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Aggiornato il 14 settembre 2026
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Articolo: Implantologia
- Cosa vede la TAC cone beam che una panoramica non mostra?
- Da dove parte la pianificazione di un impianto sulla TAC cone beam?
- Quali decisioni sull'impianto si prendono dalla TAC cone beam?
- Come arriva in sala il progetto dell'impianto fatto sulla cone beam?
- Cosa non può dire la TAC cone beam prima di un impianto?
- Perché la TAC cone beam non si esegue a tutti i pazienti?
- Come si svolge la TAC cone beam nello studio di Montecatini Terme?
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Montecatini Terme
- Cosa dicono i pazienti di Montecatini Terme
- Domande frequenti
In sintesi
Diametro, asse e profondità dell'impianto si decidono sulla scansione 3D, non in sala. Il Dott. La Scala spiega come nasce il progetto a Montecatini. In questa pagina: cosa vede la tac cone beam che una panoramica non mostra; da dove parte la pianificazione di un impianto sulla tac cone beam; quali decisioni sull'impianto si prendono dalla tac cone beam; come arriva in sala il progetto dell'impianto fatto sulla cone beam. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Montecatini Terme ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0572-78502 e ti richiamiamo per la visita.
Chi cerca informazioni sulla TAC cone beam prima di un impianto a Montecatini Terme vuole capire a cosa serva davvero e cosa aggiunga a una radiografia tradizionale. In questa pagina trova cosa misura l'esame tridimensionale, come quelle misure diventano il progetto dell'intervento e cosa invece la scansione non può dire. Diametro, lunghezza, inclinazione e profondità della vite si decidono sullo schermo, giorni prima di entrare in sala: per questo un percorso implantare parte quasi sempre da lì, e non dalla poltrona.
Sono il Dott. Luca La Scala, direttore sanitario dello studio di Via Tripoli 22 a Montecatini Terme, dove seguo implantologia e chirurgia orale. La domanda che sento più spesso quando propongo la scansione tridimensionale è sempre la stessa: "ho già fatto la panoramica, serve davvero anche questa?". La risposta ha meno a che fare con il vedere e molto di più con il misurare. Provo a spiegare cosa succede fra la scansione e il giorno dell'intervento, perché è lì che si gioca quasi tutta la parte tecnica di un impianto.
Cosa vede la TAC cone beam che una panoramica non mostra?
La cone beam mostra lo spessore dell'osso e restituisce misure reali in tre dimensioni, dove la panoramica offre un'immagine piatta e ingrandita in modo variabile. Una radiografia endorale o una panoramica producono un'immagine piatta: tutto ciò che si trova su piani diversi finisce sovrapposto sullo stesso disegno. Va benissimo per controllare una carie, la guarigione di un canale, la posizione di un dente del giudizio. Ha però due limiti strutturali quando serve progettare una chirurgia.
Il primo è che una proiezione bidimensionale racconta l'altezza dell'osso ma non il suo spessore. Una cresta può apparire regolare sulla lastra ed essere, vista di taglio, sottile come una lama: non c'è modo di accorgersene su un'immagine piatta. Il secondo è l'ingrandimento: nella panoramica il fattore di scala cambia da zona a zona, quindi ogni millimetro letto sulla pellicola è una stima, non una misura.
La TAC cone beam funziona in un altro modo. Un fascio a forma di cono compie una sola rotazione attorno alla testa e da quella rotazione il software ricostruisce un volume. Non un'immagine: un blocco di dati che si può tagliare in qualunque direzione. Sul monitor io scorro la mandibola sezione per sezione, come si affetta un pane, e per ogni punto ho tre dimensioni reali invece di due dimensioni approssimate. È questa la differenza che conta: sulla lastra si osserva, sul volume si progetta.
Da dove parte la pianificazione di un impianto sulla TAC cone beam?
Parte dal dente che manca, non dall'osso: prima si stabilisce dove dovrà stare la corona, poi si controlla sulla scansione se l'osso in quel punto è sufficiente. C'è un fraintendimento comune: che l'impianto vada messo dove c'è più osso. Nella pratica il ragionamento è rovesciato. Si parte da dove deve stare il dente — la corona, la sua forma, come dovrà incontrare i denti dell'arcata opposta durante la masticazione — e solo dopo si verifica se l'osso in quel punto è sufficiente a sostenerlo.
Per farlo, sulla scansione tridimensionale si sovrappone la scansione digitale delle arcate, che registra la superficie dei denti e delle gengive. Le due immagini insieme mostrano contemporaneamente il dentro e il fuori: l'osso disponibile e il dente che dovrà nascerci sopra. Un impianto inserito dove l'osso era comodo, ma fuori asse rispetto alla corona, è un problema che si scopre mesi dopo, in fase protesica, quando correggerlo costa molto più tempo.
Cone beam a Montecatini, l'impianto si progetta prima
Da 25 anni a Montecatini Terme
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Quali decisioni sull'impianto si prendono dalla TAC cone beam?
Dalla scansione nascono quattro decisioni: la misura della vite, l'asse di inserimento, il margine di sicurezza da nervo e seno mascellare, e se l'osso basta così com'è. Quando apro un volume cone beam non sto "guardando i denti". Sto prendendo quattro decisioni concrete, che poi finiscono scritte nel piano di cura.
- La misura della vite. Altezza e spessore dell'osso al decimo di millimetro dicono quale diametro e quale lunghezza sono compatibili con quella sede. Non esiste un impianto standard: esiste quello che quell'osso può accogliere.
- L'asse di inserimento. L'inclinazione con cui la vite entra nell'osso determina come emergerà la corona. In zona estetica, nei denti anteriori, uno scostamento di un millimetro nella direzione sbagliata cambia il profilo della gengiva attorno al dente.
- Il margine di sicurezza. Nella mandibola corre il canale del nervo alveolare inferiore, responsabile della sensibilità di labbro e mento; nell'arcata superiore, sopra premolari e molari, c'è il seno mascellare. La loro posizione cambia da persona a persona. Sul volume la distanza si misura, non si stima.
- Se l'osso basta così com'è. Quando il volume residuo è insufficiente, la stessa scansione dice se e dove è possibile ricostruirlo, e con quale tecnica. È il bivio che separa un intervento in una seduta da un percorso con rigenerazione ossea o rialzo del seno: un tema che approfondisco nella pagina dedicata al rialzo del seno mascellare a Montecatini.
Da queste quattro decisioni discende anche la risposta alla domanda sul carico immediato. Una protesi provvisoria fissa avvitata subito richiede una buona stabilità primaria delle viti nell'osso: la scansione fornisce metà degli elementi per capirlo in anticipo, l'altra metà arriva dalla valutazione clinica e dalla sensazione in fase chirurgica.
Come arriva in sala il progetto dell'impianto fatto sulla cone beam?
Il progetto virtuale può restare un riferimento sul monitor oppure diventare un oggetto fisico. Nel secondo caso, sulla pianificazione si costruisce una dima chirurgica: un supporto in resina che si appoggia ai denti o alla mucosa e contiene cilindri metallici che orientano gli strumenti sull'asse e alla profondità stabiliti a tavolino.
Questo trasferimento non avviene mai con precisione assoluta, e vale la pena dirlo con chiarezza. Nella chirurgia implantare guidata statica, tra la posizione pianificata al computer e quella realmente ottenuta resta sempre una deviazione: uno scostamento contenuto, ma esistente e misurabile. È esattamente il motivo per cui nel progetto si prevede sempre un margine di sicurezza rispetto a nervo e seno, invece di puntare al millimetro esatto. La pianificazione aumenta la prevedibilità di un intervento; non elimina la variabilità biologica né la necessità di un chirurgo che sappia leggere quello che trova.
Cosa non può dire la TAC cone beam prima di un impianto?
La scansione dice poco sui tessuti molli e nulla su come guarirà quella persona: gengiva e fattori di rischio si valutano in visita. Un esame tridimensionale è potente proprio perché è specifico, e la specificità ha un rovescio. La scansione misura il tessuto duro: sull'osso è affidabile, sui tessuti molli — spessore e qualità della gengiva attorno al futuro impianto — dice poco, e quella valutazione resta clinica. Corone metalliche, perni e vecchi restauri generano artefatti che possono disturbare la lettura di una zona vicina.
Soprattutto, nessuna immagine racconta come guarirà quella persona. Fumo, diabete non compensato, alcune terapie farmacologiche, una parodontite ancora attiva incidono sull'osteointegrazione più di qualunque millimetro misurato sullo schermo. Per questo la scansione entra in un percorso che comprende anamnesi, visita, valutazione parodontale e, quando serve, il confronto con i colleghi della sede: nel nostro studio la parte parodontale è seguita dal Dott. Andrea Di Stefano, quella conservativa ed endodontica dal Dott. Giovanni Pinochi.
Perché la TAC cone beam non si esegue a tutti i pazienti?
La TAC cone beam dentale espone a una dose di radiazioni ridotta rispetto a una TAC medicale ospedaliera, ma resta un esame radiologico e va giustificato. Il criterio che seguo è pratico: si esegue quando il risultato può cambiare una decisione clinica. Per una carie, un controllo di igiene o il monitoraggio di un'otturazione non serve; per progettare l'inserimento di una vite accanto a un nervo, sì. Anche sulla comunicazione del rischio radiologico in odontoiatria il punto è proprio questo: dose e beneficio vanno pesati e spiegati al paziente, non dati per scontati in nessuna delle due direzioni.
Come si svolge la TAC cone beam nello studio di Montecatini Terme?
Nello studio La Scala di Via Tripoli 22, in centro a pochi passi dagli stabilimenti termali, la TAC cone beam si esegue direttamente in sede. È un dettaglio organizzativo che pesa più di quanto sembri: niente impegnativa per una struttura esterna, niente attesa del referto, niente secondo viaggio per riportare il file. Per chi arriva da Monsummano, Pieve a Nievole, Pescia o Buggiano significa concentrare visita e diagnostica in un unico appuntamento.
L'esame dura pochi secondi: si sta fermi in piedi, il mento appoggiato a un supporto, mentre il braccio della macchina compie un giro. La ricostruzione compare sul computer pochi minuti dopo e la guardiamo insieme, perché vedere la propria mandibola in sezione rende molto più comprensibile il motivo di certe scelte. Dalla pianificazione esce il piano di cura scritto — fasi, sedute, tempi biologici di guarigione, preventivo — e, per chi preferisce distribuire la spesa, le formule di pagamento rateale disponibili, definite in sede insieme al preventivo. Il quadro completo delle opzioni è descritto anche nella pagina dedicata alla TAC dentale a Montecatini.
Due note pratiche per chi lavora: al telefono la segretaria può fissare l'appuntamento in giornata. Lo studio riceve dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19.
Prenota una visita implantologica nello studio La Scala di Montecatini Terme chiamando lo 0572-78502: dalla valutazione clinica e dalla TAC cone beam eseguita in sede riceverai un piano di cura scritto con la pianificazione dell'impianto, i tempi e il preventivo, prima di decidere se procedere.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Montecatini Terme
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Montecatini Terme. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Montecatini Terme
- Parodontologo a Montecatini Terme
- Dentista pediatrico a Montecatini Terme
- Tutte le aree cliniche dello studio di Montecatini Terme
Cosa dicono i pazienti di Montecatini Terme
“ Studio pulito e organizzato. Tutti bravissimi a partire dagli assistenti ai dottori. Menzione d’onore al dottor Pinochi che l’ho conosciuto prima in palestra e poi per passaparola; tutti ne hanno parlato sempre benissimo e non posso che unirmi anche io alle svariate persone che ne parlano bene! É stato veramente delicato in tutte le fasi. Non posso che consigliarvi questo studio! Consigliatissimi ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ ”
“ Sono stato per la prima volta in studio e devo dire che sono rimasto davvero contento e soddisfatto del lavoro svolto. Sono tutti super gentili e ti fanno sentire a tuo agio. Ti consigliano in maniera oggettiva e non per speculazione e tornaconti propri. Consiglio veramente! ”
“ Ho sempre avuto una forte paura del dentista, soprattutto dell’anestesia, al punto da rimandare spesso le cure. Questa volta però ho deciso di fidarmi… ed è stata la scelta migliore che potessi fare. Il dottore è stato straordinario!! estremamente professionale, delicato e capace di mettermi a mio agio fin dal primo momento. Durante tutto il trattamento mi sono sentita tranquilla e seguita, cosa per me davvero fondamentale. Un ringraziamento speciale va anche a Monica, che lavora nello studio: mi ha spiegato tutto in modo chiaro e preciso, con una dolcezza e una disponibilità rare. Mi ha trasmesso fiducia e serenità, aiutandomi a superare le mie paure. Non è facile per me dire queste cose, ma oggi posso dirlo con il cuore: se avete paura del dentista, questo è il posto giusto. Qui non troverete solo professionalità, ma anche umanità, attenzione e comprensione. ”
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Domande frequenti
Posso portare una TAC fatta altrove?
Sì, se è recente e comprende la zona da trattare. Le scansioni cone beam vengono consegnate in un formato standard leggibile dai software di pianificazione, quindi il file è utilizzabile. Va valutato caso per caso: se il volume acquisito esclude la sede dell'impianto o la scansione risale a molto tempo fa, l'informazione può non essere sufficiente per progettare.
La TAC 3D sostituisce la panoramica?
No, rispondono a domande diverse. La panoramica resta l'esame di inquadramento generale: mostra tutte le arcate in un colpo solo, i denti inclusi, le lesioni ampie. La cone beam è mirata a una zona e serve a misurare in tre dimensioni. Nel percorso implantare si usano entrambe, in momenti diversi.
Se la scansione mostra poco osso, l'impianto è escluso?
Non necessariamente. Poco osso significa che il progetto cambia: si valuta un impianto di dimensioni diverse, una posizione alternativa, oppure una ricostruzione ossea prima o durante l'inserimento. La scansione serve appunto a sapere quale di queste strade è percorribile, invece di scoprirlo a intervento iniziato.
Quando devo andare dal dentista se sto valutando un impianto ma non ho fretta?
Prima che la situazione cambi da sola. Dove un dente manca, l'osso non riceve più stimolo masticatorio e si riassorbe in modo progressivo e silenzioso, mentre i denti vicini tendono a inclinarsi verso lo spazio vuoto. Una valutazione con scansione tridimensionale fotografa quanto osso c'è oggi e produce un piano di cura scritto: si può decidere con calma, ma su dati reali e non su ipotesi.
Il primo passo è una visita, con la TAC dove serve.
Per capire se e come sostituire i denti mancanti serve vedere osso e gengiva: lo studio Adamanti di Montecatini Terme lo fa in prima visita, con un piano scritto.
Prenota la visita implantologica oppure chiama lo 0572-78502: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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- 1Prima visita e radiografie in sede
- 2Piano di cura scritto, con fasi e tempi
- 3Intervento e controlli programmati
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