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Aggiornato il 5 settembre 2026
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Servizio: Estrazione dente
- Estrazione dente a Castelfranco di Sotto: quando un dente si toglie e chi lo toglie
- Il dente si può ancora salvare prima di pensare all'estrazione?
- Come si svolge l'estrazione di un dente, semplice o chirurgica?
- Quanto tempo dura il dolore dopo l'estrazione di un dente?
- Quanto stare a riposo dopo un'estrazione del dente?
- Cosa non fare dopo l'estrazione di un dente e cosa mangiare?
- Quanto tempo ci vuole per guarire da un'estrazione dente?
- Cosa mettere al posto del dente estratto?
- Quanto costa l'estrazione di un dente a Castelfranco di Sotto e come si prenota?
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Castelfranco di Sotto
- Cosa dicono i pazienti di Castelfranco di Sotto
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Estrazione dente a Castelfranco di Sotto: la pagina spiega quando un dente va tolto e quando si può ancora salvare, come si svolge l'estrazione semplice o chirurgica nello studio di Via Giuseppe Posarelli 9, quanto dura il dolore dopo, quanto stare a riposo, cosa non fare e cosa mangiare, quanto tempo ci vuole per guarire, cosa mettere al posto del dente estratto e come si forma il costo, con il Dott. Edoardo Palla e la sedazione cosciente per chi ha paura.
Estrazione dente a Castelfranco di Sotto: quando un dente si toglie e chi lo toglie
L'estrazione di un dente è l'intervento con cui si rimuove un dente non più recuperabile, in anestesia locale e in studio: a Castelfranco di Sotto, in Via Giuseppe Posarelli 9, la esegue il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario della sede e iscritto all'Albo Odontoiatri Pisa n. 427.
Un dente si toglie quando non c'è più modo di tenerlo: una carie che ha distrutto la corona fino sotto la gengiva, una frattura della radice, una parodontite che ha consumato l'osso attorno fino a farlo muovere, un'infezione che torna nonostante le cure, una cisti alla radice che non risponde alla terapia, oppure un dente che non ha spazio, come spesso accade con il dente del giudizio. In tutti questi casi l'estrazione a Castelfranco di Sotto non è una sconfitta: è la prestazione che chiude un problema che altrimenti continuerebbe a consumare osso e a fare male.
Questa pagina è figlia della pagina madre sulla chirurgia orale a Castelfranco di Sotto. Qui trovi le risposte che chi deve togliere un dente a Castelfranco di Sotto cerca prima dell'appuntamento: se si può evitare, come si svolge, quanto fa male dopo, quanto si sta fermi, cosa non fare, quanto ci vuole a guarire e cosa mettere al posto del dente.
Il dente si può ancora salvare prima di pensare all'estrazione?
Spesso sì: un dente con carie profonda o con un granuloma alla radice si tratta con una devitalizzazione o un ritrattamento canalare, e un dente rotto sopra la gengiva si ricostruisce; l'estrazione è l'ultima scelta, e la visita a Castelfranco di Sotto serve prima di tutto a stabilire se è davvero l'unica.
La regola che guida ogni indicazione della sede è semplice: un dente proprio, se recuperabile, vale più di qualsiasi sostituto. Per questo la prima domanda a Castelfranco di Sotto, davanti a un dente dolorante o infiammato, non è «quando lo togliamo» ma «cosa resta di sano». La radiografia, e quando serve la TAC cone beam eseguita in sede, mostrano quanto è profonda la carie, se la frattura arriva alla radice, quanto osso resta attorno. Da lì la scelta: devitalizzazione, ricostruzione, oppure estrazione.
Ci sono situazioni in cui invece salvare il dente costa più di quanto rende: una radice fratturata in verticale, un dente mobile per parodontite avanzata, una carie sotto il livello dell'osso, un molare già devitalizzato e rotto più volte. Tenerlo a tutti i costi vuol dire spendere in cure che durano poco e, nel frattempo, perdere l'osso che servirà per l'impianto. In questi casi la decisione più onesta è togliere, e programmare subito cosa mettere al suo posto.
Estrazione dente a Castelfranco di Sotto
Da 15 anni a Castelfranco di Sotto
Un dente rotto, mobile o che fa male da settimane? Raccontaci la situazione: la visita con radiografia in sede dice se si può salvare o va tolto, e come organizzare il dopo.
Come si svolge l'estrazione di un dente, semplice o chirurgica?
L'estrazione semplice si esegue in anestesia locale, con strumenti che allargano l'alveolo e pinze che afferrano il dente erotto, in pochi minuti; l'estrazione chirurgica, per denti inclusi, radici residue o divergenti, richiede un'incisione della gengiva, a volte la rimozione di un po' di osso e il sezionamento del dente in frammenti, e termina con una sutura; è la strada per i casi complicati, che a Castelfranco di Sotto si programmano sulla TAC cone beam in sede.
La seduta comincia sempre allo stesso modo: un gel anestetico sulla gengiva, poi l'anestetico locale iniettato lentamente, che addormenta completamente la zona. Durante l'intervento si sentono pressione e movimento, non dolore; se qualcosa si avverte, si aggiunge anestetico prima di proseguire. Per un molare superiore o inferiore con più radici, il dente viene spesso diviso e rimosso radice per radice: è meno traumatico che forzarlo intero, e serve a ridurre il trauma sull'osso. L'intervento «estrazione dentale» finisce qui per la parte chirurgica; il resto è guarigione. Alla fine l'alveolo viene pulito, controllato e, se indicato, protetto con una garza o con un punto.
Chi ha paura, e per un'estrazione è comune, può chiedere la sedazione cosciente: con protossido d'azoto, che svanisce in pochi minuti, o per via endovenosa, con un accompagnatore. Chi assume anticoagulanti, antiaggreganti o farmaci per l'osso lo dice alla visita, senza sospendere nulla di propria iniziativa: la seduta si organizza con il medico curante. Per chi arriva da Santa Croce sull'Arno, San Miniato o Fucecchio, visita, radiografia e, quando possibile, estrazione si concentrano in pochi appuntamenti.
Quanto tempo dura il dolore dopo l'estrazione di un dente?
Il dolore dopo l'estrazione di un dente è più intenso nelle prime 24-48 ore, quando l'anestetico svanisce, e diminuisce progressivamente in tre-quattro giorni per un'estrazione semplice e in cinque-sette giorni per una chirurgica; si controlla con gli antidolorifici presi agli orari indicati, iniziando prima che l'effetto dell'anestesia finisca.
Chi cerca online «dolore estrazione dente» trova numeri diversi, perché il dolore che ci si aspetta è un dolore che cala: ogni giorno un po' meno del precedente. Il segnale che qualcosa non va è il contrario: un dolore che cresce dal terzo giorno, spesso pulsante, con cattivo sapore in bocca e senza gonfiore evidente. È il quadro dell'alveolite, cioè la perdita del coagulo che protegge l'osso, più frequente nei fumatori e in chi ha risciacquato con forza. Non è pericolosa, ma va vista subito: una medicazione nello studio di Castelfranco di Sotto toglie il dolore in poche ore. Le complicanze gravi, come un'infezione estesa o un sanguinamento che non si ferma, sono rare e vanno riferite senza aspettare.
Le prescrizioni sono scritte e consegnate prima dell'intervento: gli antidolorifici da assumere con orari e dosi, gli antibiotici solo quando c'è un motivo (un'infezione in corso, un intervento esteso, condizioni generali particolari), mai per abitudine. Le persone che arrivano a Castelfranco di Sotto convinte che «senza antibiotico non si può» scoprono che, per la maggior parte delle estrazioni, la protezione migliore è il coagulo e il buon senso dei primi giorni.
Quanto stare a riposo dopo un'estrazione del dente?
Dopo un'estrazione semplice basta riposare il giorno stesso e riprendere le attività leggere dal giorno dopo; dopo un'estrazione chirurgica conviene tenere libero anche il giorno seguente e rimandare sport e sforzi intensi di almeno tre-quattro giorni, perché l'aumento della pressione può far riprendere il sanguinamento.
«Riposo» non vuol dire letto: vuol dire non sudare, non piegarsi a testa in giù, non sollevare pesi, non allenarsi. Chi ha paura conosce il circolo dolore → intervento rimandato → dolore peggiore, e sa che riposare qualche giorno costa meno di anni di rinvii. Chi ha un lavoro sedentario torna spesso il giorno dopo; chi fa un lavoro fisico, come molti nel distretto conciario, lo programma con noi e sceglie il giorno dell'intervento in modo da avere un giorno di margine. Il gonfiore, quando c'è, raggiunge il massimo dopo due-tre giorni e non è un motivo per fermarsi, ma un motivo per non forzare.
Un dettaglio pratico: dopo l'anestesia locale si può guidare quando la sensibilità è tornata, di norma in due-quattro ore; dopo la sedazione cosciente no, per il resto della giornata. Chi viene da Montopoli in Val d'Arno, Santa Maria a Monte o Bientina lo sa prima, e si organizza con un accompagnatore.
Cosa non fare dopo l'estrazione di un dente e cosa mangiare?
Dopo l'estrazione di un dente non si deve fumare, sciacquare con forza, sputare, usare cannucce, toccare la ferita con lingua o dita, bere alcolici né fare sforzi per almeno 24-48 ore; si mangiano cibi morbidi e freddi o tiepidi, masticando dal lato opposto, e si evitano cibi caldi, duri, piccanti e con semi.
- Nelle prime ore: garza premuta per il tempo indicato, ghiaccio esterno a intervalli, niente sciacqui; un po' di sangue nella saliva è normale, un sanguinamento che non si ferma no.
- Cosa mangiare: yogurt, gelato senza pezzi, purè, passati, uova, pesce morbido, latte e latticini freschi; cibi freddi o tiepidi, mai caldi il primo giorno.
- Cosa evitare: crosta, frutta secca, semi e cereali piccoli che entrano nell'alveolo; caffè bollente, alcolici, cibi piccanti; niente fumo per almeno tre giorni.
- Igiene: spazzolino normale sugli altri denti dal giorno stesso, lontano dalla ferita; dal secondo giorno sciacqui delicati con il collutorio prescritto, senza agitare con forza.
- Farmaci: assunzione agli orari indicati; gli antibiotici, se prescritti, vanno completati anche se il dolore è passato.
Tutte queste regole servono a una cosa sola: non disturbare il coagulo che si forma nell'alveolo, perché è lui a favorire guarigione e chiusura dell'osso. La dieta morbida non è una punizione, è protezione. Dopo tre-quattro giorni si torna gradualmente al solito, con un po' di attenzione a masticare dal lato opposto finché la gengiva non si è chiusa.
Quanto tempo ci vuole per guarire da un'estrazione dente?
La gengiva si chiude in una-due settimane per un'estrazione semplice e in due-tre settimane per una chirurgica, con i punti rimossi dopo circa sette giorni; l'osso che riempie l'alveolo impiega invece da due a quattro mesi per consolidarsi, ed è quel tempo che conta per decidere quando mettere un impianto.
Nei primi giorni l'alveolo è occupato dal coagulo, che si trasforma in tessuto di granulazione; in una-due settimane la gengiva lo copre. Sotto, l'osso nuovo si forma lentamente nei mesi seguenti, riempiendo lo spazio lasciato dalla radice. Nelle estrazioni più complesse, con radici lunghe o osso rimosso, il tempo si allunga un po', e i controlli a Castelfranco di Sotto servono a verificarlo. Il fumo, il diabete non compensato e la scarsa igiene rallentano ogni fase; una buona pulizia dei denti vicini e i controlli in studio la aiutano.
C'è un aspetto della guarigione che il paziente non vede: l'osso dell'alveolo, dopo l'estrazione, non solo si riempie, ma si riassorbe in larghezza e in altezza, soprattutto nei primi mesi. È il motivo per cui la scelta su cosa mettere al posto del dente va fatta prima, non «quando ci sarà tempo»: nei casi in cui si prevede un impianto, lo studio può proteggere l'alveolo con un innesto al momento dell'estrazione, oppure programmare l'impianto a ridosso della guarigione, per non lasciare che l'osso si consumi.
Cosa mettere al posto del dente estratto?
Al posto del dente estratto si può mettere un impianto, che sostituisce la radice e sostiene una corona senza toccare i denti vicini; un ponte, che si appoggia sui denti adiacenti; una protesi parziale mobile; oppure, per un dente del giudizio o in casi selezionati, niente: la scelta si fa prima dell'estrazione, sulla radiografia, e dipende da osso, denti vicini e priorità della persona.
Il percorso tipico è dente → estrazione → sostituzione, e la parte da non lasciare vuota è la terza. Un molare che manca per anni fa inclinare il dente vicino, fa scendere quello che gli chiudeva contro e fa consumare l'osso: un impianto che sarebbe stato semplice diventa un impianto con rigenerazione. Per questo alla visita per l'estrazione a Castelfranco di Sotto si parla già del dopo, con un piano scritto in cui l'estrazione è il primo passo e non l'ultimo.
Le opzioni sono descritte nelle pagine dedicate: gli impianti dentali, che in casi selezionati si inseriscono nella stessa seduta dell'estrazione, e il ponte dentale, quando i denti vicini sono già ricostruiti e l'impianto non è indicato. Un dente del giudizio, invece, non si sostituisce mai: non ha una funzione da restituire. Le persone che arrivano a Castelfranco di Sotto con un molare mancante da anni lo scoprono spesso alla visita per un altro dente.
Quanto costa l'estrazione di un dente a Castelfranco di Sotto e come si prenota?
Il costo dell'estrazione di un dente dipende dal tipo (semplice o chirurgica), dagli esami necessari, dall'eventuale sedazione e da ciò che si programma al posto del dente: a Castelfranco di Sotto il preventivo scritto viene consegnato alla visita, prima di fissare la data, e su questa pagina non troverai cifre.
Un preventivo chiaro indica l'estrazione, la radiografia o la TAC se servono, i controlli e la rimozione dei punti; se è previsto un impianto o un innesto contestuale, sono voci separate e scritte prima. Le formule di pagamento sono illustrate più in basso. Per le estrazioni non urgenti non c'è nessuna necessità di decidere in poltrona; per un dente che fa male, il preventivo si legge in pochi minuti e si procede nella stessa seduta quando è possibile.
L'estrazione a Castelfranco di Sotto è eseguita dal Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario dello Studio Dentistico Dott. Edoardo Palla, che legge le immagini, esegue l'intervento e rivede il paziente al controllo. Lo studio è nel centro del Comprensorio del Cuoio, comodo da Santa Croce sull'Arno, San Miniato e Fucecchio, e segue anche pazienti delle frazioni di Orentano, Villa Campanile e Galleno. Una paziente, nella sua recensione su Google, cita la delicatezza «nelle manipolazioni» e i promemoria su WhatsApp con le indicazioni personalizzate prima dell'intervento: lo riportiamo perché lo ha scritto lei. La scheda ha 68 recensioni con media 5,0; la visita si prenota allo 0571-1900049, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 con orario continuato, o su WhatsApp al 351 7008617, dove si possono inviare radiografie già fatte.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Castelfranco di Sotto
Questa pagina è una tappa del percorso «Chirurgia orale a Castelfranco di Sotto» dello studio di Castelfranco di Sotto. Qui trovi la pagina madre e le pagine sorelle, per capire dove si colloca la cura che stai valutando.
- Il percorso madre: Chirurgia orale a Castelfranco di Sotto
- Estrazione dente del giudizio a Castelfranco di Sotto
- Tutte le aree cliniche dello studio di Castelfranco di Sotto
Cosa dicono i pazienti di Castelfranco di Sotto
“ Avevo tanta paura del dentista ma con il dottor Palla e i suoi collaboratori mi sono trovata davvero bene ! Personale gentile e preparato , lo consiglio a tutti !! ”
“ Mi sono recata in questo studio per un ascesso a un dente e ho trovato gentilezza, professionalità e organizzazione. Gli studi sono puliti e all'avanguardia, offrono servizi dentistici a tutto tondo e il personale è meraviglioso. Il medico e le sue assistenti hanno la rara dote di mettere chiunque a proprio agio, di dare indicazioni e consigli chiari e hanno una delicatezza nelle manipolazioni che è unica. Si dimostrano organizzati con messaggi whatsapp di promemoria degli appuntamenti in cui danno eventuali indicazioni personalizzate a seconda dell'intervento necessario ed è anche grazie a questa organizzazione che l'attesa in sala è sempre ridotta al minimo indispensabile. Gli studi sono accessibili anche per i disabili, con pochissime barriere architettoniche e c'è la possibilità di parcheggiare proprio di fronte all'entrata. Consigliatissimi sotto ogni aspetto! ”
“ Sono stata presso lo studio dentistico già un paio di volte e con me anche mio figlio e mio marito. L'ambiente è piacevole, cordiale, sereno. La cura per il paziente è evidente ed il dottore è attentissimo. Ho effettuato una igiene orale e l'igienista è stata delicata e precisa. È la prima volta che esco da uno studio dentistico rilassata più di quanto sono arrivata e senza alcun fastidio. Io continuerò a servirmi presso questo studio e mi sento di consigliarlo vivamente. ❤️ ”
Leggi tutte le 68 recensioni su Google.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Castelfranco di Sotto consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Quanto stare a riposo dopo un'estrazione del dente?
Il giorno stesso per un'estrazione semplice, anche il giorno seguente per una chirurgica; sport e sforzi intensi vanno rimandati di almeno tre-quattro giorni. Riposo vuol dire non sudare, non piegarsi a testa in giù, non sollevare pesi: le attività leggere si riprendono presto.
Cosa non fare dopo l'estrazione di un dente?
Non fumare per almeno tre giorni, non sciacquare con forza né sputare, niente cannucce, niente alcolici, niente cibi caldi o duri, non toccare la ferita con lingua o dita, niente sforzi per 24-48 ore. Tutto serve a proteggere il coagulo che guarisce l'osso.
Quanto tempo ci vuole per guarire da un'estrazione dente?
La gengiva si chiude in una-due settimane (due-tre per un'estrazione chirurgica), i punti si tolgono dopo circa sette giorni. L'osso che riempie l'alveolo impiega da due a quattro mesi per consolidarsi: è il tempo che conta per programmare un impianto.
Quanto tempo dura il dolore dopo l'estrazione di un dente?
È più intenso nelle prime 24-48 ore e cala in tre-quattro giorni (cinque-sette per una chirurgica), con antidolorifici presi agli orari indicati. Un dolore che cresce dal terzo giorno, pulsante, con cattivo sapore, è il segno dell'alveolite: va visto subito e si risolve con una medicazione.
L'estrazione del dente fa male?
Durante l'estrazione no: il gel anestetico e l'anestesia locale iniettata lentamente addormentano completamente la zona; si sentono pressione e movimento. Dopo, un dolore che cala giorno per giorno. Chi ha paura può chiedere la sedazione cosciente, con protossido o per via endovenosa.
Quando un dente va estratto e quando si può salvare a Castelfranco di Sotto?
Si salva quando resta abbastanza dente sano: carie profonde e granulomi si trattano con devitalizzazione o ritrattamento, le fratture sopra la gengiva si ricostruiscono. Si estrae quando la radice è fratturata, la parodontite lo ha reso mobile o la carie è sotto l'osso. Lo decide la visita con radiografia.
Che differenza c'è tra estrazione semplice e chirurgica a Castelfranco di Sotto?
La semplice riguarda un dente erotto e integro, rimosso con strumenti e pinze in pochi minuti. La chirurgica riguarda denti inclusi, radici residue o divergenti: richiede un'incisione, a volte la rimozione di un po' di osso, il sezionamento in frammenti e una sutura. Il dopo è un po' più lungo.
Cosa posso mangiare dopo l'estrazione?
Cibi morbidi, freddi o tiepidi: yogurt, gelato senza pezzi, purè, passati, uova, pesce, latte e latticini freschi, masticando dal lato opposto. Da evitare per qualche giorno crosta, semi, frutta secca, cibi caldi, piccanti e alcolici. Dopo tre-quattro giorni si torna gradualmente al solito.
Cos'è l'alveolite e come si riconosce dopo un'estrazione a Castelfranco di Sotto?
È la perdita del coagulo che protegge l'osso dell'alveolo, più frequente nei fumatori e dopo sciacqui energici. Si riconosce da un dolore che cresce dal terzo giorno invece di calare, spesso pulsante, con cattivo sapore e alveolo vuoto. Non è pericolosa: una medicazione in studio toglie il dolore in poche ore.
Posso fare l'estrazione se prendo anticoagulanti?
Di norma sì, senza sospendere la terapia di propria iniziativa: la seduta si organizza con il medico curante e con misure locali che controllano il sanguinamento. Va detto alla visita, insieme a ogni altro farmaco, in particolare quelli per l'osso.
Cosa mettere al posto del dente estratto a Castelfranco di Sotto?
Un impianto, che sostituisce la radice senza toccare i denti vicini e in casi selezionati si inserisce nella stessa seduta; un ponte sui denti adiacenti; una protesi parziale mobile. Un dente del giudizio non si sostituisce. La scelta si fa prima dell'estrazione, con un piano scritto.
Si possono togliere più denti nella stessa seduta a Castelfranco di Sotto?
Sì, spesso conviene: concentra il recupero in un unico periodo e riduce gli appuntamenti. Il limite lo danno le condizioni generali, la durata sopportabile della seduta e l'estensione della zona. Con la sedazione cosciente anche le sedute più lunghe sono sostenibili.
Dopo quanto tempo si può mettere l'impianto al posto del dente estratto?
In casi selezionati nella stessa seduta, se non c'è infezione attiva e l'osso residuo dà tenuta. Altrimenti dopo la guarigione dell'alveolo, in genere due-quattro mesi. Aspettare anni, invece, fa consumare l'osso e può rendere necessaria una rigenerazione.
Quanto costa l'estrazione di un dente a Castelfranco di Sotto?
Dipende dal tipo di estrazione, dagli esami, dall'eventuale sedazione e da ciò che si programma al posto del dente; per questo qui non ci sono cifre. Il preventivo scritto viene consegnato alla visita, prima di fissare la data, con controlli e rimozione dei punti indicati.
Ho paura dell'estrazione: come gestite la seduta a Castelfranco di Sotto?
Se ne parla alla visita, che è solo un colloquio con esame e radiografia. Gel anestetico prima dell'iniezione, anestesia lenta, un segnale concordato per fermarsi, e per chi lo desidera la sedazione cosciente con protossido o per via endovenosa, con un accompagnatore.
Quanto devo aspettare per un'estrazione a Castelfranco di Sotto?
Chiama lo 0571-1900049 negli orari di apertura: ti diciamo subito le prime date. Se il dente fa male o c'è un'infezione, dillo al telefono: la visita viene anticipata e, quando è possibile, si procede nella stessa seduta dopo la radiografia.
Chi esegue l'estrazione e che orari ha lo studio?
Il Dott. Edoardo Palla, direttore sanitario e iscritto all'Albo Odontoiatri Pisa n. 427, esegue le estrazioni della sede e rivede il paziente al controllo. Lo studio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, con orario continuato, in Via Giuseppe Posarelli 9, nel centro del Comprensorio del Cuoio.
Un dente si toglie una volta sola: prima si guarda se si può salvare.
Visita, radiografia e, se serve, TAC cone beam in sede: ti diciamo se il dente è recuperabile o va estratto, come si svolge l'intervento, cosa aspettarti dopo e cosa mettere al suo posto. Preventivo scritto prima di fissare la data.
Prenota la visita oppure chiama lo 0571-1900049: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Visita e radiografia in sede: salvare o togliere
- 2Estrazione in anestesia locale, con sedazione se serve
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