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Aggiornato il 18 settembre 2026
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Servizio: Dentista pediatrico (odontoiatria pediatrica)
- Chi è il dentista pediatrico e di cosa si occupa?
- Quando portare il bambino dal dentista pediatrico la prima volta?
- Come si svolge la prima visita dal dentista pediatrico?
- Le carie dei denti da latte vanno curate davvero?
- Quali trattamenti di prevenzione propone il dentista per bambini?
- Come si aiuta un bambino che ha paura del dentista?
- Quando il dentista pediatrico manda il bambino da un altro professionista?
- Quanto costa il dentista pediatrico e come si prenota negli studi Adamanti?
- Dentista pediatrico in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
In questa pagina trovi chi è il dentista pediatrico e di cosa si occupa, a che età portare il bambino la prima volta e perché conviene non aspettare il mal di denti, come si svolge la prima visita e cosa ne esce, se e come si curano le carie dei denti da latte, quali sono i trattamenti di prevenzione (igiene, fluoroprofilassi topica, sigillature dei solchi), come si lavora con un bambino che ha paura, quando serve invece un percorso diverso (ortodonzia, otorinolaringoiatria, logopedia), come si ragiona sui costi in Italia senza cifre al telefono e come funziona la visita per i bambini negli Studi Dentistici Adamanti, con la Dott.ssa Anna Samaritani.
Chi è il dentista pediatrico e di cosa si occupa?
«Dentista pediatrico» è il modo in cui i genitori cercano l'odontoiatra che si prende cura della bocca dei bambini, dalla comparsa dei primi denti da latte fino all'adolescenza: in Italia non esiste un albo separato con questa dicitura, e a fare la differenza sono la formazione dedicata e l'abitudine quotidiana a lavorare con i piccoli pazienti.
L'area clinica si chiama odontoiatria pediatrica, o pedodonzia, e molte famiglie la cercano semplicemente come «dentista per bambini». Il lavoro è diverso da quello sull'adulto per tre motivi concreti. I denti da latte, o denti decidui, hanno smalto e dentina più sottili, quindi una carie li attraversa in fretta e può arrivare alla polpa prima di quanto ci si aspetti. La bocca è in crescita: ogni controllo è anche una misura dello sviluppo delle arcate, del cambio dei denti e di come i denti chiudono fra loro. Il paziente, infine, va accompagnato: la collaborazione di un bambino si costruisce appuntamento dopo appuntamento, non si pretende alla prima seduta.
Nella pratica quotidiana il dentista pediatrico si occupa di prevenzione (igiene professionale, fluoroprofilassi topica, sigillatura dei solchi), di carie dei denti da latte e dei primi molari permanenti, dei traumi ai dentini anteriori, di abitudini come il succhiamento del dito o la respirazione prevalentemente orale, del controllo dell'eruzione e, quando serve, dell'invio a una valutazione ortodontica. Negli Studi Dentistici Adamanti questo percorso è organizzato con visite dedicate ai bambini e richiami programmati, perché gran parte del risultato si costruisce fuori dallo studio, a casa, insieme ai genitori.
Quando portare il bambino dal dentista pediatrico la prima volta?
La prima visita conviene intorno al primo compleanno, e comunque nei mesi che seguono la comparsa dei primi dentini: l'American Academy of Pediatric Dentistry indica il primo anno di età come riferimento, e le linee guida del Ministero della Salute per la promozione della salute orale in età evolutiva insistono da tempo sulla precocità della prima valutazione.
Il motivo non è curare: a un anno, quasi sempre, non c'è nulla da curare. Serve a misurare il rischio di carie di quel bambino, a intercettare la cosiddetta carie della prima infanzia, legata all'uso prolungato del biberon notturno e alle bevande zuccherate, e a dare ai genitori istruzioni pratiche su spazzolino, dentifricio e merende. Un bambino che entra in studio la prima volta senza dolore, per farsi contare i denti, costruisce un ricordo neutro o piacevole; chi arriva la prima volta con una guancia gonfia parte con uno svantaggio che poi pesa per anni.
Ci sono poi situazioni in cui non si aspetta il controllo programmato:
- Macchie. Aree bianche opache o brune sui dentini, soprattutto vicino al bordo gengivale degli incisivi superiori.
- Dolore o gonfiore. Un bambino che si tocca la guancia, evita di masticare da un lato o ha la gengiva gonfia va visto presto.
- Traumi. Dente scheggiato, mobile, spostato o caduto dopo una caduta o un colpo.
- Ritardi nel cambio. Denti da latte che non cadono, permanenti che non escono o che escono in posizione insolita.
- Abitudini che continuano. Ciuccio o dito in bocca oltre i tre anni, respirazione prevalentemente orale, russamento.
Fuori da questi casi il ritmo abituale dei controlli in età pediatrica è semestrale, e va adattato al rischio individuale: un bambino con smalto fragile o con carie già trattate può avere bisogno di richiami più ravvicinati, e questo si decide in visita.
Il dentista dei bambini negli studi Adamanti
Dal 1997 in Toscana
Prima visita, macchie sui dentini, un dente scheggiato dopo una caduta o semplicemente il controllo dei sei mesi: raccontaci la situazione e scegli la sede più comoda tra le sei in Toscana.
Come si svolge la prima visita dal dentista pediatrico?
La prima visita è breve, senza fretta e, nella maggior parte dei casi, senza alcuna cura: si lavora con il metodo «racconta, mostra, fai», cioè si spiega al bambino con parole semplici che cosa succederà, gli si fa vedere lo strumento e solo dopo si procede.
La seduta parte dai genitori: gravidanza e allattamento, alimentazione e abitudini, uso del biberon, eventuali patologie generali, come si lavano i denti a casa e chi lo fa. Poi si guarda la bocca: denti presenti e loro stato, gengive, frenuli, come chiudono le arcate, presenza di placca e di macchie iniziali. Le radiografie non sono di routine nei bambini piccoli: si richiedono solo quando c'è un motivo clinico preciso, come una carie sospetta fra due denti o un dente che non erompe, secondo il principio di giustificazione e di minima dose che regola tutta la radiologia odontoiatrica.
Dalla visita escono quattro cose: una fotografia del livello di rischio carie, un piano di prevenzione fatto di gesti quotidiani, l'elenco delle eventuali cure in ordine di priorità e la data del controllo successivo. Negli Studi Dentistici Adamanti quello che serve viene messo per iscritto e consegnato ai genitori, compresa la parte economica, che non si stima al telefono ma si indica in un preventivo dopo la visita. Se il bambino non collabora la prima volta non è un fallimento: si accorcia la seduta, si spiega ai genitori come prepararlo e si riprova, perché la fiducia è parte della terapia.
Le carie dei denti da latte vanno curate davvero?
Nella grande maggioranza dei casi sì, una carie su un dente da latte va curata anche se quel dente è destinato a cadere, perché il problema non è il dente in sé ma quello che la carie provoca intorno e sotto.
La carie in età pediatrica è tutt'altro che rara: l'Organizzazione mondiale della sanità, nel Global oral health status report del 2022, la descrive come la malattia non trasmissibile più diffusa al mondo, e le rilevazioni citate dal Ministero della Salute sulla salute orale in età evolutiva mostrano che una quota rilevante di bambini italiani presenta già a quattro anni almeno un dente interessato da carie o curato. Lasciata andare, una carie profonda su un dente deciduo può dare dolore notturno, ascesso, gonfiore, difficoltà a masticare e a dormire; può interferire con il germe del dente permanente che sta crescendo proprio sotto; e se porta a perdere il dente troppo presto, lo spazio tende a chiudersi e il permanente trova la strada occupata, con conseguenze ortodontiche che si pagano anni dopo.
Le cure seguono una scala che parte dal meno invasivo. Una macchia bianca iniziale si può rimineralizzare e tenere sotto controllo, senza toccarla, con igiene e fluoroprofilassi. Una cavità limitata si ricostruisce con un'otturazione in materiale adesivo. Quando la carie ha raggiunto la polpa si valuta una terapia della polpa adatta al dente da latte; quando il dente è molto compromesso si può proteggerlo con una corona pedodontica. L'estrazione resta l'ultima opzione e, se avviene molto prima del cambio naturale, si valuta un mantenitore di spazio. Antibiotici o antinfiammatori, se servono, li prescrive il medico dopo la visita. Negli Studi Dentistici Adamanti la scelta si discute con i genitori spiegando anche che cosa succede se non si fa nulla: è l'unico modo per decidere davvero.
Quali trattamenti di prevenzione propone il dentista per bambini?
La prevenzione in età pediatrica è fatta di pochi gesti ripetuti: spazzolamento due volte al giorno con un dentifricio al fluoro adeguato all'età, controllo degli zuccheri fra i pasti, sigillatura dei solchi dei molari permanenti, applicazioni professionali di fluoro e controlli regolari.
In concreto, gli strumenti che un dentista pediatrico usa sono questi:
- Spazzolamento supervisionato. Fino ai sei-sette anni la manualità del bambino non basta: l'adulto rifinisce sempre, soprattutto la sera. Quantità e concentrazione del dentifricio le indica il dentista o il pediatra dopo aver visto il bambino.
- Frequenza degli zuccheri. Conta più della quantità: succhi, caramelle e biscotti distribuiti in tante piccole occasioni tengono la bocca acida tutto il giorno. Il biberon con bevande dolci di notte è la prima cosa da togliere.
- Sigillature dei solchi. Si applica un materiale fluido nei solchi profondi dei primi molari permanenti, che erompono verso i sei anni: è una procedura poco invasiva, in genere senza anestesia, che chiude i punti dove lo spazzolino non arriva.
- Fluoroprofilassi topica. Applicazioni di gel o vernici al fluoro in studio, con frequenza decisa in base al rischio carie del singolo bambino.
- Igiene professionale. Rimozione di placca e tartaro, con istruzioni pratiche al bambino e al genitore: la seduta serve anche a insegnare, non solo a pulire.
- Protezione nello sport. Per chi pratica sport di contatto, un paradenti su misura può ridurre il rischio di traumi ai denti anteriori.
Sull'efficacia delle sigillature esiste una letteratura solida: la revisione sistematica Cochrane sui sigillanti dei solchi ha rilevato una riduzione della carie sui molari permanenti in bambini e adolescenti rispetto al non trattamento. Non durano per sempre, però: vanno controllate nel tempo, perché un sigillante che si stacca in parte va rifatto. Negli Studi Dentistici Adamanti prevenzione e controlli viaggiano insieme, con richiami programmati in base al rischio e non a calendario fisso uguale per tutti.
Come si aiuta un bambino che ha paura del dentista?
Un bambino spaventato si aiuta con il tempo, con un linguaggio adatto e con prime sedute in cui non si cura nulla: la paura, nella maggior parte dei casi, non nasce da un dolore vissuto ma dall'ignoto e dalle parole degli adulti.
Quello che possono fare i genitori pesa moltissimo. Evitare termini come «male», «puntura», «non piangere»; non usare il dentista come minaccia («se non ti lavi i denti, il dentista te li toglie»); non promettere che non sentirà assolutamente nulla, perché una promessa che si rompe costa la fiducia; scegliere appuntamenti nelle ore in cui il bambino è riposato; raccontare la visita come una cosa normale, la stessa che fanno mamma e papà. Un fratello maggiore che si fa guardare i denti davanti al piccolo funziona meglio di qualunque spiegazione.
In studio si procede a gradini: conoscenza, poltrona, specchietto, e solo dopo il resto. Le sedute per i più piccoli sono corte, perché corta è la soglia di attenzione. Ci sono però situazioni in cui la sola gestione relazionale non basta: bambini molto piccoli con molte cure da fare, quadri di ansia importante, disabilità o condizioni che rendono impossibile la collaborazione. In questi casi il percorso si valuta insieme al pediatra e può richiedere ambienti diversi e attrezzati per un approccio differente: è una decisione clinica, che si prende dopo la visita e dopo aver conosciuto il bambino. Negli Studi Dentistici Adamanti la prima seduta serve esattamente a questo: capire con chi si ha a che fare e a che ritmo si può andare.
Quando il dentista pediatrico manda il bambino da un altro professionista?
Quando il problema non è il dente ma la crescita delle ossa, la respirazione, la deglutizione o un'urgenza che richiede un altro tipo di intervento: in questi casi la cura dei denti è solo una parte del percorso e va coordinata con altre figure.
Le situazioni più frequenti sono poche e riconoscibili. Una malocclusione in sviluppo, un morso crociato o un affollamento importante chiedono una valutazione ortodontica: le società scientifiche indicano un primo controllo dell'occlusione intorno ai sei-otto anni, quando la convivenza fra denti da latte e permanenti rende leggibile la direzione della crescita. Un bambino che respira prevalentemente con la bocca, russa o dorme male può avere bisogno anche di una valutazione otorinolaringoiatrica, perché tonsille e adenoidi influenzano lo sviluppo del palato. Una deglutizione atipica o una difficoltà di pronuncia legata alla lingua richiedono il logopedista. Un frenulo linguale corto che limita i movimenti va valutato con chi si occupa di chirurgia orale. Un trauma con perdita di coscienza, vomito o ferite estese va prima in pronto soccorso e poi dal dentista.
Vale anche il contrario: non tutto va trattato subito. Gli spazi fra gli incisivi da latte sono fisiologici e servono ai permanenti, che sono più grandi; i primi incisivi definitivi escono spesso larghi e leggermente ruotati e in molti casi si allineano con la crescita. La soluzione meno invasiva viene sempre prima, e a volte la scelta corretta è l'attesa vigile, con controlli ravvicinati. Distinguere ciò che si sistema da solo da ciò che va intercettato presto è esattamente il lavoro che si fa in visita negli Studi Dentistici Adamanti.
Quanto costa il dentista pediatrico e come si prenota negli studi Adamanti?
Non esiste una tariffa unica: in Italia il costo delle prestazioni odontoiatriche in età pediatrica varia in modo ampio per regione, tipo di struttura e complessità del caso, come mostrano le rilevazioni periodiche sui prezzi delle cure dentali pubblicate dalle associazioni di consumatori e le analisi sull'accesso alle cure odontoiatriche citate dal Ministero della Salute.
Per questo in una pagina come questa non trovi cifre, e non sarebbe corretto dartele al telefono: quello che determina l'importo è ciò che si vede in bocca. Una visita di controllo con istruzioni di igiene è una cosa; una sigillatura sui molari permanenti, un'otturazione su un dente da latte, una terapia della polpa o un mantenitore di spazio sono voci diverse, e cambiano anche in base al numero di denti coinvolti e alla collaborazione del bambino. Negli Studi Dentistici Adamanti gli importi vengono indicati in un preventivo scritto, consegnato dopo la visita, con le cure elencate in ordine di priorità: così i genitori sanno che cosa è urgente, che cosa può aspettare e che cosa è solo prevenzione.
Due cose utili da sapere. La prima: il DPCM sui Livelli essenziali di assistenza del 2017 prevede la tutela della salute odontoiatrica in età evolutiva, con modalità e criteri di accesso che cambiano da regione a regione e che si verificano presso la propria ASL. La seconda: le prestazioni odontoiatriche rientrano fra le spese sanitarie previste dalla normativa fiscale italiana ai fini della detrazione in dichiarazione dei redditi, quindi la fattura va conservata.
Gli Studi Dentistici Adamanti sono sei in Toscana: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto. Per fissare la visita del bambino basta scegliere la sede più comoda e lasciare un recapito nel modulo: veniamo richiamati insieme l'orario, che con i bambini conta quasi quanto la cura. Parlarci non impegna a iniziare alcun percorso.
Dentista pediatrico in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
Gli Studi Dentistici Adamanti hanno sei sedi in Toscana: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto. Le pagine di città spiegano come si organizza la visita nella sede più comoda e come si prenota: Dentista pediatrico a Lucca, Dentista pediatrico a Empoli, Dentista pediatrico a Montecatini Terme, Dentista pediatrico a Pistoia, Dentista pediatrico a Pisa, Dentista pediatrico a Castelfranco di Sotto.
Direttore sanitario degli Studi Dentistici Adamanti: Dott. Roberto Guazzetti. Orari di apertura: lun-ven 9:00-19:00.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa è la pagina nazionale del percorso «Bambini» degli Studi Dentistici Adamanti: qui trovi l'area clinica e la pagina di ogni città, con la stessa cura raccontata dallo studio che la esegue.
- L'area clinica: Bambini
- Dentista pediatrico a Lucca
- Dentista pediatrico a Empoli
- Dentista pediatrico a Montecatini Terme
- Dentista pediatrico a Pistoia
- Dentista pediatrico a Pisa
- Dentista pediatrico a Castelfranco di Sotto
- Tutte le aree cliniche degli studi Adamanti
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente! ” — Pistoia
“ Studio dentistico di alto livello. La gentilezza e soprattutto la competenza professionale del dott. Palla fanno la differenza. Detto da uno che gira per studi dentistici da 50 anni. Lo consiglio vivamente soprattutto a quelle persone che hanno bisogno di interventi di implantologia complessi. Il dott. Palla è un ottimo chirurgo e molto attento a non provocare dolore al paziente. Andate tranquilli! ” — Pisa
“ Sono stata in questo studio per la prima volta e mi sono trovata molto bene. Seduta di igiene e visita entrambe eseguite in maniera attenta e scrupolosa. Professionisti qualificati e affidabili, meravigliosa l'accoglienza da parte della segretaria. Ambiente molto pulito e ordinato. ” — Empoli
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Adamanti consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
A che età si fa la prima visita dal dentista pediatrico?
Il riferimento indicato dall'American Academy of Pediatric Dentistry è il primo anno di vita, e comunque entro pochi mesi dalla comparsa dei primi dentini. A quell'età non si cura nulla: si valuta il rischio di carie, si guardano denti e gengive e si danno ai genitori istruzioni pratiche su spazzolino, dentifricio e bevande zuccherate. Se ci sono macchie, dolore o traumi, la visita va anticipata.
Ogni quanto va portato il bambino a controllo?
In genere ogni sei mesi, ma è un intervallo da adattare al singolo bambino. Chi ha già avuto carie, chi porta un apparecchio, chi ha smalto fragile o abitudini alimentari a rischio può aver bisogno di richiami più ravvicinati; chi ha rischio basso può mantenere il ritmo semestrale. L'intervallo giusto viene stabilito in visita e rivisto a ogni controllo, perché la bocca del bambino cambia in fretta.
Servono le radiografie ai bambini?
Non di routine. Le radiografie in età pediatrica si richiedono solo quando c'è un motivo clinico preciso: una carie sospetta fra due denti che l'occhio non raggiunge, un trauma, un dente permanente che non erompe, un'anomalia di sviluppo. Vale il principio di giustificazione e di minima dose che regola tutta la radiologia odontoiatrica: si esegue l'esame solo se cambia davvero le decisioni di cura.
Un dente da latte cariato si può solo togliere?
No, l'estrazione è l'ultima opzione. A seconda della profondità si può rimineralizzare una macchia iniziale, ricostruire una cavità con un'otturazione adesiva, trattare la polpa con tecniche pensate per il dente deciduo o proteggere il dente con una corona pedodontica. Togliere un dente da latte molto prima del cambio naturale può far chiudere lo spazio al permanente: in quel caso si valuta un mantenitore di spazio.
Le sigillature dei solchi servono davvero e quanto durano?
La revisione sistematica Cochrane sui sigillanti ha rilevato una riduzione della carie sui molari permanenti nei bambini e negli adolescenti rispetto al non trattamento. Non sono però definitive: il materiale può usurarsi o staccarsi in parte, quindi va controllato ai richiami ed eventualmente rifatto. Si applicano di solito sui primi molari permanenti, che erompono verso i sei anni, e non richiedono in genere anestesia.
Il dentifricio al fluoro è adatto ai bambini piccoli?
Il fluoro applicato localmente è uno dei cardini della prevenzione della carie riconosciuti dalle linee guida del Ministero della Salute sulla salute orale in età evolutiva. Quantità e concentrazione, però, dipendono dall'età, dal rischio di carie e da eventuali altre fonti di fluoro: non si decidono leggendo una confezione. Sono indicazioni che il dentista o il pediatra danno dopo aver visto il bambino.
Mio figlio ha battuto un dente: cosa devo fare subito?
Va visto presto, anche se il dente sembra intatto. Le linee guida internazionali sui traumi dentali distinguono i denti da latte dai permanenti: un permanente caduto per intero va maneggiato dalla corona, non dalla radice, e portato dal dentista il prima possibile, mentre un dente da latte espulso in genere non si reimpianta. Se ci sono perdita di coscienza, vomito o ferite estese, prima il pronto soccorso.
Ciuccio e dito in bocca rovinano i denti?
Possono influire se l'abitudine prosegue a lungo. Un succhiamento protratto oltre i tre anni può modificare la posizione dei denti anteriori e la forma del palato, e spesso si associa a respirazione prevalentemente orale. Non serve allarmarsi né forzare: si valuta in visita quanto l'abitudine sta incidendo e si concorda con i genitori un percorso graduale, perché gli approcci punitivi, in molti casi, ottengono il risultato opposto.
Quando conviene la prima valutazione ortodontica?
Le società scientifiche indicano un primo controllo dell'occlusione intorno ai sei-otto anni, quando la presenza contemporanea di denti da latte e permanenti rende leggibile la direzione della crescita. Non significa iniziare un apparecchio: in molti casi si osserva e basta. Serve a riconoscere per tempo situazioni come il morso crociato o gli affollamenti marcati, dove intervenire durante la crescita può semplificare il lavoro successivo.
Il permanente sta uscendo dietro il dente da latte: è grave?
È una situazione frequente, soprattutto per gli incisivi inferiori, e viene chiamata dai genitori «denti da squalo». Spesso il dente da latte si muove e cade nelle settimane successive, lasciando che il permanente si sistemi da solo con la spinta della lingua. In altri casi il deciduo resta stabile e va rimosso. La differenza si vede solo guardando la bocca: conviene un controllo, senza urgenza.
Le gengive di mio figlio sanguinano quando si lava i denti: è normale?
Il sanguinamento non è mai da considerare normale: in molti casi indica un'infiammazione gengivale legata alla placca che resta nei punti difficili, spesso perché lo spazzolamento viene fatto in fretta o senza la rifinitura dell'adulto. Di solito migliora con una tecnica corretta e una seduta di igiene professionale. Se persiste nonostante una buona igiene, va valutato in visita insieme allo stato di salute generale.
Come si svolge la visita per i bambini negli Studi Dentistici Adamanti?
Si parte dai genitori con l'anamnesi e le abitudini, poi si guarda la bocca con un ritmo adatto all'età, spiegando al bambino ogni passaggio prima di farlo. Alla fine i genitori ricevono per iscritto il quadro del rischio carie, le eventuali cure in ordine di priorità e la data del controllo successivo. Le sedi sono sei in Toscana e la sede si sceglie nel modulo di contatto.
Il genitore può restare accanto al bambino durante la visita?
Nella maggior parte dei casi sì, ed è spesso utile, soprattutto con i più piccoli. In alcune situazioni, però, la presenza di un adulto molto ansioso può amplificare la tensione del bambino: in quei casi si concorda insieme una modalità diversa, per esempio restare in vista ma in silenzio. È una scelta che si fa caso per caso, guardando come reagisce il bambino.
Le cure dentali dei bambini sono coperte dal Servizio sanitario nazionale?
Il DPCM sui Livelli essenziali di assistenza del 2017 prevede la tutela della salute odontoiatrica in età evolutiva, ma criteri di accesso, prestazioni incluse e liste d'attesa variano da regione a regione e da ASL a ASL. Conviene verificare direttamente presso la propria azienda sanitaria. Nel privato, invece, gli importi si indicano in un preventivo scritto consegnato dopo la visita, mai stimati al telefono.
Dalla bocca di un bambino si capisce in pochi minuti quello che nei prossimi dieci anni costerà fatica: una macchia bianca vista in tempo vale più di qualsiasi cura fatta in ritardo.
Se il tuo bambino abbia bisogno solo di controlli e prevenzione, oppure di cure da programmare e con quale priorità, si stabilisce in visita, guardando la sua bocca e le sue abitudini, e mettendo per iscritto il piano da leggere con calma a casa.
Prenota la visita per il tuo bambino oppure chiama lo : rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
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- 1Visita con i genitori e rischio carie
- 2Prevenzione e cure per priorità
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