Scritto e revisionato da:
Team clinico dello Studio Dentistico Dott. Edoardo Palla
Direttore sanitario: Dott. Edoardo Palla
Aggiornato il 5 settembre 2026
Lettura: 11 min
Servizio: Ascesso dentale
- Ascesso dentale a Pisa: cosa fare nelle prime ore e chi chiamare
- I sintomi da riconoscere: come si capisce se c'è un ascesso dentale?
- Ascesso periapicale, parodontale e del dente del giudizio: da dove parte l'infezione?
- Quanti giorni può durare un ascesso a un dente e cosa succede se si aspetta?
- Come si cura un ascesso al dente nello studio di Pisa?
- Perché antibiotico e rimedi da soli non curano l'ascesso dentale?
- Cosa fare in attesa della visita per un ascesso dentale
- Quando l'ascesso dentale è pericoloso: i segni per andare in ospedale
- Come prevenire un nuovo ascesso dentale?
- Ascesso dentale a Pisa: chi lo tratta e da dove arrivano i pazienti
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pisa
- Cosa dicono i pazienti di Pisa
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Ascesso dentale a Pisa: guancia gonfia, dente che pulsa a ogni battito, a volte febbre. È una raccolta di pus che parte quasi sempre da un dente con la polpa morta o da una tasca gengivale, e non guarisce da sola né con il solo antibiotico. Nello studio di Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano il team clinico, sotto la direzione del Dott. Edoardo Palla, drena l'ascesso in anestesia locale e cura la causa. Qui trovi i sintomi, cosa fare in attesa e i segni per cui serve l'ospedale.
Ascesso dentale a Pisa: cosa fare nelle prime ore e chi chiamare
Un ascesso dentale è una raccolta purulenta, cioè di pus, che si forma quando i batteri partiti da un dente o da una tasca gengivale raggiungono l'osso e i tessuti molli del cavo orale. Il meccanismo consiste in questo: la pressione del liquido dentro una cavità chiusa provoca un dolore intenso e pulsante, il tessuto interessato si gonfia, e la cosa più utile da sapere è che si cura togliendo la pressione e la causa, non aspettando che passi. Nello studio di Pisa, in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, il team clinico gestisce gli ascessi negli orari di apertura, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, sotto la direzione sanitaria del Dott. Edoardo Palla, odontoiatra.
La prima mossa è una telefonata allo 050-9910086, prima di mettersi in auto: da quanto dura il dolore, se c'è gonfiore, se c'è febbre, se il dente è già stato curato. Una breve descrizione permette di capire se il caso può attendere l'apertura, se va visto in giornata o se richiede un percorso diverso. Questa pagina è la figlia del pronto soccorso dentista a Pisa, che copre tutte le urgenze; qui si parla solo dell'ascesso, dai sintomi alla cura. Le domande con cui si arriva («sintomi ascesso», «causa ascesso dentale», «trattamento ascesso», «come prevenire ascesso», «origine ascesso», «rivolgersi dentista o ospedale», e «tooth abscess» per chi cerca in inglese) trovano risposta qui sotto.
I sintomi da riconoscere: come si capisce se c'è un ascesso dentale?
Non tutti i dolori ai denti sono un ascesso, ma l'ascesso ha una firma abbastanza riconoscibile. Si manifesta con:
- dolore pulsante e spontaneo, che batte a riposo e di notte, senza bisogno di caldo o freddo;
- sensazione di dente «allungato», che tocca per primo quando si chiude la bocca, e dolore vivo se lo si batte con l'unghia;
- rigonfiamento della gengiva o della guancia, a volte molle alla pressione, con la pelle tesa e calda;
- una bollicina sulla gengiva (fistola) da cui esce pus, con sapore cattivo in bocca e alitosi;
- febbre, malessere, linfonodi ingrossati sotto la mandibola: segno che l'infezione sta coinvolgendo il corpo;
- difficoltà ad aprire la bocca o a deglutire, che è già un segno di gravità.
C'è un dettaglio che inganna. Dopo giorni di dolore fortissimo, a volte tutto si placa di colpo: l'ascesso si è aperto un varco nella gengiva e il pus è uscito. Il dolore cala perché la pressione si scarica, ma l'infezione è tutt'altro che risolta. La triade dolore gonfiore febbre può tornare nel giro di giorni, di solito peggiore. In genere il quadro è doloroso soprattutto alla masticazione e i denti vicini diventano sensibili al tocco. La diagnosi si fa in studio con un esame clinico e un'anamnesi accurata, il test di vitalità e una radiografia mirata, che mostra l'area scura attorno alla radice.
Ascesso Dentale a Pisa
Da 20 anni a Pisa
Guancia gonfia, dente che pulsa, pus dalla gengiva: chiama prima di partire. Togliamo la pressione con il drenaggio e cerchiamo da dove parte l'infezione, per curare quella.
Ascesso periapicale, parodontale e del dente del giudizio: da dove parte l'infezione?
Esistono tre origini principali, e distinguerle conta perché cambia la cura:
- Ascesso periapicale: parte dalla polpa del dente morta per una carie profonda, un trauma o una vecchia devitalizzazione incompleta. I batteri scendono lungo il canale radicolare fino all'apice e infettano l'osso alveolare che circonda la radice. È il più frequente negli adulti.
- Ascesso parodontale: parte da una tasca gengivale profonda, nella parodontite, dove l'accumulo di tartaro e batteri resta chiuso e va in suppurazione. Il dente è spesso vitale e si muove; c'è gonfiore del tessuto gengivale a lato del dente.
- Ascesso da dente del giudizio semincluso (pericoronite ascessualizzata): il cappuccio di gengiva che copre in parte il molare trattiene cibo e batteri e si infetta, con dolore in fondo alla mandibola e difficoltà ad aprire la bocca. Ha la sua pagina: estrazione del dente del giudizio a Pisa.
Nei bambini l'ascesso denti da latte compresi è frequente e va visto tempestivamente, perché il germe del dente permanente si sviluppa proprio sotto. In tutti i casi il meccanismo è lo stesso: la morte della polpa dente per dente, o la suppurazione di una tasca, innesca la proliferazione dei batteri; i tessuti che circondano radice e colletto reagiscono con l'infiammazione, questi tessuti circondano lo spazio infetto e il pus, non trovando fuoriuscita, preme sull'osso alveolare, sulla gengiva, sul periostio, provocando il gonfiore. Al confine dente gengiva e osso si incontrano tre fattori che favoriscono la formazione dell'ascesso: diabete, sistema immunitario indebolito e una scarsa salute orale, che lo rendono più facilmente grave. Anche le malattie gengivali trascurate e le patologie generali rappresentano un terreno favorevole.
Quanti giorni può durare un ascesso a un dente e cosa succede se si aspetta?
Un ascesso non ha una durata naturale, perché non si stabilizza da solo. La raccolta di pus cresce e cerca una via d'uscita: verso la gengiva, con la fistola; verso la guancia, con il gonfiore; in qualche caso verso gli spazi profondi del collo. Senza cura, l'alternanza di fasi acute e di apparente tregua può andare avanti per settimane o mesi, e ogni riacutizzazione consuma un po' di osso attorno alla radice.
C'è una ragione concreta per non aspettare: un ascesso preso in tempo permette quasi sempre di lavorare sul dente e conservarlo; uno trascurato, che ha eroso l'osso alveolare in profondità causando danni irreversibili alla radice dente compreso, può lasciare come unica strada l'estrazione, con la perdita dente e osso. Le complicazioni sono la conseguenza dell'attesa, e per evitare complicazioni è essenziale muoversi almeno entro pochi giorni. La differenza tra le due situazioni si misura spesso in giorni. E c'è la ragione di sicurezza: l'infezione può diffondersi ai tessuti del viso e del collo, con complicanze rare ma pericolose, che portano in ospedale.
Come si cura un ascesso al dente nello studio di Pisa?
La cura si svolge in due tempi, e il primo è togliere la pressione. Nella fase acuta si crea una via di drenaggio al pus, aprendo il dente attraverso la corona o incidendo il gonfiore in anestesia locale: è la manovra che spegne il dolore più in fretta, spesso nel giro di minuti. Se c'è una diffusione oltre la sede locale, febbre o linfonodi, si aggiunge una copertura antibiotica su prescrizione; se non c'è, l'antibiotico non serve. Un antinfiammatorio da banco aiuta ad alleviare dolore e gonfiore nei giorni successivi, e serve a ridurre l'infiammazione mentre la cura fa effetto. Per valutare la gravità dell'infezione, eseguire una radiografia mirata è il primo passo che l'odontoiatra compie.
Solo dopo, a infezione controllata, si decide come chiudere il problema, in base alla sua origine:
- se l'origine è la polpa e il dente è recuperabile, la strada è la terapia canalare, cioè la devitalizzazione, o il ritrattamento se era già stato devitalizzato: la parte endodontica è seguita dal Dott. Andrea Di Stefano;
- se l'origine è una tasca parodontale, dopo il drenaggio serve la levigatura della radice e il percorso del parodontologo, con il Dott. Cristiano Spallanzani;
- se il dente è troppo compromesso, la radice è fratturata o l'osso è stato eroso in profondità, si passa all'estrazione, ragionando da subito su come ricostruire.
Così si tratta l'ascesso alla radice: tutto il percorso resta nella stessa sede, con il team che mette a disposizione lo specialista di ogni area, con una radiografia mirata eseguita in studio e, per i casi con anatomia complessa, la TAC cone beam disponibile in sede. Il piano per la cura della causa è scritto, con sedute e costo, e si legge a casa: l'urgenza si tratta subito, la cura definitiva si programma.
Perché antibiotico e rimedi da soli non curano l'ascesso dentale?
È la domanda più frequente al telefono, e la risposta è no. L'antibiotico riduce la diffusione dell'infezione e attenua i sintomi per qualche giorno, ma non raggiunge i batteri dentro il canale del dente o in fondo alla tasca: finita la scatola, l'infezione ha buone probabilità di ripartire. Per questo lo si prescrive solo quando serve, cioè con segni di diffusione, e sempre insieme alla cura della causa, mai al suo posto. Prendere l'antibiotico avanzato in casa, senza diagnosi, non risolve e complica il lavoro di chi visita.
Lo stesso vale per i rimedi casalinghi. Sciacqui con acqua e sale o con collutorio possono dare un sollievo leggero e tenere pulita la zona di una fistola; il freddo esterno riduce il gonfiore. Nessuno di questi tratta l'ascesso: il pus resta dove è, e la causa, la polpa morta o la tasca, resta attiva. Un dente che ha causato infezione e gonfiore va curato, non addormentato.
Cosa fare in attesa della visita per un ascesso dentale
Nell'attesa dell'appuntamento ci sono comportamenti utili e altri controproducenti:
- prendere un antinfiammatorio o un antidolorifico da banco, rispettando le dosi del foglietto; chi assume anticoagulanti o ha problemi gastrici chiede in farmacia quale evitare;
- applicare freddo all'esterno, avvolto in un panno, a intervalli: dà tregua e contiene il gonfiore;
- evitare il calore sulla guancia e gli impacchi caldi, che richiamano sangue e fanno gonfiare di più;
- non masticare da quel lato e preferire cibi morbidi, né troppo caldi né duri;
- non schiacciare la fistola e non tentare di «bucare» il gonfiore;
- dormire con la testa sollevata da un cuscino in più: il dolore pulsante è più sopportabile;
- non iniziare antibiotici trovati in casa.
E chiamare prima di partire, senza portare con sé aspettative sbagliate: la visita d'urgenza serve a togliere il dolore, la cura definitiva si programma. Un'attesa di giorni può favorire la diffusione dell'infezione e far sviluppare complicanze evitabili. Chi arriva a Pisa da Cascina, San Giuliano Terme o Pontedera dalla FI-PI-LI, o dal centro e da Cisanello, trova la visita organizzata mentre è in viaggio, non una sala d'attesa impreparata.
Quando l'ascesso dentale è pericoloso: i segni per andare in ospedale
La grande maggioranza degli ascessi si risolve in ambulatorio. Ci sono però segnali che spostano la situazione su un altro piano e richiedono il pronto soccorso ospedaliero, senza esitazioni:
- gonfiore che scende verso il collo o interessa il pavimento della bocca, sotto la lingua;
- difficoltà a deglutire o a respirare;
- impossibilità quasi totale di aprire la bocca, insieme a febbre alta;
- febbre oltre i 38,5 °C che non cede dopo un giorno di farmaci;
- gonfiore che sale verso l'occhio, con la palpebra chiusa.
Sono i quadri in cui l'infezione rischia di uscire dal territorio dentale; a Pisa il riferimento per queste urgenze con coinvolgimento generale è il pronto soccorso dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. Per tutto il resto, il dente che pulsa, l'ascesso localizzato, il gonfiore contenuto, la risposta è lo studio odontoiatrico, che tratta la causa e non solo il sintomo, e che riprende in mano il dente anche dopo un passaggio in ospedale, a quadro generale stabilizzato.
Come prevenire un nuovo ascesso dentale?
La prevenzione dell'ascesso è la prevenzione delle sue cause. Una carie curata quando è ancora piccola non arriva alla polpa; una devitalizzazione completata e protetta da una corona non lascia canali aperti; una parodontite trattata e mantenuta non produce tasche che suppurano; un dente del giudizio semincluso che si infiamma ripetutamente si estrae prima della terza volta. Sono le cure che, fatte per tempo, evitano di ritrovarsi con la guancia gonfia.
Poi c'è la parte quotidiana, quella di mantenere una corretta igiene in tutte le aree della bocca: spazzolino due volte al giorno, filo interdentale o scovolino ogni sera, meno zuccheri tra i pasti, e la seduta periodica di pulizia dei denti con l'igienista dentale, che vede carie iniziali e tasche prima che diano sintomi. Un'igiene adeguata non basta da sola se ci sono carie o tasche, ma senza igiene ogni cura dura meno. Il fumo e il diabete non compensato rendono le infezioni più frequenti e più difficili da controllare. E c'è un controllo che vale la pena fare anche senza dolore: un dente che ha fatto male e poi ha smesso da solo va radiografato, perché il silenzio della polpa morta è la premessa più comune di un ascesso futuro; lo stesso vale per un dente giudizio semincluso che si è già infiammato una volta.
Ascesso dentale a Pisa: chi lo tratta e da dove arrivano i pazienti
Nello studio di Via Giosuè Carducci 51 l'ascesso è gestito dal team clinico sotto la direzione sanitaria del Dott. Edoardo Palla, iscritto all'Albo Odontoiatri di Pisa con il n. 427; la terapia canalare che segue è del Dott. Andrea Di Stefano, la cura delle tasche del Dott. Cristiano Spallanzani, l'estrazione e la chirurgia del Dott. Palla. È un percorso di sede, a Pisa, che non porta il paziente da uno studio all'altro. Lo studio lavora sul territorio da vent'anni e ha 42 recensioni Google con media 4,9 sulla scheda «Studi Dentistici Dott. Edoardo Palla».
Gli ascessi non arrivano solo dalla città: accanto ai pazienti del centro, di Cisanello, Porta a Mare, Putignano, Riglione, Ospedaletto e Marina di Pisa, si presentano persone da Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano, Vicopisano, Calci, Fornacette e Pontedera, comuni ben collegati con la FI-PI-LI. La distanza, in un'urgenza, pesa meno di quanto si pensi: ciò che conta è chiamare prima. Gli orari sono quelli dello studio, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19; fuori da questi orari, con i segni di gravità elencati sopra, il riferimento è l'ospedale.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pisa
Questa pagina è una tappa del percorso «Pronto soccorso dentista a Pisa» dello studio di Pisa. Qui trovi la pagina madre e le pagine sorelle, per capire dove si colloca la cura che stai valutando.
Cosa dicono i pazienti di Pisa
“ La bravura del dottor Palla é imparagonabile. L'ho conosciuto un paio di anni fa, per mia grande fortuna. Per errore di un dentista di un altro ambulatorio ero in una situazione difficile da mesi, ho girato 6 - 7 ambulatori, anche quelli più rinomati di Pisa e dintorni, nessun dottore era disposto ad aiutarmi, hanno detto che non é possibile... Dr. Palla invece ha detto, facciamolo, e il lavoro é venuto benissimo. Non ho sentito nulla, durante il lavoro, e quando il dottore dopo un oretta di lavoro ha detto "va bene per oggi abbiamo finito",non volevo alzarmi dalla poltrona! Gliel'ho chiesto, se possiamo fare ancora qualcos'altro, dall'altra parte della bocca, l'altro dente, e lui mi ha accontentato. Ringrazio a Edoardo e a tutto lo staff per la gentilezza. Ambulatorio nuovo, molto bello, bravo Antonio che esegue le pulizie denti, la Silvia, le segretarie ed assistenti. ”
“ Studio dentistico di alto livello. La gentilezza e soprattutto la competenza professionale del dott. Palla fanno la differenza. Detto da uno che gira per studi dentistici da 50 anni. Lo consiglio vivamente soprattutto a quelle persone che hanno bisogno di interventi di implantologia complessi. Il dott. Palla è un ottimo chirurgo e molto attento a non provocare dolore al paziente. Andate tranquilli! ”
“ Ho fatto tre impianti dentali presso questo studio dentistico dove ho trovato grande competenza, onestà, gentilezza e disponibilità. Nonostante la mia situazione non fosse delle più facili è andato tutto a buon fine e sono veramente molto soddisfatta. Lo consiglio vivamente ”
Leggi tutte le 42 recensioni su Google.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Pisa consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Come si cura un ascesso al dente?
In due tempi: prima si drena il pus, aprendo il dente o incidendo il gonfiore in anestesia locale, con antibiotico solo se l'infezione si sta diffondendo; poi, a infezione controllata, si cura la causa con devitalizzazione, ritrattamento, levigatura della tasca o estrazione.
Quanti giorni può durare un ascesso a un dente?
Non ha una durata naturale: non si stabilizza da solo. Può alternare fasi acute e tregue per settimane o mesi, consumando osso a ogni riacutizzazione. Preso in giorni, il dente si salva quasi sempre; trascurato per settimane, può restare solo l'estrazione.
Come si capisce se c'è un ascesso?
Dolore pulsante spontaneo, anche di notte; dente che sembra più alto e fa male se battuto; gonfiore di gengiva o guancia; a volte una bollicina sulla gengiva con pus, febbre e linfonodi ingrossati. La conferma arriva dalla visita con radiografia mirata.
Come si cura un ascesso dentale in un cane?
Questa pagina riguarda le persone: un ascesso dentale nel cane va visto dal veterinario, che valuta drenaggio, antibiotico ed eventuale estrazione. I principi sono simili, la cura no, e non va improvvisata con farmaci per uso umano.
Qual è la differenza tra ascesso periapicale e ascesso parodontale?
Il periapicale parte dalla polpa morta di un dente e infetta l'osso all'apice della radice; il parodontale parte da una tasca gengivale profonda, con il dente spesso vitale e mobile. Cambia la cura: terapia canalare nel primo caso, levigatura della tasca e percorso parodontale nel secondo.
L'ascesso si è sgonfiato da solo: è guarito?
No. Il gonfiore cala perché il pus ha trovato una via d'uscita, di solito una fistola sulla gengiva, ma la causa resta attiva e l'infezione tende a riaccendersi, spesso peggiore. La visita va fatta anche quando i sintomi si attenuano.
Posso prendere un antibiotico da solo, prima della visita a Pisa?
No. L'antibiotico avanzato in casa, preso senza diagnosi, attenua i sintomi per qualche giorno ma non raggiunge i batteri dentro il dente e complica la valutazione. Si prescrive in studio solo se ci sono segni di diffusione, sempre insieme alla cura della causa.
Il drenaggio dell'ascesso fa male?
Si esegue in anestesia locale; su un tessuto molto infiammato l'anestesia può richiedere qualche minuto in più per agire. Il sollievo dopo il drenaggio è rapido, perché scarica la pressione che causava il dolore pulsante.
Quando devo andare al pronto soccorso ospedaliero invece che dal dentista?
Con gonfiore che scende al collo o sotto la lingua, difficoltà a deglutire o respirare, bocca che non si apre con febbre alta, febbre oltre 38,5 °C che non cede, gonfiore verso l'occhio. A Pisa il riferimento è il pronto soccorso dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.
Il dente si salva dopo un ascesso dentale?
Spesso sì, se l'ascesso è trattato in tempo e la struttura del dente regge: la terapia canalare o il ritrattamento eliminano la fonte dei batteri e l'osso si ricostruisce nei mesi. Se la radice è fratturata o l'osso è troppo eroso, si estrae e si pianifica la sostituzione.
Ho pus dalla gengiva ma nessun dolore: devo preoccuparmi?
Sì: una fistola senza dolore significa che l'infezione è cronica e drena da sola, ma continua a consumare osso attorno alla radice. Va vista con una radiografia e curata alla causa, prima della prossima riacutizzazione.
Cosa posso fare a casa in attesa dell'appuntamento?
Antidolorifico da banco secondo il foglietto, freddo esterno avvolto in un panno, niente caldo sulla guancia, cibi morbidi dall'altro lato, testa sollevata di notte, nessun antibiotico di propria iniziativa, e non schiacciare la fistola. Poi telefonare allo studio di Pisa prima di partire: la gestione a casa serve solo ad arrivare alla visita.
Quanto costa curare un ascesso dentale a Pisa?
Si paga la visita d'urgenza con radiografia e drenaggio, e a parte la cura della causa: devitalizzazione, ritrattamento, levigatura o estrazione. Il costo della cura definitiva è scritto nel piano consegnato dopo l'urgenza, prima di iniziare.
Ho paura del dentista, ma il dente pulsa: cosa faccio a Pisa?
Dillo al telefono: la visita d'urgenza si limita a togliere la pressione in anestesia locale, con tempi dilatati e spiegando ogni passaggio. La cura della causa si programma dopo, e per l'ansia marcata è possibile la sedazione cosciente con protossido.
In quanto tempo riesco a farmi vedere per un ascesso dentale a Pisa?
Chiama lo 050-9910086 e descrivi dolore, gonfiore e febbre: in base al quadro la segreteria organizza la visita con priorità, negli orari di apertura dello studio, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19. Con segni di gravità, fuori orario, il riferimento è l'ospedale.
Chi si occupa dell'ascesso dentale nello studio di Pisa? Sempre lo stesso medico?
L'urgenza è del team clinico sotto la direzione sanitaria del Dott. Edoardo Palla; la cura della causa passa al medico dell'area: Dott. Di Stefano per la terapia canalare, Dott. Spallanzani per le tasche, Dott. Palla per estrazioni e chirurgia. Tutto nella stessa sede.
Quali sono gli orari dello studio di Pisa per le urgenze e dove si trova?
Lo studio è in Via Giosuè Carducci 51 a Ghezzano, comodo dal centro di Pisa, da Cisanello e dalla FI-PI-LI, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 con orario continuato. Telefono 050 9910086, WhatsApp 351 8207758.
Un ascesso non si aspetta: si drena, poi si cura la causa.
Descrivi alla segreteria dove hai il gonfiore e da quanto il dente pulsa: nello studio di Pisa organizziamo la visita negli orari di apertura, con radiografia, drenaggio in anestesia locale se serve e un piano scritto per curare la causa e non solo il sintomo.
Chiedi la visita d'urgenza oppure chiama lo 050-9910086: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Telefonata, visita negli orari di apertura e radiografia mirata
- 2Drenaggio del pus in anestesia locale, antibiotico solo se serve
- 3Cura della causa: terapia canalare, levigatura o estrazione, con piano scritto
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56022 Castelfranco di Sotto (PI)
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