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Aggiornato il 13 settembre 2026
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Articolo: Parodontologia
- Che cosa vuol dire, davvero, che un dente si muove
- La parte che rientra e la parte che resta
- Quando la mobilità tende a rientrare
- Quando invece serve una valutazione più approfondita
- Lo splintaggio: cosa fa e cosa non fa
- Come si svolge il percorso nello studio di Montecatini Terme
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Montecatini Terme
- Cosa dicono i pazienti di Montecatini Terme
- Domande frequenti
In sintesi
Un dente che si muove per parodontite non è sempre un dente perso: una parte della mobilità rientra, un'altra no. Come si distinguono a Montecatini. In questa pagina: che cosa vuol dire, davvero, che un dente si muove; la parte che rientra e la parte che resta; quando la mobilità tende a rientrare; quando invece serve una valutazione più approfondita. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Montecatini Terme ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0572-78502 e ti richiamiamo per la visita.
Un dente che si muove per parodontite non è automaticamente un dente perso. La mobilità nasce da due componenti diverse: l'infiammazione attorno alla radice, che con la cura si spegne e lascia il dente più fermo, e l'osso di supporto già perso, che non torna. La prima parte si recupera quasi sempre. La seconda si gestisce. Distinguerle è tutto il senso della valutazione parodontale, e nessuno può farlo guardando il dente dall'esterno.
Sono il Dott. Andrea Di Stefano, mi occupo di parodontologia nello studio La Scala di Via Tripoli 22, in centro a Montecatini Terme, a pochi passi dagli stabilimenti termali. Seguo pazienti da tutta la Valdinievole — Monsummano, Pieve a Nievole, Pescia, Buggiano, Massa e Cozzile, Ponte Buggianese. La frase che sento più spesso, quando qualcuno si siede per la prima volta, è sempre la stessa: "questo dente balla, ormai è andato". Quasi sempre non è così semplice. E quasi sempre la risposta vera arriva dopo la cura, non prima.
Che cosa vuol dire, davvero, che un dente si muove
Il dente non è cementato nell'osso. È sospeso dentro il suo alveolo da un tessuto sottile, il legamento parodontale, fatto di fibre che si inseriscono da un lato nella radice e dall'altro nell'osso. Questo sistema serve ad assorbire le forze del morso. Una micro-mobilità esiste in ogni dente sano, ma è talmente contenuta che nessuno la percepisce.
Quando il movimento diventa avvertibile — con la lingua, con un dito, mordendo un crostino — vuol dire che quel sistema di sospensione ha perso rigidità. Le strade sono due, e nella parodontite viaggiano insieme:
- Il legamento si è allargato per l'infiammazione. I tessuti attorno alla radice sono edematosi, congestionati, e lo spazio in cui il dente è sospeso aumenta. Il dente diventa cedevole senza che sia sparito osso in più.
- L'osso attorno alla radice si è ridotto. La malattia parodontale consuma il supporto anno dopo anno. Meno osso circonda la radice, più corta è la porzione ancorata, più il dente lavora come una leva.
Sono due meccanismi diversi con destini diversi. Il primo è reversibile. Il secondo no.
La parte che rientra e la parte che resta
Quando si tratta la parodontite — rimuovendo tartaro e biofilm sotto la gengiva, dove lo spazzolino non arriva — l'infiammazione si spegne. I tessuti si riorganizzano, il legamento si ricompatta, la gengiva si riadatta alla radice. Il risultato pratico è che una quota di mobilità sparisce, senza che sia ricresciuto un solo millimetro di osso.
È un dato misurato, non un'impressione clinica. Uno studio di coorte pubblicato su Journal of Periodontology nel 2026 ha valutato la variazione della mobilità dentale dopo la sola terapia parodontale non chirurgica su un ampio campione di denti trattati: una parte significativa dei denti mobili all'inizio risulta più stabile alla rivalutazione, e il miglioramento si concentra nei gradi di mobilità più contenuti.
Quello che non torna è l'osso perduto. La terapia parodontale ferma la malattia e stabilizza il quadro, non ricostruisce il supporto già consumato — salvo situazioni particolari, con difetti ossei di forma favorevole, dove tecniche rigenerative possono recuperare qualcosa. Per questo la frase corretta non è "il dente guarisce", ma "il dente smette di peggiorare e trova un nuovo equilibrio con l'osso che gli resta".
Detto in modo pratico: un dente con metà del supporto osseo, ma senza infiammazione attiva e con un morso equilibrato, può restare in funzione per molti anni. Un dente con lo stesso osso e con l'infiammazione ancora accesa continua a perdere terreno.
Mobilità dentale da parodontite
Da 25 anni a Montecatini Terme
Gengive che sanguinano o denti che si muovono? Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per una valutazione parodontale.
Quando la mobilità tende a rientrare
Nella mia esperienza, e in linea con quello che descrive la letteratura, i segnali che fanno propendere per una prognosi favorevole sono abbastanza riconoscibili già alla prima valutazione:
- La mobilità è solo orizzontale e contenuta. Il dente cede leggermente in senso vestibolo-linguale, ma non si abbassa quando lo si carica.
- La perdita ossea è moderata e uniforme. Il supporto è ridotto ma distribuito, senza crateri profondi isolati.
- Il dente è monoradicolato o ha le forcazioni ancora chiuse. Le biforcazioni esposte dei molari sono il punto in cui l'igiene domiciliare diventa difficile.
- Non c'è un sovraccarico del morso. Nessun contatto anomalo che concentri le forze proprio su quel dente.
- Il paziente non fuma e ha un buon controllo della placca. Sono i due fattori che, più di ogni altro, spostano la prognosi a lungo termine.
Quando queste condizioni ci sono, la sequenza è semplice: si toglie l'infezione, si aspetta, si rimisura. E si vede.
Quando invece serve una valutazione più approfondita
Ci sono quadri in cui il movimento racconta qualcosa di più serio, e fingere il contrario non aiuterebbe nessuno. Sono le situazioni in cui chiedo esami aggiuntivi e prendo tempo prima di impegnarmi su una prognosi:
- Mobilità verticale. Se il dente si abbassa sotto il carico, il supporto residuo è molto ridotto. È il segnale più severo.
- Movimento che peggiora tra un controllo e l'altro. Una mobilità stabile nel tempo è un'altra cosa rispetto a una mobilità che avanza.
- Migrazione del dente. Un incisivo che si sposta in avanti, un diastema che compare a cinquant'anni, un morso che cambia: significa che le forze masticatorie stanno vincendo sul supporto rimasto.
- Ascessi ripetuti sullo stesso dente. Indicano tasche profonde e difficili da mantenere pulite.
- Coinvolgimento delle forcazioni nei molari. È il territorio dove le decisioni si fanno più delicate e dove serve un'immagine tridimensionale.
In tutti gli studi Adamanti la TAC cone beam è disponibile in sede, e in questi casi la uso: la radiografia bidimensionale sottostima regolarmente i difetti ossei sul lato vestibolare e linguale. Vedere la forma reale del difetto cambia la decisione, perché alcuni difetti sono rigenerabili e altri no.
Lo splintaggio: cosa fa e cosa non fa
Quando più denti vicini sono mobili, si può solidarizzarli tra loro con una struttura che li rende un blocco unico. Serve a distribuire le forze e a rendere il morso più confortevole, e in molti casi migliora sensibilmente la qualità della vita di chi mastica con difficoltà.
Va detto però cosa lo splintaggio non è. Non cura la parodontite e non fa ricrescere l'osso. Una valutazione retrospettiva a dieci anni pubblicata su Clinical Oral Investigations ha confrontato denti posteriori splintati e non splintati durante la terapia parodontale di supporto, e i parametri parodontali sono rimasti sostanzialmente confrontabili tra i due gruppi nel lungo periodo: il collegamento aiuta la funzione, non sostituisce il controllo dell'infezione. Lo stesso vale per i dispositivi occlusali: uno studio randomizzato del 2025 ha valutato l'uso di un bite superiore sui settori posteriori mobili in pazienti con parodontite avanzata durante le prime fasi della terapia, come supporto alla gestione del carico — non come alternativa alla cura.
Un dente splintato ma con tasche ancora attive continua a perdere osso, semplicemente lo fa in silenzio.
Come si svolge il percorso nello studio di Montecatini Terme
Il metodo che seguo qui, in Via Tripoli, è ordinato e prevede una cosa che molti pazienti non si aspettano: la prognosi definitiva non si dà il primo giorno.
- Cartella parodontale completa. Sondaggio di tutti i denti, registrazione del grado di mobilità dente per dente, sanguinamento, recessioni. Sono i numeri con cui confronteremo tutto il resto.
- Imaging. Radiografie e, quando il quadro lo richiede, TAC cone beam in sede per misurare il livello osseo reale attorno alle radici.
- Controllo dell'occlusione. Verifico i contatti del morso e i segni di serramento notturno, perché un carico anomalo può mantenere mobile un dente anche dopo la cura.
- Terapia causale. Strumentazione sotto la gengiva per rimuovere biofilm e tartaro dalle superfici radicolari, il passaggio descritto nel dettaglio nella pagina dedicata alla parodontologia a Montecatini Terme.
- Rivalutazione a distanza. Dopo alcune settimane rimisuro tutto con gli stessi parametri. Qui si vede quanta mobilità era infiammazione e quanta era struttura persa. Ed è qui che decidiamo, insieme, cosa conservare e cosa no.
- Mantenimento programmato. Richiami di igiene dentale a Montecatini con cadenza calibrata sulla gravità del quadro iniziale, perché la parodontite non si chiude, si tiene sotto controllo.
Il paziente resta con lo stesso clinico dall'inizio alla fine, così le misurazioni sono confrontabili e i miglioramenti — o i peggioramenti — si vedono su dati, non a memoria. Quando serve pianificare un percorso lungo, il preventivo è sempre scritto e comprende le formule di pagamento rateale, che definiamo in sede insieme.
Prenota una valutazione parodontale se senti un dente cedere quando mastichi: al numero 0572-78502 la segretaria può fissarti un appuntamento in giornata. Lo studio resta aperto anche ad agosto con gli orari abituali, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 con orario continuato.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Montecatini Terme
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Montecatini Terme. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Montecatini Terme
- Parodontologo a Montecatini Terme
- Dentista pediatrico a Montecatini Terme
- Tutte le aree cliniche dello studio di Montecatini Terme
Cosa dicono i pazienti di Montecatini Terme
“ Studio pulito e organizzato. Tutti bravissimi a partire dagli assistenti ai dottori. Menzione d’onore al dottor Pinochi che l’ho conosciuto prima in palestra e poi per passaparola; tutti ne hanno parlato sempre benissimo e non posso che unirmi anche io alle svariate persone che ne parlano bene! É stato veramente delicato in tutte le fasi. Non posso che consigliarvi questo studio! Consigliatissimi ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ ”
“ Sono stato per la prima volta in studio e devo dire che sono rimasto davvero contento e soddisfatto del lavoro svolto. Sono tutti super gentili e ti fanno sentire a tuo agio. Ti consigliano in maniera oggettiva e non per speculazione e tornaconti propri. Consiglio veramente! ”
“ Ho sempre avuto una forte paura del dentista, soprattutto dell’anestesia, al punto da rimandare spesso le cure. Questa volta però ho deciso di fidarmi… ed è stata la scelta migliore che potessi fare. Il dottore è stato straordinario!! estremamente professionale, delicato e capace di mettermi a mio agio fin dal primo momento. Durante tutto il trattamento mi sono sentita tranquilla e seguita, cosa per me davvero fondamentale. Un ringraziamento speciale va anche a Monica, che lavora nello studio: mi ha spiegato tutto in modo chiaro e preciso, con una dolcezza e una disponibilità rare. Mi ha trasmesso fiducia e serenità, aiutandomi a superare le mie paure. Non è facile per me dire queste cose, ma oggi posso dirlo con il cuore: se avete paura del dentista, questo è il posto giusto. Qui non troverete solo professionalità, ma anche umanità, attenzione e comprensione. ”
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Domande frequenti
Quando devo andare dal dentista se sento un dente che si muove?
Il momento giusto è quando te ne accorgi, non quando fa male: la mobilità da parodontite di solito non è dolorosa, e il dolore compare tardi. Ogni mese in cui l'infiammazione resta attiva è supporto osseo che si consuma e che non tornerà indietro. Una valutazione parodontale con sondaggio e radiografie stabilisce quanto osso c'è ancora e quanta parte del movimento dipende dall'infiammazione: da lì nasce un piano di cura scritto, con dati misurati.
La mobilità può tornare come prima dopo la cura?
Una parte sì, la parte legata all'infiammazione. Quando i tessuti attorno alla radice si sgonfiano il dente risulta più fermo, e la differenza si apprezza spesso già alla rivalutazione. Il supporto osseo già perso invece resta perso: l'obiettivo diventa fermare la progressione e mantenere il dente funzionale con l'osso che ha.
Se il dente si muove molto va tolto subito?
Non è una decisione che prendo al primo appuntamento, tranne nei casi in cui il dente è chiaramente compromesso in modo irrecuperabile. Nella maggior parte delle situazioni si cura la malattia, si aspetta la guarigione dei tessuti e si rimisura. Alcuni denti che sembravano condannati si stabilizzano; altri confermano la prognosi sfavorevole, e in quel caso l'estrazione programmata permette di preservare l'osso in vista di una riabilitazione.
Lo splintaggio è una soluzione definitiva?
No, è un supporto. Rende il morso più confortevole distribuendo le forze su più denti, ma non tratta l'infezione e non ricostruisce l'osso. Ha senso all'interno di un percorso parodontale con un mantenimento regolare; da solo, su tasche ancora attive, lascia proseguire la malattia senza che il paziente se ne accorga.
Il primo passo è la misurazione delle gengive.
La parodontite si ferma se la si misura in tempo: lo studio Adamanti di Montecatini Terme parte dal sondaggio completo e dal piano di mantenimento.
Prenota la valutazione parodontale oppure chiama lo 0572-78502: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Sondaggio parodontale e radiografie
- 2Terapia iniziale e rivalutazione
- 3Mantenimento programmato
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