Di cosa si occupa la gnatologia
La gnatologia studia come denti, muscoli e articolazioni della mandibola lavorano insieme. Quando questo equilibrio si altera compaiono sintomi che spesso non vengono collegati alla bocca: dolore davanti all'orecchio, rumori quando si apre, difficoltà a masticare, mal di testa al mattino, dolori al collo, denti consumati o crepati senza carie. Sono i segni che meritano una visita gnatologica.
Quando è indicata la visita
La visita è indicata se digrigni o serri i denti (bruxismo), spesso di notte e senza accorgertene; se la mandibola fa rumore, si blocca o devia quando apri; se hai dolori all'articolazione temporo-mandibolare o ai muscoli del viso; se il dentista nota usura sui denti. Spesso il primo a notare il problema è chi dorme accanto a te, che sente il rumore di notte, o l'igienista, che vede i denti che si accorciano.
La diagnosi funzionale
La visita gnatologica non è una visita rapida. Il medico esamina come apri e chiudi la bocca, palpa muscoli e articolazioni, misura i movimenti, osserva i contatti tra i denti e la postura della testa. Se serve vedere l'articolazione o le radici dei denti, la TAC cone beam si fa in sede. Da qui nasce una diagnosi scritta: cosa sta succedendo, da cosa dipende e quali sono le opzioni.
Il bite e le altre strade
Il bite è una placca in resina, costruita su misura sui tuoi denti, che si porta di solito di notte. Serve a proteggere i denti dall'usura e ad aiutare i muscoli a rilassarsi. Non è uguale per tutti: tipo, spessore e tempi di utilizzo dipendono dalla diagnosi, e un bite generico, non costruito su misura, può non aiutare e talvolta peggiorare le cose. In alcuni casi al bite si affiancano esercizi, fisioterapia o un lavoro sui contatti dentali; se il problema è legato allo stress o al sonno, te lo diciamo e ti indirizziamo.
Tempi e controlli
Il bite si consegna dopo la presa delle impronte, in un secondo appuntamento, e va controllato e ritoccato nelle settimane successive perché i muscoli si adattano. I sintomi di solito cambiano nell'arco di settimane, non di giorni: per questo il piano scritto indica i controlli e dice cosa aspettarsi in ogni fase. A seguirti è lo stesso medico dalla prima visita all'ultimo controllo.