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Aggiornato il 5 settembre 2026
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Servizio: Ritrattamento canalare
- Ritrattamento canalare a Pistoia: il dente devitalizzato che torna a dare problemi
- Cos'è il ritrattamento canalare e in cosa è diverso dalla prima devitalizzazione?
- Perché una vecchia devitalizzazione fallisce e quali sintomi lo rivelano?
- Come si può riaprire un dente devitalizzato con il ritrattamento canalare?
- Quali esami servono a Pistoia prima del ritrattamento canalare?
- Quanto dolore si prova dopo un ritrattamento canalare?
- Quali sono i rischi associati al ritrattamento canalare?
- Ritrattamento canalare, apicectomia o estrazione con impianto: quale strada?
- Quante sedute servono, quanto dura la guarigione e quanto costa il ritrattamento a Pistoia?
- Dopo il ritrattamento canalare: ricostruzione, corona e controlli
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
- Cosa dicono i pazienti di Pistoia
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Ritrattamento canalare a Pistoia: nello studio Adamanti di Via N. Machiavelli 27 la revisione di un dente già devitalizzato è eseguita dal Dott. Marco Spinicci, sotto la direzione sanitaria del Dott. Pietro Palandri. Si riapre il dente, si rimuovono la vecchia guttaperca e gli eventuali perni, si cercano i canali non trattati, si disinfetta e si richiude, in genere in due sedute. La TAC cone beam in sede mostra lesioni e canali invisibili sulla lastra. Lun-ven 9-19, tel. 0573 32937.
Ritrattamento canalare a Pistoia: il dente devitalizzato che torna a dare problemi
Il ritrattamento canalare a Pistoia, nello studio Adamanti di Via N. Machiavelli 27, è eseguito dal Dott. Marco Spinicci, che si occupa di endodonzia e conservativa, sotto la direzione sanitaria del Dott. Pietro Palandri. È la revisione di una devitalizzazione che non ha funzionato o ha smesso di funzionare: il dente, curato anni fa, torna a fare male, mostra un gonfiore sulla gengiva o un'ombra all'apice in radiografia. Prima di rassegnarsi all'estrazione, si può riaprire e rifare.
Chi arriva a questa pagina ha di solito già una diagnosi: un altro odontoiatra, o un controllo radiografico fatto per altri motivi, ha mostrato una lesione periapicale su un dente devitalizzato. La domanda è se conviene ritrattarlo, con quale prognosi, quante sedute e con quali rischi. Qui trovi le risposte, con un avvertimento onesto: il ritrattamento è un lavoro più delicato della prima cura, e non riesce sempre; ma nella maggior parte dei casi è una buona alternativa a togliere il dente.
Questa pagina è una figlia del percorso di endodonzia a Pistoia, dove trovi la diagnosi e la differenza con la prima devitalizzazione. Lo studio è in Via N. Machiavelli 27 da 30 anni, vicino al centro storico e all'ospedale San Jacopo, a pochi minuti dalla stazione; riceve pazienti dalle frazioni (Bottegone, Bonelle, Sant'Agostino, Capostrada, Le Fornaci, Chiazzano) e da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese, Marliana e Pieve a Nievole. La scheda Google «Studio Palandri & Spinicci» ha 18 recensioni con voto 4,7.
Cos'è il ritrattamento canalare e in cosa è diverso dalla prima devitalizzazione?
Il ritrattamento canalare (o ritrattamento endodontico) consiste nel riaprire un dente già devitalizzato, rimuovere completamente il vecchio materiale da otturazione canalare, ripulire e disinfettare i canali e sigillarli di nuovo. Il trattamento primario, o iniziale, lavorava su canali vuoti; il ritrattamento deve prima smontare quello che è stato fatto anni prima, e poi eseguire di nuovo tutta la terapia endodontica. Lo scopo è lo stesso: eliminare i batteri dall'interno del dente perché l'osso possa guarire. È per questo che comporta più tempo, più sedute e una prognosi leggermente inferiore.
Le differenze pratiche con la prima cura:
- rimozione materiale vecchio: guttaperca, cemento, perni in fibra o in metallo, a volte corone e ricostruzioni che ostacolano l'accesso canalare
- ricerca dei canali mancanti: un canale non individuato la prima volta è una delle cause più frequenti di fallimento, e va trovato con strumenti estremamente sottili e, quando serve, con la TAC
- gestione degli ostacoli: strumenti fratturati nel canale, gradini, calcificazioni, perforazioni da riparare
- disinfezione più lunga: i batteri di un'infezione persistente sono più resistenti di quelli di una prima infezione, e spesso serve una medicazione intracanalare tra le sedute
Esiste anche il ritrattamento chirurgico, l'apicectomia, che si fa quando il ritrattamento ortogrado (cioè attraverso la corona del dente) non è possibile. Ne parliamo più avanti. Nella maggior parte dei casi la via ortograda è la prima scelta, perché conserva la lunghezza della radice e permette una pulizia più completa dell'interno.
Ritrattamento Canalare a Pistoia
Da 30 anni a Pistoia
Un dente devitalizzato che è tornato a far male, una fistola sulla gengiva, un'ombra alla radice scoperta per caso: prima di toglierlo, fallo valutare. TAC cone beam e risposta nella stessa sede, Via N. Machiavelli 27.
Perché una vecchia devitalizzazione fallisce e quali sintomi lo rivelano?
Una devitalizzazione fallisce quando all'interno delle radici restano, o rientrano, batteri. Le cause più frequenti, dalla più comune:
- un canale non trattato, perché non individuato o perché troppo sottile e calcificato
- una sigillatura incompleta, corta rispetto all'apice radicolare, che lascia spazio all'infezione
- un'infiltrazione coronale: la ricostruzione o la corona si è aperta ai margini e la saliva è entrata nei canali
- una frattura della radice, da traumi o da masticazione, che nessun ritrattamento risolve
- una perforazione o un gradino creati durante il primo trattamento
La sintomatologia è varia. Il dente devitalizzato non sente caldo e freddo, quindi il segnale arriva dai tessuti intorno: dolore alla masticazione o alla pressione, la sensazione che il dente sia più alto, un gonfiore della gengiva, una fistola da cui esce pus a intervalli, a volte un ascesso con guancia gonfia. In molti casi non c'è nessun sintomo: la lesione periapicale, il granuloma, cresce in silenzio e si scopre a una radiografia di controllo. Un granuloma su un dente devitalizzato non guarisce da solo, e nel tempo tende ad allargarsi: aspettare peggiora la prognosi, e le lesioni avanzate sono quelle in cui salvare il dente diventa più incerto.
Come si può riaprire un dente devitalizzato con il ritrattamento canalare?
Si può riaprire un dente devitalizzato con la stessa sequenza della prima cura, più il lavoro di rimozione. A Pistoia il Dott. Spinicci procede così:
- anestesia locale: il dente è devitalizzato, ma i tessuti attorno alla radice sono vivi e infiammati; si addormenta comunque, per lavorare senza fastidio
- diga di gomma: isola il dente dalla saliva e protegge la bocca dai liquidi disinfettanti
- accesso alla camera pulpare attraverso la corona o la ricostruzione esistente, che a volte va rimossa e rifatta; se c'è un perno, la rimozione perni richiede appositi inserti sul manipolo a ultrasuoni e una precisione elevata, per non indebolire la radice
- rimozione della guttaperca e del cemento con solventi, strumenti manuali e rotanti, fino a liberare completamente l'interno canale per canale
- ricerca dei canali non trattati e superamento degli ostacoli: gradini, calcificazioni, strumenti fratturati, che si bypassano o si rimuovono quando possibile
- sagomatura e disinfezione con strumenti in nichel-titanio e irrigazione abbondante; nella maggior parte dei casi si lascia una medicazione intracanalare e si chiude con un provvisorio
- sigillo nella seduta successiva, con guttaperca e cemento, fino all'apice; eventuale riparazione delle perforazioni con cementi biocompatibili come l'MTA
- ricostruzione e, sui denti posteriori, nuova corona
In molti centri il ritrattamento si esegue con il microscopio operatorio, che ingrandisce il campo e aiuta a trovare canali sottili: è uno strumento utile, non una garanzia, e il risultato dipende soprattutto dalla completezza della rimozione e della disinfezione. Ciò che pesa di più è la scelta del caso: un dente con radice integra e osso sufficiente ha una prognosi buona; uno fratturato no, a prescindere dalla tecnica.
Quali esami servono a Pistoia prima del ritrattamento canalare?
Prima di procedere con un ritrattamento canalare a Pistoia servono tre cose: l'esame clinico (percussione, palpazione, sondaggio parodontale attorno al dente, ricerca di fistole), la radiografia periapicale, e, nei casi che la lastra non chiarisce, la TAC cone beam, che lo studio ha in sede. Si esegue nella stanza accanto, spesso nello stesso appuntamento, senza impegnativa né CUP, e le immagini si guardano insieme sullo schermo.
Nel ritrattamento la CBCT è spesso indispensabile: la radiografia è una proiezione, e un canale non trattato può nascondersi dietro quello trattato; una lesione può sembrare più piccola di quanto è; una frattura verticale può non vedersi affatto. La ricostruzione tridimensionale mostra la dimensione reale della lesione, il numero e la forma delle radici, i rapporti con il seno mascellare o con il nervo mandibolare, e permette di decidere prima di aprire il dente se il ritrattamento ha senso. Il Dott. Spinicci la usa a campo ridotto, limitata alla zona in esame, con dosi molto inferiori a una TAC medicale.
Alla fine del primo incontro il paziente ha una risposta scritta: ritrattamento, apicectomia, o estrazione; quante sedute; quale prognosi; quale costo. Chi ha radiografie o una TAC recenti le porta: un esame leggibile si valuta sempre prima di prescriverne un altro.
Quanto dolore si prova dopo un ritrattamento canalare?
Dopo un ritrattamento canalare si prova, nei due o tre giorni successivi, un indolenzimento alla masticazione paragonabile a quello di una devitalizzazione, a volte un po' più marcato: i tessuti attorno all'apice, già infiammati dalla lesione, hanno subito una pulizia energica e una piccola quantità di disinfettante può averli irritati. Il dolore post trattamento si gestisce con un antinfiammatorio comune, concordato in studio, e masticando dall'altro lato.
Durante la seduta non si sente dolore: si lavora in anestesia locale, e chi ha un'ansia intensa, magari dopo una devitalizzazione andata male altrove, può valutare la sedazione cosciente con protossido, disponibile in studio. Durante l'esecuzione della cura il paziente è preparato a ogni passaggio: è consigliato chiedere, e il Dott. Spinicci risponde prima di procedere. È un'esperienza frequente: chi ha un dente devitalizzato che ha continuato a fare male per anni arriva sfiduciato, e il primo incontro serve anche a ricostruire quella fiducia.
Un dolore che aumenta dopo il terzo giorno, un gonfiore nuovo o la febbre non sono la norma: si torna in studio, dove si controlla se la medicazione va sostituita o se l'infezione richiede una copertura antibiotica. In genere, entro una settimana dalla seconda seduta, il dente è tornato silenzioso; la guarigione dell'osso attorno all'apice richiede invece mesi e si segue con una radiografia a distanza.
Quali sono i rischi associati al ritrattamento canalare?
I rischi associati al ritrattamento canalare sono più alti di quelli della prima cura, e vanno detti prima di iniziare:
- frattura della radice, soprattutto durante la rimozione di un perno in metallo: la radice è già più sottile e la rimozione può indebolirla
- perforazione della parete del canale, una comunicazione tra l'interno del dente e il parodonto, che si può riparare con cementi biocompatibili se piccola e intercettata subito
- strumenti fratturati nel canale, che a volte si bypassano, a volte si rimuovono, a volte si lasciano se il canale oltre è già pulito
- impossibilità di completare il ritrattamento per un canale calcificato o un ostacolo insuperabile: si passa all'apicectomia o all'estrazione
- persistenza dell'infezione nonostante una cura completa: succede in una minoranza di casi, e la letteratura riporta percentuali di successo intorno al 70-80%, contro l'85-90% di una prima devitalizzazione ben eseguita
A questi si aggiunge il rischio, più banale, di spendere tempo e denaro su un dente che poi va estratto; e la rimozione di un perno può causare una frattura anche in mani esperte, un dato da considerare prima di iniziare. Per ridurlo, la selezione del caso viene prima di tutto: se la TAC mostra una frattura verticale, una lesione di grande estensione con perdita di supporto osseo, o una struttura coronale insufficiente per una ricostruzione, il Dott. Spinicci lo dice al primo incontro e propone l'alternativa. Un ritrattamento è predicibile quando il motivo del fallimento è chiaro e correggibile.
Ritrattamento canalare, apicectomia o estrazione con impianto: quale strada?
Le opzioni davanti a un dente devitalizzato che ha una lesione sono tre, in ordine di conservazione: il ritrattamento ortogrado, la chirurgia apicale, l'estrazione con sostituzione. L'estrazione resta l'ultima opzione. La scelta terapeutica è personalizzata e dipende da tre fattori: la causa del fallimento, la struttura residua del dente e le condizioni dell'osso e del parodonto.
L'apicectomia è il ritrattamento chirurgico: si accede all'apice dall'esterno, con un piccolo lembo di gengiva e osso, si reseca la punta della radice per 2-3 mm, si pulisce la lesione e si sigilla il canale dal fondo con materiali biocompatibili. Si sceglie quando dall'apertura del dente non si arriva alla radice (canale calcificato, strumento rotto bloccato all'apice, perno impossibile da rimuovere senza fratturare) o quando la lesione persiste dopo un ritrattamento ben fatto: ricorrere alla chirurgia in questi casi è la strada indicata dalla letteratura italiana e internazionale. La lunghezza della radice rimanente è di solito sufficiente per mantenere il dente stabile. A Pistoia la parte chirurgica è seguita dal Dott. Palandri, direttore sanitario dello studio, nell'ambito della chirurgia orale.
L'estrazione con impianto si sceglie quando nessuna delle due strade è ragionevole: frattura verticale, distruzione estesa della corona, perdita ossea grave. Un dente naturale conservato mantiene il legamento e la propriocezione, e nessun impianto lo eguaglia in questo; ma un dente con prognosi scarsa non si sottopone a due sedute di ritrattamento per estrarlo un anno dopo. La regola è la prognosi, non il principio: conservare quando è predicibile, sostituire quando conservare rappresenta solo un rinvio.
Quante sedute servono, quanto dura la guarigione e quanto costa il ritrattamento a Pistoia?
Il ritrattamento canalare a Pistoia richiede in genere due sedute, da un'ora a un'ora e mezzo ciascuna, a distanza di una-tre settimane, con la medicazione intracanalare tra l'una e l'altra; nei casi con più ostacoli può servirne una terza. Successivamente c'è l'appuntamento per la ricostruzione e, sui denti posteriori, per la corona. La guarigione clinica è questione di giorni; quella dell'osso attorno all'apice richiede da sei mesi a un anno, e si verifica con una radiografia di controllo.
Il costo del ritrattamento canalare a Pistoia è superiore a quello di una prima devitalizzazione, perché il lavoro è più lungo e complesso, e dipende dal dente (un molare con quattro canali costa più di un incisivo), dalla presenza di perni da rimuovere e dalla ricostruzione che segue. Per questo non pubblichiamo cifre: il preventivo è scritto, per voci, consegnato dopo la visita e prima di iniziare, con l'eventuale TAC e la corona indicate separatamente. La visita ha un costo unico comunicato al telefono allo 0573-32937. Conviene confrontare la cifra con l'alternativa: estrazione più impianto costano di più, e il dente naturale, quando la prognosi è buona, vale il tentativo.
Dopo il ritrattamento canalare: ricostruzione, corona e controlli
Completata la cura dei canali, il dente va chiuso in modo definitivo e protetto. Un dente ritrattato ha perso più struttura di uno devitalizzato una volta sola, ed è più esposto alle fratture: sui molari e premolari la corona non è opzionale, e spesso la vecchia corona va rifatta perché è stata attraversata per l'accesso. La ricostruzione si pianifica con lo stesso medico che ha eseguito il ritrattamento, così i tempi non si allungano.
Il controllo radiografico a sei mesi e a un anno mostra se la lesione periapicale si sta riducendo: è il segno che l'osso sta guarendo. Un dente ritrattato che a un anno è silenzioso e con la lesione in riduzione ha una prognosi buona per molti anni. Se invece la lesione persiste, si valuta l'apicectomia, che resta possibile anche dopo un ritrattamento ortogrado.
Nei bambini e nei ragazzi il ritrattamento è raro, perché le prime devitalizzazioni sono rare; quando serve, su un dente permanente giovane, si valuta caso per caso. Negli adulti con protesi estese, un dente pilastro che fallisce va ritrattato con particolare cura, perché da lui dipende il ponte: la conservazione di quel dente vale più della somma delle sue parti.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
Questa pagina è una tappa del percorso «Endodonzia a Pistoia» dello studio di Pistoia. Qui trovi la pagina madre e le pagine sorelle, per capire dove si colloca la cura che stai valutando.
- Il percorso madre: Endodonzia a Pistoia
- Devitalizzazione dente a Pistoia
- Tutte le aree cliniche dello studio di Pistoia
Cosa dicono i pazienti di Pistoia
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ”
“ Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente! ”
“ Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!! ”
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Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Pistoia consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Quanto dolore si prova dopo un ritrattamento canalare?
Un indolenzimento alla masticazione per due-tre giorni, simile a quello di una devitalizzazione e a volte un po' più marcato, gestibile con un antinfiammatorio. Durante la seduta non si sente dolore, grazie all'anestesia locale. Un dolore che cresce dopo il terzo giorno va controllato.
Come si può riaprire un dente devitalizzato?
In anestesia locale e con la diga: si accede attraverso la corona, si rimuovono perni e vecchia guttaperca con solventi e strumenti dedicati, si cercano i canali non trattati, si disinfetta con medicazione tra le sedute e si sigilla di nuovo. Poi si ricostruisce il dente.
Quali sono i rischi associati al ritrattamento canalare?
Frattura della radice durante la rimozione di un perno, perforazione, strumenti fratturati, impossibilità di completare la cura per un canale calcificato, persistenza dell'infezione. Il successo è intorno al 70-80%: la selezione del caso con la TAC riduce i rischi.
Cos'è il ritrattamento canalare e quando serve a Pistoia?
È la revisione di una devitalizzazione che ha fallito: si riapre il dente, si rimuove il vecchio materiale e si rifà la cura. Serve quando un dente devitalizzato torna a fare male, mostra una fistola o un'ombra all'apice in radiografia. A Pistoia lo esegue il Dott. Marco Spinicci.
Perché un dente devitalizzato torna a fare male?
Perché all'interno delle radici sono rimasti o rientrati batteri: un canale non trattato, una sigillatura corta, una ricostruzione che si è infiltrata, una frattura. Il dente non sente caldo e freddo, ma i tessuti attorno alla radice sì.
Che differenza c'è tra devitalizzazione e ritrattamento canalare?
La devitalizzazione è la prima cura su canali mai trattati; il ritrattamento deve prima rimuovere il vecchio materiale e superare gli ostacoli, poi rifare la cura. Richiede più tempo, in genere due sedute, e ha una prognosi leggermente inferiore.
Quante sedute servono per un ritrattamento canalare?
Di norma due, di un'ora o un'ora e mezza, a distanza di una-tre settimane con una medicazione tra l'una e l'altra; nei casi con più ostacoli una terza. Poi la ricostruzione e, sui posteriori, la corona.
Quanto tempo ci vuole per guarire dopo il ritrattamento?
Il dente torna silenzioso entro pochi giorni dalla seconda seduta; l'osso attorno all'apice guarisce in sei-dodici mesi e si controlla con una radiografia a distanza.
Dopo il ritrattamento canalare serve una corona?
Sui molari e premolari sì: il dente ritrattato ha perso struttura ed è più esposto alle fratture. Spesso la vecchia corona va rifatta perché è stata attraversata per l'accesso.
Quando conviene estrarre il dente invece di ritrattarlo?
Quando la TAC o l'esame mostrano una frattura verticale della radice, una distruzione estesa della corona o una perdita ossea grave: in questi casi il ritrattamento è solo un rinvio e la sostituzione con impianto è la scelta più predicibile.
Cos'è l'apicectomia e quando si fa al posto del ritrattamento?
È il ritrattamento chirurgico: si accede all'apice dall'esterno, si reseca la punta della radice per 2-3 mm e si sigilla il canale dal fondo. Si fa quando dall'apertura del dente non si arriva alla radice o quando la lesione persiste dopo un ritrattamento ben eseguito. A Pistoia la chirurgia è seguita dal Dott. Palandri.
Il ritrattamento canalare riesce sempre?
No: la letteratura riporta successi intorno al 70-80%, contro l'85-90% di una prima devitalizzazione. Il risultato dipende dalla causa del fallimento e dalla completezza della rimozione e della disinfezione; la selezione del caso è ciò che pesa di più.
Serve la TAC per il ritrattamento canalare a Pistoia?
Spesso sì: mostra canali non trattati nascosti dietro quelli trattati, la dimensione reale della lesione e le fratture che la lastra non vede. Lo studio di Pistoia ha la TAC cone beam in sede, senza impegnativa né CUP, a campo ridotto.
Quanto costa un ritrattamento canalare a Pistoia?
Più di una prima devitalizzazione, perché il lavoro è più lungo; dipende dal dente, dai perni da rimuovere e dalla ricostruzione. Non pubblichiamo cifre: il preventivo è scritto e per voci, consegnato prima di iniziare. La visita ha un costo unico comunicato allo 0573-32937.
Ho paura del dentista dopo una devitalizzazione andata male: come gestite la seduta?
Con l'anestesia locale, spiegando ogni passaggio e con la sedazione cosciente con protossido per chi ne ha bisogno. Il primo incontro è senza strumenti: si guardano insieme le immagini e si decide con calma.
Quanto devo aspettare per un ritrattamento a Pistoia e chi mi segue?
La visita si programma entro pochi giorni chiamando lo 0573-32937; con dolore o gonfiore, in giornata. Ti segue il Dott. Marco Spinicci, con il Dott. Pietro Palandri per l'eventuale chirurgia. Orario continuato dal lunedì al venerdì, 9-19, in Via N. Machiavelli 27, comodo da Quarrata, Agliana e Montale.
Porta la radiografia, se ce l'hai.
A Pistoia guardiamo insieme perché il dente devitalizzato ha ripreso a dare problemi, con la TAC cone beam in sede se serve, e il Dott. Spinicci ti dice con franchezza se conviene ritrattarlo, con quale prognosi e a quale costo, per iscritto.
Prenota la valutazione del dente oppure chiama lo 0573-32937: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Radiografia, TAC cone beam se serve, diagnosi del fallimento
- 2Rimozione del vecchio materiale e nuova cura dei canali
- 3Ricostruzione, corona e controllo radiografico a distanza
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