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Aggiornato il 14 settembre 2026
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Articolo: Parodontologia
- Non due gradi, ma due diagnosi
- La misura che decide non è la profondità della tasca
- Il sanguinamento dice che c'è infiammazione, non quale
- Non tutte le gengiviti diventano parodontite
- La terza situazione che confonde: gengivite su parodonto ridotto
- Come si arriva alla diagnosi nello studio di Montecatini Terme
- Cosa cambia concretamente nella cura
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Montecatini Terme
- Cosa dicono i pazienti di Montecatini Terme
- Domande frequenti
In sintesi
Gengiva che sanguina: infiammazione reversibile o perdita di osso già iniziata? La misura clinica che separa gengivite e parodontite, spiegata dal nostro team. In questa pagina: non due gradi, ma due diagnosi; la misura che decide non è la profondità della tasca; il sanguinamento dice che c'è infiammazione, non quale; non tutte le gengiviti diventano parodontite. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Montecatini Terme ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0572-78502 e ti richiamiamo per la visita.
Gengivite e parodontite non sono due gradi della stessa malattia: sono due diagnosi distinte. Nella gengivite l'infiammazione si ferma alla gengiva, e il tessuto torna sano una volta rimossa la placca. Nella parodontite l'infezione ha già consumato una parte dell'osso e del legamento che tengono fermo il dente, e quella parte non ricresce. A separare le due condizioni non è quanto sangue si vede sullo spazzolino, ma un dato che si misura in millimetri: la perdita di attacco.
Nello studio La Scala di Montecatini Terme il Dott. Andrea Di Stefano, l'odontoiatra che segue la parodontologia della sede, si sente porre quasi sempre la stessa domanda in forma diversa: "è ancora solo infiammazione?". La risposta esiste, è precisa, e non si ottiene guardando la gengiva allo specchio. Si ottiene con una sonda millimetrata e una radiografia.
Non due gradi, ma due diagnosi
Il dente sta fermo grazie a una struttura che non si vede. La gengiva è il rivestimento esterno; sotto ci sono il legamento parodontale, un tessuto fibroso che lega la radice all'osso, e l'osso alveolare che avvolge la radice. Il punto in cui le fibre gengivali si agganciano al dente si chiama attacco: è il sigillo che impedisce ai batteri di scendere verso la radice.
Nella gengivite quel sigillo è intatto. La placca irrita il tessuto superficiale, la gengiva si gonfia, cambia colore e sanguina, ma l'attacco resta al suo posto e l'osso sotto non è toccato. Rimossa la causa, il tessuto torna come prima — senza cicatrici, senza perdite.
Nella parodontite il sigillo ha ceduto. L'attacco è migrato verso la punta della radice, il legamento si è distrutto in una certa misura e l'osso attorno si è riassorbito. Tra dente e gengiva si apre una tasca vera, uno spazio che il paziente non può pulire e in cui i batteri lavorano indisturbati. Quel tessuto perso non si riforma da solo. La malattia si può fermare, e nella maggior parte dei casi si ferma, ma il punto di partenza dopo la cura non sarà quello di prima.
La misura che decide non è la profondità della tasca
Molti pazienti arrivano convinti che il numero da guardare sia la profondità del sondaggio: quattro millimetri, cinque, sei. È una semplificazione che porta fuori strada, in entrambe le direzioni.
La profondità di sondaggio misura la distanza dal bordo della gengiva al fondo del solco. Ma il bordo della gengiva è un riferimento mobile: si sposta verso l'alto quando il tessuto si gonfia, e verso il basso quando si ritira. Il riferimento fisso è un altro — la giunzione tra smalto e cemento, cioè il confine anatomico tra corona e radice. La distanza tra quel confine e il fondo del solco è la perdita di attacco clinico, ed è il dato che distingue le due diagnosi.
Due esempi che nella pratica capitano spesso:
- Gengiva molto gonfia, sondaggio 4 millimetri, nessuna perdita di attacco. Il tessuto infiammato è cresciuto verso l'alto e ha creato una falsa tasca — in termini clinici una pseudo-tasca. Il numero fa paura, ma la diagnosi è gengivite: sgonfiata l'infiammazione, il sondaggio torna fisiologico.
- Gengiva ritirata di 3 millimetri, sondaggio 3 millimetri. Il numero sembra rassicurante, ma la radice è già scoperta per 3 millimetri: la perdita di attacco totale è di 6, e il quadro è parodontite.
È la ragione per cui una diagnosi parodontale non si può fare a occhio, né dedurre da una sola cifra riferita al telefono. Servono due misure per ogni punto e un riferimento anatomico stabile.
Gengivite o parodontite
Da 25 anni a Montecatini Terme
Gengive che sanguinano o denti che si muovono? Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per una valutazione parodontale.
Il sanguinamento dice che c'è infiammazione, non quale
Il sangue sullo spazzolino è un segnale attendibile di infiammazione attiva, ed è comune a entrambe le condizioni. Da solo non discrimina. Anzi, in un caso specifico inganna: nei fumatori la nicotina riduce il calibro dei vasi gengivali, il sanguinamento visibile diminuisce e la gengiva appare pallida e "tranquilla" mentre sotto la perdita ossea prosegue. Un fumatore con gengive che non sanguinano non è, per questo, un paziente a basso rischio.
Vale anche il contrario: chi sanguina copiosamente a ogni spazzolata spesso ha una gengivite diffusa, non una parodontite avanzata. La quantità di sangue racconta l'intensità dell'infiammazione superficiale, non la profondità del danno.
Non tutte le gengiviti diventano parodontite
Questo è il punto meno noto. La gengivite è la condizione necessaria perché nasca una parodontite — non esiste parodontite senza una fase gengivitica che la precede — ma non è sufficiente. Molte persone convivono per anni con una gengivite cronica lieve senza perdere un millimetro di osso.
Cosa fa la differenza è il modo in cui il sistema immunitario di quella persona risponde ai batteri: una risposta sproporzionata distrugge tessuto proprio mentre cerca di combattere l'infezione. Questa suscettibilità dipende da genetica, fumo, diabete, stress prolungato, e non si legge sul viso del paziente. Non esiste, a oggi, un modo per sapere in anticipo chi progredirà e chi no.
Da qui la conseguenza pratica: siccome la suscettibilità non si prevede, l'unica strategia sensata è controllare periodicamente se l'attacco si sta muovendo. Non trattare tutti come malati gravi, ma nemmeno rimandare la misurazione a quando compare la mobilità.
La terza situazione che confonde: gengivite su parodonto ridotto
C'è un caso che genera fraintendimenti anche in chi è già stato curato. Un paziente ha avuto una parodontite, è stato trattato, le tasche si sono chiuse, la situazione è stabile da anni. Poi trascura l'igiene per qualche mese e la gengiva torna a sanguinare.
Non è una nuova parodontite. La diagnosi corretta è gengivite su parodonto ridotto: l'infiammazione è tornata, ma l'attacco non sta perdendo altri millimetri. Il tessuto di supporto è quello ridotto dalla malattia precedente, e resta quello. La distinzione conta perché cambia la risposta terapeutica — qui basta ripristinare il controllo della placca, non ricominciare un percorso di strumentazione profonda. Conta anche per il paziente, che altrimenti vive ogni sanguinamento come un ritorno della malattia.
Questi pazienti restano però in una fascia di rischio più alta: su un parodonto già ridotto, ogni millimetro ulteriore pesa di più. È il motivo per cui i richiami di igiene dentale a Montecatini vengono programmati a intervalli più stretti rispetto a un paziente senza storia parodontale.
Come si arriva alla diagnosi nello studio di Montecatini Terme
La valutazione parodontale non è una parte della visita generica: è un esame a sé, con una sua cartella.
- Sondaggio a sei punti per dente. Ogni elemento viene misurato in sei posizioni diverse, perché una tasca può esistere solo tra un dente e l'altro ed essere invisibile sul versante esterno. Su un'arcata completa significa oltre centocinquanta misurazioni registrate.
- Rilevazione della recessione. Serve a calcolare la perdita di attacco reale, non la sola profondità.
- Indice di sanguinamento al sondaggio. Distingue le zone con infiammazione attiva da quelle stabili.
- Radiografia, e quando il quadro lo richiede una TAC cone beam. La radiografia mostra il livello dell'osso attorno alle radici, cioè il danno strutturale che la sonda può solo dedurre.
- Rivalutazione a distanza. Dopo la prima fase di igiene si ripete il sondaggio a qualche settimana di distanza. È lì che il dubbio si scioglie: se i numeri tornano fisiologici era gengivite, se le tasche restano il quadro è parodontite e il percorso cambia.
Lo studio è in Via Tripoli 22, in centro a Montecatini Terme a pochi passi dagli stabilimenti termali, vicino alla stazione e all'uscita A11 — comodo anche da Monsummano, Pieve a Nievole, Pescia e dal resto della Valdinievole. Il percorso diagnostico e le terapie disponibili sono descritti nella pagina dedicata alla parodontologia a Montecatini.
Cosa cambia concretamente nella cura
- Gengivite. Obiettivo la remissione completa. Rimozione professionale di placca e tartaro, correzione della tecnica di spazzolamento e dell'igiene interdentale. Il tessuto risponde in una-due settimane. Nessuna terapia sottogengivale estesa.
- Parodontite. Obiettivo arrestare la progressione e conservare i denti. Strumentazione delle tasche sotto la gengiva, rivalutazione, in alcuni casi una fase chirurgica sui siti che non rispondono, e poi un mantenimento a intervalli ravvicinati per anni — perché una tasca già formata tende a riattivarsi se il controllo si allenta.
Se una parodontite iniziale viene gestita come una semplice gengivite, il miglioramento può essere solo apparente: il sanguinamento visibile si riduce e la gengiva sembra più sana, mentre sotto la perdita di attacco può proseguire senza sintomi. Per questo la diagnosi va formalizzata con i numeri del sondaggio e con la radiografia, e si valuta in visita.
Prenota una valutazione parodontale nello studio di Montecatini Terme chiamando lo 0572-78502: la segreteria, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, può fissare l'appuntamento in giornata. Riceverai la cartella parodontale completa, gli esami radiologici necessari e un piano di cura scritto.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Montecatini Terme
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Montecatini Terme. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Montecatini Terme
- Parodontologo a Montecatini Terme
- Dentista pediatrico a Montecatini Terme
- Tutte le aree cliniche dello studio di Montecatini Terme
Cosa dicono i pazienti di Montecatini Terme
“ Studio pulito e organizzato. Tutti bravissimi a partire dagli assistenti ai dottori. Menzione d’onore al dottor Pinochi che l’ho conosciuto prima in palestra e poi per passaparola; tutti ne hanno parlato sempre benissimo e non posso che unirmi anche io alle svariate persone che ne parlano bene! É stato veramente delicato in tutte le fasi. Non posso che consigliarvi questo studio! Consigliatissimi ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ ”
“ Sono stato per la prima volta in studio e devo dire che sono rimasto davvero contento e soddisfatto del lavoro svolto. Sono tutti super gentili e ti fanno sentire a tuo agio. Ti consigliano in maniera oggettiva e non per speculazione e tornaconti propri. Consiglio veramente! ”
“ Ho sempre avuto una forte paura del dentista, soprattutto dell’anestesia, al punto da rimandare spesso le cure. Questa volta però ho deciso di fidarmi… ed è stata la scelta migliore che potessi fare. Il dottore è stato straordinario!! estremamente professionale, delicato e capace di mettermi a mio agio fin dal primo momento. Durante tutto il trattamento mi sono sentita tranquilla e seguita, cosa per me davvero fondamentale. Un ringraziamento speciale va anche a Monica, che lavora nello studio: mi ha spiegato tutto in modo chiaro e preciso, con una dolcezza e una disponibilità rare. Mi ha trasmesso fiducia e serenità, aiutandomi a superare le mie paure. Non è facile per me dire queste cose, ma oggi posso dirlo con il cuore: se avete paura del dentista, questo è il posto giusto. Qui non troverete solo professionalità, ma anche umanità, attenzione e comprensione. ”
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Domande frequenti
Se la gengiva sanguina da settimane, è già parodontite?
Non necessariamente. Un sanguinamento persistente indica infiammazione attiva, che è il denominatore comune di entrambe le condizioni. Per sapere quale delle due serve misurare la perdita di attacco e verificare il livello osseo con una radiografia. Molti sanguinamenti prolungati corrispondono a gengiviti diffuse ancora completamente reversibili.
Quando devo andare dal dentista se sospetto di essere passato da gengivite a parodontite?
Nel momento in cui compare un segnale strutturale: un dente che sembra più lungo, uno spazio che si apre tra due denti prima accostati, una leggera mobilità masticando. Questi segni indicano che il supporto sta cedendo, e a quel punto la misurazione serve per capire quanto e dove. Una valutazione parodontale a questo stadio permette di fotografare la situazione con precisione e impostare il percorso prima che le tasche si approfondiscano ulteriormente.
Una tasca di 4 millimetri è sempre parodontite?
No, e questo è il malinteso più frequente. Se la gengiva è gonfia, quei 4 millimetri possono essere una pseudo-tasca creata dall'edema, con l'attacco integro. Il valore va sempre letto insieme alla posizione della giunzione smalto-cemento e al quadro radiografico. Il numero da solo non è una diagnosi.
Dopo la cura della parodontite l'osso perso si può recuperare?
Nella maggior parte dei casi no: il trattamento arresta l'infezione e stabilizza la situazione, ma non riporta indietro il livello osseo. In difetti ossei di forma particolare esistono tecniche rigenerative che consentono un recupero parziale, valutabile caso per caso sulla base dell'anatomia del difetto. Restano procedure selettive, non la regola.
Il primo passo è la misurazione delle gengive.
La parodontite si ferma se la si misura in tempo: lo studio Adamanti di Montecatini Terme parte dal sondaggio completo e dal piano di mantenimento.
Prenota la valutazione parodontale oppure chiama lo 0572-78502: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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- 2Terapia iniziale e rivalutazione
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