del vomito marcato o una paura che rende difficile anche il test del freddo può chiedere la sedazione cosciente con protossido d'azoto, che lo studio inserisce nel percorso quando serve.
Il percorso non finisce con la seduta. A distanza di tre o quattro settimane si verifica se la fitta è scomparsa o si è ridotta, si controllano i colletti trattati e la tecnica di spazzolamento, e si decide se serve una seconda applicazione o un passo in più. Le situazioni più frequenti che vediamo a Pisa sono tre: la quarantenne con recessioni da spazzolino duro, che si risolve con la desensibilizzazione e un cambio di gesto; l'impiegato che serra i denti al computer, con colletti scavati e mal di testa, che ha bisogno del bite; il paziente con una vecchia otturazione infiltrata su un molare, che credeva di avere «i denti sensibili» e aveva una carie.
Quando la sensibilità nasconde una carie, una crepa o una recessione gengivale?
Tre situazioni si confondono con i denti sensibili e chiedono una cura diversa. La carie al colletto o sotto una vecchia otturazione dà una sensibilità che cresce nelle settimane e si localizza su un dente: la radiografia la mostra e l'otturazione la risolve. La crepa dello smalto, tipica di chi digrigna o ha morso qualcosa di duro, fa male soprattutto quando si rilascia il morso; la si cerca con la luce radente e il test del morso, e va trattata prima che si approfondisca. La recessione gengivale, infine, lascia scoperta la radice: se è lieve si stabilizza con la tecnica di spazzolamento e la desensibilizzazione, se è profonda o in progressione va vista dal parodontologo, perché dietro possono esserci malattie delle gengive in fase attiva.
In media una visita basta a distinguere i tre quadri; quando la TAC cone beam è utile — una crepa profonda, un dente devitalizzato anni fa che ricomincia a sentire — nello studio si esegue in sede, spesso lo stesso giorno.
Sensibilità dopo otturazioni, igiene o sbiancamento: quanto dura?
Dopo un'otturazione profonda il dente può sentire il freddo per qualche settimana: il composito è vicino alla polpa e la polpa ha bisogno di tempo per formare nuova dentina. Se la sensibilità diminuisce di settimana in settimana è fisiologica; se resta uguale o compare alla masticazione, l'otturazione va controllata nei contatti. Dopo una seduta di igiene professionale il tartaro rimosso dai colletti li lascia scoperti per qualche giorno, e la sensibilità si esaurisce da sola.
Dopo lo sbiancamento il perossido attraversa lo smalto e può dare fitte al freddo per 24-72 ore: è un effetto atteso, non un danno, e nello studio si gestisce con un desensibilizzante applicato prima della seduta e al termine. Chi ha già i denti sensibili non è escluso dallo sbiancamento: si abbassano concentrazione e tempi. In ogni caso, una sensibilità che dura più di due settimane dopo qualunque trattamento merita un controllo.
Quanto costa la visita per i denti sensibili a Pisa e da dove arrivano i pazienti?
La visita per i denti sensibili a Pisa ha il costo di una visita con eventuale radiografia mirata; ciò che viene dopo — desensibilizzazione, ricostruzione di un colletto, otturazione, bite — è scritto nel preventivo che ricevi alla fine, voce per voce, con l'ordine consigliato. Nessuna cifra viene detta al telefono, perché senza aver visto smalto e gengive non ha senso; il pagamento a rate si concorda prima di iniziare.
Lo studio è in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, frazione di San Giuliano Terme alle porte di Pisa: comodo dal centro e da Cisanello, con l'uscita della FI-PI-LI per chi arriva da Cascina, Pontedera e Fornacette. Da vent'anni la sede segue pazienti di Porta a Mare, Putignano, Riglione, Ospedaletto e Marina di Pisa, e dei comuni di Vecchiano, Vicopisano e Calci; la scheda Google «Studi Dentistici Dott. Edoardo Palla» raccoglie 42 recensioni con una media di 4,9. Orari dal lunedì al venerdì, 9-19; per fissare la visita chiama lo 050-9910086 o scrivi su WhatsApp al 351 8207758.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pisa
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Pisa. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Pisa
- Parodontologo a Pisa
- Dentista pediatrico a Pisa
- Tutte le aree cliniche dello studio di Pisa
Cosa dicono i pazienti di Pisa
“ La bravura del dottor Palla é imparagonabile. L'ho conosciuto un paio di anni fa, per mia grande fortuna. Per errore di un dentista di un altro ambulatorio ero in una situazione difficile da mesi, ho girato 6 - 7 ambulatori, anche quelli più rinomati di Pisa e dintorni, nessun dottore era disposto ad aiutarmi, hanno detto che non é possibile... Dr. Palla invece ha detto, facciamolo, e il lavoro é venuto benissimo. Non ho sentito nulla, durante il lavoro, e quando il dottore dopo un oretta di lavoro ha detto "va bene per oggi abbiamo finito",non volevo alzarmi dalla poltrona! Gliel'ho chiesto, se possiamo fare ancora qualcos'altro, dall'altra parte della bocca, l'altro dente, e lui mi ha accontentato. Ringrazio a Edoardo e a tutto lo staff per la gentilezza. Ambulatorio nuovo, molto bello, bravo Antonio che esegue le pulizie denti, la Silvia, le segretarie ed assistenti. ”
“ Studio dentistico di alto livello. La gentilezza e soprattutto la competenza professionale del dott. Palla fanno la differenza. Detto da uno che gira per studi dentistici da 50 anni. Lo consiglio vivamente soprattutto a quelle persone che hanno bisogno di interventi di implantologia complessi. Il dott. Palla è un ottimo chirurgo e molto attento a non provocare dolore al paziente. Andate tranquilli! ”
“ Ho fatto tre impianti dentali presso questo studio dentistico dove ho trovato grande competenza, onestà, gentilezza e disponibilità. Nonostante la mia situazione non fosse delle più facili è andato tutto a buon fine e sono veramente molto soddisfatta. Lo consiglio vivamente ”
Leggi tutte le 42 recensioni su Google.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Pisa consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Cosa fare se si hanno i denti sensibili?
Passa a uno spazzolino morbido e a un dentifricio per denti sensibili usato con costanza per tre o quattro settimane, evita i dentifrici abrasivi e lo spazzolamento subito dopo cibi acidi. Se dopo un mese la fitta al freddo è uguale o peggiora, o riguarda un dente solo, serve una visita: la causa può essere una recessione, una carie o una crepa, e ognuna si cura in modo diverso.
Perché viene la sensibilità ai denti?
Perché la dentina, lo strato sotto lo smalto, resta scoperta e i suoi canalini trasmettono freddo, dolce e aria alle terminazioni nervose interne. Succede quando lo smalto si consuma per acidi, abrasione o bruxismo, o quando la gengiva si ritira e lascia esposta la radice, che di smalto non ne ha.
Quali sono le cause dell'improvvisa sensibilità ai denti?
Una recessione gengivale che ha scoperto un colletto, l'erosione dello smalto da alimenti acidi o reflusso, il bruxismo, una carie o una crepa, una vecchia otturazione infiltrata, oppure un trattamento recente come igiene, sbiancamento o otturazione. Se la sensibilità compare di colpo su un solo dente, conviene farlo vedere presto.
Quali sono i sintomi dei denti sensibili?
Una fitta breve e acuta al freddo, al dolce, agli agrumi, alle bevande gassate o all'aria, che sparisce appena cessa lo stimolo, di solito su più denti. Se il dolore dura, arriva al caldo, compare masticando o sveglia di notte, non è semplice sensibilità: è un segnale di carie, crepa o polpa infiammata.
Il dentifricio per denti sensibili basta?
Aiuta quando la causa è una dentina scoperta da lieve recessione o abrasione, e va usato per settimane, non per giorni. Non basta se sotto c'è una carie, una crepa, un'otturazione infiltrata o una parodontite: in quei casi copre il sintomo mentre il problema avanza.
Come si curano i denti sensibili a Pisa?
Nello studio di Ghezzano il Dott. Andrea Di Stefano individua la causa con test del freddo, esame delle gengive e radiografia mirata, poi sceglie tra desensibilizzazione con vernici al fluoro, ricostruzione del colletto in composito, cura della carie o del restauro, bite per il bruxismo o invio al parodontologo per le recessioni da malattia gengivale.
Un solo dente sensibile da settimane: cosa significa?
Più spesso una carie, una crepa dello smalto o un'otturazione che ha perso il sigillo, non una sensibilità generica. Un dente solo che cambia comportamento merita una radiografia e un test del morso in tempi brevi, prima che la polpa si infiammi e serva una devitalizzazione.
Denti sensibili dopo la pulizia dei denti o lo sbiancamento: è normale?
Sì, per qualche giorno dopo l'igiene e per 24-72 ore dopo lo sbiancamento, perché i colletti ripuliti restano esposti e il perossido attraversa lo smalto. Lo studio applica un desensibilizzante quando serve. Una sensibilità che supera le due settimane va controllata.
La sensibilità ai denti può dipendere dal bruxismo?
Sì. Serrare e digrignare consuma lo smalto masticante e produce microfratture al colletto, con fitte al freddo che spesso si accompagnano a indolenzimento dei muscoli e mal di testa al risveglio. In questi casi la cura passa da un bite notturno e dal controllo delle abrasioni.
Le gengive che si ritirano si possono curare a Pisa?
Sì. Se la recessione è lieve si ferma correggendo la tecnica di spazzolamento e proteggendo i colletti; se è profonda o legata a una parodontite viene seguita dal Dott. Cristiano Spallanzani, parodontologo dello studio di Pisa, che valuta la terapia delle gengive e, nei casi indicati, la copertura della radice.
Quando la sensibilità dei denti è un segnale d'allarme?
Quando il dolore persiste dopo lo stimolo, arriva al caldo, compare masticando, riguarda un dente solo, è cominciato all'improvviso o si accompagna a gonfiore. Sono i segni di una polpa infiammata, di una crepa o di un'infezione, e la visita non va rimandata.
I dentifrici sbiancanti o il bicarbonato peggiorano i denti sensibili?
Sì: agiscono per abrasione e portano via altro smalto, esponendo ancora più dentina. Chi ha denti sensibili e vuole denti più chiari dovrebbe parlarne in visita: uno sbiancamento professionale con protocollo adattato è più sicuro di un dentifricio abrasivo usato ogni giorno.
Quanto costa la visita per i denti sensibili a Pisa?
Il costo della visita con eventuale radiografia mirata viene indicato al telefono; tutto ciò che segue — desensibilizzazione, ricostruzione del colletto, otturazione, bite — è nel preventivo scritto che ricevi a fine visita, voce per voce. La rateizzazione si concorda prima di iniziare.
Ho paura del dentista: la visita per i denti sensibili è invasiva?
No: è un colloquio, un esame di smalto e gengive, un test con aria e freddo e, se serve, una radiografia. Le cure che seguono sono brevi e per lo più senza anestesia. Chi ha una paura che blocca può chiedere la sedazione cosciente con protossido, che lo studio valuta alla visita.
Quanto devo aspettare per una visita per i denti sensibili?
Chiama lo 050-9910086 negli orari di apertura o scrivi su WhatsApp al 351 8207758: ti diciamo subito le prime date. Per un dolore improvviso su un dente solo lo studio dà priorità, perché può trattarsi di una carie o di una crepa che peggiora.
Chi mi segue: sempre lo stesso medico?
Sì, il Dott. Andrea Di Stefano segue la diagnosi e le cure conservative; se la causa è gengivale entra il Dott. Cristiano Spallanzani, e i richiami di igiene sono del Dott. Antonio Rizzica, igienista dentale. Il piano è uno solo e il direttore sanitario, Dott. Edoardo Palla, ne risponde.
Che orari ha lo studio alle porte di Pisa e da dove arrivano i pazienti?
Dal lunedì al venerdì, 9-19, in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, comodo dal centro di Pisa, da Cisanello e dalla FI-PI-LI. I pazienti arrivano da Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano, Vicopisano, Calci, Fornacette e Pontedera.
Una fitta al freddo non è un dettaglio da sopportare.
Nella maggior parte dei casi i denti sensibili si risolvono con pochi gesti e una o due sedute; quando invece nascondono una carie, una crepa o una gengiva che si ritira, ogni mese di attesa allarga il problema. Nello studio di Ghezzano, alle porte di Pisa, il Dott. Andrea Di Stefano trova la causa e ti consegna un piano scritto con l'ordine delle cose da fare.
Prenota la visita per i denti sensibili oppure chiama lo 050-9910086: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Colloquio, test del freddo e dell'aria, esame di gengive e restauri, radiografia se serve
- 2Desensibilizzazione in seduta, ricostruzione del colletto o cura della causa
- 3Spazzolino e dentifricio giusti, bite se digrigni, controllo del risultato
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Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per fissare la visita per i denti sensibili a Pisa, con test in poltrona e piano scritto.