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Aggiornato il 15 settembre 2026
Lettura: 7 min
Articolo: Parodontologia
- Sopra e sotto il bordo: due depositi diversi
- Perché la seduta di igiene si ferma dove si ferma
- I segnali che il tartaro è passato sotto
- Chi decide, e con che cosa
- Cosa cambia concretamente per chi la fa
- Come si svolge nello studio di Montecatini Terme
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Montecatini Terme
- Cosa dicono i pazienti di Montecatini Terme
- Domande frequenti
In sintesi
Quando il tartaro scende sotto il bordo gengivale la seduta di igiene si ferma per un limite anatomico, non di attenzione. Cosa cambia e chi decide. In questa pagina: sopra e sotto il bordo: due depositi diversi; perché la seduta di igiene si ferma dove si ferma; i segnali che il tartaro è passato sotto; chi decide, e con che cosa. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Montecatini Terme ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0572-78502 e ti richiamiamo per la visita.
Quando il tartaro resta sopra il bordo della gengiva, la seduta di igiene professionale lo toglie tutto. Quando è sceso sotto, dentro una tasca, quella stessa seduta si ferma — non per fretta o disattenzione dell'operatore, ma perché lo strumento non arriva dove il deposito si è formato. Da lì in poi non serve una pulizia fatta meglio: serve una procedura diversa, la levigatura radicolare, che lavora dentro la tasca e ha regole, tempi e sensazioni proprie.
Nello studio La Scala di Montecatini Terme la frase che apre queste conversazioni è quasi sempre la stessa: "ma io la pulizia la faccio, e allora perché?". È una domanda legittima. Chi ha fatto l'igiene ogni anno per vent'anni ha ragione a stupirsi se gli viene detto che stavolta non basta. La risposta non riguarda la sua costanza. Riguarda dove si trova il tartaro.
Sopra e sotto il bordo: due depositi diversi
Il tartaro non è una sostanza unica. Cambia natura a seconda di dove si forma.
Quello sopragengivale si vede allo specchio. Si deposita soprattutto sulla faccia interna degli incisivi inferiori e vicino ai molari superiori, dove sboccano le ghiandole salivari, ed è biancastro o giallino perché mineralizza a partire dalla saliva. È relativamente friabile e si stacca con gli ultrasuoni in pochi minuti.
Quello sottogengivale si forma in un ambiente completamente diverso: non nella saliva, ma nel fluido che filtra dai tessuti infiammati dentro il solco. Mineralizza a partire dal sangue e dai suoi derivati, quindi è scuro — bruno, verdastro, quasi nero. È più duro e, soprattutto, aderisce in modo più tenace al cemento radicolare, che è una superficie ruvida e porosa, molto diversa dallo smalto liscio della corona.
Sopra questo deposito vive un biofilm batterico organizzato, che continua a mantenere l'infiammazione attiva. Ed è questo il punto: finché resta lì, la gengiva non ha modo di smettere di infiammarsi, per quanto bene si spazzoli il paziente. Ne parliamo in ascesso gengivale, cosa fare davvero o solo aspettare?.
Perché la seduta di igiene si ferma dove si ferma
In una bocca sana, tra dente e gengiva esiste un solco profondo uno o due millimetri. La strumentazione di un'igiene professionale lavora sopra il margine ed entra in quel solco per pochi decimi: è un intervallo in cui di norma si lavora senza anestesia e con un sanguinamento modesto.
Quando la gengiva si stacca dalla radice e il solco diventa una tasca da quattro, cinque, sei millimetri, la geometria cambia. Il fondo della tasca è uno spazio stretto, curvo, spesso in corrispondenza di una biforcazione radicolare o di una concavità. Per arrivarci servono strumenti diversi — curette con lame angolate, punte ultrasoniche sottili e allungate — e in genere si lavora in anestesia locale, perché la radice esposta è sensibile e il contatto dello strumento può dare fastidio.
Una revisione sistematica di Suvan e colleghi (2020) ha analizzato l'effetto della strumentazione sottogengivale nel trattamento della parodontite, misurandone la riduzione della profondità di sondaggio e il guadagno di attacco clinico: è questa la procedura che modifica i millimetri della tasca, non la rimozione di superficie. Sul versante opposto, una sintesi delle prove sul valore dell'ablazione e lucidatura nell'adulto pubblicata da Matthews e Al-Waeli (2025) colloca la pulizia professionale programmata dove le compete — come misura di controllo dell'infiammazione superficiale e della placca in bocche sostanzialmente stabili, con benefici reali ma di entità contenuta.
Sono due strumenti con due bersagli. Quale dei due serve lo stabilisce la misura delle tasche, rilevata in visita.
Tartaro sotto gengiva a Montecatini
Da 25 anni a Montecatini Terme
Gengive che sanguinano o denti che si muovono? Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per una valutazione parodontale.
I segnali che il tartaro è passato sotto
Nessuno di questi segni è una diagnosi, ma messi insieme fanno alzare l'attenzione:
- gengive che sanguinano allo spazzolamento o al filo, anche solo in una zona precisa, e continuano a farlo dopo settimane di igiene domiciliare accurata;
- alito pesante che torna poche ore dopo aver lavato i denti, perché i batteri anaerobi della tasca producono composti solforati in continuazione;
- un margine gengivale che si è ritirato e lascia scoperta una porzione di radice più scura;
- sensibilità al freddo concentrata sul colletto di uno o due denti;
- la sensazione che un dente sia leggermente mobile o che "si muova" mordendo cibi consistenti;
- un piccolo gonfiore che va e viene sempre nello stesso punto, a volte con la fuoriuscita di poco pus premendo sulla gengiva.
Va detta anche la parte scomoda: si può avere tartaro sottogengivale e tasche profonde senza alcuno di questi segnali. Nei fumatori il sanguinamento è ridotto dalla vasocostrizione, e la malattia avanza in modo particolarmente silenzioso. È il motivo per cui la diagnosi non si fa con l'autoesame allo specchio.
Chi decide, e con che cosa
La distinzione tra le due procedure non è affidata all'occhio né alla sensazione del paziente. Si basa su una misura.
Il sondaggio parodontale consiste nell'inserire una sonda millimetrata in sei punti attorno a ogni dente e registrare i valori in una mappa. Dai numeri escono le due informazioni che orientano la scelta: la profondità di ogni sito e la presenza di sanguinamento in quel punto, che dice se l'infiammazione è attiva adesso. Sotto i tre millimetri si resta nel campo della manutenzione. Da quattro in su si entra nel territorio della tasca, dove la strumentazione deve scendere.
Le linee guida europee sul trattamento della parodontite di stadio I-III (Sanz e colleghi, 2020) organizzano il percorso in passaggi consecutivi: prima il controllo dei fattori di rischio e la rimozione meccanica professionale sopragengivale, poi — e solo se il quadro lo richiede — la strumentazione sottogengivale. Non sono alternative tra cui scegliere, sono due tappe di una sequenza.
Quando le tasche sono profonde, alla mappa si aggiunge l'immagine. Nella sede di Montecatini Terme la TAC cone beam si esegue direttamente in studio e mostra quanto osso è rimasto attorno a ciascuna radice: un'informazione che il sondaggio da solo non restituisce e che pesa nelle decisioni sui denti più compromessi.
Cosa cambia concretamente per chi la fa
Chi arriva dalla sola esperienza dell'igiene annuale trova alcune differenze pratiche che vale la pena conoscere prima:
- Si lavora in anestesia locale. Non è un vezzo: consente all'operatore di scendere fino al fondo della tasca senza fermarsi al primo fastidio, e al paziente di stare fermo e rilassato.
- Si procede per settori. In genere due o quattro appuntamenti, per quadranti o semiarcate, distanziati di pochi giorni. Su ogni radice il lavoro è millimetrico e richiede tempo.
- C'è un decorso di qualche giorno. Le gengive si sgonfiano e si riadattano alla radice: i denti possono sembrare un po' più lunghi e reagire al freddo. È l'effetto atteso della riduzione dell'infiammazione, non un peggioramento.
- Si torna a distanza per misurare. A sei-otto settimane si risonda tutta la bocca e si confrontano i numeri con quelli iniziali. È lì che si vede quali siti hanno risposto e quali richiedono altro.
- Non si torna alla pulizia annuale. Chi ha avuto tasche entra in un programma di richiami più ravvicinati, in cui a ogni seduta si risonda e si tratta solo dove serve.
Come si svolge nello studio di Montecatini Terme
Nella sede di Via Tripoli 22, in centro a pochi passi dagli stabilimenti termali, la sequenza è fissa e non cambia da paziente a paziente.
Si parte da una visita con sondaggio completo, si aggiunge la radiologia quando i valori la giustificano, e si discute la mappa insieme al paziente: quali denti hanno tasche, quanto profonde, quali sono stabili. Da lì nasce il piano — una manutenzione periodica oppure un ciclo di levigature per settori con rivalutazione a due mesi — e un preventivo scritto. Se il piano prevede più sedute, in quel momento si definiscono insieme le formule di pagamento rateale disponibili.
Il percorso di cura delle gengive a Montecatini Terme si svolge nello studio La Scala di Montecatini Terme, con la mappa del sondaggio come riferimento a ogni tappa. Chi invece rientra nel quadro della manutenzione resta sul binario dell'igiene dentale professionale a Montecatini, con la cadenza calibrata sulla velocità con cui quella bocca riforma tartaro.
Per i pazienti che arrivano da Monsummano Terme, Pieve a Nievole, Pescia, Buggiano o Ponte Buggianese, gli appuntamenti del ciclo vengono in genere raggruppati per ridurre gli spostamenti. Lo studio è vicino alla stazione e all'uscita A11; l'orario è dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19. Al telefono con la segretaria si può fissare un appuntamento in giornata.
Prenota una visita parodontale con sondaggio completo allo 0572-78502: serve a stabilire con dei numeri se il tuo caso rientra nella manutenzione o richiede una strumentazione più profonda, e a ricevere un piano di cura con preventivo scritto.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Montecatini Terme
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Montecatini Terme. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Montecatini Terme
- Parodontologo a Montecatini Terme
- Dentista pediatrico a Montecatini Terme
- Tutte le aree cliniche dello studio di Montecatini Terme
Cosa dicono i pazienti di Montecatini Terme
“ Studio pulito e organizzato. Tutti bravissimi a partire dagli assistenti ai dottori. Menzione d’onore al dottor Pinochi che l’ho conosciuto prima in palestra e poi per passaparola; tutti ne hanno parlato sempre benissimo e non posso che unirmi anche io alle svariate persone che ne parlano bene! É stato veramente delicato in tutte le fasi. Non posso che consigliarvi questo studio! Consigliatissimi ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ ”
“ Sono stato per la prima volta in studio e devo dire che sono rimasto davvero contento e soddisfatto del lavoro svolto. Sono tutti super gentili e ti fanno sentire a tuo agio. Ti consigliano in maniera oggettiva e non per speculazione e tornaconti propri. Consiglio veramente! ”
“ Ho sempre avuto una forte paura del dentista, soprattutto dell’anestesia, al punto da rimandare spesso le cure. Questa volta però ho deciso di fidarmi… ed è stata la scelta migliore che potessi fare. Il dottore è stato straordinario!! estremamente professionale, delicato e capace di mettermi a mio agio fin dal primo momento. Durante tutto il trattamento mi sono sentita tranquilla e seguita, cosa per me davvero fondamentale. Un ringraziamento speciale va anche a Monica, che lavora nello studio: mi ha spiegato tutto in modo chiaro e preciso, con una dolcezza e una disponibilità rare. Mi ha trasmesso fiducia e serenità, aiutandomi a superare le mie paure. Non è facile per me dire queste cose, ma oggi posso dirlo con il cuore: se avete paura del dentista, questo è il posto giusto. Qui non troverete solo professionalità, ma anche umanità, attenzione e comprensione. ”
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Domande frequenti
Quando devo andare dal dentista se le gengive mi sanguinano da mesi?
Un sanguinamento che persiste oltre due settimane nonostante uno spazzolamento corretto non è un fatto banale: indica infiammazione attiva, e l'infiammazione attiva è la fase in cui la perdita di osso avanza. Il momento utile per una valutazione è quello, prima che compaia mobilità o retrazione. Una visita con sondaggio permette di sapere in millimetri a che punto è la situazione e di avere un piano scritto, invece di continuare a rimandare basandosi su una sensazione.
La levigatura radicolare fa male?
Durante la seduta si lavora in anestesia locale, che serve a ridurre il fastidio mentre lo strumento scende nella tasca; la percezione varia da persona a persona. Nei giorni successivi le gengive possono essere sensibili e i denti reagire al freddo per una settimana o poco più: è il tessuto che si sgonfia e si riaccosta alla radice. La sensibilità si attenua da sola e viene gestita con dentifrici e indicazioni specifiche.
Se continuo solo con la pulizia normale, cosa succede?
Il tartaro sopragengivale viene rimosso e la bocca sembra più pulita, ma il deposito dentro la tasca resta dov'è e continua ad alimentare l'infiammazione. È lo scenario in cui una persona fa l'igiene con regolarità per anni e nel frattempo perde osso senza dolore. La procedura in sé è corretta, semplicemente non è quella indicata per quella condizione.
Il tartaro sottogengivale si può togliere con rimedi casalinghi?
No. È un deposito mineralizzato e aderente al cemento radicolare, in uno spazio profondo diversi millimetri che nessuno spazzolino, scovolino o collutorio raggiunge. I raschietti venduti online sono un rischio concreto per la gengiva e per lo smalto, e non arrivano comunque dove si trova il deposito.
Il primo passo è la misurazione delle gengive.
La parodontite si ferma se la si misura in tempo: lo studio Adamanti di Montecatini Terme parte dal sondaggio completo e dal piano di mantenimento.
Prenota la valutazione parodontale oppure chiama lo 0572-78502: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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