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Aggiornato il 17 settembre 2026
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Servizio: Parodontologo (cura della parodontite)
- Chi è il parodontologo e che cosa fa?
- Quando andare dal parodontologo: quali sono i segnali?
- Che differenza c'è tra gengivite e parodontite (piorrea)?
- Come si svolge la prima visita dal parodontologo?
- Come si cura la parodontite, fase per fase?
- Quanto dura la terapia e cosa si sente dopo la levigatura?
- Quanto costa andare dal parodontologo in Italia?
- Quando la terapia delle gengive non basta e quali sono le alternative?
- Come lavora il parodontologo negli Studi Dentistici Adamanti?
- Parodontologo in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Questa pagina spiega chi è il parodontologo, che cosa fa e quali segnali indicano che è il momento di andarci. Chiarisce la differenza tra gengivite e parodontite, la vecchia piorrea, e come si svolge la prima visita con il sondaggio delle tasche. Descrive le fasi della cura: igiene dentale con detartrasi, levigatura radicolare, eventuale chirurgia e mantenimento. Indica quanto dura la terapia, cosa si sente dopo e da cosa dipendono i costi in Italia. Spiega quando la terapia non basta e quali sono le alternative. Racconta infine come si affronta la parodontite negli Studi Dentistici Adamanti in Toscana, con il Dott. Lorenzo Del Dotto.
Chi è il parodontologo e che cosa fa?
Il parodontologo è il dentista che si occupa del parodonto, cioè dei tessuti che tengono il dente al suo posto: gengiva, legamento, cemento della radice e osso. Il suo lavoro principale è prevenire, riconoscere e curare la gengivite e la parodontite, la malattia che molti chiamano ancora piorrea.
Il nome viene dal greco: «parà» significa intorno e «odùs, odòntos» significa dente. Nel linguaggio comune si sentono anche parodontista e dentista delle gengive. Chi cerca queste parole cerca, in pratica, la stessa cosa: un odontoiatra che dedica una parte importante della propria attività alla salute dei tessuti intorno ai denti e agli impianti.
- Diagnosi. Misura quanto la malattia ha intaccato gengiva e osso e ne stabilisce stadio e velocità di progressione.
- Terapia non chirurgica. Pulisce in profondità le tasche parodontali e le superfici delle radici, dove lo spazzolino non arriva.
- Chirurgia parodontale. Nei casi che lo richiedono, interviene sulle tasche residue, sull'osso o sulle gengive ritirate.
- Mantenimento. Programma i richiami nel tempo, perché la parodontite è una malattia cronica che va tenuta sotto controllo.
Il campo comprende anche gli impianti. Intorno a una vite in titanio i tessuti possono infiammarsi come intorno a un dente naturale: si parla di mucosite perimplantare quando è coinvolta solo la mucosa e di perimplantite quando si perde anche osso. Per questo la parodontologia degli Studi Dentistici Adamanti, che fa capo al Dott. Lorenzo Del Dotto, guarda insieme denti naturali e impianti.
Quando andare dal parodontologo: quali sono i segnali?
Conviene rivolgersi al parodontologo se le gengive sanguinano spesso, si ritirano, sono gonfie o arrossate, se l'alito cattivo non passa, oppure se un dente comincia a muoversi o a spostarsi.
- Sanguinamento. Gengive che sanguinano mentre ti lavi i denti o usi il filo, anche senza dolore.
- Recessioni. Denti che sembrano più lunghi, colletti scoperti, sensibilità al freddo.
- Spazi nuovi. Triangoli neri tra i denti, denti anteriori che si aprono a ventaglio o si spostano.
- Mobilità. Un dente che si muove, o la sensazione che il morso sia cambiato.
- Alito e sapore. Alitosi persistente o un sapore sgradevole in bocca, a volte con pus alla pressione della gengiva.
Nelle fasi iniziali la parodontite di solito non fa male, ed è questo che la rende insidiosa. Molte persone se ne accorgono tardi, quando l'osso intorno ai denti si è già ridotto. Spesso è il dentista di fiducia, durante una seduta di igiene dentale, a trovare tasche profonde e a suggerire una valutazione parodontale.
Alcune condizioni aumentano il rischio e rendono utile un controllo anche senza sintomi evidenti: il fumo, il diabete, la familiarità, la gravidanza e alcune terapie che riducono le difese o seccano la bocca. Negli Studi Dentistici Adamanti queste informazioni si raccolgono all'inizio della visita, perché cambiano la lettura del caso e il ritmo dei controlli.
Parodontologo negli Studi Dentistici Adamanti
Dal 1997 in Toscana
Gengive che sanguinano, denti che si allungano o si muovono, alito che non passa: raccontaci la situazione e scegli la sede per una visita parodontale con sondaggio e piano scritto.
Che differenza c'è tra gengivite e parodontite (piorrea)?
La gengivite è un'infiammazione della sola gengiva, causata dalla placca batterica, che in molti casi regredisce con una buona igiene. La parodontite è lo stadio successivo: l'infiammazione raggiunge legamento e osso e forma tasche intorno ai denti, che senza cure possono andare persi.
Non tutte le gengiviti diventano parodontiti, ma ogni parodontite nasce da una gengivite. Il passaggio dipende dalla quantità di placca e tartaro e dalla risposta dell'organismo: a parità di igiene, alcune persone perdono osso più in fretta di altre. Il termine «piorrea» è ancora molto usato ma è impreciso, perché non tutte le parodontiti producono pus.
Si tratta di una malattia molto diffusa. Secondo il Global Oral Health Status Report dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (2022), le forme gravi di malattia parodontale riguardano circa il 19% degli adulti nel mondo, oltre un miliardo di persone.
La classificazione internazionale nata dal workshop mondiale del 2017 dell'American Academy of Periodontology e della Federazione Europea di Parodontologia descrive la parodontite con due parametri. Gli stadi, da I a IV, indicano gravità e complessità del caso; i gradi, da A a C, indicano la velocità di progressione. Il rapporto di consenso della Federazione Europea di Parodontologia e dell'International Diabetes Federation (2018) descrive anche il legame con il diabete: una glicemia non controllata può peggiorare le gengive, e un'infiammazione parodontale estesa può rendere più difficile controllarla.
Come si svolge la prima visita dal parodontologo?
La prima visita parodontale serve a misurare la malattia: si raccoglie la storia clinica, si controllano gengive e mobilità dei denti, si misura la profondità delle tasche con una sonda millimetrata e, se serve, si prescrivono radiografie per vedere l'osso.
- Anamnesi. Salute generale, fumo, diabete, gravidanza, terapie in corso, storia familiare e abitudini di igiene orale.
- Sondaggio parodontale. Per ogni dente si misura la tasca in più punti e si annota se la gengiva sanguina. Il risultato è la cartella parodontale, la fotografia numerica della bocca.
- Radiografie. Quando sono necessarie mostrano quanto osso resta intorno alle radici.
- Diagnosi e piano. Con stadio e grado si decide da dove partire, quante sedute servono e quando rivalutare.
Il sondaggio può dare un leggero fastidio dove la gengiva è infiammata, ma è una misura preziosa: permette di confrontare i numeri prima e dopo la terapia e di capire se le tasche si sono ridotte davvero, senza affidarsi solo all'impressione.
Negli Studi Dentistici Adamanti, al termine della visita, si spiegano la diagnosi e le fasi proposte, e il preventivo scritto si consegna da leggere con calma a casa prima di decidere se e quando iniziare.
Come si cura la parodontite, fase per fase?
La cura della parodontite procede a tappe, come descrivono le linee guida della Federazione Europea di Parodontologia (2020): prima si controllano le cause e si rimuove la placca, poi si puliscono in profondità le radici e si rivaluta il risultato, solo dove serve si passa alla chirurgia, e alla fine si entra nel mantenimento.
- Prima fase: igiene e abitudini. Istruzioni su spazzolino, scovolini e filo, pulizia dei denti professionale con ablazione del tartaro (detartrasi) e lavoro sui fattori di rischio, come il fumo.
- Seconda fase: levigatura radicolare. Si puliscono le radici dentro le tasche, di solito per quadranti e, quando serve, con anestesia locale. È la terapia nota come scaling e root planing o, con un termine più vecchio, curettage.
- Rivalutazione. Dopo alcune settimane si ripete il sondaggio per vedere quanto si sono ridotte le tasche.
- Terza fase: chirurgia, se indicata. Nelle tasche che restano profonde, in generale, si può intervenire sollevando la gengiva per pulire e rimodellare; per le recessioni esistono tecniche che ricoprono le radici scoperte.
- Quarta fase: terapia di supporto. Richiami periodici per controllare le misure e ripetere la pulizia dove serve.
Antibiotici o antinfiammatori, se servono, li prescrive il medico dopo la visita.
Il risultato dipende molto anche da quello che accade a casa: una terapia ben eseguita in poltrona rende poco se la placca si riforma ogni giorno negli stessi punti. Per questo negli Studi Dentistici Adamanti la prima fase dedica tempo a spiegare come pulire gli spazi tra i denti, con strumenti scelti sulla misura della bocca di ciascuno.
Quanto dura la terapia e cosa si sente dopo la levigatura?
La terapia attiva dura di solito da alcune settimane a qualche mese, secondo quante zone vanno trattate e se serve la chirurgia; dopo la levigatura è comune avvertire per qualche giorno sensibilità al freddo e gengive un po' dolenti.
Durante la guarigione la gengiva si sgonfia e aderisce meglio al dente. Per questo, in molti casi, i denti sembrano un po' più lunghi e tra l'uno e l'altro possono comparire piccoli spazi. Non è un peggioramento: è il segno che l'infiammazione si sta riducendo. La sensibilità dei colletti tende a calare nelle settimane successive, e un sanguinamento che diminuisce è uno dei primi segnali che la terapia sta funzionando.
Chiusa la fase attiva comincia la parte più lunga. La parodontite è una malattia cronica: in molti casi si può fermare e tenere sotto controllo, ma il rischio di ricaduta resta. Molti pazienti tornano a intervalli di alcuni mesi, più ravvicinati quando la malattia era avanzata o ci sono fattori di rischio come fumo e diabete.
Negli Studi Dentistici Adamanti la terapia di supporto si programma alla fine della cura attiva, sulla base delle misure della rivalutazione e non di una scadenza uguale per tutti.
Quanto costa andare dal parodontologo in Italia?
La cura della parodontite non ha un prezzo unico: il costo dipende dallo stadio della malattia, da quante zone vanno trattate, dall'eventuale chirurgia e dalla frequenza dei richiami, e si conosce con precisione solo dopo la visita.
- Visita e cartella parodontale. Il punto di partenza, con eventuali radiografie.
- Igiene dentale professionale. La pulizia dei denti con detartrasi che apre la terapia.
- Levigatura radicolare. Di solito si conteggia per quadrante o per gruppo di denti.
- Chirurgia parodontale. Solo nei casi in cui è indicata, con costi che variano secondo la tecnica.
- Mantenimento. I richiami negli anni, che fanno parte del percorso.
In Italia non esiste un tariffario nazionale obbligatorio per le cure odontoiatriche, e i prezzi cambiano molto da zona a zona e da caso a caso. Confrontare solo il prezzo di una singola seduta dice poco: conta sapere cosa comprende il percorso completo, dalla visita al mantenimento.
Gli Studi Dentistici Adamanti non pubblicano cifre valide per tutti: il preventivo scritto si consegna dopo la visita, voce per voce. Secondo le regole dell'Agenzia delle Entrate, le spese odontoiatriche rientrano tra le spese sanitarie detraibili al 19% per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro, conservando la fattura e rispettando i requisiti di pagamento previsti.
C'è poi un costo meno visibile: rimandare. Quando la parodontite fa perdere uno o più denti, sostituirli con ponti o impianti è in genere un percorso più lungo e impegnativo della terapia delle gengive.
Quando la terapia delle gengive non basta e quali sono le alternative?
Salvare un dente non è sempre la scelta giusta: quando l'osso perso è troppo, il dente è molto mobile o l'infezione non risponde alle cure, il parodontologo può proporre di estrarlo e sostituirlo, dopo aver valutato le opzioni più conservative.
- Denti compromessi. Un dente con pochissimo osso intorno può mantenere l'infezione e danneggiare i vicini; l'estrazione va valutata con attenzione.
- Parodontite attiva e impianti. Un impianto inserito in una bocca con malattia non controllata corre un rischio maggiore di perimplantite: prima si curano le gengive, poi si progetta la sostituzione.
- Salute generale. Diabete non compensato e alcune terapie richiedono un coordinamento con il medico curante prima di interventi chirurgici.
- Fumo. Non impedisce la cura, ma ne riduce i risultati, e la chirurgia va valutata con particolare prudenza.
Le alternative per un dente perso sono le soluzioni classiche della protesi: il ponte fisso sui denti vicini, la protesi mobile parziale o, quando le condizioni lo permettono, l'impianto con la sua corona, che molti chiamano capsula. Ognuna ha vantaggi e limiti che dipendono dalla bocca, dall'osso disponibile e dalle aspettative del paziente.
Il criterio degli Studi Dentistici Adamanti resta lo stesso: prima si propone la soluzione meno invasiva, e l'estrazione arriva solo quando il dente non si può più mantenere in modo ragionevole.
Come lavora il parodontologo negli Studi Dentistici Adamanti?
Negli Studi Dentistici Adamanti la parodontite si affronta come un percorso misurato: diagnosi con cartella parodontale, piano scritto con fasi e tempi, rivalutazione con i numeri alla mano e mantenimento programmato sulle misure del singolo paziente.
L'area di parodontologia degli Studi Dentistici Adamanti fa capo al Dott. Lorenzo Del Dotto. Gli Studi Dentistici Adamanti hanno sei sedi in Toscana: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto. Le pagine delle sedi con la visita parodontale sono elencate più sotto; quando lasci i tuoi dati scegli la sede, e la disponibilità si conferma alla richiamata. In una malattia cronica la vicinanza conta, perché i richiami di mantenimento pesano quanto la terapia iniziale.
Il primo passo è una visita: il parodontologo guarda le gengive, misura le tasche e decide con te da dove partire. Parlarci non ti impegna a iniziare una cura, ma non rimandare la valutazione se le gengive sanguinano o un dente si muove: la risposta giusta per il tuo caso si trova in studio, non online.
Parodontologo in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
Gli Studi Dentistici Adamanti hanno sei sedi in Toscana: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto. Le pagine di città spiegano come si organizza la visita nella sede più comoda e come si prenota: Parodontologo a Lucca, Parodontologo a Empoli.
Direttore sanitario degli Studi Dentistici Adamanti: Dott. Roberto Guazzetti. Orari di apertura: lun-ven 9:00-19:00.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa è la pagina nazionale del percorso «Igiene prevenzione» degli Studi Dentistici Adamanti: qui trovi l'area clinica e la pagina di ogni città, con la stessa cura raccontata dallo studio che la esegue.
- L'area clinica: Igiene prevenzione
- Parodontologo a Lucca
- Parodontologo a Empoli
- Parodontologo a Montecatini Terme
- Parodontologo a Pistoia
- Parodontologo a Pisa
- Parodontologo a Castelfranco di Sotto
- Tutte le aree cliniche degli studi Adamanti
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Ho apprezzamento molto la cordiale accoglienza all'ingresso, la musica rilassante di sottofondo e poi i dottori sono stati molto professionali nello specificare con attenzione (e parole semplici) i trattamenti da eseguire, anche con ulteriori consigli specifici e mirati al mio caso. Grazie davvero. ” — Empoli
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ” — Pistoia
“ La bravura del dottor Palla é imparagonabile. L'ho conosciuto un paio di anni fa, per mia grande fortuna. Per errore di un dentista di un altro ambulatorio ero in una situazione difficile da mesi, ho girato 6 - 7 ambulatori, anche quelli più rinomati di Pisa e dintorni, nessun dottore era disposto ad aiutarmi, hanno detto che non é possibile... Dr. Palla invece ha detto, facciamolo, e il lavoro é venuto benissimo. Non ho sentito nulla, durante il lavoro, e quando il dottore dopo un oretta di lavoro ha detto "va bene per oggi abbiamo finito",non volevo alzarmi dalla poltrona! Gliel'ho chiesto, se possiamo fare ancora qualcos'altro, dall'altra parte della bocca, l'altro dente, e lui mi ha accontentato. Ringrazio a Edoardo e a tutto lo staff per la gentilezza. Ambulatorio nuovo, molto bello, bravo Antonio che esegue le pulizie denti, la Silvia, le segretarie ed assistenti. ” — Pisa
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Adamanti consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Parodontologo e parodontista sono la stessa cosa?
Sì, nel linguaggio comune i due termini indicano lo stesso professionista: il dentista che si occupa di gengive, legamento e osso intorno ai denti. Parodontologo è la forma più usata in ambito clinico, parodontista quella più diffusa tra i pazienti. Quello che conta, al di là del nome, è che la visita comprenda il sondaggio delle tasche e una diagnosi scritta.
La visita dal parodontologo dà fastidio?
Nella maggior parte dei casi la visita è ben tollerata. Il sondaggio delle tasche può dare un leggero fastidio dove la gengiva è infiammata, ma dura pochi minuti e di solito non richiede anestesia. Se hai timori o una sensibilità particolare, dillo all'inizio: si può procedere con più calma e fermarsi quando serve.
La parodontite è contagiosa?
La parodontite non è considerata una malattia contagiosa come un'influenza, ma i batteri della placca possono passare da una persona all'altra, per esempio tra partner. Se in famiglia qualcuno ha la parodontite, conviene che anche gli altri facciano un controllo delle gengive, perché contano pure le abitudini comuni e una certa predisposizione.
Dalla parodontite si guarisce?
In molti casi la parodontite si può fermare e tenere sotto controllo, ma è una malattia cronica: l'osso perso in genere non torna da solo e il rischio di ricaduta resta. Per questo, dopo la terapia attiva, i richiami di mantenimento fanno parte della cura. Quanto si possa recuperare nel singolo caso va valutato in visita.
La levigatura radicolare si fa in anestesia?
Spesso sì: la pulizia delle radici dentro le tasche profonde si esegue di solito con anestesia locale, un quadrante o un gruppo di denti alla volta, per lavorare con precisione e con meno fastidio. Nei casi più lievi a volte non serve. La scelta dipende dalla profondità delle tasche e dalla sensibilità del paziente, e si decide in visita.
Dopo la cura i denti che si muovono tornano fermi?
Dipende da quanto osso è rimasto. Quando l'infiammazione si riduce, un dente leggermente mobile può stabilizzarsi in parte; se l'osso perso è molto, la mobilità può restare. In alcuni casi si valutano soluzioni per unire i denti tra loro o, se il dente non si può mantenere, alternative protesiche. La prognosi si formula dopo la rivalutazione.
Ogni quanto si torna dal parodontologo dopo la terapia?
Non esiste un intervallo uguale per tutti. Molti pazienti tornano a distanza di alcuni mesi, con controlli più ravvicinati quando la malattia era avanzata o ci sono fattori di rischio come fumo e diabete. La frequenza si decide sulle misure della rivalutazione e si aggiorna nel tempo, secondo come rispondono le gengive.
Il fumo peggiora la parodontite?
Sì, il fumo è uno dei principali fattori di rischio: favorisce la progressione della malattia e riduce la risposta alle cure. Inoltre restringe i vasi della gengiva e può nascondere il sanguinamento, che è uno dei segnali d'allarme. Smettere o ridurre aiuta i risultati della terapia; il percorso si discute con il medico curante e in visita.
In gravidanza si può andare dal parodontologo?
Sì, e spesso è utile: i cambiamenti ormonali della gravidanza possono rendere le gengive più gonfie e sanguinanti. Una visita e una pulizia professionale sono in genere possibili, con attenzione ai tempi. È importante dichiarare la gravidanza all'inizio, così che ogni scelta, comprese eventuali radiografie, venga valutata con prudenza caso per caso.
Si possono mettere impianti dopo una parodontite?
In molti casi sì, ma solo dopo aver curato e stabilizzato le gengive. Chi ha avuto la parodontite ha un rischio maggiore di perimplantite, l'infiammazione dei tessuti intorno all'impianto. Per questo prima si completa la terapia parodontale, poi si valuta l'osso disponibile e si programma un mantenimento regolare anche intorno agli impianti.
La pulizia dei denti basta a curare la parodontite?
Una seduta di igiene dentale con detartrasi rimuove placca e tartaro sopra e appena sotto la gengiva, ed è il primo passo. Quando però ci sono tasche profonde, serve anche la pulizia delle radici al loro interno, cioè la levigatura radicolare, seguita da rivalutazione e mantenimento. Quale combinazione serve lo stabilisce il sondaggio parodontale.
Lo spazzolino elettrico aiuta chi ha problemi di gengive?
Può aiutare, soprattutto chi ha difficoltà di manualità, ma da solo non pulisce gli spazi tra i denti, dove la parodontite trova terreno. Scovolini e filo restano importanti, scelti nella misura giusta per ciascuna bocca. Durante la terapia si mostrano gli strumenti adatti al caso e il modo corretto di usarli ogni giorno.
Come prenotare una visita dal parodontologo negli Studi Dentistici Adamanti?
Puoi compilare il modulo in questa pagina con nome e telefono e scegliere la sede tra Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto. Alla richiamata si conferma la disponibilità della visita parodontale nella sede scelta e si fissa l'appuntamento. Parlarci non ti impegna a iniziare una cura.
La parodontite si ferma misurandola: tasche, sanguinamento e osso si leggono in numeri, non a occhio.
Se al tuo caso bastano una buona igiene e una levigatura delle radici, o se serve un percorso più articolato, lo si stabilisce in visita, con la cartella parodontale davanti e un piano scritto da leggere con calma a casa.
Prenota la visita parodontale oppure chiama lo : rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Visita e cartella parodontale
- 2Terapia e rivalutazione
- 3Richiami di mantenimento
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Le sedi Adamanti
-
Lucca
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55100 Lucca (LU) -
Montecatini Terme
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51016 Montecatini Terme (PT) -
Empoli
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50053 Empoli (FI) -
Pistoia
Via N. Machiavelli 27
51100 Pistoia (PT) -
Pisa
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56017 Ghezzano, San Giuliano Terme (PI) -
Castelfranco di Sotto
Via Giuseppe Posarelli 9
56022 Castelfranco di Sotto (PI)
Lascia nome e telefono e scegli la sede tra Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto. Ti richiamiamo per fissare la visita parodontale e confermare la disponibilità nella sede scelta.

