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Aggiornato il 14 settembre 2026
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Articolo: Chirurgia Orale
- Il nome dice già tutto: viene prima
- Quando l'osso va rimodellato
- Quando il problema sono i tessuti molli
- L'intervento più preprotesico di tutti è l'estrazione
- Come si decide, nello studio di Via Tripoli
- Cosa la chirurgia preprotesica non fa
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Montecatini Terme
- Cosa dicono i pazienti di Montecatini Terme
- Domande frequenti
In sintesi
Cresta irregolare, frenuli, gengiva scarsa: cosa sono gli interventi preparatori che vengono prima della protesi o degli impianti, e come si decide. In questa pagina: il nome dice già tutto: viene prima; quando l'osso va rimodellato; quando il problema sono i tessuti molli; l'intervento più preprotesico di tutti è l'estrazione. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Montecatini Terme ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0572-78502 e ti richiamiamo per la visita.
La chirurgia preprotesica è l'insieme degli interventi che preparano la bocca a ricevere una protesi o degli impianti. Non ricostruisce niente e non sostituisce niente: rimodella l'osso e i tessuti molli perché quello che verrà dopo abbia un appoggio stabile. Serve quando la cresta è irregolare, quando un frenulo scolla la protesi a ogni movimento, quando la gengiva è troppo sottile o troppo mobile per reggere un manufatto. Non è la regola: in molte bocche non serve affatto.
Sono il Dott. Luca La Scala e firmo questo articolo per lo studio La Scala di Via Tripoli 22, a Montecatini Terme. Questo è uno degli argomenti che spiego più spesso e peggio riesco a far entrare in una frase sola, perché il nome suona tecnico e chi lo sente per la prima volta lo traduce in "un altro intervento". In parte è vero. Ma il senso è opposto a quello che sembra: la chirurgia preprotesica esiste per ridurre i problemi che verrebbero dopo, non per aggiungerne uno prima.
Il nome dice già tutto: viene prima
"Pre-protesica" vuol dire che precede la protesi. È chirurgia che non ha un obiettivo suo, ma lavora per quello che verrà applicato sopra: una protesi mobile, un ponte, una riabilitazione su impianti.
La distinzione che faccio sempre, seduto davanti alla panoramica, è tra due categorie di lavoro:
- gli interventi sui tessuti duri, cioè sull'osso della cresta alveolare: eliminare spigoli, appiattire creste taglienti, ridurre tuberosità o esostosi che ingombrano lo spazio;
- gli interventi sui tessuti molli, cioè su gengiva e mucose: frenuli che tirano, pieghe di tessuto fibroso cresciute sotto una vecchia protesi, gengiva aderente insufficiente attorno a un impianto.
Sono cose diverse, con recuperi diversi, e quasi mai si fanno tutte insieme. Nella maggior parte dei casi si fa una cosa sola, mirata a un punto solo.
Quando l'osso va rimodellato
Dopo un'estrazione l'osso non guarisce mai perfettamente liscio. Si riassorbe, si retrae, e in certe zone lascia creste sottili come una lama o piccole irregolarità che sotto una protesi mobile diventano punti dolenti cronici. Il paziente lo racconta sempre allo stesso modo: "in un punto mi sfrega, l'ho fatta ribasare tre volte e continua".
In quei casi l'osso va regolarizzato. Di solito si interviene sulla superficie della cresta, senza coinvolgere le basi ossee che sostengono i lineamenti; l'estensione esatta si valuta in visita, caso per caso.
Ci sono poi due situazioni anatomiche che vale la pena nominare, perché fanno paura più di quanto meritino:
- le esostosi e i torus, escrescenze ossee benigne sul palato o sul versante interno della mandibola. Convivono con una dentatura naturale senza dare fastidio per tutta la vita; diventano un problema solo quando una protesi deve appoggiarci sopra;
- le tuberosità mascellari troppo voluminose, che rubano lo spazio verticale necessario alla protesi superiore.
In tutti e tre i casi la domanda che conta non è "è cresciuto qualcosa?", ma "questo interferisce con la riabilitazione che abbiamo in programma?". Se la risposta è no, si lascia dov'è. La letteratura sulla chirurgia dentoalveolare e preprotesica (Krishnan, 2017) discute apertamente proprio questo: molte indicazioni classiche sono state ridimensionate dall'arrivo dell'implantologia, e la scelta di operare va giustificata caso per caso, non applicata per abitudine.
Chirurgia preprotesica
Da 25 anni a Montecatini Terme
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Quando il problema sono i tessuti molli
Qui il protagonista più frequente è il frenulo, la piccola briglia di tessuto che unisce il labbro o la lingua alla gengiva. Su una bocca dentata non dà segno di sé. Su una cresta edentula, se l'inserzione è alta, ogni volta che il paziente parla o sorride il frenulo solleva il bordo della protesi e la scolla. Si rimodella con un intervento breve, in anestesia locale.
Poi c'è l'iperplasia fibrosa da protesi incongrua: pieghe di tessuto che si formano lungo il bordo di una protesi vecchia o mal ritenuta, per irritazione cronica. Sono tessuto reattivo, non pericoloso, ma vanno rimosse prima di prendere l'impronta definitiva, altrimenti la protesi nuova nasce già appoggiata su una base che cambierà forma.
E c'è il capitolo degli impianti. Attorno a una vite implantare la gengiva aderente — quella spessa e immobile, diversa dalla mucosa che si muove con la guancia — ha un ruolo pratico: rende più semplice l'igiene domiciliare e mantiene più stabili i tessuti nel tempo. Una revisione sistematica con meta-analisi a rete (Tavelli e colleghi, 2021) ha analizzato le procedure che modificano lo spessore e la quantità di questi tessuti, mostrando effetti misurabili sui parametri di salute perimplantare. È il motivo per cui in alcuni percorsi di implantologia con osso scarso a Montecatini si programma un innesto di tessuto molle: non è un dettaglio estetico, è manutenzione futura.
L'intervento più preprotesico di tutti è l'estrazione
Sembra un paradosso e invece è il punto più importante di questa pagina. Il momento in cui si decide quanto osso avremo tra sei mesi è il giorno dell'estrazione, non sei mesi dopo.
Quando un dente viene tolto, l'alveolo che rimane si rimodella e la cresta perde volume, soprattutto in larghezza e soprattutto nei primi mesi. La preservazione della cresta consiste nel riempire l'alveolo con un materiale da innesto e proteggerlo al momento dell'estrazione, per contenere quel riassorbimento. Una revisione sistematica con meta-analisi (Avila-Ortiz e colleghi, 2014) ha quantificato una riduzione significativa della perdita di volume rispetto alla guarigione spontanea.
Non vuol dire farla sempre. Un lavoro più recente su Periodontology 2000 (Mardas e colleghi, 2023) si intitola, senza giri di parole, "la preservazione della cresta è un sovratrattamento?" e mette in fila i casi in cui il beneficio clinico non giustifica la procedura. La sintesi onesta, in studio, è questa: se so già che in quel sito andrà un impianto, ha senso proteggere l'osso subito; se il piano è un'altra cosa, o se il sito guarirà comunque bene, si evita.
Chi ha già davanti una riabilitazione ampia trova il quadro più completo nella pagina dedicata alla protesi dentale a Montecatini Terme, dove il rapporto tra preparazione e manufatto finale è spiegato nell'insieme.
Come si decide, nello studio di Via Tripoli
Prima della decisione viene la misura. Nello studio La Scala di Montecatini Terme, quando il caso lo richiede, si esegue la TAC cone beam: l'esame tridimensionale che mostra spessore e altezza della cresta punto per punto, e i rapporti con le strutture anatomiche vicine. Sulla panoramica una cresta sottile e una cresta adeguata possono somigliarsi. In tre dimensioni no.
Da lì nasce un piano scritto, con la sequenza degli appuntamenti e un preventivo dettagliato. Se serve dilazionare, esistono più formule di pagamento, che si definiscono in sede insieme al preventivo.
Sul come si svolge, due cose che i pazienti della Valdinievole chiedono sempre. La prima: si lavora in anestesia locale, si torna a casa camminando, il gonfiore dei primi giorni si controlla con ghiaccio e con le indicazioni che diamo per iscritto. La seconda: chi arriva da Monsummano, Pieve a Nievole, Pescia o Buggiano di solito preferisce concentrare gli accessi, e quando l'intervento lo permette si organizza così.
Cosa la chirurgia preprotesica non fa
Vale la pena chiudere il cerchio con i limiti, perché aiutano a capire quando questi interventi non servono.
- Non crea osso dove non ce n'è: quello è un altro capitolo, la rigenerazione, con tempi e indicazioni proprie.
- Non risolve una parodontite in corso: su tessuti infiammati la preparazione va rimandata e la malattia curata prima.
- Non rende automaticamente stabile una protesi mobile: migliora l'appoggio, ma la ritenzione dipende anche dall'anatomia residua e dal tipo di manufatto.
- Non si fa "per sicurezza". Se la riabilitazione programmata non ne ha bisogno, non se ne parla.
Prenota una visita diagnostica nello studio di Montecatini Terme, in Via Tripoli 22, chiamando lo 0572-78502: valutiamo con la TAC cone beam lo stato della cresta e dei tessuti, e ti consegniamo un piano di cura scritto con la sequenza degli interventi eventualmente necessari e un preventivo dettagliato.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Montecatini Terme
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Montecatini Terme. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Montecatini Terme
- Parodontologo a Montecatini Terme
- Dentista pediatrico a Montecatini Terme
- Tutte le aree cliniche dello studio di Montecatini Terme
Cosa dicono i pazienti di Montecatini Terme
“ Studio pulito e organizzato. Tutti bravissimi a partire dagli assistenti ai dottori. Menzione d’onore al dottor Pinochi che l’ho conosciuto prima in palestra e poi per passaparola; tutti ne hanno parlato sempre benissimo e non posso che unirmi anche io alle svariate persone che ne parlano bene! É stato veramente delicato in tutte le fasi. Non posso che consigliarvi questo studio! Consigliatissimi ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ ”
“ Sono stato per la prima volta in studio e devo dire che sono rimasto davvero contento e soddisfatto del lavoro svolto. Sono tutti super gentili e ti fanno sentire a tuo agio. Ti consigliano in maniera oggettiva e non per speculazione e tornaconti propri. Consiglio veramente! ”
“ Ho sempre avuto una forte paura del dentista, soprattutto dell’anestesia, al punto da rimandare spesso le cure. Questa volta però ho deciso di fidarmi… ed è stata la scelta migliore che potessi fare. Il dottore è stato straordinario!! estremamente professionale, delicato e capace di mettermi a mio agio fin dal primo momento. Durante tutto il trattamento mi sono sentita tranquilla e seguita, cosa per me davvero fondamentale. Un ringraziamento speciale va anche a Monica, che lavora nello studio: mi ha spiegato tutto in modo chiaro e preciso, con una dolcezza e una disponibilità rare. Mi ha trasmesso fiducia e serenità, aiutandomi a superare le mie paure. Non è facile per me dire queste cose, ma oggi posso dirlo con il cuore: se avete paura del dentista, questo è il posto giusto. Qui non troverete solo professionalità, ma anche umanità, attenzione e comprensione. ”
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Domande frequenti
Quando devo andare dal dentista se la protesi mi sfrega sempre nello stesso punto?
Quando il fastidio si ripresenta nello stesso punto dopo due o più ribasature. Un punto dolente che torna sempre lì raramente è un problema di regolazione: più spesso sotto c'è una cresta irregolare o una piega di tessuto che si è formata per irritazione cronica. La sequenza clinica logica è una visita con radiografia, per capire se il lavoro va fatto sulla protesi o sul terreno che la sostiene, prima che il tessuto si modifichi ulteriormente.
La chirurgia preprotesica cambia la forma del viso?
No. Si tratta di rimodellamenti di pochi millimetri su strutture interne alla bocca, non sulle basi ossee che sostengono i lineamenti. Il volto cambia semmai per effetto della riabilitazione successiva, quando altezza e sostegno delle labbra vengono ripristinati dalla protesi o dagli impianti.
Quanto dura il recupero dopo un intervento preparatorio?
Dipende dall'estensione. Un frenulo o una piccola regolarizzazione di cresta comportano qualche giorno di gonfiore e alimentazione morbida. Un rimodellamento più esteso o un innesto di tessuto molle richiedono tempi più lunghi prima di prendere l'impronta definitiva, perché i tessuti devono stabilizzarsi. La tempistica esatta viene indicata nel piano scritto, caso per caso.
Si può fare l'intervento preparatorio e l'impianto nella stessa seduta?
A volte sì, a volte no. Piccole regolarizzazioni ossee o innesti di tessuto molle limitati si eseguono spesso contestualmente all'inserimento dell'impianto. Interventi più estesi richiedono invece una guarigione intermedia. È una scelta che si prende sulla base della TAC e della stabilità ottenibile, non a priori.
Il primo passo è una visita con la radiografia giusta.
Un'estrazione si programma: lo studio Adamanti di Montecatini Terme valuta il dente, l'osso e la tua storia clinica prima di fissare l'intervento.
Prenota la visita chirurgica oppure chiama lo 0572-78502: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Visita e radiografia (panoramica o TAC)
- 2Intervento programmato in anestesia locale
- 3Controllo post-operatorio
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