Scritto e revisionato da:
Team clinico dello Studio Palandri & Spinicci
Direttore sanitario: Dott. Pietro Palandri
Aggiornato il 5 settembre 2026
Lettura: 12 min
Servizio: Ascesso dentale
- Ascesso dentale a Pistoia: la guancia gonfia si vede in giornata, lun-ven 9-19
- Come si capisce se c'è un ascesso dentale e non un semplice mal di denti?
- Da dove parte l'ascesso: dal dente o dalla gengiva?
- Quanti giorni può durare un ascesso a un dente se non si cura?
- Come si cura un ascesso al dente nello studio di Pistoia?
- Perché l'antibiotico da solo non basta per l'ascesso dentale?
- Cosa fare stanotte, prima della visita, e cosa evitare
- Quando l'ascesso va in ospedale e non dal dentista?
- Dopo il drenaggio: devitalizzazione, estrazione e come prevenire un nuovo ascesso
- Ascesso dentale da Quarrata, Agliana e Montale: telefonare prima di partire per Pistoia
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
- Cosa dicono i pazienti di Pistoia
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Ascesso dentale a Pistoia: nello studio Adamanti di Via N. Machiavelli 27, sotto la direzione sanitaria del Dott. Pietro Palandri, guancia gonfia e dente che pulsa si vedono in giornata dal lunedì al venerdì, 9-19. La visita d'urgenza parte da radiografia e test di vitalità, toglie la pressione con il drenaggio in anestesia locale e programma la cura della causa: devitalizzazione, ritrattamento o estrazione. Se il gonfiore scende al collo o c'è febbre alta, la strada è l'ospedale. Tel. 0573 32937.
Ascesso dentale a Pistoia: la guancia gonfia si vede in giornata, lun-ven 9-19
Un ascesso dentale a Pistoia si tratta in giornata: lo studio Adamanti di Via N. Machiavelli 27, la cui direzione sanitaria è del Dott. Pietro Palandri, riserva alle urgenze uno spazio dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19, e un ascesso è un'urgenza per definizione. È un'infezione batterica con un accumulo di pus che preme sui tessuti: non si spegne da sola, e ogni giorno di attesa consuma osso attorno alla radice. Trattarla tempestivamente è essenziale per evitare complicazioni.
La guancia stamattina non è come ieri sera: un battito dentro la mandibola che il cuscino fresco non ha calmato, allo specchio il viso asimmetrico, un dente che chiudendo la bocca tocca prima degli altri. È la presentazione tipica, e distinguerla da un mal di denti forte cambia cosa fare nelle ore successive. Le ricerche che portano a questa pagina sono quasi sempre le stesse:
- sintomi ascesso dentale
- causa ascesso e origine ascesso: dente o gengiva
- trattamento ascesso: come si tratta e in quanto tempo
- rivolgersi dentista o pronto soccorso ospedaliero
- ascesso denti del giudizio in eruzione
- prevenire ascesso dopo una cura
Qui rispondiamo a tutte, nell'ordine in cui servono a chi ha il gonfiore adesso. Lo studio è in Via N. Machiavelli 27 da 30 anni, vicino al centro storico di Pistoia e all'ospedale San Jacopo, a pochi minuti dalla stazione; riceve urgenze dalle frazioni (Bottegone, Bonelle, Sant'Agostino, Capostrada, Le Fornaci, Chiazzano) e da Quarrata, Agliana, Montale, Serravalle Pistoiese, Marliana e Pieve a Nievole. La scheda Google «Studio Palandri & Spinicci» ha 18 recensioni con voto 4,7.
Come si capisce se c'è un ascesso dentale e non un semplice mal di denti?
Si capisce dalla combinazione di tre segni, che l'ascesso manifesta quasi sempre insieme:
- dolore
- denti che sembrano più alti e fanno male al contatto
- gonfiore della gengiva sopra il dente o della guancia
Il dolore è intenso e pulsante, compare anche a riposo e di notte, e la masticazione lo provoca subito. Il segno del dente più alto ha una spiegazione precisa: il pus che si accumula sotto la radice spinge il dente fuori dal suo alveolo di una frazione di millimetro, abbastanza perché toccarlo diventi insopportabile.
Gli altri sintomi che aiutano a riconoscere un ascesso:
- un rigonfiamento della gengiva, morbido alla pressione, a volte con un puntino bianco
- una fistola: un piccolo foro con fuoriuscita di liquido da una raccolta purulenta, sapore amaro in bocca; il dolore cala, l'infezione no
- febbre, malessere, linfonodi ingrossati sotto la mandibola
- alitosi improvvisa, sapore cattivo, denti sensibili alla pressione
- difficoltà ad aprire la bocca o a masticare dal lato interessato
- nei bambini, un dente da latte con la gengiva gonfia e il bambino che non vuole mangiare
Il momento più ingannevole è quello in cui il dolore diminuisce. Molti pazienti a Pistoia raccontano la stessa sequenza: giorni di dolore crescente, poi improvvisamente sollievo. Quel sollievo non è guarigione: è la fistola, l'infezione che si è aperta una via di scarico e ha abbassato la pressione. Il serbatoio batterico dentro il dente è intatto e continua a lavorare, in silenzio, contro l'osso. C'è anche la versione opposta: il gonfiore che cresce invece di scaricarsi, con pelle tesa e calda. In quel caso l'attesa non è solo dannosa, è pericolosa.
Ascesso Dentale a Pistoia
Da 30 anni a Pistoia
Guancia gonfia, dente che pulsa o pus dalla gengiva? Chiama lo 0573-32937 dal lunedì al venerdì 9-19: togliamo la pressione con il drenaggio e cerchiamo da dove parte l'infezione, nella stessa seduta.
Da dove parte l'ascesso: dal dente o dalla gengiva?
Un ascesso può partire da tessuti diversi, e la cura cambia con l'origine. L'infezione può nascere da:
- polpa
- dente
- gengiva
- osso alveolare attorno a una radice già infetta
L'ascesso periapicale è il più frequente: parte da un dente con la polpa necrotica (per una carie profonda, un trauma, una vecchia cura incompleta), i batteri scendono lungo il canale radicolare e raggiungono l'apice: i tessuti circondano la radice e reagiscono con la formazione di una cavità piena di pus, causando dolore e gonfiore. È la conseguenza di una pulpite trascurata, di una carie su un molare mai curata o di un granuloma che si è riacutizzato, ed è causato dalla morte della polpa. L'ascesso parodontale parte invece dalla gengiva: una tasca profonda della parodontite che si chiude e intrappola i batteri, con gonfiore localizzato, dolore in genere meno violento e un dente spesso ancora vitale. Le malattie gengivali sono la sua causa, e il parodonto, cioè i tessuti di sostegno, il suo bersaglio.
C'è poi la pericoronite, l'infezione della gengiva attorno a un dente del giudizio in eruzione, che negli adulti giovani è una delle cause più comuni di gonfiore in fondo alla mandibola. Cambia l'origine, non la sostanza: nessuna di queste forme si spegne da sola, e la diagnosi alla visita, con radiografia e test di vitalità, dice da quale tessuto parte l'infezione e quindi cosa fare.
Quanti giorni può durare un ascesso a un dente se non si cura?
Un ascesso a un dente può durare settimane, e alternare fasi acute e silenziose per mesi: non ha una scadenza naturale, perché la causa (i batteri nel canale o nella tasca) non viene eliminata dal corpo. La fase acuta, con dolore e gonfiore, in genere si sviluppa in 24-72 ore; poi o si drena spontaneamente attraverso una fistola, con sollievo apparente, o continua a crescere. Nel primo caso l'infezione diventa cronica e il paziente dimentica; nel secondo, in pochi giorni, può diffondersi ad altre aree del viso, provocando danni che dipendono dalla gravità e dai fattori di rischio della persona.
Le complicanze di un ascesso trascurato, dalla più comune alla più rara, esistono e rappresentano il motivo per cui si tratta in giornata:
- perdita di osso attorno alla radice, che rende più difficile salvare il dente e complica un eventuale impianto
- perdita del dente, quando la distruzione supera il recuperabile
- diffusione dell'infezione ai tessuti del viso e del collo (cellulite, flemmone), con difficoltà a deglutire o respirare
- nei soggetti con difese ridotte (diabete, sistema immunitario compromesso), sepsi: rara, ma reale; è il caso più pericoloso, e può portare in ospedale
Un ascesso trattato ai primi segnali si risolve quasi sempre con una seduta di drenaggio e una terapia programmata. Lo stesso ascesso ignorato per settimane può trasformarsi in un'estrazione o in un passaggio in ospedale. La biologia non aspetta che l'agenda si liberi.
Come si cura un ascesso al dente nello studio di Pistoia?
La cura consiste in due tempi: prima si toglie la pressione, poi si elimina la causa. L'obiettivo della visita d'urgenza a Pistoia non è ricostruire il dente: è spegnere l'incendio. La seduta si svolge così:
- radiografia e test di vitalità, per una diagnosi accurata: da quale dente parte l'infezione e quanto si è estesa nell'osso; se la lastra non basta, la TAC cone beam è in sede
- drenaggio in anestesia locale: se la via è il dente, si apre la camera pulpare e si lascia uscire il pus dal canale; se c'è una raccolta palpabile sotto la mucosa, una piccola incisione. Il calo del dolore è questione di minuti, perché sparisce la pressione
- medicazione e, quando il quadro lo richiede, prescrizione di antibiotico e antinfiammatorio su misura, non ereditati da vecchie terapie
- piano scritto per la causa: le date della devitalizzazione, del ritrattamento o dell'estrazione già fissate prima di uscire
La decisione vera arriva dopo, a infezione controllata: terapia canalare per conservare il dente, oppure estrazione quando la struttura residua non giustifica il tentativo. A Pistoia è una scelta che si fa con calma, dati alla mano. Per l'ascesso parodontale il percorso continua con lo specialista, il parodontologo: drenaggio attraverso la tasca, levigatura della radice e poi il programma di mantenimento.
Il drenaggio non è doloroso: l'anestesia locale su un tessuto infiammato richiede più attenzione e a volte una dose in più, ma poi la manovra è breve. Chi ha molta paura può chiederci della sedazione cosciente, che però si programma: in urgenza si lavora con l'anestesia, e il sollievo arriva subito.
Perché l'antibiotico da solo non basta per l'ascesso dentale?
Il ragionamento sembra logico: infezione, quindi antibiotico, quindi risolto. Il punto debole è anatomico. Nella maggior parte degli ascessi l'origine è un dente con la polpa ormai morta, e dentro quel dente non circola più sangue. L'antibiotico viaggia nel sangue: dove il sangue non arriva, il farmaco non arriva. Può contenere la diffusione dell'infezione nei tessuti intorno, abbassare la febbre, ridurre il gonfiore; ma i batteri annidati nel canale radicolare restano lì, e la proliferazione riprende a fine terapia, a volte in forme più gravi.
Per questo un ascesso è un'urgenza da dentista, non da farmacia: serve un gesto meccanico, aprire il dente o incidere la raccolta, che solo l'odontoiatra può eseguire, per eliminare la causa e non solo i sintomi. L'antibiotico ha un ruolo, prescritto dall'odontoiatra dopo la visita, quando ci sono febbre, gonfiore diffuso o difese ridotte: è un aiuto alla cura, non la cura.
Vale anche il contrario: prendere un antibiotico avanzato da una terapia precedente, prima della visita, è controindicato. La dose e la durata potrebbero essere inadeguate, la molecola non appropriata, e un ciclo incompleto favorisce le resistenze. In più maschera il quadro e rende più difficile la diagnosi. La prescrizione spetta a chi ti visita, dopo aver visto la radiografia.
Cosa fare stanotte, prima della visita, e cosa evitare
Poche regole, ma nette, per le ore che separano dal drenaggio:
- un antinfiammatorio da banco, se non hai controindicazioni, secondo il foglietto illustrativo, per alleviare dolore e gonfiore in attesa
- freddo esterno, a intervalli, sulla guancia; mai calore: la borsa dell'acqua calda dilata i vasi e favorisce la diffusione dell'infezione
- sciacqui con acqua tiepida e sale, delicati, per tenere pulito il cavo orale
- niente manovre sulla fistola, niente spremiture, niente aghi o stuzzicadenti
- niente antibiotici avanzati da terapie precedenti
- cibi morbidi, poco caldi, masticando dall'altro lato; niente alcol, che interagisce con i farmaci
I rimedi che circolano in rete (aglio, chiodi di garofano, oli essenziali) non curano un ascesso: al massimo distraggono, e un leggero sollievo non deve far rimandare. Nessun rimedio casalingo elimina i batteri dal canale; l'unica cosa utile, stanotte, è rendere sopportabile l'attesa e telefonare alle 9 allo 0573-32937 dello studio di Pistoia. Chi arriva in studio con un dolore intenso e una guancia tesa viene visto nel primo spazio utile della giornata.
Quando l'ascesso va in ospedale e non dal dentista?
Una parte piccola ma reale degli ascessi supera il confine dell'urgenza ambulatoriale e va al pronto soccorso ospedaliero, subito. I segnali:
- gonfiore che scende verso il collo o coinvolge il pavimento della bocca
- difficoltà a deglutire o a respirare, voce cambiata
- febbre alta che resta nonostante l'antibiotico, brividi, malessere marcato
- bocca che non si apre quasi più (trisma serrato)
- gonfiore che sale verso l'occhio, con la palpebra chiusa
- nei pazienti con diabete scompensato o difese ridotte, qualunque peggioramento rapido
Sono situazioni in cui l'infezione minaccia le vie aeree e nessuno studio odontoiatrico è il posto giusto: serve una terapia medica immediata, a volte un drenaggio chirurgico in ospedale. Lo studio di Pistoia è vicino all'ospedale San Jacopo, e il passaggio dall'uno all'altro è rapido. Per tutto il resto, ed è la grande maggioranza dei casi, l'ambulatorio è la sede adeguata: l'ospedale può calmare un'infezione con i farmaci, ma non esegue la cura che la elimina, e per un ascesso localizzato la risposta più rapida è quella di chi apre il dente. La pagina sul pronto soccorso dentista a Pistoia descrive l'intero percorso delle urgenze, dal dente rotto al trauma.
Dopo il drenaggio: devitalizzazione, estrazione e come prevenire un nuovo ascesso
Tolta la pressione, resta la causa. Se il dente è recuperabile, la strada è la devitalizzazione: si puliscono e si sigillano i canali, in una o due sedute, e la lesione all'apice guarisce nei mesi successivi. Se il dente era già devitalizzato, si valuta il ritrattamento canalare, con la TAC cone beam in sede per vedere il canale mancante. Se la struttura residua non giustifica il tentativo (frattura della radice, distruzione estesa, perdita ossea grave), si programma l'estrazione, e la sostituzione con impianto si pianifica dopo la guarigione dell'osso. Per la pericoronite del dente del giudizio, dopo la fase acuta si decide se estrarlo.
Prevenire un nuovo ascesso a Pistoia è possibile, perché quasi tutti si possono sviluppare solo da problemi che si vedono prima: valutare per tempo: una carie profonda, una vecchia cura incompleta, una tasca parodontale. La prevenzione è fatta di cose semplici: una corretta igiene quotidiana con spazzolino e filo interdentale, la pulizia dei denti con il sondaggio delle gengive almeno una volta l'anno, i controlli radiografici sui denti già devitalizzati, la cura delle carie quando sono piccole. La salute orale è una routine, non un'emergenza; chi soffre di diabete o ha difese ridotte ha una ragione in più per mantenere i richiami, perché in lui un ascesso si forma più facilmente e guarisce più lentamente; fumo e igiene trascurata sono gli altri fattori che possono favorire la recidiva.
Un ultimo aspetto, che chi ha appena avuto un ascesso sottovaluta: il dolore è finito, il piano no. La seduta d'urgenza si chiude con le date dei passaggi successivi già fissate, perché un ascesso risolto a metà torna.
Ascesso dentale da Quarrata, Agliana e Montale: telefonare prima di partire per Pistoia
Se riconosci i segnali, il primo passo è una telefonata allo 0573-32937, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19. Descrivi tre cose:
- da quanto tempo dura il dolore
- gonfiore visibile, e dove
- febbre
Con queste informazioni la segreteria di Pistoia valuta la priorità e ti indica quando presentarti in Via N. Machiavelli 27. Chi arriva da Quarrata, Agliana, Montale o Serravalle Pistoiese, o dalle frazioni come Bottegone e Capostrada, telefona prima di mettersi in viaggio: la visita viene preparata, la radiografia è pronta e l'attesa in sala si riduce. Lo studio è vicino al centro storico di Pistoia e all'ospedale San Jacopo, a pochi minuti dalla stazione, per chi arriva in treno.
Nei bambini l'ascesso su un dente da latte va visto con la stessa urgenza: la pediatrica dello studio di Pistoia valuta se drenare e conservare il dente fino al ricambio o estrarlo. Negli adulti che rimandano per paura, vale una cosa sola: il drenaggio toglie il dolore in minuti, e l'attesa lo aumenta. Il costo della visita d'urgenza lo diciamo al telefono; il preventivo per la cura della causa arriva scritto, prima di iniziare.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
Questa pagina è una tappa del percorso «Pronto soccorso dentista a Pistoia» dello studio di Pistoia. Qui trovi la pagina madre e le pagine sorelle, per capire dove si colloca la cura che stai valutando.
Cosa dicono i pazienti di Pistoia
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ”
“ Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente! ”
“ Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!! ”
Leggi tutte le 18 recensioni su Google.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Pistoia consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Come si cura un ascesso al dente?
In due tempi: prima il drenaggio in anestesia locale (si apre il dente o si incide la raccolta) per togliere la pressione, con antibiotico solo se indicato; poi la cura della causa, programmata a infezione controllata: devitalizzazione, ritrattamento o estrazione.
Quanti giorni può durare un ascesso a un dente?
Settimane, alternando fasi acute e silenziose, perché il corpo non elimina la causa. La fase acuta si sviluppa in 24-72 ore; poi si drena da sola con sollievo apparente o continua a crescere e a diffondersi. Non ha una scadenza naturale: va drenato.
Come si capisce se c'è un ascesso?
Dolore pulsante anche a riposo, gonfiore della gengiva o della guancia, dente che sembra più alto e fa male al contatto; a volte fistola con sapore amaro, febbre, linfonodi ingrossati. La radiografia alla visita conferma da quale dente parte.
Qual è la differenza tra ascesso periapicale e ascesso parodontale?
Il periapicale parte da un dente con polpa morta e si cura con la terapia canalare o l'estrazione; il parodontale parte da una tasca gengivale profonda, spesso su un dente vitale, e si cura con drenaggio e levigatura della radice dal parodontologo.
L'ascesso si è sgonfiato da solo: è guarito?
No. Si è aperta una fistola che ha scaricato il pus e abbassato la pressione: il dolore cala, ma i batteri nel dente restano e continuano a consumare osso. Va curato lo stesso, con meno urgenza ma senza rinvii.
Posso prendere un antibiotico da solo, prima della visita?
No. Un antibiotico avanzato può avere dose, durata o molecola sbagliate, favorisce le resistenze e maschera il quadro. Da solo non cura l'ascesso, perché non arriva dentro un dente senza circolazione. La prescrizione spetta a chi ti visita.
Il drenaggio dell'ascesso fa male?
No: si fa in anestesia locale. Su un tessuto infiammato l'anestesia richiede più attenzione e a volte una dose in più, poi la manovra è breve e il sollievo arriva in minuti, perché sparisce la pressione.
Quando devo andare al pronto soccorso ospedaliero invece che dal dentista a Pistoia?
Se il gonfiore scende al collo o sale verso l'occhio, se fai fatica a deglutire o respirare, se la febbre resta alta nonostante l'antibiotico o la bocca non si apre. Lo studio è vicino all'ospedale San Jacopo. Per gli ascessi localizzati, la maggioranza, la sede giusta è lo studio.
Il dente si salva dopo un ascesso dentale?
Spesso sì, con la devitalizzazione o il ritrattamento, se la radice è integra, i tessuti che circondano radice e apice sono recuperabili e l'osso è sufficiente. Si estrae quando la struttura residua non giustifica il tentativo. La decisione si prende dopo il drenaggio, con la radiografia e, se serve, la TAC in sede.
Ho pus dalla gengiva ma nessun dolore: devo preoccuparmi?
Sì: è una fistola, il segno di un'infezione cronica che sta erodendo l'osso in silenzio. Non è un'urgenza notturna, ma va vista entro pochi giorni, prima che si riacutizzi.
Cosa posso fare a casa in attesa dell'appuntamento?
Antinfiammatorio da banco secondo il foglietto, freddo esterno a intervalli, sciacqui con acqua tiepida e sale, cibi morbidi dall'altro lato. Niente calore, niente spremiture, niente antibiotici avanzati, niente rimedi casalinghi al posto della visita.
Trattate l'ascesso anche nei bambini a Pistoia?
Sì. Un dente da latte con la gengiva gonfia va visto con la stessa urgenza: si valuta se drenare e conservare il dente fino al ricambio o estrarlo. Se ne occupa la pediatrica dello studio.
Quanto costa curare un ascesso dentale a Pistoia?
Il costo della visita d'urgenza con radiografia e drenaggio lo diciamo al telefono allo 0573-32937. La cura della causa (devitalizzazione, ritrattamento o estrazione) ha un preventivo scritto, per voci, consegnato prima di iniziare.
Ho paura del dentista, ma il dente pulsa: cosa faccio?
Telefona lo stesso: il drenaggio in anestesia locale toglie il dolore in minuti, e l'attesa lo aumenta. La sedazione cosciente è disponibile in studio per le cure successive, che si programmano con calma.
In quanto tempo riesco a farmi vedere per un ascesso dentale a Pistoia?
In giornata, o nel primo spazio utile, dal lunedì al venerdì 9-19: gli ascessi hanno la priorità. Chiama lo 0573-32937 e descrivi dolore, gonfiore e febbre; se arrivi da fuori Pistoia, telefona prima di partire.
Chi si occupa dell'ascesso dentale nello studio di Pistoia e che orari avete?
Il team clinico dello studio, sotto la direzione sanitaria del Dott. Pietro Palandri, che inquadra il caso in urgenza e programma la cura della causa nello stesso studio. Orario continuato lun-ven 9-19, Via N. Machiavelli 27, vicino al centro storico e all'ospedale San Jacopo, comodo da Quarrata, Agliana e Montale.
Un ascesso non si aspetta: si drena.
Descrivi alla segreteria dello studio di Pistoia dove hai il gonfiore e da quanto il dente pulsa: organizziamo la visita d'urgenza in Via N. Machiavelli 27, con radiografia, drenaggio in anestesia locale e un piano scritto per curare la causa, non solo il sintomo.
Prenota la visita d'urgenza oppure chiama lo 0573-32937: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Telefonata e visita in giornata con radiografia
- 2Drenaggio del pus in anestesia locale
- 3Devitalizzazione, ritrattamento o estrazione programmate
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