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Aggiornato il 5 settembre 2026
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Servizio: Parodontologo (cura della parodontite)
- Parodontologo a Pistoia: il Dott. Lorenzo Del Dotto e la cura della parodontite
- Che cosa fa il parodontologo e quando serve andarci?
- Quali sono i primi sintomi della parodontite che portano dal parodontologo?
- Come si svolge la prima visita dal parodontologo a Pistoia?
- Come si fa a curare la parodontite, fase per fase?
- Perché la parodontite colpisce alcune persone e non altre?
- Quanto costa un trattamento per la parodontite a Pistoia?
- Dopo la terapia: il programma di richiami dal parodontologo
- Parodontite, impianti e denti che si muovono: cosa può ancora fare il parodontologo?
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
- Cosa dicono i pazienti di Pistoia
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Parodontologo a Pistoia: nello studio Adamanti di Via N. Machiavelli 27 la parodontite (piorrea) è seguita dal Dott. Lorenzo Del Dotto, sotto la direzione sanitaria del Dott. Pietro Palandri. La prima visita misura le tasche con la sonda dente per dente e le confronta con le radiografie; la terapia toglie i batteri dalle radici in anestesia locale, in due o più sedute; poi rivalutazione e richiami ogni tre-quattro mesi. Lun-ven 9-19, tel. 0573 32937.
Parodontologo a Pistoia: il Dott. Lorenzo Del Dotto e la cura della parodontite
Il parodontologo a Pistoia, nello studio Adamanti di Via N. Machiavelli 27, è il Dott. Lorenzo Del Dotto, che segue la diagnosi e la terapia della parodontite sotto la direzione sanitaria del Dott. Pietro Palandri. La parodontite, che un tempo si chiamava piorrea, è la prima causa di perdita dei denti dopo i quarant'anni: non fa male per anni, e quando si fa notare una parte dell'osso che sostiene i denti è già andata. Per questo si misura, si tratta e si controlla nel tempo, invece di aspettare che un dente si muova.
Chi arriva da noi con questa richiesta racconta quasi sempre la stessa storia: un filo di rosa nel lavandino ogni mattina, attribuito a uno spazzolamento troppo energico; poi una gengiva che si ritira, un dente che sembra più lungo, un alito che è cambiato. Sono i segnali con cui la malattia parodontale dice che l'infezione ha superato la gengiva e sta erodendo il supporto. La visita dal parodontologo serve a capire quanto è avanzata e cosa si può ancora salvare.
Lo studio è in Via N. Machiavelli 27 da 30 anni, vicino al centro storico di Pistoia e all'ospedale San Jacopo, a pochi minuti dalla stazione; riceve pazienti dalle frazioni (Bottegone, Bonelle, Sant'Agostino, Capostrada, Le Fornaci, Chiazzano) e da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese, Marliana e Pieve a Nievole. La scheda Google «Studio Palandri & Spinicci» ha 18 recensioni con voto 4,7.
Che cosa fa il parodontologo e quando serve andarci?
Il parodontologo è l'odontoiatra che si occupa del parodonto, cioè dei tessuti di sostegno del dente:
- gengiva
- legamento
- osso alveolare, cioè i tessuti di supporto che tengono il dente in sede
Il suo lavoro copre tre momenti:
- diagnosi
- cura
- malattia sotto controllo nel tempo, con i richiami
In pratica fa diagnosi (misura le tasche, legge le radiografie, stabilisce lo stadio della malattia), esegue la terapia non chirurgica e chirurgica, e imposta il programma di mantenimento che impedisce alla parodontite di tornare. È anche il medico che valuta se un dente mobile si può salvare e se ci sono le condizioni per mettere impianti.
Serve andarci quando i segnali durano più di qualche settimana e non cambiano con una buona igiene: sanguinamento quotidiano, gengive gonfie o di un rosso scuro, spazi che si aprono tra i denti, sensibilità al freddo per una radice scoperta, alito pesante, un ascesso gengivale che va e viene, un dente che si muove mordendo un crostino. Serve anche senza sintomi, se in famiglia ci sono persone che hanno perso i denti presto: la predisposizione conta.
Ci si può arrivare anche su invio interno: a Pistoia molti pazienti scoprono le tasche alla seduta di pulizia dei denti, quando il sondaggio della Dott.ssa Profeti misura profondità oltre i 3-4 mm. In quel caso il passaggio al Dott. Del Dotto avviene nello stesso studio, senza cambiare struttura e senza rifare gli esami.
Parodontologo a Pistoia
Da 30 anni a Pistoia
Gengive che sanguinano ogni mattina, denti che si allungano o si muovono, alito che è cambiato? La visita con il Dott. Del Dotto misura le tasche dente per dente e si chiude con un piano scritto. Via N. Machiavelli 27.
Quali sono i primi sintomi della parodontite che portano dal parodontologo?
I primi sintomi della parodontite sono discreti e si confondono con la gengivite: gengive che sanguinano allo spazzolamento, arrossate, un po' gonfie. La differenza è che la gengivite resta in superficie ed è reversibile; la parodontite scende sotto, distrugge legamento e osso, e quella perdita di attacco non torna indietro. Chi è predisposto passa dall'una all'altra senza accorgersene.
Con il tempo compaiono segnali che non lasciano dubbi:
- denti che sembrano più lunghi, perché la gengiva si ritira e scopre la radice
- spazi neri tra un dente e l'altro, dove prima c'era la papilla
- mobilità: un dente che si sposta sotto la lingua o che fa male masticando cose dure
- alito pesante che non passa con l'igiene, perché le tasche sono un serbatoio di batteri
- pus dalla gengiva, con o senza gonfiore, a intervalli
- cambiamenti nella posizione dei denti anteriori, che si aprono a ventaglio
Non tutti reagiscono allo stesso modo. Chi fuma sanguina meno, perché il fumo restringe i vasi: il sintomo sparisce mentre il danno corre più in fretta, e la diagnosi arriva tardi. Anche il diabete, la familiarità, la gravidanza e alcuni farmaci cambiano il ritmo della malattia. Per questo la valutazione parte dalla storia della persona, non solo da quello che si vede in bocca.
Come si svolge la prima visita dal parodontologo a Pistoia?
La prima visita dal parodontologo a Pistoia non è una pulizia veloce: è una diagnosi, che il Dott. Del Dotto completa in una sola seduta, senza mandarti altrove per gli esami. Lo strumento centrale è il sondaggio parodontale: una sonda millimetrata misura, dente per dente e in più punti, la profondità del solco tra gengiva e radice. Fino a circa 3 mm il tessuto è sano; oltre si è formata una tasca, dove i batteri vivono al riparo dallo spazzolino. Si annotano anche sanguinamento, recessioni, mobilità e coinvolgimento delle forcazioni nei molari.
A questi dati si aggiungono le radiografie, che dicono quanto osso è ancora presente e dove sta cedendo. Quando serve leggere un difetto osseo in tre dimensioni, per esempio prima di una chirurgia rigenerativa o per valutare l'osso residuo in vista di un impianto, la TAC cone beam si esegue in sede, spesso nello stesso appuntamento, senza impegnativa né CUP. Tutto confluisce nella cartella parodontale, che è il punto di partenza con cui si confronteranno le misure successive.
Alla fine della visita sai tre cose: in che stadio è la malattia, quali denti hanno una prognosi buona e quali sono in bilico, e cosa prevede il piano di cura, per iscritto e per voci. Due bocche che sembrano uguali possono avere quadri opposti sotto la gengiva: la parodontite non si cura «a occhio».
Come si fa a curare la parodontite, fase per fase?
La parodontite si cura togliendo ai batteri l'ambiente in cui prosperano: il biofilm sulla radice, dentro le tasche. La terapia è un percorso in fasi, non un intervento unico, e ogni fase ha un obiettivo misurabile.
- Fase 1, controllo dell'infezione: istruzioni di igiene domiciliare (scovolini del diametro giusto, spazzolino elettrico, filo) e rimozione del tartaro sopragengivale. Senza questa base la fase successiva non tiene.
- Fase 2, terapia delle tasche: la levigatura radicolare, in anestesia locale, con ultrasuoni e curette, rimuove placca e tartaro dalle superfici della radice fin dentro le tasche. Si lavora per aree, in due o più sedute, così ogni zona inizia a guarire mentre si procede con la successiva.
- Fase 3, rivalutazione: dopo sei-otto settimane si torna a misurare. Se le tasche si sono richiuse e il sanguinamento è sparito, si passa al mantenimento. Se restano sacche profonde, si valuta la chirurgia.
- Fase 4, chirurgia parodontale, solo dove serve: un piccolo lembo permette di pulire a fondo la radice e, in certi difetti dell'osso, di favorirne la ricrescita con biomateriali. È una scelta che si prende con i numeri alla mano.
- Fase 5, mantenimento: richiami ogni tre-quattro mesi, poi più diradati se il quadro è stabile.
Gli antibiotici hanno un ruolo limitato e solo in casi selezionati, come supporto alla strumentazione: da soli non curano la parodontite, perché il biofilm li protegge. La terapia non è dolorosa: la levigatura si fa in anestesia locale, e nei giorni successivi il fastidio si gestisce con un antinfiammatorio comune. Chi ha un'ansia intensa può valutare la sedazione cosciente, disponibile in studio.
Perché la parodontite colpisce alcune persone e non altre?
Perché la parodontite nasce dai batteri ma è la risposta dell'organismo a distruggere l'osso: a parità di placca, chi ha una risposta infiammatoria più intensa perde più supporto. Questa predisposizione è in parte genetica, ed è il motivo per cui la familiarità pesa. Su di essa agiscono fattori che il parodontologo valuta alla prima visita e che fanno parte del piano di cura:
- il fumo, che moltiplica il rischio di forme gravi e riduce la risposta alle cure; smettere o ridurre non è un consiglio a margine, è terapia
- il diabete, che rende i tessuti più vulnerabili e più lenti a guarire; l'infiammazione parodontale, a sua volta, peggiora il controllo glicemico
- la gravidanza e i cambiamenti ormonali, che aumentano la risposta della gengiva alla placca
- lo stress, alcuni farmaci e le malattie che abbassano le difese
- una igiene domiciliare insufficiente, che da sola non causa la parodontite ma la accelera
Nessuno di questi fattori è una condanna. Sono variabili che si registrano e si usano per costruire un piano personalizzato: quanto stretti i richiami, quali strumenti a casa, quali controlli con il medico curante. La prevenzione della parodontite, in chi è predisposto, è fatta di sondaggio regolare e igiene professionale: un protocollo semplice, che riconosce la malattia allo stadio precoce e la ferma prima della perdita ossea.
Quanto costa un trattamento per la parodontite a Pistoia?
Il costo del trattamento della parodontite a Pistoia dipende dallo stadio della malattia e dal numero di sedute, e per questo non pubblichiamo cifre: due pazienti con la stessa diagnosi possono avere due piani diversi. Quello che è uguale per tutti è il metodo. La prima visita, con sondaggio, radiografie e cartella parodontale, ha un costo unico comunicato al telefono allo 0573-32937. Il piano di cura arriva scritto, per voci: quante sedute di levigatura, l'eventuale chirurgia, i richiami del primo anno.
Vale la pena guardare la cifra nel tempo: curare la parodontite in fase precoce costa meno di sostituire i denti persi con protesi o impianti, e un dente salvato con una terapia parodontale ben fatta resta in funzione per molti anni. I richiami di mantenimento sono la voce che dura di più, ed è anche quella che protegge l'investimento fatto. Per i percorsi lunghi esistono formule rateali; le convenzioni attive sono elencate nella pagina dedicata dello studio.
Dopo la terapia: il programma di richiami dal parodontologo
Chi ha avuto la parodontite resta una persona predisposta, e i batteri ricolonizzano le tasche in pochi mesi. Per questo la fase attiva non chiude il percorso: apre il mantenimento. All'inizio i richiami sono ogni tre o quattro mesi; poi, se il quadro è stabile, si diradano. Ogni richiamo è un piccolo controllo: si risonda, si rimuove il biofilm dalle tasche residue, si corregge l'igiene domiciliare dove serve, si aggiorna la cartella.
È la parte meno appariscente della cura, ed è quella che decide se i risultati tengono: mantenere le tasche chiuse è l'obiettivo, e a Pistoia lo si misura a ogni richiamo. I dati sono chiari: chi salta i richiami perde più denti di chi li rispetta, indipendentemente da quanto era buona la terapia iniziale. A Pistoia i richiami sono organizzati tra il Dott. Del Dotto e la Dott.ssa Profeti, che si occupa delle sedute di igiene: lo stesso studio, la stessa cartella, misure confrontabili nel tempo.
A casa il lavoro quotidiano vale più di qualunque collutorio: scovolini interdentali del diametro giusto, spazzolino elettrico, filo dove gli scovolini non passano. Alla prima visita e a ogni richiamo si controlla che la tecnica sia corretta, perché una parodontite curata bene e mantenuta male torna.
Parodontite, impianti e denti che si muovono: cosa può ancora fare il parodontologo?
Un dente che si muove non è un dente perso. Se l'osso residuo è sufficiente e l'infezione viene fermata, spesso quel dente resta in funzione per molti anni; in alcuni casi si stabilizza legandolo ai vicini. La decisione di estrarre si prende con la cartella parodontale e le radiografie davanti, non alla prima visita. Trattare in tempo, a Pistoia come altrove, vuol dire anche evitare terapie più impegnative dopo, come rialzi ossei e protesi estese, che si rendono necessarie solo quando il supporto è già venuto meno.
Quando un dente non si può salvare, gli impianti dentali a Pistoia restano una strada, ma con una condizione: la parodontite deve essere sotto controllo prima. Un impianto messo in una bocca con infezione attiva sviluppa la perimplantite con la stessa logica con cui i denti hanno sviluppato la parodontite. Per questo a Pistoia il Dott. Del Dotto e il Dott. Palandri, che segue l'implantologia, lavorano sullo stesso paziente in sequenza: prima la stabilizzazione parodontale, poi la chirurgia, poi il mantenimento comune.
Le parole che i pazienti usano per descrivere la paura sono sempre le stesse:
- piorrea
- caduta
- denti che si allungano
- perdita
- denti che si muovono
- sorriso che cambia
e ognuna ha una risposta clinica precisa. Per l'alito che non passa c'è la pagina sull'alitosi; per la radice scoperta che reagisce al freddo quella sui denti sensibili; per i denti persi le soluzioni protesiche. Il punto di partenza resta lo stesso: una visita che misura, prima di qualunque decisione.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
Da questa pagina si aprono le sue varianti, ognuna con una pagina propria dello studio di Pistoia. Scegli quella che descrive la tua situazione.
Cosa dicono i pazienti di Pistoia
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ”
“ Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente! ”
“ Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!! ”
Leggi tutte le 18 recensioni su Google.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Pistoia consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Che cosa fa il parodontologo?
Diagnostica e cura le malattie dei tessuti che sostengono il dente: gengiva, legamento e osso. Misura le tasche con la sonda, legge le radiografie, esegue la levigatura radicolare e, se serve, la chirurgia, e imposta i richiami di mantenimento. A Pistoia è il Dott. Lorenzo Del Dotto.
Quanto costa un trattamento per la parodontite?
Dipende dallo stadio e dal numero di sedute; per questo non pubblichiamo cifre. La prima visita con sondaggio e radiografie ha un costo unico comunicato al telefono; il piano di cura arriva scritto, per voci, prima di iniziare. Esistono formule rateali per i percorsi lunghi.
Come si fa a curare la parodontite?
Togliendo i batteri dalle radici: igiene domiciliare corretta, levigatura radicolare in anestesia locale in due o più sedute, rivalutazione dopo sei-otto settimane, chirurgia solo per le tasche che restano, poi richiami ogni tre-quattro mesi. Gli antibiotici da soli non bastano.
Quali sono i primi sintomi della parodontite?
Gengive che sanguinano allo spazzolamento, arrossate e gonfie; poi denti che sembrano più lunghi, spazi neri tra i denti, alito pesante, mobilità. Nei fumatori il sanguinamento è ridotto e la malattia avanza mascherata.
Parodontite, piorrea e malattia parodontale sono la stessa cosa?
Sì: piorrea è il nome popolare, parodontite quello clinico, malattia parodontale la categoria che comprende anche la gengivite. Tutte indicano un'infezione dei tessuti di sostegno del dente.
Che differenza c'è tra gengivite e parodontite?
La gengivite è un'infiammazione limitata alla gengiva e si risolve del tutto con l'igiene. La parodontite scende in profondità e intacca legamento e osso: quella perdita non torna indietro. La gengivite, nelle persone predisposte, apre la strada alla parodontite.
Cosa succede alla prima visita dal parodontologo a Pistoia?
Sondaggio delle tasche su tutti i denti, radiografie, eventuale TAC cone beam in sede se serve vedere l'osso in tre dimensioni, cartella parodontale e piano di cura scritto. Il Dott. Del Dotto completa la diagnosi in una sola seduta.
La parodontite si guarisce?
Si ferma e si controlla: l'infezione si spegne e le tasche si riducono, ma l'osso perso di norma non ricresce, tranne in alcuni difetti trattabili con chirurgia rigenerativa. Chi ha avuto la parodontite resta predisposto e ha bisogno dei richiami.
Fa male la cura della parodontite?
La levigatura radicolare si fa in anestesia locale e non è dolorosa; nei giorni successivi ci possono essere sensibilità al freddo e un lieve indolenzimento, gestibili con un antinfiammatorio comune. Chi ha molta paura può chiedere della sedazione cosciente.
Serve la chirurgia per la parodontite?
Solo nei casi in cui, dopo la levigatura e la rivalutazione, restano tasche profonde. La chirurgia permette di pulire a fondo la radice e, in alcuni difetti ossei, di favorire la ricrescita con biomateriali. La maggior parte dei pazienti non ne ha bisogno.
Fumo, diabete e gravidanza peggiorano la parodontite?
Sì. Il fumo aumenta il rischio di forme gravi e riduce la risposta alle cure; il diabete rende i tessuti più vulnerabili e la parodontite peggiora il controllo glicemico; in gravidanza gli ormoni amplificano la risposta della gengiva alla placca.
La parodontite è ereditaria?
Non si eredita la malattia, ma la predisposizione: la risposta infiammatoria che distrugge l'osso è in parte genetica. Chi ha familiari che hanno perso i denti presto dovrebbe fare il sondaggio parodontale con regolarità, anche senza sintomi.
Posso mettere gli impianti se ho la parodontite a Pistoia?
Sì, ma solo dopo averla stabilizzata: un impianto in una bocca con infezione attiva sviluppa la perimplantite. A Pistoia il Dott. Del Dotto e il Dott. Palandri lavorano in sequenza sullo stesso paziente: prima la terapia parodontale, poi la chirurgia implantare.
Un dente che si muove si può ancora salvare?
Spesso sì, se l'osso residuo è sufficiente e l'infezione viene fermata; in alcuni casi si stabilizza legandolo ai vicini. La decisione di estrarre si prende con cartella e radiografie davanti, non alla prima visita.
Chi cura la parodontite nello studio Adamanti di Pistoia? Sempre lo stesso medico?
Sì: il Dott. Lorenzo Del Dotto segue diagnosi, terapia e rivalutazioni; le sedute di igiene e i richiami sono condivisi con la Dott.ssa Giulia Sofia Profeti nello stesso studio, con la stessa cartella. La direzione sanitaria è del Dott. Pietro Palandri.
Quanto devo aspettare per una visita parodontale a Pistoia e che orari avete?
Chiamando lo 0573-32937 ti diciamo le prime date disponibili; se hai un dente mobile o un ascesso lo segnaliamo come priorità. Orario continuato dal lunedì al venerdì, 9-19, in Via N. Machiavelli 27, vicino al centro storico e all'ospedale San Jacopo.
Ho paura del dentista: com'è la prima visita dal parodontologo?
È una visita di misure, senza anestesia e senza cure: sondaggio, radiografie, colloquio. Serve a capire lo stadio della malattia e a decidere insieme il piano. Le sedute di terapia si programmano dopo, in anestesia locale, con la sedazione cosciente disponibile per chi ne ha bisogno.
Il primo passo è misurare le tasche.
Alla visita parodontale a Pistoia il Dott. Del Dotto sonda ogni dente, legge le radiografie e ti consegna per iscritto lo stadio della malattia e il piano di cura, proporzionato a quello che c'è davvero sotto la gengiva. Nessun impegno a iniziare.
Prenota la valutazione parodontale oppure chiama lo 0573-32937: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Sondaggio, radiografie e cartella parodontale
- 2Levigatura delle radici per aree, in anestesia locale
- 3Rivalutazione a sei-otto settimane e richiami
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Scrivici da quanto sanguinano le gengive e se qualche dente si muove: ti richiamiamo per fissare la visita parodontale con il Dott. Del Dotto a Pistoia.