Scritto e revisionato da:
Aggiornato il 14 settembre 2026
Lettura: 7 min
Articolo: Chirurgia Orale
- Incluso non vuol dire solo dente del giudizio
- Perché lo scopri solo adesso
- Cosa può fare un dente fermo nell'osso
- Come si guarda davvero un dente incluso
- Le strade che si valutano, caso per caso
- Come si svolge il percorso nello studio di Empoli
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Empoli
- Cosa dicono i pazienti di Empoli
- Domande frequenti
In sintesi
Una panoramica di routine rivela un dente mai spuntato, fermo nell'osso da decenni. Cosa significa a 50 anni e quali strade si valutano caso per caso. In questa pagina: incluso non vuol dire solo dente del giudizio; perché lo scopri solo adesso; cosa può fare un dente fermo nell'osso; come si guarda davvero un dente incluso. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Empoli ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0571-82591 e ti richiamiamo per la visita.
Un dente incluso è un dente permanente che si è formato ma non è mai uscito in arcata: è rimasto fermo dentro l'osso, coperto dalla gengiva. Quando lo si scopre a cinquant'anni su una panoramica fatta per tutt'altro motivo, quasi mai è un'urgenza. Ma non è nemmeno un dettaglio da archiviare: quel dente ha un rapporto anatomico con le radici vicine, con l'osso e con eventuali piani protesici futuri, e va inquadrato prima di decidere se toglierlo, recuperarlo o tenerlo sotto controllo.
Sono il Dott. Luca La Scala, mi occupo di chirurgia orale e implantologia nello studio Adamanti di Empoli. La scena si ripete spesso: un paziente adulto fa una radiografia panoramica per valutare un impianto, un problema parodontale o un molare dolente, e sulla lastra compare la sagoma bianca e nitida di un dente che nessuno si aspettava. Non fa male, non si vede, non ha mai dato fastidio. La prima domanda è sempre la stessa: "E adesso?".
Incluso non vuol dire solo dente del giudizio
Nell'immaginario comune il dente incluso è l'ottavo, il terzo molare che resta bloccato dietro. È il caso più frequente, ma non l'unico. I denti che con più probabilità restano inclusi, dopo i terzi molari, sono:
- Il canino superiore, che ha il tragitto di eruzione più lungo di tutta la dentatura e a volte devia, restando bloccato in posizione palatale o vestibolare.
- I premolari, soprattutto i secondi premolari inferiori, spesso in associazione a un dente da latte che non è mai caduto.
- I denti sovrannumerari, elementi in più rispetto alla formula dentaria normale, che restano nell'osso senza alcuna funzione.
- Gli incisivi superiori, più raramente, di solito per un trauma subìto da bambini o per un ostacolo sul percorso di eruzione.
Nell'adulto la situazione più tipica è il canino incluso accompagnato dal canino da latte ancora in bocca. Quel dente deciduo, che avrebbe dovuto cadere intorno agli undici o dodici anni, in alcuni casi resiste per decenni. Molte persone lo scoprono solo quando quel dente piccolo, con la radice ormai consumata, comincia a muoversi.
Una revisione sistematica con metanalisi sulla prevalenza dei denti inclusi (Alalola et al., 2026) conferma che si tratta di una condizione tutt'altro che rara nella popolazione generale, con i terzi molari nettamente in testa e i canini mascellari come seconda categoria per frequenza.
Perché lo scopri solo adesso
Un dente incluso, di norma, non manda segnali. È completamente circondato da osso e gengiva, non ha contatti con il cavo orale, non partecipa alla masticazione e non è raggiungibile dai batteri della placca. Può stare fermo trent'anni senza produrre un sintomo.
Chi lo scopre in età adulta ci arriva quasi sempre per una strada indiretta:
- Una radiografia panoramica richiesta per pianificare un impianto o una protesi.
- Un controllo ortodontico chiesto per l'affollamento dei denti anteriori.
- Il dente da latte che finalmente si muove o si frattura.
- Un'indagine radiologica fatta per un dolore che poi si rivela di tutt'altra origine.
L'assenza di sintomi non è di per sé una rassicurazione definitiva, e nemmeno un allarme. È semplicemente un'informazione parziale: dice che oggi quel dente non disturba, non dice cosa sta facendo alle strutture che ha intorno. Quella parte si legge solo sulle immagini.
Dente incluso scoperto da adulti
Da 20 anni a Empoli
Dente del giudizio, estrazione o cisti? Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per la valutazione chirurgica.
Cosa può fare un dente fermo nell'osso
Le situazioni che meritano attenzione sono poche e ben identificate, e sono la vera ragione per cui vale la pena inquadrare il caso invece di dimenticarlo.
- Riassorbimento delle radici vicine. È il rischio più studiato per il canino incluso. Uno studio con tomografia computerizzata a fascio conico (Abualfaraj e Sabban, 2026) ha analizzato il rapporto tridimensionale tra l'angolazione del canino incluso e il riassorbimento radicolare dell'incisivo laterale adiacente, mostrando come la posizione del dente incluso sia correlata al coinvolgimento del vicino. Sulla panoramica questo dettaglio spesso non si vede.
- Cisti odontogene. Attorno al sacco follicolare di un dente incluso può svilupparsi una cisti, che cresce lentamente e in silenzio erodendo osso. Una valutazione retrospettiva sulla frequenza delle cisti odontogene associate a denti inclusi (Koşar e Dağ, 2025) documenta questa associazione. Sono eventi non comuni, ma si intercettano solo radiograficamente.
- Interferenza con progetti protesici. Se in quella zona serve un impianto, la presenza di un dente incluso cambia lo spazio osseo disponibile e va gestita prima, non durante l'intervento.
- Il dente da latte che cede. Un deciduo con radice riassorbita non è un sostituto stabile a lungo termine: quando si perde, lascia un'area da riabilitare.
Come si guarda davvero un dente incluso
La panoramica è il punto di partenza, non l'esame conclusivo. È un'immagine bidimensionale che appiattisce strutture disposte su piani diversi: quando la radice del dente incluso sembra toccare quella del vicino, o sfiorare il canale del nervo alveolare inferiore, quella sovrapposizione può essere reale oppure solo apparente.
Per questo, quando la posizione lo richiede, si passa a una TAC cone beam eseguita in sede a Empoli: l'immagine tridimensionale mostra la profondità reale del dente, la sua angolazione, lo spessore dell'osso da attraversare e la distanza effettiva dalle strutture nobili. È su questi dati, non sull'impressione della lastra, che si costruisce la decisione.
Le strade che si valutano, caso per caso
Non esiste un protocollo unico per il dente incluso dell'adulto. Le opzioni sono queste, e si pesano insieme al paziente.
- Monitoraggio radiografico programmato. Quando il dente è profondo, stabile, non produce riassorbimenti sui vicini e non intralcia alcun piano di cura, tenerlo sotto osservazione con controlli periodici è una scelta clinicamente sostenibile. Monitorare significa fissare un intervallo di controllo, non rimandare a tempo indeterminato.
- Estrazione chirurgica. Diventa l'opzione da considerare quando c'è un riassorbimento in atto sul dente adiacente, quando è presente una lesione cistica, quando il dente ostacola una riabilitazione o quando dà sintomi. Si tratta di un intervento ambulatoriale in anestesia locale, con accesso all'osso pianificato sulle immagini tridimensionali: trovi il percorso descritto nel dettaglio nella pagina dedicata all'estrazione di un dente incluso a Empoli.
- Disinclusione e trazione ortodontica. È la strada che punta a portare il dente in arcata, esponendolo chirurgicamente e guidandolo con un apparecchio. Una revisione sistematica con metanalisi sulle tecniche di esposizione, aperta e chiusa (Cassina et al., 2018), ha messo a confronto gli esiti dei due approcci. Nell'adulto questa opzione va valutata con più cautela che nell'adolescente: con l'età aumenta la probabilità che il dente sia anchilosato, cioè fuso all'osso, e in quel caso non si muove.
- Sostituzione implantare. Quando il dente incluso viene rimosso, o quando cede il deciduo che occupava lo spazio, si valuta se e come riabilitare l'area, tenendo conto del volume osseo residuo dopo l'intervento.
I criteri che orientano la scelta sono l'età, la profondità e l'angolazione del dente, lo stato delle radici vicine, la presenza o meno di una lesione associata, le condizioni generali di salute e gli obiettivi funzionali ed estetici della persona che ho davanti. Due panoramiche apparentemente simili possono portare a due decisioni diverse.
Come si svolge il percorso nello studio di Empoli
La prima visita serve a mettere insieme i dati: esame clinico, panoramica e, se la posizione lo richiede, la TAC cone beam che eseguiamo direttamente in sede. Da lì costruiamo il quadro e le opzioni reali per quel caso, con un preventivo scritto che elenca ogni fase. Per chi lo chiede, in studio si definiscono anche le formule di pagamento rateale disponibili, insieme al preventivo.
Lo studio è in Via Raffaello Sanzio 199/A, vicino al centro e alla stazione di Empoli, comodo dalla FI-PI-LI: seguiamo pazienti da tutto l'Empolese-Valdelsa, da Vinci, Cerreto Guidi, Montelupo Fiorentino, Castelfiorentino e Fucecchio. Lo studio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19. Al telefono, negli stessi orari, la segretaria può fissare l'appuntamento in giornata.
Prenota una visita diagnostica allo 0571-82591 se una radiografia ha mostrato un dente mai erotto e vuoi capire cosa comporta nel tuo caso: valutiamo la posizione con le immagini adeguate e ti consegniamo il quadro completo delle opzioni con un piano di cura scritto.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Empoli
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Empoli. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Empoli
- Parodontologo a Empoli
- Dentista pediatrico a Empoli
- Tutte le aree cliniche dello studio di Empoli
Cosa dicono i pazienti di Empoli
“ Sono stata in questo studio per la prima volta e mi sono trovata molto bene. Seduta di igiene e visita entrambe eseguite in maniera attenta e scrupolosa. Professionisti qualificati e affidabili, meravigliosa l'accoglienza da parte della segretaria. Ambiente molto pulito e ordinato. ”
“ Ho apprezzamento molto la cordiale accoglienza all'ingresso, la musica rilassante di sottofondo e poi i dottori sono stati molto professionali nello specificare con attenzione (e parole semplici) i trattamenti da eseguire, anche con ulteriori consigli specifici e mirati al mio caso. Grazie davvero. ”
“ Sono molto contenta dell’esperienza, allo studio Adamanti sono tutti disponibili e gentilissimi. Sicuramente tornerò sempre lì per qualsiasi procedura di cui abbia bisogno. ”
Leggi tutte le 232 recensioni su Google.
Domande frequenti
Quando devo andare dal dentista per un dente incluso che non fa male?
L'assenza di dolore non è un criterio sufficiente per decidere di non fare nulla, perché un dente incluso agisce sulle strutture vicine senza dare sintomi. Il momento adatto per una valutazione è quello in cui si viene a sapere della sua esistenza: una visita con le immagini appropriate stabilisce se quel dente è stabile e monitorabile o se sta interferendo con qualcosa, e produce un quadro scritto su cui ragionare senza fretta.
A cinquant'anni ha ancora senso provare a recuperare il dente?
Va valutato caso per caso. Con l'aumentare dell'età cresce la probabilità che il dente sia anchilosato all'osso, condizione in cui la trazione ortodontica non ottiene il movimento. La verifica passa dall'esame tridimensionale e da una valutazione ortodontica congiunta: se il recupero non è praticabile, si ragiona sulle altre strade.
Il dente da latte che ho ancora in bocca va tolto subito?
Non necessariamente. Un canino deciduo che ha mantenuto una radice sufficiente, senza mobilità e senza infiammazione intorno, può essere conservato e controllato nel tempo. Quando invece la radice è riassorbita e il dente si muove, si pianifica in anticipo cosa metterci al suo posto, invece di aspettare che si perda da solo.
Serve la TAC o basta la panoramica?
Dipende da cosa mostra la panoramica. Se il dente è lontano da strutture delicate e non ci sono segni di sofferenza sui denti vicini, l'immagine bidimensionale può bastare per il monitoraggio. Se invece c'è una sovrapposizione con la radice di un altro dente, con il canale del nervo o con il seno mascellare, la TAC cone beam è quella che chiarisce i rapporti reali ed evita di pianificare su un'ipotesi.
Il primo passo è una visita con la radiografia giusta.
Un'estrazione si programma: lo studio Adamanti di Empoli valuta il dente, l'osso e la tua storia clinica prima di fissare l'intervento.
Prenota la visita chirurgica oppure chiama lo 0571-82591: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Visita e radiografia (panoramica o TAC)
- 2Intervento programmato in anestesia locale
- 3Controllo post-operatorio
Link correlati
Le sedi Adamanti
-
Lucca
Via delle Ville Prima 966
55100 Lucca (LU) -
Montecatini Terme
Via Tripoli 22
51016 Montecatini Terme (PT) -
Empoli
Via Raffaello Sanzio 199/A
50053 Empoli (FI) -
Pistoia
Via N. Machiavelli 27
51100 Pistoia (PT) -
Pisa
Via Giosuè Carducci 51
56017 Ghezzano, San Giuliano Terme (PI) -
Castelfranco di Sotto
Via Giuseppe Posarelli 9
56022 Castelfranco di Sotto (PI)
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per la valutazione chirurgica.