Specialista parodontite a Castelfranco: cura gengive ritirate
Gengive che sanguinano, denti che si muovono, alito pesante: nella sede di Castelfranco di Sotto la parodontite si misura e si tratta con un percorso in fasi. Valuta con il team del Dott. Palla.

Da qualche mese mastica solo da un lato. Prima era il pane con la crosta dura, poi la mela, adesso quasi tutto passa dalla parte destra della bocca. Un incisivo inferiore sembra muoversi appena quando lo sfiora con la lingua, e la mattina lo spazzolino lascia una traccia rosa nel lavandino. Niente dolore, però. Ed è proprio per questo che ha rimandato.
È una storia che nella sede di Castelfranco di Sotto sentiamo raccontare spesso, con piccole variazioni. Chi lavora nel Comprensorio del Cuoio ha giornate piene e una regola non scritta: se non fa male, può aspettare. Con la parodontite questa regola non funziona. La malattia lavora in profondità, sotto il margine gengivale, e il dolore compare solo quando il supporto del dente è già compromesso in buona parte.
Il corpo manda segnali, ma a modo suo
La parodontite non urla: suggerisce. Il sanguinamento durante lo spazzolamento è il segnale più precoce e più sottovalutato — molti lo attribuiscono a uno spazzolino troppo duro e cambiano spazzolino invece di cambiare strategia. Poi arrivano gli altri indizi, in ordine sparso:
- gengive che appaiono ritirate, con denti che sembrano più lunghi di prima
- sensibilità al freddo sui colletti scoperti
- alito pesante che non passa con il collutorio
- spazi neri tra i denti dove prima la gengiva riempiva tutto
- uno o più denti che iniziano a muoversi o a cambiare posizione
Ognuno di questi segnali racconta la stessa cosa vista da angolazioni diverse: i batteri hanno colonizzato lo spazio tra dente e gengiva, l'infiammazione cronica sta consumando il legamento che ancora il dente e l'osso che lo sostiene. Il tessuto osseo perso non ricresce da solo. Quello che si può fare — e si fa — è fermare la perdita e stabilizzare quello che resta.
Cosa misura la specialista alla prima visita
Nella sede del Dott. Edoardo Palla di Castelfranco di Sotto la parodontologia è seguita dalla Dott.ssa Valentina Sibillote, sotto la direzione sanitaria del Dott. Edoardo Palla. La prima visita parodontale non si limita a uno sguardo d'insieme: è una raccolta sistematica di numeri.
Con la sonda millimetrata si misura la profondità del solco gengivale in sei punti attorno a ogni dente. Si registra dove la gengiva sanguina al passaggio dello strumento, quanto attacco si è perso, quali denti presentano mobilità e di che grado. Le radiografie completano il quadro mostrando il livello dell'osso, che dall'esterno non si vede.
Il risultato è una cartella parodontale: la fotografia oggettiva della situazione, dente per dente. Serve a due cose. Primo, classificare la malattia per stadio e gravità, senza impressioni soggettive. Secondo, avere un punto di partenza misurabile: ai controlli successivi si confrontano i numeri, non le sensazioni. Se le tasche da 6 millimetri sono scese a 3, la terapia sta funzionando. Se no, si cambia approccio.
La cura delle gengive parte da dove lo spazzolino non arriva
Il cuore del trattamento è la strumentazione sottogengivale: la rimozione meccanica del biofilm batterico e del tartaro dalle superfici delle radici, dentro le tasche. Si lavora in anestesia locale, un settore della bocca per volta, con strumenti a ultrasuoni e strumenti manuali. Durante la seduta non si sente dolore; nei giorni successivi può esserci un po' di sensibilità, che si gestisce senza difficoltà.
Qui vale la pena essere onesti su un punto. La terapia in studio è metà del lavoro. L'altra metà la fa il paziente a casa, ogni giorno, con la tecnica di spazzolamento corretta e la pulizia degli spazi interdentali. Per questo il percorso parodontale a Castelfranco include sedute dedicate all'istruzione di igiene: non un opuscolo consegnato all'uscita, ma una verifica pratica di come il paziente pulisce e di cosa deve correggere. Chi vuole approfondire come si integrano le due cose può leggere la pagina dedicata all'igiene dentale professionale a Castelfranco.
Il fumo e il diabete meritano una menzione a parte. Entrambi peggiorano la risposta dei tessuti alla terapia, e il diabete scarsamente compensato è documentato come fattore aggravante della malattia parodontale. Non sono ostacoli insuperabili: sono variabili che la specialista deve conoscere per calibrare il piano di trattamento e i tempi dei controlli.
Quando la terapia di base non chiude la partita
Nella maggior parte dei casi la strumentazione sottogengivale, ripetuta e verificata, riporta le tasche a profondità gestibili. In una minoranza di situazioni alcune tasche restano attive: troppo profonde, con anatomia sfavorevole, con sanguinamento persistente alla rivalutazione.
A quel punto si valuta la chirurgia parodontale. Aprire un piccolo lembo di gengiva permette di vedere e pulire direttamente le radici; nei difetti ossei con forma favorevole si può tentare la rigenerazione con biomateriali. Per le recessioni gengivali che espongono le radici esistono tecniche di chirurgia mucogengivale con innesti di tessuto prelevato dal palato, indicate in casi selezionati e dopo che l'infiammazione è sotto controllo.
Nessuna di queste opzioni si propone a priori. La sequenza è sempre la stessa: prima la terapia causale, poi la rivalutazione con i numeri alla mano, e solo dove serve il passaggio chirurgico.
I controlli periodici: la parte del percorso che decide tutto
La parodontite è una malattia cronica. Si stabilizza, non si cancella. Chi interrompe i controlli dopo la fase attiva rischia di ritrovarsi, nel giro di qualche anno, al punto di partenza — con meno osso a disposizione.
Per questo ogni paziente parodontale della sede di Castelfranco esce dalla fase attiva con un calendario personalizzato di richiami: in genere ogni tre mesi il primo anno, poi ogni quattro-sei mesi se i tessuti restano stabili. Ogni richiamo comprende il controllo delle tasche, la pulizia professionale e, dove serve, la strumentazione mirata dei punti che mostrano ancora attività. È mezz'ora ben spesa che protegge anni di lavoro.
La posizione della sede aiuta a mantenere questa costanza: lo studio di Castelfranco di Sotto è in Via Giuseppe Posarelli 9, nel centro del Comprensorio del Cuoio, comodo per chi arriva da Santa Croce sull'Arno, San Miniato o Fucecchio anche in pausa pranzo, con orario continuato dalle 9:00 alle 19:00 dal lunedì al venerdì.
Prenota una visita parodontale nella sede di Castelfranco di Sotto: la Dott.ssa Sibillote e il team eseguiranno il sondaggio completo e ti consegneranno un quadro misurato della situazione, con un piano di trattamento scritto e proporzionato allo stadio della malattia.
Domande frequenti
Fumo da trent'anni: ha senso iniziare la terapia parodontale?
Sì. Il fumo riduce la risposta dei tessuti alla terapia, ma non la annulla: anche nei fumatori la strumentazione sottogengivale abbassa l'infiammazione e rallenta la progressione della malattia. Durante il percorso il tema viene affrontato senza prediche, con dati concreti sul beneficio che la riduzione o la sospensione porterebbe proprio ai tessuti gengivali. Ogni miglioramento conta, e il piano di richiami viene calibrato sul profilo di rischio reale.
Ho il diabete: cambia qualcosa nel trattamento della parodontite?
Cambia la gestione, non la possibilità di curarsi. Parodontite e diabete si influenzano a vicenda: il compenso glicemico scadente peggiora la risposta gengivale, e l'infiammazione parodontale attiva può a sua volta rendere più difficile il controllo della glicemia. Alla prima visita comunica i valori recenti di emoglobina glicata: la specialista li usa per calibrare tempi di rivalutazione e frequenza dei richiami.
Quanto tempo devo prevedere per le sedute nella sede di Castelfranco?
La prima visita con sondaggio completo richiede circa un'ora. Le sedute di strumentazione sottogengivale durano 60-90 minuti ciascuna e sono in genere due-quattro, a seconda dell'estensione della malattia. L'orario continuato della sede, dalle 9:00 alle 19:00, permette di fissare gli appuntamenti anche a fine giornata lavorativa, un aspetto pratico apprezzato da chi arriva dai comuni vicini del Comprensorio.

