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Aggiornato il 19 settembre 2026
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Pagina: Endodonzia a Lucca
- Che cos'è l'endodonzia e di cosa si occupa?
- Quando serve una cura canalare o devitalizzazione?
- Come si svolge una terapia canalare, passo per passo?
- Fa male? Che cosa si sente durante e dopo l'endodonzia?
- Quanto dura un dente curato in endodonzia?
- Quando l'endodonzia non è la scelta giusta?
- Da che cosa dipende il costo di un'endodonzia?
- Perché fare l'endodonzia negli Studi Dentistici Adamanti?
- Endodonzia in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
In questa pagina trovi che cos'è l'endodonzia e di che cosa si occupa, quando serve una cura canalare e quali segnali la fanno sospettare, come si svolge la devitalizzazione passo per passo, che cosa si sente durante e dopo, quanto può durare un dente trattato, quando invece la cura canalare non è la scelta giusta e quali sono le alternative, da che cosa dipende il costo e perché si arriva sempre a un preventivo scritto dopo la visita, oltre a dove fare l'endodonzia negli Studi Dentistici Adamanti in Toscana, con il Dott. Emanuele Amico.
Che cos'è l'endodonzia e di cosa si occupa?
L'endodonzia è la branca dell'odontoiatria che si occupa dell'interno del dente e dei tessuti intorno alla punta della radice: quando la polpa si infiamma o si infetta, la cura canalare rimuove il tessuto malato, disinfetta e sagoma i canali e li sigilla, così il dente può restare in bocca invece di essere estratto.
Per capire di che cosa si parla serve un'immagine semplice dell'anatomia. Sotto lo smalto c'è la dentina, e al centro del dente c'è la polpa: un tessuto molle fatto di vasi sanguigni e fibre nervose, quello che quasi tutti chiamano "il nervo del dente". La polpa occupa la camera pulpare nella parte alta e scende poi nei canali radicolari, che possono essere uno solo negli incisivi e tre o quattro nei molari, spesso curvi e sottili come un capello. All'apice di ogni radice un piccolo foro mette in comunicazione il canale con l'osso.
Quando una carie profonda, una frattura o un trauma raggiungono la polpa, il tessuto si infiamma (pulpite) e, se l'infiammazione supera un certo punto, non torna più indietro: la polpa va incontro a necrosi e i batteri colonizzano i canali. Da lì l'infezione esce dall'apice e infiamma l'osso circostante, dando la cosiddetta parodontite apicale, che in radiografia appare come un'area scura e che i pazienti conoscono con il nome di granuloma; nelle fasi acute può comparire un ascesso con gonfiore.
Cura canalare, terapia canalare, trattamento canalare, devitalizzazione: sono nomi diversi della stessa cura. L'odontoiatra che si occupa di questi trattamenti lavora su uno spazio minuscolo con l'obiettivo di eliminare batteri e tessuto necrotico e di chiudere ermeticamente i canali, perché sia l'organismo a riparare l'osso intorno alla radice nei mesi successivi.
Quando serve una cura canalare o devitalizzazione?
Serve quando la polpa del dente è infiammata in modo irreversibile oppure è già necrotica e infetta: in questi casi non esiste una terapia più semplice che la faccia guarire, e le uniche due strade sono la cura canalare o l'estrazione del dente.
I segnali che portano il paziente in studio sono abbastanza tipici, anche se nessuno di essi da solo fa diagnosi:
- Dolore spontaneo. Fitte che arrivano senza stimolo, spesso peggiori la sera o da sdraiati, che svegliano di notte.
- Dolore al caldo che si calma con il freddo. È un segnale frequente di polpa sofferente in modo avanzato.
- Sensibilità prolungata. Dopo un sorso freddo il fastidio resta per minuti invece di sparire subito.
- Dolore alla masticazione. Il dente fa male se lo si tocca o ci si morde sopra, segno che l'infiammazione ha raggiunto l'osso apicale.
- Gonfiore o fistola. Una bolla sulla gengiva vicino alla radice, che a volte scarica e poi si riforma.
- Dente scurito. Un colore più grigio rispetto ai vicini, tipico dopo un trauma anche vecchio di anni.
Esiste però una quota di casi completamente silenziosi: una polpa necrotica può non dare alcun sintomo e la lesione apicale si scopre per caso su una radiografia fatta per altri motivi. È uno dei motivi per cui i controlli periodici hanno senso anche quando non fa male niente. Le Linee guida nazionali per la promozione della salute orale del Ministero della Salute ricordano che la carie resta fra le patologie croniche più diffuse nella popolazione, e la carie profonda è la causa più comune di danno pulpare.
La diagnosi non si fa mai sul sintomo raccontato al telefono. Servono la visita, i test di vitalità e di percussione, il sondaggio della gengiva intorno al dente e almeno una radiografia; in casi complessi può essere indicata un'indagine tridimensionale. Solo a quel punto si può dire se il dente va curato dall'interno, se basta un'otturazione profonda o se il problema è di altra natura.
Endodonzia negli Studi Dentistici Adamanti
Dal 1997 in Toscana
Dolore al caldo, fitte notturne, un ascesso o un vecchio dente devitalizzato che fa di nuovo male: raccontaci la situazione e scegli la sede più comoda fra le sei in Toscana per una visita con radiografia e piano di cura scritto.
Come si svolge una terapia canalare, passo per passo?
Si svolge in anestesia locale, in una o due sedute, isolando il dente con una diga di gomma e lavorando all'interno dei canali con strumenti dedicati: si toglie il tessuto malato, si disinfettano e si modellano i canali, si misura la loro lunghezza esatta e infine li si riempie con un materiale che li sigilla.
I passaggi, nell'ordine in cui il paziente li vive:
- Anestesia. Il dente e i tessuti intorno vengono anestetizzati prima di iniziare; durante la seduta si può sempre segnalare un fastidio e integrare l'anestesia.
- Isolamento. Un foglio di gomma montato su un uncino isola il dente dalla saliva. Le linee guida di qualità della European Society of Endodontology lo indicano come standard del trattamento endodontico: serve a non reinfettare i canali mentre si lavora e a evitare che liquidi e strumenti finiscano in bocca.
- Apertura e ricerca dei canali. Si crea un accesso attraverso la corona fino alla camera pulpare e si individuano gli imbocchi dei canali, che in un molare possono essere più di quanti se ne vedano a occhio.
- Misurazione della lunghezza di lavoro. Con un localizzatore elettronico e con radiografie di controllo si stabilisce fino a dove arrivare: non oltre l'apice, non troppo prima.
- Sagomatura e disinfezione. Strumenti sottili allargano e modellano i canali, mentre soluzioni disinfettanti scorrono all'interno per ridurre la carica batterica anche nelle zone che nessuno strumento raggiunge.
- Otturazione dei canali. Lo spazio pulito viene riempito con guttaperca e un cemento sigillante, per chiudere la via d'ingresso ai batteri.
- Ricostruzione. Nella stessa seduta o poco dopo il dente viene ricostruito; nei denti molto indeboliti si programma una corona.
Quando l'infezione è estesa o il dente è molto dolente, può essere ragionevole dividere il lavoro in due appuntamenti, lasciando nel mezzo una medicazione interna e una chiusura provvisoria. Negli Studi Dentistici Adamanti il numero di sedute previsto, le radiografie necessarie e il tipo di ricostruzione finale vengono messi per iscritto nel piano di cura consegnato dopo la visita, così che nulla resti affidato alla memoria di una conversazione.
Fa male? Che cosa si sente durante e dopo l'endodonzia?
Durante la seduta si lavora in anestesia locale e la procedura è in genere ben tollerata; nei giorni successivi è frequente una dolenzia alla masticazione, che di solito si riduce progressivamente.
La paura della devitalizzazione nasce quasi sempre dal ricordo del dolore che precede la cura, non da quello della cura in sé: un dente in pulpite acuta fa male da giorni e chi arriva in studio associa quel dolore al trattamento. In realtà la terapia canalare serve proprio a togliere la causa del dolore. Nei denti con infiammazione acuta l'anestesia può richiedere qualche attenzione in più e tecniche integrative, e va detto all'operatore se si sente qualcosa: si può sempre intervenire durante la seduta.
Dopo, il dente può risultare sensibile al morso per alcuni giorni, perché i tessuti intorno all'apice restano infiammati finché non si riparano. In una minoranza di casi compare un fastidio più marcato nelle prime 48 ore, il cosiddetto flare-up, che si gestisce con un controllo ravvicinato. Antibiotici o antinfiammatori, se servono, li prescrive il medico dopo la visita.
Nei giorni successivi conviene masticare dal lato opposto finché la ricostruzione non è definitiva, evitare cibi molto duri sul dente trattato e segnalare subito gonfiore che aumenta, febbre o dolore che non accenna a calare. Negli Studi Dentistici Adamanti il paziente viene istruito su che cosa è normale e su che cosa non lo è prima di lasciare la poltrona, perché sapere in anticipo che cosa aspettarsi riduce moltissimo l'ansia dei giorni dopo.
Quanto dura un dente curato in endodonzia?
Un dente trattato correttamente e poi ricostruito e protetto può durare molti anni: revisioni sistematiche pubblicate sulla letteratura endodontica internazionale, fra cui l'International Endodontic Journal, riportano tassi di sopravvivenza superiori all'85% a distanza di dieci anni, con differenze legate al dente, alla quantità di struttura residua e al tipo di restauro.
La cura canalare, da sola, non salva il dente: lo rende trattabile. Il fattore che pesa di più sul destino a lungo termine è ciò che si mette sopra. Un dente posteriore molto demolito, con pareti sottili, tende a fratturarsi sotto i carichi della masticazione: per questo, nei casi indicati, si programma una corona o un restauro che abbracci le cuspidi, mentre un incisivo con poca perdita di struttura può bastarsi con una ricostruzione adesiva. La scelta si fa guardando quanto dente è rimasto, non per abitudine.
Gli altri fattori che incidono sono la qualità del sigillo nel tempo, la salute della gengiva intorno al dente, il bruxismo e l'igiene quotidiana. Un dente devitalizzato non è immune dalla carie: non duole più, e proprio per questo una carie nuova sotto il bordo di una corona può passare inosservata a lungo. È il motivo per cui i controlli periodici e le sedute di igiene professionale contano, su questi denti, più che su altri.
Quando qualcosa non funziona, non è detto che la strada finisca lì. Un dente che torna a dare sintomi o che mostra una lesione apicale persistente può essere ricandidato a un ritrattamento canalare, cioè alla rimozione del vecchio materiale e alla ripetizione della cura, oppure a un piccolo intervento chirurgico sull'apice della radice. Negli Studi Dentistici Adamanti queste possibilità vengono discusse con il paziente prima di prendere in considerazione l'estrazione, con i limiti e le probabilità dichiarati in modo esplicito.
Quando l'endodonzia non è la scelta giusta?
Non è la scelta giusta quando il dente non è ricostruibile o non è mantenibile: se la struttura residua è troppo poca per ancorare un restauro, se esiste una frattura verticale della radice, se il supporto osseo è gravemente compromesso da malattia parodontale, la cura canalare porterebbe a un dente da estrarre comunque, magari dopo mesi.
Vale però anche il contrario, ed è la parte che si dice meno spesso: in molti casi la soluzione meno invasiva viene prima. Una carie profonda con polpa ancora sana e sintomi lievi può non richiedere alcuna devitalizzazione, ma un'otturazione eseguita con attenzione e, in casi selezionati, tecniche che mirano a mantenere viva la polpa. Un dolore da denti stretti di notte o da gengiva infiammata non si cura aprendo un dente. Prima di aprire, quindi, si verifica che la diagnosi regga davvero.
Quando invece il dente non è recuperabile, le alternative sono l'estrazione seguita da una sostituzione, che può essere un impianto in titanio, un ponte sui denti vicini o una protesi rimovibile, oppure l'estrazione senza sostituzione nei casi in cui non serva. Ognuna di queste vie ha tempi, costi e conseguenze diverse, e la scelta dipende dall'arcata, dai denti vicini, dall'osso disponibile e dalle abitudini del paziente.
Ci sono poi situazioni in cui l'endodonzia è tecnicamente possibile ma va programmata con prudenza: canali fortemente calcificati, strumenti fratturati in precedenti trattamenti, anatomie anomale, pazienti con condizioni generali che richiedono coordinamento con il medico curante. Negli Studi Dentistici Adamanti, quando il caso è al limite, si dice quanto vale la pena provare e che cosa succede se non funziona, invece di promettere un risultato che nessuno può assicurare in anticipo.
Da che cosa dipende il costo di un'endodonzia?
Dipende soprattutto da quanti canali ha il dente e da quanto è complessa la situazione: un incisivo monocanalare e un molare con quattro canali curvi non richiedono lo stesso tempo, lo stesso numero di radiografie e gli stessi materiali. Per questo il costo si può indicare solo dopo la visita, in un preventivo scritto.
Le variabili che entrano nel conto sono soprattutto queste. Il dente. Incisivi e canini, premolari, molari hanno anatomie progressivamente più impegnative. Il tipo di trattamento. Una prima cura canalare è una cosa; un ritrattamento, che comporta rimuovere vecchio materiale, perni o corone, è un lavoro più lungo e delicato. Le condizioni di partenza. Un ascesso in atto, un canale calcificato o una lesione estesa allungano il percorso. Gli esami. Le radiografie necessarie alla diagnosi e ai controlli. La ricostruzione finale. È una voce a sé: ricostruire un dente o proteggerlo con una corona non fa parte della cura canalare in senso stretto, ma è ciò che ne determina la durata.
Il confronto che conta non è mai fra due numeri isolati, ma fra due percorsi completi: curare e ricostruire il dente da un lato, estrarlo e poi sostituirlo dall'altro, con i tempi e i controlli che ciascuna via comporta negli anni. Mettere a confronto solo la singola prestazione porta quasi sempre a una decisione sbagliata.
Negli Studi Dentistici Adamanti il preventivo viene consegnato per iscritto dopo la visita e la radiografia, voce per voce, con indicate le fasi previste e ciò che potrebbe cambiare strada facendo. È un documento da portare a casa e rileggere, non una cifra detta a voce sulla poltrona.
Perché fare l'endodonzia negli Studi Dentistici Adamanti?
Perché un dente con la polpa malata ha bisogno di una diagnosi fatta bene prima ancora che di una mano ferma: negli Studi Dentistici Adamanti il percorso parte sempre dalla visita con radiografia, prosegue con un piano di cura scritto e si chiude con i controlli nel tempo, nella sede più comoda fra le sei della Toscana.
Le sedi sono a Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto: sei studi che lavorano con gli stessi protocolli e la stessa impostazione clinica, così che un paziente della Piana, della Valdinievole, del Valdarno inferiore o della costa possa scegliere il luogo più raggiungibile senza cambiare modo di essere curato. Questo conta soprattutto in endodonzia, dove può servire un secondo appuntamento ravvicinato o un controllo a distanza di mesi.
La parte che facciamo pesare di più è la trasparenza: che cosa ha il dente, che cosa si può fare, che cosa succede se non si fa nulla, quali alternative esistono e con quali probabilità. Nessun trattamento viene presentato come risolutivo per definizione, e le condizioni generali di salute e i farmaci in corso vengono raccolti in anamnesi prima di qualsiasi decisione. Quando un dente non è recuperabile lo diciamo, invece di intraprendere una cura destinata a fallire.
Il primo passo è sempre lo stesso: una visita, con la radiografia necessaria a capire davvero che cosa sta succedendo dentro e attorno alla radice. Parlarne non impegna a iniziare alcuna cura, e se hai dolore o un gonfiore in corso conviene non rimandare la valutazione. Compila il modulo scegliendo la sede più vicina a te: ti richiamiamo per fissare l'appuntamento con il Dott. Emanuele Amico o con il collega di riferimento della sede.
Endodonzia in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
Gli Studi Dentistici Adamanti hanno sei sedi in Toscana: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto. Le pagine di città spiegano come si organizza la visita nella sede più comoda e come si prenota: Endodonzia a Lucca, Endodonzia a Empoli, Endodonzia a Montecatini Terme, Endodonzia a Pistoia, Endodonzia a Pisa, Endodonzia a Castelfranco di Sotto.
Direttore sanitario degli Studi Dentistici Adamanti: Dott. Roberto Guazzetti. Orari di apertura: lun-ven 9:00-19:00.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa è la pagina nazionale del percorso «Endodonzia conservativa» degli Studi Dentistici Adamanti: qui trovi l'area clinica e la pagina di ogni città, con la stessa cura raccontata dallo studio che la esegue.
- L'area clinica: Endodonzia conservativa
- Endodonzia a Lucca
- Endodonzia a Empoli
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- Endodonzia a Pistoia
- Endodonzia a Pisa
- Endodonzia a Castelfranco di Sotto
- Tutte le aree cliniche degli studi Adamanti
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Sono stata presso lo studio dentistico già un paio di volte e con me anche mio figlio e mio marito. L'ambiente è piacevole, cordiale, sereno. La cura per il paziente è evidente ed il dottore è attentissimo. Ho effettuato una igiene orale e l'igienista è stata delicata e precisa. È la prima volta che esco da uno studio dentistico rilassata più di quanto sono arrivata e senza alcun fastidio. Io continuerò a servirmi presso questo studio e mi sento di consigliarlo vivamente. ❤️ ” — Castelfranco di Sotto
“ Ci sono stata per la prima volta e mi sono trovata bene fin da subito: molto accoglienti e gentili, personale medico competente e alla mano, studio ben curato e pulito. Rapidi anche nel servizio: tutto positivo. ” — Lucca
“ Studio pulito e organizzato. Tutti bravissimi a partire dagli assistenti ai dottori. Menzione d’onore al dottor Pinochi che l’ho conosciuto prima in palestra e poi per passaparola; tutti ne hanno parlato sempre benissimo e non posso che unirmi anche io alle svariate persone che ne parlano bene! É stato veramente delicato in tutte le fasi. Non posso che consigliarvi questo studio! Consigliatissimi ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ ” — Montecatini Terme
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Adamanti consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Quanto dura una seduta di cura canalare?
Dipende dal dente: un incisivo con un solo canale richiede in genere meno tempo di un molare che può averne tre o quattro, spesso curvi o calcificati. Molte sedute si collocano fra i quaranta e i novanta minuti circa. Il tempo previsto viene stimato in visita, dopo la radiografia, e può allungarsi se si devono rimuovere vecchie ricostruzioni o perni.
Quante sedute servono per devitalizzare un dente?
Il trattamento può concludersi in una sola seduta oppure in due, con una medicazione interna e una chiusura provvisoria nel mezzo. La scelta dipende dallo stato della polpa, dalla presenza di infezione o di gonfiore, dall'anatomia dei canali e dalla durata tollerata dal paziente. Il numero previsto viene indicato nel piano di cura scritto consegnato dopo la visita e può cambiare se emergono difficoltà.
Si può fare una cura canalare in gravidanza?
In molti casi sì, perché lasciare un'infezione dentale attiva comporta rischi maggiori del trattamento. Il periodo considerato più indicato è di solito il secondo trimestre, e le radiografie si eseguono solo se indispensabili, con le protezioni previste. La gravidanza va sempre dichiarata in anamnesi: il percorso viene valutato caso per caso e concordato con il medico che segue la paziente.
Perché il dente fa male dopo la devitalizzazione?
Perché i tessuti intorno alla punta della radice restano infiammati per qualche giorno dopo il lavoro all'interno dei canali: è frequente una dolenzia alla masticazione che si riduce progressivamente. Se invece il dolore aumenta, compare gonfiore che cresce o febbre, conviene farsi rivedere in tempi brevi. Ogni eventuale terapia di supporto viene valutata dal medico dopo un controllo.
Dopo la cura canalare serve sempre la corona?
Non sempre, ma spesso sui denti posteriori sì. La decisione si prende guardando quanta struttura sana è rimasta: un molare molto demolito tende a fratturarsi sotto i carichi della masticazione e viene protetto con una corona o con un restauro che copra le cuspidi, mentre un incisivo poco danneggiato può essere ricostruito in modo più conservativo. Va valutato caso per caso in visita.
Un dente devitalizzato può cariarsi di nuovo?
Sì. La cura canalare elimina la polpa, non rende il dente immune alla carie. Il problema è che il dente non ha più sensibilità e una nuova lesione, magari sotto il bordo di una corona o di una ricostruzione, può crescere senza dare dolore. Per questo i controlli periodici e l'igiene professionale hanno su questi denti un valore anche maggiore che sugli altri.
Il granuloma si può curare senza estrarre il dente?
In molti casi sì. Il granuloma apicale è la reazione dell'osso a un'infezione che proviene dall'interno del dente: eliminando la causa con la cura canalare o con un ritrattamento, l'osso può ripararsi nel giro di mesi, e il risultato si verifica con radiografie di controllo a distanza. Quando la guarigione non avviene si valutano un intervento sull'apice della radice o l'estrazione.
Si può fare l'endodonzia su un dente del giudizio?
È tecnicamente possibile, ma non sempre ha senso. I denti del giudizio hanno spesso radici curve e anatomie difficili, sono poco accessibili e in molte bocche non svolgono una funzione masticatoria reale perché non hanno un antagonista. Se il dente è utile alla masticazione o serve come pilastro, la cura si può prendere in considerazione; altrimenti l'estrazione è spesso la scelta più ragionevole.
Cosa succede se non curo un dente con la polpa infetta?
L'infezione non si risolve da sola. Il dolore può anche sparire quando la polpa muore del tutto, ma i batteri restano nei canali e continuano a uscire dall'apice, mantenendo l'infiammazione dell'osso. Con il tempo possono comparire ascessi, gonfiori ricorrenti e perdita di osso intorno alla radice, fino a rendere il dente non più recuperabile. Rimandare, di solito, riduce le opzioni disponibili.
Il dente devitalizzato diventa scuro?
Può succedere, soprattutto sugli incisivi e soprattutto quando la polpa è andata in necrosi dopo un trauma: i pigmenti liberati all'interno della dentina possono scurire il dente nel tempo. Esistono tecniche di schiaritura interna per i denti già trattati e, in alternativa, soluzioni di tipo protesico o adesivo. Quale sia indicata nel singolo caso si stabilisce in visita.
Posso guidare e tornare al lavoro dopo la seduta?
In genere sì, perché si lavora in anestesia locale e non si altera lo stato di coscienza. Nelle prime ore la guancia o il labbro restano insensibili: conviene evitare bevande molto calde e fare attenzione a non mordersi. Meglio masticare dal lato opposto finché la ricostruzione non è definitiva e programmare la seduta in una giornata non troppo impegnativa.
Che cos'è il ritrattamento canalare e quando serve?
È la ripetizione di una cura già eseguita: si rimuove il vecchio materiale dai canali, si ripulisce e si disinfetta di nuovo e si richiude. Serve quando il dente torna a dare sintomi, quando la radiografia mostra una lesione apicale che non guarisce o quando il sigillo precedente risulta insufficiente. È un lavoro più lungo della prima cura e va preceduto da una valutazione della recuperabilità del dente.
I denti da latte si devitalizzano?
Sui denti da latte si adottano approcci diversi da quelli dei denti permanenti, perché quei denti sono destinati a cadere e sotto di loro si sta formando il dente definitivo. Esistono trattamenti della polpa specifici per l'età pediatrica, valutati insieme al momento della permuta e alla collaborazione del bambino. La scelta fra cura ed estrazione va fatta in visita, con una radiografia adeguata.
Come si prenota una visita di endodonzia negli Studi Dentistici Adamanti?
Si compila il modulo presente in questa pagina indicando nome, telefono e sede preferita fra Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto; si viene poi richiamati per fissare l'appuntamento nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì. Alla visita si esegue la radiografia necessaria e si riceve un piano di cura scritto. Parlarne non impegna a iniziare alcun trattamento.
Un dente con la polpa malata raramente guarisce da solo: il dolore può passare, l'infezione no.
Se il tuo dente si possa curare con una terapia canalare, con quante sedute e con quale ricostruzione dopo, si stabilisce in visita, con una radiografia davanti e un piano di cura scritto da leggere a casa con calma.
Prenota la visita per il dente dolorante oppure chiama lo : rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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