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Aggiornato il 5 settembre 2026
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Servizio: Apparecchio bambini (ortodonzia pediatrica)
- A quale età si mette l’apparecchio ai denti dei bambini?
- Quali segnali notano i genitori nei bambini: palato, respiro, abitudini
- Cos’è l’ortodonzia intercettiva: espansore, apparecchi mobili e fissi nei bambini
- È consigliabile indossare un apparecchio fisso a 9 anni?
- Quanti anni si deve tenere l’apparecchio?
- Quanto costa un apparecchio per denti per bambini a Castelfranco di Sotto?
- Come si svolge la visita ortodontica di un bambino in Via Giuseppe Posarelli 9?
- Vivere con l’apparecchio: pasti, pulizia, pronuncia e sonno
- Apparecchio bambini a Castelfranco di Sotto: le famiglie del Comprensorio del Cuoio
- Quando l’apparecchio per bambini non è la scelta giusta
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Castelfranco di Sotto
- Cosa dicono i pazienti di Castelfranco di Sotto
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Apparecchio bambini a Castelfranco di Sotto: nello studio di Via Giuseppe Posarelli 9 la Dott.ssa Valentina Sibillote segue la crescita della bocca dei bambini e, insieme al Dott. Andrea Di Stefano, decide se e quando serve un apparecchio: espansore del palato, apparecchi mobili o fissi, oppure solo controlli. In questa pagina i genitori del Comprensorio del Cuoio trovano a che età si mette, quali segnali contano, quanto dura, quanto costa, cosa cambia a tavola e nella pulizia, e cosa succede alla visita.
A quale età si mette l’apparecchio ai denti dei bambini?
L’apparecchio ai denti dei bambini si mette quando serve, non a un’età fissa: la prima valutazione si fa intorno ai sei anni, quando spuntano i primi molari permanenti, e da lì si decide se osservare, intervenire subito con un apparecchio intercettivo o rimandare all’adolescenza. Tra i sei e i dieci anni le ossa del viso sono ancora modellabili: un palato stretto si può allargare, la crescita della mandibola si può guidare, un’abitudine che deforma l’arcata si può togliere prima che lasci il segno. Dopo, si può fare molto, ma con apparecchi diversi e tempi più lunghi. La domanda «mettere — apparecchio o no — a questa età» ha quindi una risposta diversa per ogni bambino, e la si dà dopo aver visto la crescita, non i denti.
Nella maggior parte dei casi la prima visita di un bambino di sei anni si chiude con un programma di controlli, non con un dispositivo. La diagnosi precoce serve a scegliere il momento giusto per intervenire precocemente solo quando conviene: intervenire nei bambini — apparecchi mobili o fissi — ha senso se il problema peggiora con la crescita, non se la crescita lo risolverà da sola.
A Castelfranco di Sotto il percorso del bambino è seguito dalla Dott.ssa Valentina Sibillote, odontoiatra che si occupa dei piccoli pazienti della sede di Via Giuseppe Posarelli 9 e che condivide le scelte ortodontiche con il Dott. Andrea Di Stefano, l’ortodontista dello studio e specialista del percorso dopo la permuta, sotto la direzione sanitaria del Dott. Edoardo Palla, Albo Odontoiatri Pisa n. 427. Un solo posto, una sola cartella, due competenze: rappresenta la risposta alla necessità più frequente dei genitori, sapere se serve qualcosa e quando.
Quali segnali notano i genitori nei bambini: palato, respiro, abitudini
I genitori portano i bambini per i denti storti; la visita, prima dei denti, guarda altro. I disallineamenti visibili sono solo una parte delle problematiche e anomalie che contano, e spesso non la più importante: i disturbi della crescita ossea e delle vie aeree hanno un impatto maggiore sulla salute orale futura di un incisivo storto. Questi sono i segnali per cui vale la pena chiedere una valutazione, anche prima dei sei anni.
- un dente permanente spuntato in seconda fila dietro il dente da latte che non cade: spesso si risolve da solo, a volte è il primo segno di spazio che manca
- il bambino respira con la bocca, russa o dorme a bocca aperta: la respirazione orale si accompagna a un palato alto e stretto e a una crescita del viso più verticale
- succhiamento del dito, ciuccio oltre i tre anni, lingua che spinge tra i denti quando deglutisce: forze piccole ma ripetute migliaia di volte al giorno, che le ossa in crescita registrano
- il morso che non torna: i denti davanti che non si toccano (morso aperto), l’arcata di sopra che chiude dentro quella di sotto da un lato (morso crociato), la mandibola in avanti o molto indietro
- la mascella o la mandibola visibilmente asimmetriche, o un profilo che il genitore riconosce come «troppo sfuggente»
- difficoltà di pronuncia di alcuni suoni, o masticazione sempre da un lato
Nessuno di questi segnali significa apparecchio sicuro. Insieme, però, dicono che la crescita va guardata da chi sa cosa cercare, prima che la finestra in cui la correzione è semplice si chiuda.
Apparecchio Bambini a Castelfranco di Sotto
Da 15 anni a Castelfranco di Sotto
Un dente spuntato in seconda fila, un bambino che dorme a bocca aperta, il ciuccio lasciato tardi o un morso che non torna? Raccontaci l’età e cosa avete notato: la visita dice se serve un apparecchio, quale, o se per ora basta guardare.
Cos’è l’ortodonzia intercettiva: espansore, apparecchi mobili e fissi nei bambini
L’ortodonzia intercettiva è l’ortodonzia infantile che interviene mentre la crescita è in corso, per risolvere problemi di sviluppo delle ossa e delle arcate, anche gravi, prima che diventino disallineamenti dei denti permanenti: la terapia lavora sulla posizione — denti e mascelle — mentre cambia, e l’allineamento — denti e arcate — arriva di conseguenza. Non mira al sorriso perfetto a otto anni, l’estetica — sorriso compreso — è una conseguenza e non l’obiettivo: mira a un sorriso sano a sedici, con meno estrazioni, meno mesi di apparecchio fisso e a volte nessuna seconda fase. Le tipologie — apparecchio mobile, espansore palatale, apparecchi funzionali e, in casi selezionati, apparecchi ortodontici fissi parziali — si scelgono in base al problema.
L’espansore palatale è il dispositivo intercettivo più frequente, e quello che spaventa di più i genitori in fotografia. Si ancora ai molari, resta fisso sul palato e con piccole regolazioni graduali sfrutta il fatto che nel bambino le due metà del palato non sono ancora saldate: serve ad allargare palato e arcata superiore, a fare spazio ai denti permanenti e, spesso, a migliorare gradualmente la respirazione nasale e l’equilibrio dei tratti facciali. Non si vede quando il bambino sorride; nei primi giorni può cambiare la pronuncia di qualche parola, poi la lingua si adatta.
Gli apparecchi mobili, rimovibili, sono placche in resina con fili e viti: guidano la crescita della mascella e della mandibola, tolgono un’abitudine viziata, correggono un morso crociato di un solo dente. Funzionano solo se il bambino li indossa il numero di ore stabilito, e il posizionamento corretto ogni sera è essenziale: è un’opzione che richiede la collaborazione della famiglia, garantendo in cambio un dispositivo che si toglie per mangiare e per la pulizia — denti e apparecchio — senza fatica. Per questo il colloquio con i genitori conta quanto il dispositivo. Gli apparecchi fissi — apparecchi con attacchi e filo — in questa età si usano di rado e su pochi denti, per esempio per riportare in arcata un incisivo spuntato storto; la fase con il fisso completo, quando serve, arriva dopo la permuta ed è spiegata nella pagina dell’apparecchio denti a Castelfranco di Sotto.
È consigliabile indossare un apparecchio fisso a 9 anni?
Indossare un apparecchio fisso a nove anni è consigliabile solo in situazioni precise, e non è la regola. A nove anni la bocca è in piena permuta: molti denti da latte devono ancora cadere, e i permanenti che spunteranno cambieranno la posizione degli altri. Un fisso completo incollato su una dentatura mista lavora su denti che stanno per andarsene, e va quasi sempre rifatto in futuro. Per questo, in questa fase, si preferiscono l’espansore o gli apparecchi mobili, che agiscono sulle ossa e non sui singoli denti.
Ci sono eccezioni, e le decide la diagnosi: un incisivo permanente bloccato o spuntato molto fuori posto, un morso crociato anteriore che sta danneggiando la gengiva di un dente, uno spazio da tenere aperto dopo la perdita precoce di un molare da latte. In questi casi si può usare un fisso — apparecchio con attacchi su pochi denti — per pochi mesi, con uno scopo preciso: correggere problemi che non possono aspettare. Poi si torna a osservare.
La domanda giusta per un genitore non è «fisso sì o no a nove anni», ma «cosa succede se aspettiamo?». Se la risposta è «niente, la crescita lo sistema» si aspetta; se è «la chiusura dello spazio a quindici anni potrebbe richiedere un’estrazione» si interviene. È la differenza tra ortodonzia intercettiva e ortodonzia fatta per fretta.
Quanti anni si deve tenere l’apparecchio?
L’apparecchio nei bambini si tiene per fasi, non per anni continui. Un espansore palatale lavora in genere per alcuni mesi, con le regolazioni iniziali e poi un periodo di mantenimento in cui resta fermo per stabilizzare il risultato; un apparecchio mobile funzionale accompagna una fase di crescita più lunga, spesso un anno o più, con un uso di alcune ore al giorno e la notte. Al termine della fase intercettiva il bambino viene seguito nella permuta con controlli distanziati, senza dispositivo.
La seconda fase, quando serve, arriva in adolescenza con la dentatura permanente completa: apparecchio fisso o allineatori, le mascherine invisibili degli adolescenti, per una durata trattamento che dipende dalla complessità dei movimenti rimasti da fare. Molti bambini che hanno fatto l’intercettiva a sette anni fanno una seconda fase più breve, o non la fanno affatto: è il motivo per cui si interviene presto. La durata complessiva può quindi variare da pochi mesi a più fasi distribuite negli anni, e il piano scritto la indica fase per fase.
Una cosa non cambia mai, per i denti — bambini o adulti —: alla fine di ogni fase con movimento dei denti c’è la contenzione, per mantenere il risultato mentre le ossa e le fibre si assestano. Anche nei bambini, anche dopo un espansore.
Quanto costa un apparecchio per denti per bambini a Castelfranco di Sotto?
Quanto costa un apparecchio per denti per bambini a Castelfranco di Sotto dipende dal tipo di dispositivo, dalla durata della fase e dal numero di controlli e regolazioni: un espansore ha un costo diverso da un apparecchio mobile, e una fase intercettiva breve costa meno di un trattamento completo in due tempi. Per questo la cifra non si dà al telefono: dopo la visita il genitore riceve un preventivo scritto, con l’importo in euro voce per voce, visita e radiografie, apparecchio, controlli, contenzione, e con l’indicazione di cosa potrebbe servire in adolescenza.
La prima visita del bambino ha un costo che si comunica prima di prenotare, e quando si conclude con «per ora solo controlli» il genitore paga la visita, non un apparecchio che non serve. Le modalità di pagamento sono spiegate più avanti in questa pagina; chi ha un fondo sanitario o un’assicurazione trova le informazioni nella pagina delle convenzioni.
Un’intercettiva fatta al momento giusto riduce spesso durata e complessità della seconda fase, e a volte la evita: il costo va letto insieme a quello che, negli anni, non servirà più.
Come si svolge la visita ortodontica di un bambino in Via Giuseppe Posarelli 9?
La visita ortodontica di un bambino in Via Giuseppe Posarelli 9 è tranquilla per scelta: niente strumenti che fanno rumore, niente fretta, il genitore accanto. La Dott.ssa Sibillote guarda il bambino prima della bocca, come respira, come chiude, come parla; poi osserva palato, arcate, permuta e abitudini, e fotografa il viso e il sorriso. Se serve vedere cosa c’è sotto la gengiva, la radiografia panoramica si esegue in sede nella stessa visita: quali denti permanenti stanno arrivando, dove, e se qualcuno non arriverà da solo.
Quando il quadro richiede un apparecchio ortodontico, entra il Dott. Di Stefano: la scansione digitale delle arcate con lo scanner intraorale sostituisce la pasta da mordere, e il piano viene scritto insieme, con il dispositivo, la durata della fase, i controlli e il costo. Quando il quadro può evolvere da solo, si programma una rivalutazione a sei o dodici mesi. Osservare, a partire dai fattori di rischio visti, è una decisione clinica a tutti gli effetti, non un rimandare.
Il bambino che vive bene il primo appuntamento collabora per tutti quelli successivi, ed è per questo che la prima visita non produce mai un apparecchio lo stesso giorno. Chi ha paura del dentista trova una visita senza aghi; per le poche cure che nei bambini richiedono di più, la sede dispone della sedazione cosciente, ma per l’ortodonzia non serve.
Vivere con l’apparecchio: pasti, pulizia, pronuncia e sonno
Vivere con l’apparecchio, per un bambino, è più semplice di quanto un genitore immagini, e i bambini si abituano prima dei genitori. Con l’espansore i primi pasti sono strani, la pronuncia di qualche suono cambia per pochi giorni, poi la lingua si adatta; dormire — apparecchio in bocca — non dà problemi, e un apparecchio mobile funzionale si indossa proprio nel sonno, quando lavora meglio. Un dolore vero e persistente non fa parte del trattamento e va segnalato allo studio.
La pulizia dei denti con l’apparecchio è l’impegno che conta di più. Con un dispositivo fisso sul palato o con attacchi, lo spazzolino va passato con più cura intorno alle bande e ai fili, con l’aiuto di uno scovolino e, nei bambini più grandi, del filo interdentale; il mobile si lava con spazzolino e acqua fredda ogni volta che si toglie. Ai pasti, con il fisso, niente cibi duri e appiccicosi che staccano gli attacchi; con il mobile si toglie, si ripone nella custodia e si rimette subito dopo. Sono consigli che diamo ai genitori alla consegna e che ripetiamo ai controlli.
La fluoroprofilassi in studio, più frequente nel periodo dell’apparecchio, e i richiami di igiene fanno parte del piano. Tutto il percorso dei bambini, dalla prima visita alle sigillature, è nella pagina del dentista pediatrico a Castelfranco di Sotto.
Apparecchio bambini a Castelfranco di Sotto: le famiglie del Comprensorio del Cuoio
L’apparecchio per bambini a Castelfranco di Sotto vive di appuntamenti brevi e regolari: regolazioni dell’espansore, controlli del mobile, verifiche della crescita. Per una famiglia di Santa Croce sull’Arno, San Miniato, Montopoli in Val d’Arno, Santa Maria a Monte, Fucecchio o Bientina, o delle frazioni di Orentano, Villa Campanile e Galleno, avere lo studio nel centro del Comprensorio del Cuoio e aperto con orario continuato dal lunedì al venerdì fino alle 19 significa che il controllo si fa dopo la scuola, senza permessi dal lavoro, e che saltarlo diventa l’eccezione.
Le situazioni ricorrenti: il bambino di sei anni con il permanente spuntato in seconda fila, che in due casi su tre ha solo bisogno di un controllo tra qualche settimana; la bambina di sette anni che respira con la bocca e ha il palato stretto, per cui l’espansore cambia respiro e spazio insieme; il bambino di nove anni con il ciuccio abbandonato tardi e il morso aperto davanti, che ha bisogno di un apparecchio mobile e di qualcuno che gli insegni a deglutire; i fratelli visitati nello stesso pomeriggio, uno per la valutazione e uno per la regolazione.
Nella sede di Via Giuseppe Posarelli 9 ci sono l’odontoiatria pediatrica e l’ortodonzia, con un professionista per ciascuna sotto lo stesso tetto, ed è il motivo per cui le 68 recensioni Google della scheda «Studi Dentistici Dott. Edoardo Palla», con media 5,0, parlano così spesso di organizzazione e di bambini che tornano volentieri.
Quando l’apparecchio per bambini non è la scelta giusta
L’apparecchio per bambini non è la scelta giusta quando la crescita risolverà da sola il problema: il dente in seconda fila che si allinea con la spinta della lingua, il piccolo spazio tra gli incisivi che si chiude con l’arrivo dei canini, l’affollamento lieve in una bocca che sta ancora crescendo. In questi casi un dispositivo è un peso inutile. Non è la scelta giusta nemmeno quando il bambino non è pronto a collaborare con un apparecchio mobile: si lavora prima sulla motivazione, o si sceglie un dispositivo fisso che non dipende dalle ore.
E non è la scelta giusta senza una diagnosi: un apparecchio messo per «raddrizzare» i denti da latte, o per un’estetica del sorriso a sette anni, sposta il problema senza risolverlo. Per i genitori di Castelfranco di Sotto e dei comuni vicini la strada è una visita tra i cinque e i sette anni, un piano scritto che dica se serve, cosa e quando, e la libertà di decidere con calma: le mascherine trasparenti e le altre opzioni per gli adolescenti arriveranno, se servono, al momento giusto, ed è tutto raccolto nella pagina madre dell’ortodonzia a Castelfranco di Sotto.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Castelfranco di Sotto
Questa pagina è una tappa del percorso «Ortodonzia a Castelfranco di Sotto» dello studio di Castelfranco di Sotto. Qui trovi la pagina madre e le pagine sorelle, per capire dove si colloca la cura che stai valutando.
- Il percorso madre: Ortodonzia a Castelfranco di Sotto
- Apparecchio denti a Castelfranco di Sotto
- Invisalign a Castelfranco di Sotto
- Tutte le aree cliniche dello studio di Castelfranco di Sotto
Cosa dicono i pazienti di Castelfranco di Sotto
“ Avevo tanta paura del dentista ma con il dottor Palla e i suoi collaboratori mi sono trovata davvero bene ! Personale gentile e preparato , lo consiglio a tutti !! ”
“ Mi sono recata in questo studio per un ascesso a un dente e ho trovato gentilezza, professionalità e organizzazione. Gli studi sono puliti e all'avanguardia, offrono servizi dentistici a tutto tondo e il personale è meraviglioso. Il medico e le sue assistenti hanno la rara dote di mettere chiunque a proprio agio, di dare indicazioni e consigli chiari e hanno una delicatezza nelle manipolazioni che è unica. Si dimostrano organizzati con messaggi whatsapp di promemoria degli appuntamenti in cui danno eventuali indicazioni personalizzate a seconda dell'intervento necessario ed è anche grazie a questa organizzazione che l'attesa in sala è sempre ridotta al minimo indispensabile. Gli studi sono accessibili anche per i disabili, con pochissime barriere architettoniche e c'è la possibilità di parcheggiare proprio di fronte all'entrata. Consigliatissimi sotto ogni aspetto! ”
“ Sono stata presso lo studio dentistico già un paio di volte e con me anche mio figlio e mio marito. L'ambiente è piacevole, cordiale, sereno. La cura per il paziente è evidente ed il dottore è attentissimo. Ho effettuato una igiene orale e l'igienista è stata delicata e precisa. È la prima volta che esco da uno studio dentistico rilassata più di quanto sono arrivata e senza alcun fastidio. Io continuerò a servirmi presso questo studio e mi sento di consigliarlo vivamente. ❤️ ”
Leggi tutte le 68 recensioni su Google.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Castelfranco di Sotto consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
A quale età si mette l’apparecchio ai denti?
Quando serve, non a un’età fissa. La prima valutazione si fa intorno ai sei anni, con i primi molari permanenti; tra i sei e i dieci anni si interviene sulle ossa con espansore e apparecchi mobili quando il problema peggiorerebbe crescendo, mentre il fisso completo arriva dopo la permuta, in adolescenza. Molte prime visite finiscono con soli controlli.
Quanto costa un apparecchio per denti per bambini?
Dipende dal dispositivo (espansore, mobile, fisso parziale), dalla durata della fase e dal numero di controlli. Nello studio di Castelfranco di Sotto il costo è scritto nel preventivo consegnato dopo la visita, con le voci distinte e l’indicazione di cosa potrebbe servire in adolescenza. Nessuna cifra al telefono, nessun apparecchio senza preventivo letto.
Quanti anni si deve tenere l’apparecchio?
Per fasi: un espansore lavora per alcuni mesi più un periodo di mantenimento, un apparecchio mobile funzionale accompagna una fase di crescita di un anno o più, poi si osserva la permuta senza dispositivo. Una seconda fase in adolescenza, se serve, dura in base ai movimenti rimasti. Ogni fase con movimento finisce con la contenzione.
È consigliabile indossare un apparecchio fisso a 9 anni?
Di regola no: a nove anni la bocca è in permuta e un fisso completo lavorerebbe su denti che stanno per cadere. Si preferiscono espansore e apparecchi mobili, che agiscono sulle ossa. Le eccezioni sono precise: un incisivo bloccato o molto fuori posto, un morso crociato che danneggia una gengiva, uno spazio da tenere aperto: fisso parziale, pochi denti, pochi mesi.
L’apparecchio per bambini è sempre necessario se i denti sono storti?
No. Molti disallineamenti della dentatura mista si sistemano con la crescita e l’arrivo dei permanenti, e in quei casi l’apparecchio è un peso inutile. Serve quando il problema riguarda le ossa, lo spazio o le abitudini e peggiorerebbe aspettando. La differenza la fa la visita, non l’aspetto dei denti a sette anni.
Quando devo far vedere il bambino se respira sempre con la bocca aperta?
Presto, anche prima dei sei anni: la respirazione orale abituale si accompagna a un palato stretto e a una crescita del viso più verticale. La Dott.ssa Sibillote valuta se il problema è nella forma della bocca o nelle vie aeree e, quando serve, coordina la valutazione con il pediatra o l’otorinolaringoiatra. È uno dei casi in cui l’espansore aiuta anche il respiro.
Lo spazio tra i due incisivi davanti va corretto?
A sei-otto anni quasi mai: è lo spazio fisiologico della permuta, che si chiude da solo con l’arrivo dei canini permanenti. Va guardato se è molto ampio, se c’è un frenulo spesso tra i due denti o se persiste dopo i canini. Alla visita lo si misura e si programma un controllo, senza apparecchio.
Cos’è l’espansore del palato e fa male?
È un dispositivo fisso ancorato ai molari che, con piccole regolazioni graduali, allarga il palato sfruttando il fatto che nel bambino le due metà non sono ancora saldate: fa spazio ai permanenti e spesso migliora la respirazione. Non si vede sorridendo; nei primi giorni dà fastidio ai pasti e cambia la pronuncia, poi la lingua si adatta. Un dolore persistente va segnalato.
E se il bambino non porta l’apparecchio mobile?
Il mobile funziona solo per le ore in cui è in bocca: se resta nel cassetto, non funziona. Ai controlli si capisce presto, e si lavora sulla motivazione con il bambino e i genitori; se non basta, si valuta un dispositivo fisso che non dipende dalla collaborazione. Meglio saperlo alla visita che dopo un anno.
La radiografia è necessaria per un bambino?
Solo quando cambia la decisione: per vedere quali permanenti stanno arrivando, dove, e se qualcuno non arriverà da solo. Nella sede di Via Giuseppe Posarelli 9 la panoramica si esegue in sede, nella stessa visita, e solo se la Dott.ssa Sibillote la ritiene utile per decidere.
Quanto costa l’apparecchio per bambini a Castelfranco di Sotto e quando si conosce il preventivo?
Subito dopo la visita: il genitore riceve un preventivo scritto con dispositivo, controlli, regolazioni e contenzione, e con quanto potrebbe servire in adolescenza. Nello studio di Castelfranco di Sotto la prima visita ha un costo che si comunica prima di prenotare; se si conclude con «solo controlli», si paga la visita e nient’altro.
Mio figlio ha paura del dentista: come gestite la prima visita?
È una visita senza aghi e senza strumenti rumorosi: si osserva come respira e chiude, si fotografa, si guarda il palato, con il genitore accanto e il metodo Tell-Show-Do. Molti bambini che temevano la visita si tranquillizzano appena capiscono che non succede nulla. L’apparecchio non si mette mai il primo giorno.
Quanto tempo devo aspettare per un appuntamento a Castelfranco di Sotto?
Chiama lo 0571-1900049 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19, oppure lascia nome e telefono nel modulo di questa pagina: la segreteria richiama per fissare la visita del bambino con la Dott.ssa Sibillote nel pomeriggio, dopo la scuola. Le regolazioni e i controlli si organizzano con lo stesso criterio.
Chi segue l’apparecchio per bambini nello studio di Castelfranco di Sotto?
La Dott.ssa Valentina Sibillote, odontoiatra che segue i bambini della sede, valuta crescita, permuta e abitudini e condivide le scelte ortodontiche con il Dott. Andrea Di Stefano, l’ortodontista dello studio, sotto la direzione sanitaria del Dott. Edoardo Palla, Albo Odontoiatri Pisa n. 427. Visita, radiografie, scansione e controlli sono tutti in Via Giuseppe Posarelli 9.
Che orari avete per chi incastra i controlli tra scuola e lavoro?
Orario continuato dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19: i controlli dei bambini si fissano nel pomeriggio, dopo la scuola. Seguiamo famiglie di Castelfranco di Sotto, delle frazioni di Orentano, Villa Campanile e Galleno, e di Santa Croce sull’Arno, San Miniato, Montopoli in Val d’Arno, Santa Maria a Monte, Fucecchio e Bientina.
Mio figlio ha 14 anni: è troppo tardi per l’intercettiva?
Per l’intercettiva sì, perché la crescita scheletrica è quasi completata; non è tardi per il trattamento, è cambiato il tipo: si passa all’apparecchio fisso o agli allineatori, con il Dott. Di Stefano. La visita è la stessa, con panoramica e scansione in sede, e il piano scritto dice durata, controlli e costo.
Il primo passo è una visita del bambino in Via Giuseppe Posarelli 9.
La Dott.ssa Sibillote guarda crescita, respiro, palato e permuta; se serve un apparecchio, il piano viene scritto con il Dott. Di Stefano, con dispositivo, durata, controlli e costo. Se per ora basta osservare, ve lo diciamo, e si fissa il prossimo controllo.
Prenota la visita ortodontica per il bambino oppure chiama lo 0571-1900049: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Valutazione a sei anni: arcate, respiro, permuta
- 2Aspettare, controllare o intervenire: piano scritto
- 3Espansore, mobile o fisso parziale, poi contenzione
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Castelfranco di Sotto
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56022 Castelfranco di Sotto (PI)
Lascia nome e telefono: la segreteria di Castelfranco di Sotto ti richiama per fissare la visita ortodontica del bambino con la Dott.ssa Sibillote, nel pomeriggio dopo la scuola.