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Aggiornato il 1 aprile 2026
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Articolo: Guide & Prezzi
- Come funziona la detrazione: la regola del 19% e la franchigia
- Quali prestazioni odontoiatriche si possono detrarre
- I documenti indispensabili: fattura e pagamento tracciabile
- Fatture intestate a familiari a carico
- Il sistema del 730 precompilato e la trasmissione dei dati
- Limite ISEE e capienza IRPEF
- Dal costo reale al costo netto: l'impatto concreto sulla decisione di cure
- FAQ
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Le spese dentistiche si detraggono al 19% nel 730, sulla parte oltre i 129,11 euro di franchigia. Quali prestazioni rientrano, quali no e i documenti utili. In questa pagina: come funziona la detrazione: la regola del 19% e la franchigia; quali prestazioni odontoiatriche si possono detrarre; i documenti indispensabili: fattura e pagamento tracciabile; fatture intestate a familiari a carico. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
Le spese odontoiatriche danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% sulla parte che eccede la franchigia di 129,11 euro. Rientrano visite specialistiche, impianti, ortodonzia, protesi, igiene professionale e qualsiasi prestazione erogata da un odontoiatra o da un medico. Per ottenere la detrazione è necessaria una fattura con codice fiscale del paziente e un pagamento tracciabile.
Per molte famiglie le spese dal dentista rappresentano una delle voci più significative del bilancio sanitario annuale. Sapere come recuperare una parte di quell'importo in dichiarazione dei redditi è un diritto, non un privilegio: la normativa italiana prevede questa possibilità da decenni, ma le regole operative — soprattutto sui documenti e sulle modalità di pagamento — cambiano periodicamente e vale la pena aggiornarsi.
Questa guida ha carattere informativo generale. Per le proprie specifiche situazioni fiscali è sempre opportuno consultare un professionista abilitato (commercialista o consulente fiscale).
Come funziona la detrazione: la regola del 19% e la franchigia
La detrazione per spese sanitarie è disciplinata dall'articolo 15, comma 1, lettera c) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Il meccanismo è il seguente:
- Si sommano tutte le spese sanitarie sostenute nell'anno solare (1° gennaio – 31 dicembre)
- Si sottrae la franchigia di 129,11 euro (fissa, non cumulabile su base familiare ma sul singolo dichiarante o familiare a carico)
- Sul residuo si applica il 19%, che diventa un credito d'imposta
Esempio pratico: se in un anno si sono spese 1.500 euro dal dentista, la base di calcolo è 1.500 − 129,11 = 1.370,89 euro. La detrazione è il 19% di questa cifra, pari a circa 260 euro che si sottraggono direttamente dall'IRPEF dovuta.
È importante distinguere detrazione da deduzione: la detrazione riduce l'imposta dovuta, non il reddito imponibile. Se l'IRPEF dovuta è inferiore alla detrazione spettante, la parte eccedente non viene rimborsata (la detrazione non è "a rimborso" oltre l'imposta).
Quali prestazioni odontoiatriche si possono detrarre
Rientrano nella detrazione tutte le prestazioni erogate da medici abilitati (odontoiatri, medici chirurghi con specializzazione in odontoiatria, igienisti dentali quando operano sotto supervisione medica). Nel dettaglio:
- Visite odontoiatriche di controllo, diagnostiche e specialistiche
- Igiene professionale (ablazione del tartaro, sbiancamento professionale prescritto per patologia)
- Estrazioni e chirurgia orale (inclusa estrazione dei denti del giudizio)
- Implantologia — sia la componente chirurgica (inserimento dell'impianto) sia la protesi su impianto
- Ortodonzia — apparecchi fissi e rimovibili, allineatori trasparenti, contenzione
- Protesi dentarie — corone, ponti, protesi removibili totali o parziali
- Endodonzia (devitalizzazioni)
- Parodontologia — terapie per malattia parodontale
- Pedodonzia — tutte le prestazioni odontoiatriche su pazienti minori
- Farmaci prescritti in relazione a trattamenti odontoiatrici (antibiotici, antidolorifici, colluttori su ricetta)
Non rientrano invece le spese per prodotti di igiene orale acquistati autonomamente (dentifrici, spazzolini elettrici, fili interdentali) né le prestazioni meramente estetiche prive di giustificazione clinica documentata.
Spese dentistiche nel 730
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I documenti indispensabili: fattura e pagamento tracciabile
La fattura con codice fiscale
Ogni spesa deve essere documentata da una fattura (non una semplice ricevuta) che riporti obbligatoriamente:
- Il codice fiscale del paziente (non dell'intestatario della fattura, se diverso)
- La descrizione della prestazione
- I dati del professionista o dello studio odontoiatrico
- La data di emissione
- L'importo IVA (generalmente 0% per prestazioni sanitarie esenti)
È fondamentale richiedere la fattura al momento del pagamento. Alcune strutture emettono scontrini fiscali parlanti o ricevute — questi documenti possono essere accettati solo se riportano il codice fiscale del paziente e la natura sanitaria della prestazione.
Il pagamento tracciabile: regola introdotta dalla Legge di Bilancio 2020
Dal 2020 (Legge di Bilancio n. 160/2019, confermata nelle successive manovre), per ottenere la detrazione le spese sanitarie devono essere pagate con strumenti tracciabili:
- Carta di credito o debito
- Bonifico bancario
- Assegno
- App di pagamento digitale (es. satispay, paypal, wallets bancari)
Il pagamento in contanti non dà più diritto alla detrazione, salvo le eccezioni previste dalla normativa per situazioni specifiche (ad esempio, acquisto di farmaci o ticket del SSN).
Conservare la ricevuta del pagamento tracciabile — estratto conto, ricevuta carta, conferma bonifico — è fortemente consigliato come documentazione di supporto, anche se formalmente la fattura rimane il documento principale.
Fatture intestate a familiari a carico
Le spese sostenute per familiari fiscalmente a carico (figli, coniuge, genitori in certi casi) si possono detrarre nel 730 o nel modello Redditi del contribuente che li ha a carico, anche se la fattura è intestata al familiare. La condizione è che il familiare sia effettivamente a carico (reddito entro i limiti previsti) nel periodo in cui la spesa è stata sostenuta.
Se la fattura è intestata al figlio maggiorenne non a carico, la spesa non può essere detratta dal genitore, anche se il pagamento è avvenuto con il suo conto.
Il sistema del 730 precompilato e la trasmissione dei dati
Dal 2015, l'Agenzia delle Entrate ha avviato il sistema del 730 precompilato, che recupera automaticamente i dati delle spese sanitarie dal Sistema Tessera Sanitaria (STS). Gli studi odontoiatrici sono obbligati a trasmettere al STS i dati delle fatture emesse entro le scadenze di legge.
In pratica, se il paziente acconsente alla trasmissione dei dati (è possibile opporsi per motivi di privacy), le spese dal dentista compaiono già nel 730 precompilato. Il contribuente le trova elencate e le può accettare o modificare.
In caso di difformità tra quanto trasmesso dallo studio e quanto risulta dalla propria documentazione, prevale la documentazione in possesso del contribuente. È buona prassi conservare tutte le fatture originali per almeno 5 anni.
Limite ISEE e capienza IRPEF
Per i redditi medio-alti è utile sapere che la detrazione del 19% sulle spese sanitarie — incluse quelle odontoiatriche — è soggetta a una decurtazione progressiva per redditi superiori a 120.000 euro, fino ad azzerarsi a 240.000 euro. Questa disposizione è stata introdotta dal DL 124/2019 e si applica a tutte le detrazioni fiscali escluse quelle obbligatorie per legge.
Sotto i 120.000 euro di reddito imponibile, non ci sono limitazioni legate al reddito per le spese sanitarie.
Dal costo reale al costo netto: l'impatto concreto sulla decisione di cure
Uno degli ostacoli principali che spinge alcune persone a rimandare le cure odontoiatriche è il costo percepito come proibitivo. Conoscere la detrazione fiscale permette di calcolare il costo netto effettivo di un trattamento.
Un impianto singolo che costa 2.000 euro, sommato ad altre spese sanitarie dell'anno fino a un totale di 3.000 euro, genera una detrazione di circa 548 euro (19% di 2.870,89 euro). Non è un risparmio trascurabile, e va considerato nella valutazione economica complessiva delle cure.
Prenota una visita di consulenza presso gli studi dentistici Adamanti: il team ti fornirà un preventivo scritto dettagliato per le prestazioni di cui hai bisogno, con l'indicazione delle spese detraibili, così potrai pianificare le cure tenendo conto anche del recupero fiscale.
FAQ
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Adamanti. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Sono stato oggi per la prima volta per igiene più sbiancamento. Veloci, gentili, professionali. Zero dolore e risultato oltre le aspettative. È stata una piacevole sorpresa e lo consiglio senza riserve! ” — Lucca
“ Sono molto contenta dell’esperienza, allo studio Adamanti sono tutti disponibili e gentilissimi. Sicuramente tornerò sempre lì per qualsiasi procedura di cui abbia bisogno. ” — Empoli
“ Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente! ” — Pistoia
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Adamanti consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Quali spese dal dentista si possono detrarre nel 730?
Si possono detrarre tutte le spese per prestazioni odontoiatriche: visite, igiene professionale, estrazioni, devitalizzazioni, apparecchi ortodontici, impianti, corone, ponti e protesi rimovibili. È necessaria una fattura con il codice fiscale del paziente e un pagamento tracciabile (carta, bonifico, assegno). Le spese sostenute per familiari fiscalmente a carico si detraggono nel 730 del contribuente che li ha a carico.
Quanto si recupera con la detrazione delle spese dentistiche?
Si recupera il 19% della spesa che eccede la franchigia di 129,11 euro. Ad esempio, su 1.000 euro di spese odontoiatriche (e nessun'altra spesa sanitaria nell'anno), la detrazione è il 19% di 870,89 euro, pari a circa 165 euro. Questo importo si traduce in una riduzione diretta dell'IRPEF dovuta — non è un rimborso separato, ma viene scalato dall'imposta in sede di dichiarazione.
Le spese dentistiche pagate in contanti si possono detrarre?
No. Dal 2020 le spese sanitarie pagate in contanti non danno più diritto alla detrazione del 19%. È obbligatorio pagare con strumenti tracciabili: carta di credito o debito, bonifico bancario, assegni o app di pagamento digitale. Fa eccezione l'acquisto di farmaci (anche quelli acquistati in farmacia su indicazione medica) e il pagamento di ticket sanitari al SSN, per i quali il contante è ancora ammesso.
Quando devo raccogliere le fatture del dentista per non perdere la detrazione?
Le fatture devono riferirsi all'anno solare in cui la spesa è stata sostenuta (data di pagamento, non data della prestazione). Vanno conservate per almeno 5 anni in caso di controllo fiscale. Se lo studio trasmette i dati al Sistema Tessera Sanitaria, le spese compaiono già nel 730 precompilato — ma è sempre buona prassi verificare la corrispondenza con le fatture in proprio possesso. Per chi ha spese elevate o complesse, è consigliabile un confronto con il proprio commercialista prima di presentare la dichiarazione.
Il primo passo è un preventivo scritto, dopo la visita.
Nessun prezzo serio si fa al telefono: lo studio Adamanti più vicino a te visita, spiega le alternative e consegna un preventivo scritto con le voci una per una.
Prenota la visita con preventivo oppure chiama lo : rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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- 1Visita e diagnosi
- 2Preventivo scritto, voce per voce
- 3Piano di pagamento e inizio delle cure
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