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Aggiornato il 14 settembre 2026
Lettura: 9 min
Articolo: Bambini
- Come cade normalmente un dente da latte?
- Che differenza c'è tra un dente da latte ritenuto e uno che resta più basso degli altri?
- Perché un dente da latte non cade da solo?
- Quali segnali di un dente da latte che non cade vanno riferiti al dentista?
- Come si valuta un dente da latte che non cade nello studio di Lucca?
- Perché conviene controllare presto un dente da latte che non cade?
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Lucca
- Cosa dicono i pazienti di Lucca
- Domande frequenti
In sintesi
Un dente da latte che resta fermo mentre il permanente non arriva: quando è solo questione di tempi personali e quando conviene una lastra, nello studio di Lucca. In questa pagina: come cade normalmente un dente da latte; che differenza c'è tra un dente da latte ritenuto e uno che resta più basso degli altri; perché un dente da latte non cade da solo; quali segnali di un dente da latte che non cade vanno riferiti al dentista. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Lucca ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0583-050656 e ti richiamiamo per la visita.
Un dente da latte che non cade non è quasi mai un'emergenza, ma non è nemmeno sempre una questione di pazienza. Il dente deciduo si stacca perché il permanente sotto di lui ne scioglie la radice: se quel meccanismo si inceppa, il dente resta ancorato all'osso e diventa un ostacolo fisico per il dente che deve uscire. Il segnale che distingue le due cose è semplice: se il dente corrispondente dall'altro lato della bocca è caduto da più di sei mesi e questo è ancora saldo, vale la pena guardarci dentro con una radiografia.
La scena è sempre la stessa. Tuo figlio ha nove anni, ha già perso quattro o cinque denti senza fatica, e a un certo punto ce n'è uno che si comporta in modo diverso. Non dondola. Non fa male. Non dà nessun fastidio. Semplicemente sta lì, fermo, mentre il suo gemello dall'altra parte se n'è andato mesi fa e il permanente è già mezzo fuori.
Il genitore lo nota e lo archivia. "Avrà i suoi tempi." Nella maggior parte dei casi è vero. In una minoranza dei casi, no — e sono proprio quelli in cui il tempo lavora contro.
Come cade normalmente un dente da latte?
Normalmente cade da solo, quando il dente permanente che cresce sotto ne ha riassorbito la radice. Il dente da latte non cade perché "si consuma". Cade per un processo attivo e regolato: il germe del dente permanente, mentre matura dentro l'osso, attiva le cellule che riassorbono progressivamente la radice del deciduo sopra di lui. Quando della radice resta poco o nulla, il dente si regge su un filo di tessuto molle e si stacca da solo.
Tutta la sequenza dipende da quel dialogo biologico tra il dente che sale e la radice che si scioglie. È un sistema che funziona bene: venti denti da latte se ne vanno nell'arco di sei o sette anni, quasi sempre senza che nessuno faccia niente.
Ma è anche un sistema che può incepparsi in un punto solo, per un dente solo. E quando succede il quadro clinico è silenzioso: nessun dolore, nessun gonfiore, nessun campanello. Solo un dente che non se ne va.
Che differenza c'è tra un dente da latte ritenuto e uno che resta più basso degli altri?
Il dente ritenuto resta saldo al suo posto oltre i tempi previsti, mentre quello in infraocclusione sembra affondare rispetto ai vicini perché la radice si è saldata all'osso. Ci sono due situazioni diverse che i genitori tendono a mettere insieme, e conviene tenerle separate perché hanno conseguenze diverse.
Il dente ritenuto. Il dente da latte è ancora al suo posto, saldo, oltre i tempi previsti per quel dente. La radice non si è riassorbita, o si è riassorbita solo in parte. Il permanente sotto continua a spingere e, non trovando la strada libera, spesso devia: esce dietro, esce davanti, oppure resta fermo nell'osso.
Il dente in infraocclusione. Qui il dente da latte non solo non cade: si "abbassa" rispetto ai denti vicini. Guardando l'arcata sembra affondato, come se fosse su un gradino più in basso. Succede tipicamente ai molaretti da latte inferiori. La causa è l'anchilosi: la radice del deciduo si è saldata all'osso e mentre tutto intorno cresce, quel dente resta fermo dov'è. Non scende lui, salgono gli altri.
L'infraocclusione dei molari da latte è più comune di quanto si immagini. Una revisione sistematica pubblicata nel 2026 sugli Annals of Anatomy ha raccolto i dati degli ultimi dieci anni: nella grande maggioranza dei casi si tratta di forme lievi, unilaterali, che coinvolgono il primo molare da latte inferiore. Lo stesso lavoro segnala però un dato che orienta le scelte cliniche: quando l'infraocclusione compare presto, la prognosi è meno favorevole.
Un secondo elemento utile arriva da una revisione sistematica del 2026 pubblicata sugli European Archives of Paediatric Dentistry, che ha confrontato le strategie di gestione su 37 studi. La conclusione è netta nella sua semplicità: la decisione dipende soprattutto da una cosa, cioè se sotto quel dente da latte c'è o non c'è il permanente. Nei casi lievi con successore presente, l'atteggiamento più sostenuto dalle evidenze è il monitoraggio programmato. Nelle forme severe, o quando il permanente manca del tutto, servono scelte diverse.
Tradotto per un genitore: non si può decidere senza una lastra. Guardare in bocca non basta, perché la parte che conta è quella che non si vede.
Dente da latte che non cade
Da 15 anni a Lucca
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Perché un dente da latte non cade da solo?
Quasi sempre perché la sua radice non si riassorbe: il deciduo si è fuso con l'osso, oppure il permanente sotto manca o cresce in un'altra direzione. Le cause sono poche e riconoscibili, e la radiografia le distingue quasi sempre in un colpo solo.
- Anchilosi del dente da latte. La radice si è fusa con l'osso circostante. È la causa più frequente dell'infraocclusione dei molaretti.
- Il dente permanente non c'è. L'agenesia — l'assenza congenita del germe — riguarda soprattutto i secondi premolari e gli incisivi laterali superiori. Senza il dente sotto, manca lo stimolo che scioglie la radice: il dente da latte può restare in bocca per anni, a volte fino all'età adulta.
- Il permanente è mal posizionato. Nasce inclinato e risale in una direzione che non incrocia la radice del deciduo. Il da latte non riceve il segnale di riassorbimento e resta; il permanente esce da un'altra parte o si blocca nell'osso.
- Un esito di trauma o di devitalizzazione del deciduo. Un dente da latte che ha subito un colpo o un trattamento canalare può perdere la capacità di riassorbirsi in modo regolare.
- Un ostacolo fisico. Un dente sovrannumerario o una piccola cisti che si frappone lungo il percorso. Si vedono soltanto radiograficamente.
- Una componente costituzionale. Una revisione sistematica del 2026 pubblicata sull'American Journal of Orthodontics and Dentofacial Orthopedics ha esaminato le basi genetiche dei denti da latte persistenti e del ritardo di eruzione dei permanenti, individuando associazioni con varianti di geni coinvolti nel riassorbimento osseo e nel rimodellamento dei tessuti. È un dato che spiega perché in alcune famiglie il fenomeno si ripete tra fratelli o tra generazioni.
Quali segnali di un dente da latte che non cade vanno riferiti al dentista?
Contano soprattutto il ritardo rispetto al dente simmetrico, un dente più basso dei vicini e un permanente che spunta fuori posto. Non serve un occhio clinico. Bastano queste osservazioni fatte a casa, davanti allo specchio del bagno.
- Il ritardo sul lato opposto. Il dente simmetrico dall'altro lato è caduto da più di sei mesi e questo è ancora fermo.
- Il dente più basso. Il dente da latte appare più basso dei denti vicini, come infossato nella gengiva.
- Il permanente fuori posto. Il permanente è spuntato dietro o davanti al dente da latte, che nel frattempo non si muove.
- Nessuna mobilità. Il dente non ha mai dondolato, nemmeno un po', pur essendo nella fascia d'età giusta.
- L'asimmetria nel ricambio. C'è una differenza evidente tra i due lati dell'arcata nel ricambio dei denti.
- Il cibo che si incastra. Il cibo si incastra sempre nello stesso punto, perché il dente più basso crea un gradino.
Uno solo di questi segnali non fa una diagnosi. Ma è sufficiente per fissare un controllo senza aspettare il richiamo annuale.
Come si valuta un dente da latte che non cade nello studio di Lucca?
Con una visita clinica e, quando il quadro lo richiede, una radiografia che mostra dove si trova il permanente e quanto resta della radice del deciduo. Allo studio Adamanti di Lucca, in Via delle Ville Prima 966 — zona San Marco, a nord delle Mura — i bambini sono seguiti dal Dott. Antonio Caracausi, che si occupa di pedodonzia. Arrivano famiglie dalla città e da tutta la Piana: Capannori, Porcari, Altopascio, Montecarlo, Pescaglia.
La visita segue un percorso lineare. Prima l'osservazione clinica: mobilità del dente, altezza rispetto ai vicini, stato della gengiva intorno, come chiudono le arcate, se il permanente sta uscendo altrove. Poi, quando il quadro lo richiede, l'esame radiologico. In sede è disponibile la TAC cone beam, che permette di vedere in tre dimensioni la posizione esatta del germe permanente, la sua inclinazione e quanto resta della radice del deciduo. Su molte situazioni una panoramica basta; su altre — il canino che non si trova, il sospetto di un dente sovrannumerario — serve il volume tridimensionale per decidere con cognizione.
Da qui escono tre strade, tutte legittime a seconda del caso.
- Osservazione programmata. Infraocclusione lieve, permanente presente e ben orientato: si controlla a intervalli definiti e si lascia lavorare la biologia. Nessun intervento.
- Estrazione del dente da latte. Quando è lui a fare da tappo e il permanente ha una traiettoria valida, toglierlo libera la strada. È una procedura semplice, che in molti casi risolve senza altro seguito.
- Gestione dello spazio o percorso ortodontico. Se il permanente manca, o se è deviato, la questione diventa mantenere lo spazio in arcata ed eventualmente guidare l'eruzione. Il quadro dei trattamenti intercettivi è descritto nella pagina dell'ortodonzia pediatrica a Lucca; come lo studio accoglie i più piccoli lo trovi in quella del dentista per bambini a Lucca.
Ogni percorso viene messo per iscritto con i suoi tempi e il suo preventivo. Dove il piano prevede più fasi, esistono formule di pagamento rateale che si definiscono in sede insieme al preventivo.
Un'informazione pratica: la segreteria dello studio di Lucca risponde al telefono dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19, e quando serve può fissare l'appuntamento in giornata.
Perché conviene controllare presto un dente da latte che non cade?
Perché la finestra di crescita è limitata: un permanente fuori strada, intercettato presto, di solito si rimette in traiettoria con interventi più semplici. La ragione non è estetica. Un dente da latte che resta oltre il suo tempo occupa uno spazio che serve al permanente, e lo spazio in arcata non si recupera aspettando. Il permanente che non trova la via d'uscita devia lateralmente, si inclina contro il dente vicino, o resta incluso nell'osso.
Un canino superiore intercettato a dieci o undici anni si rimette in traiettoria spesso con manovre semplici. Lo stesso canino visto a quindici può richiedere un percorso chirurgico-ortodontico decisamente più lungo. Il dente non è cambiato: è cambiata la finestra di crescita in cui si può ancora lavorare con poco.
Guardarci per tempo, nella maggior parte dei casi, serve soltanto a poter dire con tranquillità: è tutto nella norma, ci rivediamo tra sei mesi. È l'esito più frequente, ed è anche il motivo per cui vale la pena chiedere.
Prenota una visita pedodontica allo studio Adamanti di Lucca chiamando lo 0583-050656 se il tuo bambino ha un dente da latte fermo da mesi mentre il simmetrico è già caduto. Dalla visita uscirai con un quadro chiaro e, se serve, un piano scritto.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Lucca
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Lucca. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Lucca
- Parodontologo a Lucca
- Dentista pediatrico a Lucca
- Tutte le aree cliniche dello studio di Lucca
Cosa dicono i pazienti di Lucca
“ Sono stato oggi per la prima volta per igiene più sbiancamento. Veloci, gentili, professionali. Zero dolore e risultato oltre le aspettative. È stata una piacevole sorpresa e lo consiglio senza riserve! ”
“ Ci sono stata per la prima volta e mi sono trovata bene fin da subito: molto accoglienti e gentili, personale medico competente e alla mano, studio ben curato e pulito. Rapidi anche nel servizio: tutto positivo. ”
“ Personale professionalmente molto qualificato, gentilissimo e disponibilissimo. Sono a Lucca da soli 3 anni e sono felice di aver trovato una clinica dentaria super qualificata. Grazie anche alle signorine della reception, sorridenti e gentili. ”
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Domande frequenti
Quando devo portare mio figlio dal dentista per un dente da latte che non cade?
Quando il dente corrispondente dall'altro lato è caduto da più di sei mesi, quando il dente da latte appare più basso dei vicini, o quando il permanente sta spuntando dietro o davanti mentre il deciduo resta saldo. Non è un'urgenza da pronto soccorso, ma non conviene rimandare al richiamo annuale: il momento utile per valutare è prima che il permanente devii dalla sua traiettoria, e una visita con eventuale radiografia dà un quadro preciso e un piano di controlli scritto.
Si può tirare via a casa un dente da latte che non cade?
No. Un dente che non dondola ha ancora una radice attaccata, e forzarlo significa strapparla: dolore, sanguinamento e a volte un frammento che resta dentro. Quando un dente da latte è davvero pronto, si stacca con una pressione minima. Se resiste, il motivo va capito prima di intervenire.
Il dente permanente spuntato dietro si raddrizzerà da solo?
Spesso sì, ma a una condizione: che il dente da latte davanti se ne vada. Finché il deciduo occupa lo spazio, la lingua non può spingere il permanente in posizione. Se il da latte cade nelle settimane successive, nella maggior parte dei casi il nuovo dente si allinea da solo. Se resta fermo, il controllo serve proprio a decidere se toglierlo.
Se sotto non c'è il dente permanente, il dente da latte va tolto subito?
Non necessariamente. In assenza del successore, un dente da latte sano e ben posizionato può restare in bocca a lungo e contribuisce a mantenere il volume dell'osso, che potrà servire per una riabilitazione futura. La decisione dipende dallo stato del dente, dall'età e dal piano ortodontico complessivo: è una valutazione che si fa caso per caso, con la radiografia in mano.
Il primo passo è una visita, giocata sull'ambientamento.
Per un bambino il primo incontro conta più della cura: lo studio Adamanti di Lucca lo prepara con calma e coinvolge i genitori.
Prenota la prima visita del bambino oppure chiama lo 0583-050656: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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- 1Prima visita di ambientamento
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