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Aggiornato il 13 settembre 2026
Lettura: 8 min
Articolo: Parodontologia
- Prima tappa: le domande che sembrano fuori tema
- Seconda tappa: l'esame clinico dei tessuti
- Terza tappa: il sondaggio
- Quarta tappa: le radiografie, quando servono
- La diagnosi: perché non basta la parola "parodontite"
- Il piano di cura: cosa deve esserci scritto
- Come si svolge nello studio di Montecatini Terme
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Montecatini Terme
- Cosa dicono i pazienti di Montecatini Terme
- Domande frequenti
In sintesi
Anamnesi, esame dei tessuti, sondaggio, radiografie e piano di cura scritto: come si svolge davvero la prima visita per le gengive. In questa pagina: prima tappa: le domande che sembrano fuori tema; seconda tappa: l'esame clinico dei tessuti; terza tappa: il sondaggio; quarta tappa: le radiografie, quando servono. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Montecatini Terme ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0572-78502 e ti richiamiamo per la visita.
Una prima visita parodontale non è una pulizia dei denti e non finisce con uno strumento in bocca. È una visita di raccolta dati: si parla, si guarda, si misura, e quando serve si fanno delle immagini. Dura in genere tra i quaranta e i sessanta minuti e si conclude con una diagnosi e un piano di cura scritto. Chi non l'ha mai fatta arriva quasi sempre aspettandosi un trattamento, e resta sorpreso dal fatto che alla prima seduta, nella maggior parte dei casi, non si cura ancora nulla.
Chi prenota questo appuntamento ci arriva per tre strade. C'è chi ha visto sangue sullo spazzolino per mesi e ha smesso di considerarlo normale. C'è chi si è sentito dire da un altro professionista "le gengive non sono a posto" senza capire cosa significasse. E c'è chi ha notato un dente che si muove appena, o uno spazio nuovo tra due incisivi che prima non c'era. In tutti e tre i casi la domanda che si portano in sala d'attesa è la stessa: adesso cosa mi fanno?
Prima tappa: le domande che sembrano fuori tema
La visita comincia seduti, vestiti, senza riunito. Il colloquio anamnestico non è un modulo da riempire per burocrazia: la parodontite è una malattia infiammatoria che risponde a fattori generali, e senza quei fattori il quadro clinico si legge male.
Le informazioni che pesano davvero sono queste:
- Il fumo, quantità e da quanti anni. Modifica la risposta dei tessuti alla terapia e va detto con onestà, non minimizzato.
- Il diabete, e soprattutto quanto è compensato. Il rapporto è a doppio senso: un diabete mal controllato peggiora la parodontite, e una parodontite attiva rende più difficile il controllo glicemico. Uno studio retrospettivo su ampia scala pubblicato nel 2026 ha rilevato in ambito odontoiatrico una quota rilevante di iperglicemie fino a quel momento mai diagnosticate, individuate proprio a partire dai pazienti seduti in poltrona.
- I farmaci in corso, tutti. Anticoagulanti, antipertensivi, immunosoppressori, bisfosfonati e alcuni antiepilettici hanno effetti diretti sui tessuti gengivali o sulla gestione delle sedute.
- La familiarità. Un genitore che ha perso i denti presto non è una condanna, ma è un dato che entra nella valutazione del rischio.
- Lo stress e le abitudini notturne. Digrignare non causa la parodontite, ma su un dente con supporto già ridotto il sovraccarico accelera i danni.
- Le gravidanze in corso o programmate, per le variazioni ormonali che amplificano la risposta infiammatoria della gengiva.
Vale la pena arrivare preparati: una lista scritta dei farmaci con i dosaggi, l'ultimo esame del sangue se recente, e le radiografie fatte altrove anche di qualche anno fa. Quelle vecchie immagini valgono più di quanto si pensi, perché permettono un confronto nel tempo che nessun esame nuovo può ricostruire da solo.
Seconda tappa: l'esame clinico dei tessuti
Solo a questo punto si passa alla poltrona. La prima parte è visiva e richiede pochi minuti, ma è dove il clinico si fa un'idea di cosa sta guardando.
Vengono valutati:
- Il colore e la consistenza della gengiva. Un tessuto sano è rosa pallido, sodo, con un margine sottile e aderente. Uno infiammato è rosso scuro, gonfio, lucido, con il margine arrotondato.
- La quantità di placca e tartaro, sopra e sotto il margine gengivale, e la sua distribuzione: diffusa ovunque oppure concentrata in poche zone difficili da raggiungere.
- La mobilità dei denti, verificata con una pressione controllata tra due strumenti, non con le dita.
- Le recessioni, cioè di quanto il margine gengivale si è ritirato lasciando scoperta la radice.
- L'occlusione, per capire come i denti si incontrano e se qualcuno sta lavorando più degli altri.
Visita parodontale a Montecatini
Da 25 anni a Montecatini Terme
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Terza tappa: il sondaggio
È la parte che spaventa di più chi non l'ha mai fatta, ed è quasi sempre la meno drammatica di quello che si immagina. Lo strumento è una sondina millimetrata con la punta arrotondata: non taglia, non buca, non inietta niente. Viene fatta scivolare con una pressione leggera nello spazio tra dente e gengiva fino a incontrare il fondo dell'attacco, e la profondità si legge sulle tacche come su un righello.
Il giro si fa su sei punti per ogni dente, tre dal lato della guancia e tre dal lato della lingua, perché la malattia parodontale è quasi sempre disomogenea. Da qui la sequenza di numeri detti ad alta voce mentre l'assistente li registra: è la costruzione della cartella parodontale, cioè di una fotografia numerica che alla visita successiva si potrà rifare identica e confrontare.
Cosa si sente: nelle zone sane, praticamente nulla. Dove il tessuto è molto infiammato può essere fastidioso, e quel fastidio è già un'informazione clinica. Se le sedi doloranti sono molte, la seduta viene gestita di conseguenza.
Quarta tappa: le radiografie, quando servono
La sonda misura i tessuti molli. L'osso che sostiene le radici si vede solo sulle immagini, ed è il motivo per cui una visita parodontale completa quasi sempre le prevede. Non si decide prima quali fare: si decide dopo aver visto i numeri.
Le possibilità sono tre:
- Lo status radiografico endorale, una serie di piccole lastre che copre tutta la bocca. È l'esame più preciso per leggere il livello osseo attorno a ogni singola radice.
- La panoramica, che dà una visione d'insieme in una sola immagine ed è utile come inquadramento generale.
- La TAC cone beam, disponibile in sede in tutti gli studi Adamanti, Montecatini compresa. Serve nei casi in cui conta la forma tridimensionale del difetto osseo attorno a pochi denti specifici, informazione che un'immagine piatta non restituisce.
Una revisione pubblicata su Periodontology 2000 nel 2024 ha ricostruito come l'imaging radiografico resti il riferimento per stimare la perdita ossea parodontale, e come le tecniche tridimensionali abbiano ampliato la lettura dei difetti nei casi in cui la proiezione bidimensionale non basta. In pratica: la scelta dell'esame dipende dalla domanda clinica, non dal desiderio di fare più immagini possibili.
La diagnosi: perché non basta la parola "parodontite"
Alla fine della raccolta dati arriva la parte che il paziente aspetta. Una diagnosi parodontale seria non si ferma al nome della malattia: la classificazione internazionale in uso descrive la parodontite per stadio — quanto danno c'è oggi, misurato sulla perdita di attacco e sul numero di denti coinvolti — e per grado, cioè quanto rapidamente quel danno si sta accumulando e quali fattori di rischio lo stanno spingendo. Il documento che ha introdotto questo schema, firmato da Tonetti, Greenwell e Kornman nel 2018, è oggi il riferimento con cui si formulano le diagnosi in tutta Europa.
La differenza pratica è concreta. Due pazienti con le stesse profondità di tasca possono avere prognosi diverse se uno ha sessant'anni e l'altro trentacinque, perché nel secondo caso lo stesso danno si è prodotto nella metà del tempo.
Il piano di cura: cosa deve esserci scritto
L'ultima parte della visita si svolge di nuovo seduti, con i numeri davanti. Un piano di cura parodontale completo indica:
- Le sedi da trattare e con quale approccio, a partire dalla terapia non chirurgica
- Il numero di sedute previste e come sono distribuite nel tempo
- La data della rivalutazione, cioè il momento in cui tutto verrà rimisurato per giudicare la risposta
- Le eventuali indicazioni sui fattori generali da correggere in parallelo, dal fumo al controllo glicemico
- La cadenza dei richiami di mantenimento una volta chiusa la fase attiva
- Il preventivo scritto dell'intero percorso
Cosa non succede alla prima visita: nessuna terapia definitiva viene eseguita seduta stante nella grande maggioranza dei casi, non si estrae nulla d'urgenza salvo situazioni acute, e nessun professionista serio si sbilancia su come andrà a finire prima della rivalutazione.
Come si svolge nello studio di Montecatini Terme
Nella sede di Via Tripoli 22, in centro a Montecatini a pochi passi dagli stabilimenti termali, la parodontologia è seguita dal Dott. Andrea Di Stefano; la direzione sanitaria dello studio è del Dott. Luca La Scala. La prima visita segue esattamente la sequenza descritta qui sopra, con la cartella parodontale compilata sui sei punti per dente e la lettura dei numeri fatta insieme al paziente prima di parlare di terapia.
Le eventuali immagini si eseguono nella stessa struttura: chi ha bisogno di una valutazione ossea approfondita trova la TAC cone beam in sede a Montecatini Terme, senza doversi spostare in un centro radiologico esterno. Se il quadro conferma una parodontite, il percorso prosegue nell'ambito della cura delle gengive a Montecatini Terme, con il piano di cura in forma di preventivo scritto e la possibilità di dilazionare il pagamento con più formule, definite in sede insieme al preventivo.
Chi arriva dalla Valdinievole — Monsummano Terme, Pieve a Nievole, Pescia, Buggiano, Massa e Cozzile, Ponte Buggianese — trova lo studio aperto dal lunedì al venerdì con orario continuato dalle 9 alle 19, agosto compreso. Al telefono la segreteria fissa l'appuntamento anche in giornata quando c'è disponibilità.
Prenota una visita parodontale allo 0572-78502 se il sanguinamento delle gengive dura da settimane o se non hai mai fatto un controllo di questo tipo: dalla cartella parodontale e dalle immagini nasce un piano di cura dettagliato con preventivo scritto, costruito su misure reali e non su impressioni.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Montecatini Terme
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Montecatini Terme. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Montecatini Terme
- Parodontologo a Montecatini Terme
- Dentista pediatrico a Montecatini Terme
- Tutte le aree cliniche dello studio di Montecatini Terme
Cosa dicono i pazienti di Montecatini Terme
“ Studio pulito e organizzato. Tutti bravissimi a partire dagli assistenti ai dottori. Menzione d’onore al dottor Pinochi che l’ho conosciuto prima in palestra e poi per passaparola; tutti ne hanno parlato sempre benissimo e non posso che unirmi anche io alle svariate persone che ne parlano bene! É stato veramente delicato in tutte le fasi. Non posso che consigliarvi questo studio! Consigliatissimi ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ ”
“ Sono stato per la prima volta in studio e devo dire che sono rimasto davvero contento e soddisfatto del lavoro svolto. Sono tutti super gentili e ti fanno sentire a tuo agio. Ti consigliano in maniera oggettiva e non per speculazione e tornaconti propri. Consiglio veramente! ”
“ Ho sempre avuto una forte paura del dentista, soprattutto dell’anestesia, al punto da rimandare spesso le cure. Questa volta però ho deciso di fidarmi… ed è stata la scelta migliore che potessi fare. Il dottore è stato straordinario!! estremamente professionale, delicato e capace di mettermi a mio agio fin dal primo momento. Durante tutto il trattamento mi sono sentita tranquilla e seguita, cosa per me davvero fondamentale. Un ringraziamento speciale va anche a Monica, che lavora nello studio: mi ha spiegato tutto in modo chiaro e preciso, con una dolcezza e una disponibilità rare. Mi ha trasmesso fiducia e serenità, aiutandomi a superare le mie paure. Non è facile per me dire queste cose, ma oggi posso dirlo con il cuore: se avete paura del dentista, questo è il posto giusto. Qui non troverete solo professionalità, ma anche umanità, attenzione e comprensione. ”
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Domande frequenti
Quando devo andare dal dentista per una visita alle gengive?
Il momento utile è quando compaiono i segnali silenziosi, non quando arriva il dolore. Sangue sullo spazzolino che si ripete per più di due settimane, alito che torna sgradevole poche ore dopo la pulizia, denti che sembrano più lunghi o un piccolo spostamento notato in una foto sono già indizi di un attacco che sta cedendo. La mobilità dentale è un sintomo tardivo: quando si sente, parte del supporto osseo è già perduta. Una visita con sondaggio completo fornisce il dato oggettivo su cui decidere, e più il danno è contenuto più opzioni terapeutiche restano disponibili.
Devo fare la pulizia dei denti prima della visita parodontale?
No, e in molti casi è preferibile di no. Il clinico ha bisogno di vedere la situazione com'è normalmente, compresa la distribuzione della placca e del tartaro, che racconta dove i gesti quotidiani non arrivano. Una seduta di igiene eseguita pochi giorni prima cancella parte di quelle informazioni. Basta lavarsi i denti come sempre la mattina dell'appuntamento.
Il sondaggio parodontale fa sanguinare: è normale?
Sì, ed è un dato che si registra. Una sede che sanguina al passaggio della sonda ha un'infiammazione attiva in quel punto. Si conta in quante sedi accade e il valore si trasforma in una percentuale, confrontabile alle visite successive per capire se l'infiammazione si sta riducendo. Il sanguinamento durante la visita è breve e si esaurisce da solo.
Quanto tempo passa dalla visita all'inizio della terapia?
Dipende da quanto materiale diagnostico serve. Se le radiografie si eseguono nella stessa seduta, il piano di cura può essere consegnato subito e la prima seduta operativa fissata nei giorni seguenti. Nei casi più articolati la discussione del piano viene rimandata a un secondo appuntamento breve, per avere il tempo di analizzare le immagini con calma.
Il primo passo è la misurazione delle gengive.
La parodontite si ferma se la si misura in tempo: lo studio Adamanti di Montecatini Terme parte dal sondaggio completo e dal piano di mantenimento.
Prenota la valutazione parodontale oppure chiama lo 0572-78502: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Sondaggio parodontale e radiografie
- 2Terapia iniziale e rivalutazione
- 3Mantenimento programmato
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