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Aggiornato il 18 settembre 2026
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Pagina: Ortodonzia a Lucca
- Che cos'è l'ortodonzia e di cosa si occupa?
- Quando serve un apparecchio ai denti?
- Qual è l'età giusta per iniziare l'ortodonzia?
- Quali tipi di apparecchio si usano oggi?
- L'ortodonzia funziona anche negli adulti?
- Quanto dura la cura ortodontica e perché serve la contenzione?
- Quando l'ortodonzia non è la scelta giusta?
- Quanto costa l'ortodonzia e che cosa incide sul preventivo?
- Come si svolge un percorso di ortodonzia negli studi Adamanti?
- Ortodonzia in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
In questa pagina trovi che cos'è l'ortodonzia e perché un dente si può spostare, i segnali che portano a valutare un apparecchio, l'età in cui conviene la prima visita e quella in cui si inizia davvero, i tipi di apparecchio usati oggi (fisso, linguale, allineatori trasparenti, dispositivi per la crescita), come funziona la cura negli adulti, quanto dura e perché la contenzione non è un dettaglio, i casi in cui l'apparecchio non è la scelta giusta con rischi e alternative, che cosa incide sul costo e come viene messo per iscritto, e come si svolge il percorso negli Studi Dentistici Adamanti in Toscana, con la Dott.ssa Linda Da Mommio.
Che cos'è l'ortodonzia e di cosa si occupa?
L'ortodonzia è la branca dell'odontoiatria che si occupa della posizione dei denti e del rapporto fra le due arcate: sposta denti storti, chiude o apre spazi, corregge affollamento e morsi che non combaciano, usando forze leggere e continue e, nei pazienti in crescita, guidando lo sviluppo delle ossa.
Molti chiamano questa cura semplicemente apparecchio ai denti, ma l'apparecchio è lo strumento, non il progetto. Il punto di partenza è la diagnosi della malocclusione, cioè del modo scorretto in cui i denti di sopra e quelli di sotto si incontrano: si guardano il viso e il profilo, la posizione dei singoli elementi, le radiografie, i modelli o le scansioni delle arcate, la masticazione, la deglutizione e la respirazione. Solo dopo si decide se, quando e con quale mezzo spostare qualcosa.
Il motivo per cui un dente può cambiare posizione è biologico. Una forza leggera e costante applicata alla corona fa rimodellare l'osso alveolare che circonda la radice: da un lato l'osso si riassorbe, dall'altro se ne forma di nuovo, e il dente accompagna questo cambiamento millimetro dopo millimetro. È la ragione per cui i tempi si misurano in mesi e non in settimane, e per cui forze eccessive non accelerano il risultato ma possono danneggiare i tessuti di sostegno.
In pratica si distinguono due momenti molto diversi. Il trattamento intercettivo riguarda il bambino che sta crescendo e serve a correggere in anticipo un morso crociato, un palato stretto o le conseguenze di un'abitudine come il succhiamento del pollice. Il trattamento correttivo riguarda invece la dentatura permanente di ragazzi e adulti e allinea i denti nella posizione che serve a masticare bene, a pulirsi bene e a durare nel tempo.
Quando serve un apparecchio ai denti?
Un apparecchio serve quando la posizione dei denti o il modo in cui le arcate combaciano crea un problema di funzione, di igiene o di aspetto che non si risolve da solo con la crescita.
Le situazioni che portano più spesso a una valutazione sono poche e riconoscibili.
- Affollamento. I denti non hanno spazio, si accavallano e ruotano: si pulisce peggio negli spazi nascosti e aumenta il rischio di carie e di infiammazione gengivale.
- Spazi e diastemi. Denti distanziati, spesso fra gli incisivi superiori, a volte legati alla forma del frenulo o a un dente che manca.
- Morso profondo o morso aperto. I denti superiori coprono troppo quelli inferiori, oppure davanti resta una finestra che rende difficile tagliare il cibo.
- Morso crociato. L'arcata superiore chiude dentro quella inferiore, in modo totale o su un solo lato, con possibile deviazione della mandibola durante la chiusura.
- Denti che non escono. Canini o altri elementi rimasti inclusi nell'osso, che richiedono una valutazione radiografica per capire se e come recuperarli.
- Abitudini e respirazione. Succhiamento del pollice o del ciuccio oltre l'età, respirazione prevalentemente orale, lingua che spinge sui denti: incidono sulla forma delle arcate nei bambini.
Non ogni irregolarità va trattata. Una lieve rotazione di un incisivo, in una persona che si pulisce bene e non ha problemi funzionali, in molti casi può semplicemente essere tenuta sotto controllo nel tempo. Negli Studi Dentistici Adamanti la prima cosa che si fa è distinguere ciò che è un problema vero da ciò che è una piccola imperfezione: è una valutazione che si fa in visita, guardando anche gengive, carie e usura, non soltanto l'allineamento.
Ortodonzia negli studi Adamanti
Dal 1997 in Toscana
Denti affollati, un morso che non combacia, un bambino da controllare o un allineamento rimandato da anni: raccontaci la situazione e scegli la sede più comoda tra le sei in Toscana per una prima visita con piano scritto.
Qual è l'età giusta per iniziare l'ortodonzia?
Non esiste un'età unica: la prima valutazione conviene presto, intorno ai 6-7 anni, mentre la cura vera e propria si colloca nel momento in cui serve, che può essere l'infanzia, l'adolescenza o l'età adulta.
L'American Association of Orthodontists raccomanda una prima visita di controllo dell'occlusione entro i sette anni, quando compaiono i primi denti permanenti: non per mettere un apparecchio subito, ma per riconoscere in tempo i problemi che è più semplice correggere mentre le ossa crescono. Sulla stessa linea, le linee guida del Ministero della Salute per la promozione della salute orale in età evolutiva raccomandano visite odontoiatriche precoci e regolari nei bambini.
Le finestre di intervento, in concreto, sono tre. Fra i 6 e i 10 anni si lavora su morso crociato, palato stretto e abitudini viziate, con dispositivi che sfruttano la crescita e restano in bocca spesso pochi mesi. Fra gli 11 e i 14 anni, con la dentatura permanente completa, si concentra la maggior parte dei trattamenti di allineamento. Dopo i 18 anni i denti si spostano ancora, con tempi in genere un po' più lunghi e con più attenzione alla salute di gengive e osso.
Negli studi Adamanti la visita di un bambino non finisce sempre con un apparecchio: molto spesso finisce con un controllo programmato a distanza di mesi, perché attendere il momento giusto fa parte della cura e anticipare senza motivo allunga soltanto il percorso.
Quali tipi di apparecchio si usano oggi?
La stessa correzione può essere ottenuta con strumenti diversi: apparecchi fissi con attacchi e filo, dispositivi rimovibili, allineatori trasparenti e apparecchi che agiscono sulle ossa nei pazienti in crescita.
- Apparecchio fisso. Attacchi incollati sui denti, i cosiddetti brackets, e un filo che li collega: è il sistema più versatile, disponibile in metallo o in ceramica del colore del dente, e lavora senza dipendere dalla costanza di chi lo porta.
- Apparecchio linguale. Gli stessi attacchi applicati sulla faccia interna dei denti, quindi poco visibili dall'esterno; richiede un periodo di adattamento della lingua e della pronuncia.
- Allineatori trasparenti. Mascherine removibili su misura, da sostituire a intervalli regolari: funzionano solo se restano in bocca per la gran parte della giornata e della notte, quindi la collaborazione di chi le porta è parte della terapia.
- Apparecchi mobili e funzionali. Placche e dispositivi da portare in determinate ore, usati soprattutto nei bambini per guidare la crescita, allargare le arcate o interrompere un'abitudine.
- Espansore. Un dispositivo che allarga un palato stretto sfruttando la sutura ossea mediana, ancora modificabile nei pazienti giovani.
- Contenzione. Un filo sottile incollato dietro i denti o una mascherina trasparente da portare la notte: non sposta nulla, serve a mantenere la posizione raggiunta.
Non esiste un apparecchio adatto a tutti. La scelta dipende dal tipo di malocclusione, dall'età, dallo stato di gengive e smalto, dai millimetri da recuperare e anche dalla vita di chi lo porta: chi suona uno strumento a fiato, chi fa sport di contatto e chi non riesce a togliere e rimettere una mascherina più volte al giorno hanno esigenze diverse. Negli studi Adamanti le alternative possibili vengono messe per iscritto, con vantaggi e limiti di ciascuna, prima di iniziare.
L'ortodonzia funziona anche negli adulti?
Sì: l'osso si rimodella a qualsiasi età e i denti si possono spostare anche a cinquant'anni, a condizione che gengive e osso di supporto siano sani e che carie e infiammazioni siano state trattate prima.
La differenza rispetto all'adolescente non è la possibilità di muovere i denti, ma il contesto. Nell'adulto non c'è più crescita da sfruttare, quindi un problema scheletrico marcato non si corregge con il solo apparecchio; i movimenti tendono a richiedere un po' più di tempo; spesso in bocca ci sono otturazioni ampie, corone, denti mancanti o vecchi lavori da coordinare.
Il punto più delicato è la salute delle gengive. Spostare denti su un parodonto infiammato o con osso già ridotto può peggiorare la situazione: in presenza di parodontite l'infiammazione va messa sotto controllo prima e monitorata durante tutta la cura, con sedute di igiene più frequenti. È una valutazione che coinvolge anche un odontoiatra che si occupa di malattie delle gengive, insieme a chi segue il caso ortodontico.
Nell'adulto l'allineamento è spesso preparatorio: raddrizzare un dente inclinato prima di una corona, aprire lo spazio giusto per un impianto, livellare il piano di masticazione prima di una riabilitazione. Negli studi Adamanti questi casi si affrontano con un piano unico, in cui la parte ortodontica e quella protesica vengono decise insieme fin dall'inizio.
Quanto dura la cura ortodontica e perché serve la contenzione?
La maggior parte dei trattamenti completi dura fra i 12 e i 30 mesi, con controlli ogni 4-8 settimane; alcune correzioni limitate si chiudono in pochi mesi, mentre i casi complessi possono andare oltre i due anni.
La durata non è una promessa ma una previsione, e dipende da quanti millimetri servono, dal tipo di movimento richiesto, dalla risposta biologica individuale e — con gli apparecchi rimovibili — dalle ore effettive di utilizzo. Controlli saltati, attacchi che si staccano o mascherine portate poco allungano il percorso in modo concreto.
Nei primi giorni dopo l'applicazione e dopo ogni regolazione è normale avvertire tensione e fastidio nel mordere, che in genere si attenua in due o tre giorni; antibiotici o antinfiammatori, se servono, li prescrive il medico dopo la visita. Possono comparire anche piccole irritazioni della mucosa nella fase di adattamento.
Alla rimozione dell'apparecchio il lavoro non è finito. I denti hanno una tendenza documentata a tornare indietro, la cosiddetta recidiva, per l'elasticità dei tessuti e per i cambiamenti che continuano nel corso della vita: la contenzione, fissa o rimovibile, serve proprio a stabilizzare il risultato e va mantenuta a lungo, con controlli periodici. Negli studi Adamanti la contenzione viene spiegata e programmata già nel piano iniziale, perché è parte della cura e non un accessorio finale.
Quando l'ortodonzia non è la scelta giusta?
Un apparecchio non va iniziato quando ci sono infiammazioni o carie non trattate, quando il problema è scheletrico e va affrontato in altro modo, quando le aspettative non sono realistiche o quando la collaborazione necessaria non c'è.
Le situazioni in cui conviene fermarsi, o fare altro prima, sono ben definite. Una parodontite attiva va curata e stabilizzata, perché muovere denti su gengive infiammate è un rischio. Carie e ascessi vanno risolti prima. Un'igiene domiciliare insufficiente con un apparecchio fisso aumenta la probabilità di macchie bianche da decalcificazione dello smalto e di infiammazione gengivale: in questi casi si lavora prima sulla pulizia, oppure si valuta una soluzione rimovibile. Nei problemi scheletrici marcati dell'adulto, allineare i denti non cambia il rapporto fra le ossa e va discussa, con prudenza, l'ipotesi di un percorso combinato con chirurgia ortognatica.
Ci sono anche rischi da conoscere prima di firmare qualsiasi piano: fastidio nelle fasi iniziali, possibile riassorbimento delle radici, in genere di entità limitata, recidiva se la contenzione non viene portata, sintomi a carico dell'articolazione della mandibola che vanno valutati caso per caso.
Ed esistono alternative, da considerare per prime. In alcune situazioni la scelta ragionevole è non trattare e controllare nel tempo. In altre, un piccolo intervento conservativo può bastare a chiudere uno spazio antiestetico senza spostare nulla. Negli studi Adamanti vale un criterio semplice: la soluzione meno invasiva viene sempre prima, e se l'apparecchio non serve viene detto chiaramente.
Quanto costa l'ortodonzia e che cosa incide sul preventivo?
Il costo di un trattamento non è un prezzo di listino ma la somma di ciò che il singolo caso richiede: negli Studi Dentistici Adamanti la cifra viene scritta solo nel preventivo, dopo la visita e dopo aver letto le radiografie.
Le indagini periodiche pubblicate in Italia dalle associazioni dei consumatori, come i confronti fra preventivi odontoiatrici raccolti da Altroconsumo, mostrano che per lo stesso tipo di cura le proposte variano sensibilmente da studio a studio e da tecnica a tecnica. È il motivo per cui un numero letto online, senza il caso davanti, dice poco: serve capire che cosa comprende.
- La complessità. Quanti millimetri servono e che tipo di movimento è richiesto: ruotare un incisivo e correggere un morso crociato non sono lo stesso lavoro.
- La durata prevista. Un percorso di sei mesi e uno di due anni hanno un numero di controlli molto diverso.
- La tecnica scelta. Apparecchio fisso in metallo, attacchi estetici, apparecchio linguale e allineatori trasparenti hanno costi di materiali e di laboratorio differenti.
- Le cure preliminari. Igiene, carie o terapia delle gengive da fare prima vanno considerate a parte.
- La contenzione e i controlli successivi. Fanno parte del risultato e vanno chiariti fin dall'inizio.
Sul piano fiscale, l'Agenzia delle Entrate riconosce alle spese odontoiatriche la detrazione Irpef del 19% sulla parte che eccede la franchigia prevista per le spese sanitarie, purché il pagamento sia tracciabile e documentato. Negli studi Adamanti il preventivo è sempre scritto, dettagliato per voci e consegnato da leggere a casa, senza che questo impegni a iniziare la cura.
Come si svolge un percorso di ortodonzia negli studi Adamanti?
Il percorso comincia sempre con una visita di valutazione: si raccoglie la storia clinica, si esamina la bocca, si prescrivono le radiografie necessarie e solo dopo si costruisce il piano, che viene consegnato per iscritto con obiettivi, alternative, tempi previsti e costi.
Nella prima seduta si guarda tutto, non solo l'allineamento: carie, stato delle gengive, usura dei denti, abitudini, eventuali rumori o dolori dell'articolazione. Se servono, si eseguono una panoramica e una teleradiografia del cranio, che permettono di studiare il rapporto fra le ossa, e si prendono impronte o scansioni digitali delle arcate.
Il piano viene poi discusso con calma. Negli Studi Dentistici Adamanti si spiega perché una soluzione è preferibile a un'altra, che cosa cambia per la vita di tutti i giorni, quanti controlli sono previsti e che cosa succede se qualcosa non va come atteso. Nei minori il colloquio coinvolge sempre i genitori, perché la riuscita dipende anche da ciò che si fa a casa.
Durante la cura i controlli sono programmati a intervalli regolari, con sedute di igiene professionale più frequenti del solito perché un apparecchio rende la pulizia più difficile. Alla fine si passa alla contenzione e ai controlli nel tempo. Le sei sedi Adamanti in Toscana — Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto — lavorano con lo stesso metodo, così chi si trasferisce o cambia città può proseguire il percorso senza ricominciare da capo. Il primo passo, in ogni caso, resta una visita.
Ortodonzia in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
Gli Studi Dentistici Adamanti hanno sei sedi in Toscana: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto. Le pagine di città spiegano come si organizza la visita nella sede più comoda e come si prenota: Ortodonzia a Lucca, Ortodonzia a Empoli, Ortodonzia a Montecatini Terme, Ortodonzia a Pistoia, Ortodonzia a Pisa, Ortodonzia a Castelfranco di Sotto.
Direttore sanitario degli Studi Dentistici Adamanti: Dott. Roberto Guazzetti. Orari di apertura: lun-ven 9:00-19:00.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa è la pagina nazionale del percorso «Ortodonzia» degli Studi Dentistici Adamanti: qui trovi l'area clinica e la pagina di ogni città, con la stessa cura raccontata dallo studio che la esegue.
- L'area clinica: Ortodonzia
- Ortodonzia a Lucca
- Ortodonzia a Empoli
- Ortodonzia a Montecatini Terme
- Ortodonzia a Pistoia
- Ortodonzia a Pisa
- Ortodonzia a Castelfranco di Sotto
- Tutte le aree cliniche degli studi Adamanti
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ” — Pistoia
“ La bravura del dottor Palla é imparagonabile. L'ho conosciuto un paio di anni fa, per mia grande fortuna. Per errore di un dentista di un altro ambulatorio ero in una situazione difficile da mesi, ho girato 6 - 7 ambulatori, anche quelli più rinomati di Pisa e dintorni, nessun dottore era disposto ad aiutarmi, hanno detto che non é possibile... Dr. Palla invece ha detto, facciamolo, e il lavoro é venuto benissimo. Non ho sentito nulla, durante il lavoro, e quando il dottore dopo un oretta di lavoro ha detto "va bene per oggi abbiamo finito",non volevo alzarmi dalla poltrona! Gliel'ho chiesto, se possiamo fare ancora qualcos'altro, dall'altra parte della bocca, l'altro dente, e lui mi ha accontentato. Ringrazio a Edoardo e a tutto lo staff per la gentilezza. Ambulatorio nuovo, molto bello, bravo Antonio che esegue le pulizie denti, la Silvia, le segretarie ed assistenti. ” — Pisa
“ Personale professionalmente molto qualificato, gentilissimo e disponibilissimo. Sono a Lucca da soli 3 anni e sono felice di aver trovato una clinica dentaria super qualificata. Grazie anche alle signorine della reception, sorridenti e gentili. ” — Lucca
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Adamanti consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
A che età si porta un bambino alla prima visita ortodontica?
In genere intorno ai 6-7 anni, quando spuntano i primi denti permanenti: è il momento in cui si riconoscono morso crociato, palato stretto o abitudini che è più semplice correggere durante la crescita. La visita non significa mettere subito un apparecchio: molto spesso si conclude con un controllo programmato a distanza di mesi.
Quanto dura mediamente un trattamento ortodontico completo?
La maggior parte dei percorsi completi dura fra 12 e 30 mesi, con controlli ogni 4-8 settimane. Alcune correzioni limitate si chiudono in pochi mesi, mentre casi complessi possono superare i due anni. La durata dipende dai millimetri da recuperare, dal tipo di movimento e, con gli apparecchi rimovibili, dalle ore di utilizzo effettivo. È una previsione, non una promessa.
L'apparecchio fa male?
Dopo l'applicazione e dopo ogni regolazione è normale avvertire tensione e fastidio nel mordere per due o tre giorni, perché i denti si stanno muovendo. Nella fase di adattamento possono comparire piccole irritazioni della mucosa. Il fastidio in genere si attenua da solo: antibiotici o antinfiammatori, se servono, li prescrive il medico dopo la visita.
Gli allineatori trasparenti vanno bene per tutti i casi?
No. Le mascherine trasparenti sono efficaci in molte situazioni di affollamento o spaziatura, ma alcuni movimenti complessi si controllano meglio con un apparecchio fisso. Inoltre funzionano solo se restano in bocca per la gran parte della giornata e della notte: se la costanza è un problema, il risultato ne risente. Quale sia la tecnica adatta va valutato in visita.
Si può fare ortodonzia negli Studi Dentistici Adamanti anche da adulti?
Sì. Gli Studi Dentistici Adamanti seguono percorsi ortodontici anche in età adulta, a condizione che gengive e osso di supporto siano sani e che carie o infiammazioni siano state trattate prima. Nell'adulto i tempi possono essere un po' più lunghi e spesso l'allineamento serve a preparare una corona o uno spazio protesico: il piano viene costruito insieme fin dall'inizio.
Che cos'è la contenzione e per quanto tempo va portata?
È il dispositivo che mantiene i denti nella posizione raggiunta: un filo sottile incollato dietro gli incisivi oppure una mascherina trasparente da portare la notte. Serve perché i denti tendono a tornare indietro, per l'elasticità dei tessuti e per i cambiamenti che continuano nella vita. Va mantenuta a lungo, con controlli periodici stabiliti caso per caso.
Con l'apparecchio fisso posso mangiare di tutto?
Conviene evitare cibi molto duri, appiccicosi o da mordere direttamente con gli incisivi, come croste rigide, caramelle gommose, ghiaccio o frutta intera da addentare: possono staccare gli attacchi e allungare il trattamento. Tagliare il cibo a pezzi piccoli risolve gran parte del problema. Le indicazioni precise vengono date al momento dell'applicazione.
L'apparecchio rovina lo smalto dei denti?
L'apparecchio in sé non danneggia lo smalto, ma rende la pulizia più difficile: dove la placca ristagna intorno agli attacchi possono comparire macchie bianche da decalcificazione. Per questo durante la cura servono spazzolamento accurato, scovolini e sedute di igiene professionale più frequenti. Se l'igiene domiciliare non è sufficiente, si valuta una soluzione rimovibile.
Si possono spostare i denti se ho la parodontite?
Va prima curata e stabilizzata l'infiammazione. Spostare denti su gengive infiammate o con osso già ridotto può peggiorare la situazione. Quando la parodontite è sotto controllo, in molti casi il movimento ortodontico è possibile e talvolta utile, con sedute di igiene ravvicinate e controlli frequenti durante tutta la cura. La valutazione si fa in visita, con le radiografie.
Quanto costa un apparecchio ortodontico in Italia?
Non esiste una cifra unica: i confronti fra preventivi odontoiatrici pubblicati in Italia dalle associazioni dei consumatori, come Altroconsumo, mostrano differenze sensibili fra studi e fra tecniche. Il costo dipende dalla complessità del caso, dalla durata prevista, dal tipo di apparecchio, dalle cure preliminari e dalla contenzione. La cifra viene scritta nel preventivo dopo la visita.
Le spese per l'ortodonzia sono detraibili?
Le spese odontoiatriche rientrano fra le spese sanitarie detraibili ai fini Irpef nella misura del 19% sulla parte eccedente la franchigia prevista, secondo le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate, a condizione che il pagamento sia tracciabile e la spesa documentata da fattura. Le regole aggiornate vanno sempre verificate con il proprio consulente fiscale.
Serve togliere dei denti per fare l'apparecchio?
Non sempre. L'estrazione di uno o più denti permanenti si valuta quando lo spazio necessario per allineare le arcate non può essere ottenuto in altro modo, per esempio espandendo o rimodellando leggermente i contatti. È una decisione che si prende sulle radiografie e sulle misure, discutendone vantaggi e alternative prima di iniziare.
Se ho già portato l'apparecchio da ragazzo e i denti si sono rispostati?
È la recidiva, ed è frequente quando la contenzione non è stata portata abbastanza a lungo. In molti casi si può intervenire di nuovo, spesso con un percorso più breve del primo, e poi stabilizzare il risultato con una contenzione mantenuta nel tempo. Quanto serva davvero rifare si stabilisce con una nuova valutazione e nuove radiografie.
Posso fare sport o suonare uno strumento a fiato con l'apparecchio?
Sì. Per gli sport di contatto è consigliato un paradenti su misura che protegga labbra e attacchi. Chi suona uno strumento a fiato può avere bisogno di qualche settimana di adattamento, e in certi casi si preferisce una soluzione diversa dall'apparecchio linguale. Sono aspetti da dire in visita, perché incidono sulla scelta.
Quante sedi Adamanti seguono i percorsi ortodontici in Toscana?
Gli Studi Dentistici Adamanti hanno sei sedi in Toscana: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto. Lavorano con lo stesso metodo di visita, piano scritto e controlli programmati, così chi cambia città o si trasferisce per studio o lavoro può proseguire il percorso senza ricominciare da capo.
Un apparecchio non è un prodotto da scegliere a catalogo: è la conseguenza di una diagnosi, e la diagnosi si fa guardando denti, gengive, ossa e abitudini.
Se nel tuo caso convenga trattare adesso, aspettare o semplicemente controllare nel tempo, e con quale tipo di apparecchio, si stabilisce in visita, con le radiografie davanti e un piano scritto da leggere con calma a casa.
Prenota la visita ortodontica: scegli la sede e lasciaci il numero, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
Parlarci non
ti impegna.
- 1Visita, radiografie e piano scritto
- 2Apparecchio e controlli periodici
- 3Rimozione e contenzione nel tempo
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Le sedi Adamanti
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Lucca
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55100 Lucca (LU) -
Montecatini Terme
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51016 Montecatini Terme (PT) -
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50053 Empoli (FI) -
Pistoia
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51100 Pistoia (PT) -
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56017 Ghezzano, San Giuliano Terme (PI) -
Castelfranco di Sotto
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56022 Castelfranco di Sotto (PI)
Lascia nome e telefono e scegli la sede: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa o Castelfranco di Sotto. Ti richiamiamo per fissare la prima visita ortodontica con le radiografie necessarie.

