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Aggiornato il 17 settembre 2026
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Articolo: Parodontologia
- Dopo quanto cadono i denti con la parodontite non curata?
- Come fa la parodontite a far perdere un dente?
- Quali denti si perdono per primi con la parodontite?
- Cosa accelera la perdita dei denti con la parodontite?
- Si può fermare la parodontite prima che il dente cada?
- Quando non conviene cercare di salvare un dente mobile?
- Quali segnali non ignorare anche senza dolore?
- Cosa succede ai denti dopo la terapia parodontale?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Domande frequenti
In sintesi
Dopo quanto cadono i denti con la parodontite: da cosa dipendono i tempi, cosa accelera la perdita e cosa cambia con la terapia. In questa pagina: dopo quanto cadono i denti con la parodontite non curata; come fa la parodontite a far perdere un dente; quali denti si perdono per primi con la parodontite; cosa accelera la perdita dei denti con la parodontite. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
Dopo quanto cadono i denti con la parodontite non ha una risposta uguale per tutti. Senza cure la malattia consuma l'osso che sostiene i denti in modo lento e progressivo, spesso nell'arco di anni, con tempi molto diversi da persona a persona e da dente a dente. Fumo, diabete, igiene irregolare e carichi eccessivi possono accelerarla. La terapia parodontale e i controlli regolari possono rallentarla o fermarla.
Dopo quanto cadono i denti con la parodontite non curata?
Non esiste un numero di anni valido per tutti: un dente cade quando ha perso gran parte dell'osso e dei tessuti che lo ancorano, e ci si arriva con velocità molto diverse.
Nella maggior parte dei pazienti che visito la malattia procede a fasi: periodi quasi silenziosi si alternano a momenti in cui l'infiammazione è più attiva e l'osso si riduce più in fretta. Per questo due persone con la stessa età possono trovarsi in situazioni molto lontane.
Esistono poi forme a progressione rapida, un tempo chiamate aggressive, che possono comparire anche in persone giovani. In questi casi la perdita di sostegno può correre più veloce, e la diagnosi precoce conta ancora di più.
Come fa la parodontite a far perdere un dente?
La parodontite distrugge poco alla volta il legamento e l'osso intorno alla radice, finché il dente non ha più abbastanza sostegno per restare stabile.
Tutto parte dalla placca batterica che si accumula al colletto. Se non viene rimossa, la gengiva si infiamma e il solco fra dente e gengiva si approfondisce, diventando una tasca parodontale in cui i batteri trovano riparo.
In un solco sano la sonda parodontale entra di solito per pochi millimetri, entro circa 3 mm. Quando la tasca si approfondisce e sanguina al sondaggio, il segnale va preso sul serio: uno studio del 2015 sul Journal of Periodontal Research (Gonzalez e colleghi) ha messo in relazione il sanguinamento al sondaggio con le variazioni di profondità delle tasche nel tempo.
Man mano che l'osso cala, il dente comincia a muoversi, si sposta, può allungarsi o aprire spazi con i vicini. La caduta è l'ultima tappa di un percorso lungo.
Dopo quanto cadono i denti con la parodontite
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Quali denti si perdono per primi con la parodontite?
Spesso i primi a cedere sono i molari e gli incisivi inferiori, ma la malattia non colpisce tutti i denti allo stesso modo.
- I molari. Hanno più radici e zone difficili da pulire fra una radice e l'altra, dove la placca resta a lungo.
- Gli incisivi inferiori. Hanno radici sottili e poco osso intorno, quindi risentono prima della perdita di sostegno.
- I denti già compromessi. Denti con otturazioni debordanti, corone mal adattate o in posizione affollata trattengono più placca.
La parodontite quindi non fa cadere per forza tutti i denti insieme: più spesso alcuni elementi sono molto colpiti e altri restano abbastanza stabili.
Cosa accelera la perdita dei denti con la parodontite?
Alcuni fattori rendono la malattia più veloce e la risposta alle cure meno prevedibile: conoscerli aiuta a capire i propri tempi.
- Il fumo. Riduce l'irrorazione della gengiva, nasconde il sanguinamento e peggiora la guarigione dopo la terapia.
- Il diabete non compensato. Favorisce l'infiammazione e rende i tessuti più fragili.
- Il bruxismo. Uno studio recente sull'effetto del bruxismo nella strumentazione sottogengivale della parodontite di stadio II e III ha valutato come il digrignamento possa influire sui risultati della terapia.
- L'igiene irregolare. Senza pulizia quotidiana degli spazi fra i denti, la placca si riforma in fretta.
- La familiarità. Chi ha genitori che hanno perso i denti presto ha motivo di fare controlli più attenti.
Si può fermare la parodontite prima che il dente cada?
In molti casi sì: la terapia parodontale può fermare la progressione, a patto di proseguire con i controlli nel tempo.
Il percorso di solito comincia con la terapia non chirurgica: pulizia profonda delle tasche, rimozione del tartaro sotto la gengiva, istruzioni di igiene su misura. Solo dopo una rivalutazione si decide se serve altro. Trovi le prestazioni descritte nella pagina dei trattamenti.
La parte che fa davvero la differenza è la terapia di supporto. Il consensus europeo del 2015 pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology (Sanz e Bäumer) indica la rimozione professionale della placca come parte della prevenzione secondaria della parodontite.
L'intervallo dei richiami lo decide il medico in base al rischio: nei primi tempi può essere di 3-6 mesi, poi si adatta a come risponde la bocca.
Quando non conviene cercare di salvare un dente mobile?
Prima si prova la strada più semplice; si rinuncia al dente quando il sostegno rimasto non basta più o quando tenerlo mette a rischio i denti vicini.
- Prima le soluzioni conservative. Terapia delle tasche, igiene accurata e, se utile, uno splintaggio che unisce i denti mobili per ridurre i carichi.
- Quando l'osso è quasi assente. Un dente che si muove in tutte le direzioni e non migliora dopo la terapia difficilmente torna stabile.
- Quando le infezioni si ripetono. Ascessi frequenti sullo stesso elemento possono danneggiare l'osso dei denti accanto.
- Quando masticare fa male. Un dente che impedisce di mangiare va rivalutato con attenzione.
Per approfondire cosa si può recuperare, c'è la guida sulla mobilità dentale da parodontite. Se un dente va tolto, impianti e altre soluzioni si valutano solo dopo aver tenuto sotto controllo la malattia.
Quali segnali non ignorare anche senza dolore?
La parodontite spesso non fa male per molto tempo, quindi i segnali da non ignorare sono altri.
- Il sanguinamento. Gengive che sanguinano con lo spazzolino o il filo.
- Le gengive ritirate. Denti che sembrano più lunghi di prima.
- L'alito. Un cattivo odore che ritorna nonostante la pulizia.
- Gli spazi nuovi. Denti che si spostano o si aprono a ventaglio.
- La mobilità. Un dente che si muove sotto la lingua o masticando.
- Il gonfiore. Pus o rigonfiamenti vicino alla gengiva: antibiotici o antinfiammatori, se servono, li prescrive il medico dopo la visita.
Cosa succede ai denti dopo la terapia parodontale?
Dopo la terapia l'infiammazione si riduce, le tasche possono diventare meno profonde e molti denti si muovono meno, anche se l'osso già perso di norma non torna da solo.
Quando visito un paziente alla rivalutazione guardo sanguinamento, profondità delle tasche e mobilità, e confronto i dati con quelli iniziali. Da qui nasce il piano dei controlli. Puoi conoscere il mio percorso nella mia pagina del team.
Il primo passo è una visita: con il sondaggio e le radiografie si capisce quanto sostegno resta a ogni dente e quali tempi aspettarsi nel tuo caso. Puoi prenotarla su prenota.adamanti.it oppure scegliere uno degli studi Adamanti in Toscana dalla pagina delle sedi.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Adamanti. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Ho sempre avuto una forte paura del dentista, soprattutto dell’anestesia, al punto da rimandare spesso le cure. Questa volta però ho deciso di fidarmi… ed è stata la scelta migliore che potessi fare. Il dottore è stato straordinario!! estremamente professionale, delicato e capace di mettermi a mio agio fin dal primo momento. Durante tutto il trattamento mi sono sentita tranquilla e seguita, cosa per me davvero fondamentale. Un ringraziamento speciale va anche a Monica, che lavora nello studio: mi ha spiegato tutto in modo chiaro e preciso, con una dolcezza e una disponibilità rare. Mi ha trasmesso fiducia e serenità, aiutandomi a superare le mie paure. Non è facile per me dire queste cose, ma oggi posso dirlo con il cuore: se avete paura del dentista, questo è il posto giusto. Qui non troverete solo professionalità, ma anche umanità, attenzione e comprensione. ” — Montecatini Terme
“ Sono stata presso lo studio dentistico già un paio di volte e con me anche mio figlio e mio marito. L'ambiente è piacevole, cordiale, sereno. La cura per il paziente è evidente ed il dottore è attentissimo. Ho effettuato una igiene orale e l'igienista è stata delicata e precisa. È la prima volta che esco da uno studio dentistico rilassata più di quanto sono arrivata e senza alcun fastidio. Io continuerò a servirmi presso questo studio e mi sento di consigliarlo vivamente. ❤️ ” — Castelfranco di Sotto
“ Ci sono stata per la prima volta e mi sono trovata bene fin da subito: molto accoglienti e gentili, personale medico competente e alla mano, studio ben curato e pulito. Rapidi anche nel servizio: tutto positivo. ” — Lucca
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Domande frequenti
Dopo quanti anni cadono i denti con la parodontite non curata?
Non c'è un numero fisso di anni. In molti pazienti la perdita di osso è lenta e procede a fasi, in altri è più rapida. Solo la visita, con il sondaggio e le radiografie, permette di capire a che punto è la malattia.
La parodontite fa cadere tutti i denti o solo alcuni?
Più spesso colpisce alcuni denti più di altri. Molari e incisivi inferiori sono tra i più esposti, mentre altri elementi possono restare stabili a lungo. Il quadro cambia molto da bocca a bocca.
Un dente che si muove per la parodontite dopo quanto cade?
Dipende da quanto osso resta intorno alla radice e da quanto è attiva l'infiammazione. Un dente appena mobile può restare in bocca a lungo se la malattia viene curata. Un dente molto mobile e non trattato rischia di cedere prima.
Si può fermare la caduta dei denti causata dalla parodontite?
In molti casi la progressione si può fermare con la terapia parodontale e con i controlli successivi. L'osso già perso di norma non si ricostruisce da solo. L'obiettivo è conservare il sostegno che resta.
Le forme di parodontite a progressione rapida fanno cadere i denti più in fretta?
Sì, possono far perdere sostegno più velocemente, anche in persone giovani. Per questo, se in famiglia ci sono casi di perdita precoce dei denti, conviene fare una valutazione parodontale. La diagnosi precoce permette di intervenire prima.
Il fumo accelera la perdita dei denti con la parodontite?
Il fumo peggiora la malattia e rende meno prevedibile la guarigione dopo le cure. Inoltre riduce il sanguinamento delle gengive e può nascondere il problema. Smettere aiuta anche la risposta alla terapia.
Un dente mobile per parodontite si può salvare?
Spesso sì, soprattutto se la mobilità è iniziale e la terapia viene seguita con costanza. Si parte sempre dalle soluzioni più semplici. L'estrazione si valuta quando il sostegno rimasto non basta più.
Dopo la terapia parodontale i denti smettono di muoversi?
Molti denti si muovono meno quando l'infiammazione si riduce. Una parte della mobilità può restare se l'osso perso è molto. La rivalutazione dopo la terapia mostra quanto si è recuperato.
La parodontite può far perdere i denti senza dolore?
Sì, la malattia resta spesso silenziosa per lungo tempo. Sanguinamento, gengive ritirate, alito cattivo e denti che si spostano sono i segnali da osservare. Non aspettare il dolore per farsi controllare.
Si possono mettere impianti dove i denti sono caduti per parodontite?
Gli impianti si possono valutare, ma solo dopo aver tenuto sotto controllo la malattia. Chi ha avuto la parodontite ha bisogno di igiene accurata e controlli regolari anche intorno agli impianti. La scelta si fa in visita, caso per caso.
Lo splintaggio evita che i denti mobili cadano?
Lo splintaggio unisce i denti mobili e distribuisce meglio i carichi della masticazione. Non cura la parodontite: funziona se accompagnato dalla terapia delle tasche. È una delle soluzioni conservative da considerare prima dell'estrazione.
Ogni quanto vanno fatti i controlli per non perdere i denti con la parodontite?
L'intervallo lo stabilisce il medico in base al rischio di ogni paziente. Nei primi tempi i richiami sono in genere più ravvicinati, poi si adattano alla stabilità raggiunta. La costanza dei controlli conta quanto la terapia iniziale.
Il primo passo è la misurazione delle gengive.
La parodontite si ferma se la si misura in tempo: lo studio Adamanti più vicino a te parte dal sondaggio completo e dal piano di mantenimento.
Prenota la valutazione parodontale oppure chiama lo : rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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- 1Sondaggio parodontale e radiografie
- 2Terapia iniziale e rivalutazione
- 3Mantenimento programmato
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