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Aggiornato il 15 settembre 2026
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Articolo: Parodontologia
- Perché per diagnosticare la piorrea non basta guardare le gengive?
- Come si fa il sondaggio parodontale e cosa significano i numeri della cartella?
- Cosa mostra la radiografia nella diagnosi della piorrea?
- Cosa significano stadio e grado nella diagnosi della parodontite?
- Cosa si riceve alla fine della visita parodontale?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Domande frequenti
In sintesi
La piorrea non si valuta a occhio: serve misurare le tasche e leggere la radiografia. Ecco come si diagnostica davvero e cosa significano i numeri della cartella. In questa pagina: perché per diagnosticare la piorrea non basta guardare le gengive; come si fa il sondaggio parodontale e cosa significano i numeri della cartella; cosa mostra la radiografia nella diagnosi della piorrea; cosa significano stadio e grado nella diagnosi della parodontite. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
Ti sanguinano le gengive da un po', hai notato che i denti sembrano più lunghi di prima, e qualcuno ti ha detto la parola che spaventa: piorrea. La prima reazione è cercare online una foto e confrontarla con la propria bocca allo specchio. Solo che la piorrea non si riconosce così. Il grado di gravità, la parte più importante di tutta la faccenda, è invisibile a occhio nudo: sta sotto la gengiva e dentro l'osso.
Ecco perché la diagnosi della piorrea non si ferma a "le gengive sono infiammate". Misura. E da quelle misure dipende tutto: se sei all'inizio o in fase avanzata, quanto è veloce la progressione, quali denti sono a rischio e che tipo di cura ha senso. Chi vuole prima ripassare le basi della salute delle gengive può leggere la pagina su igiene e prevenzione; qui invece entriamo nella stanza della visita e vediamo, passo per passo, come si arriva davvero a una diagnosi.
Perché per diagnosticare la piorrea non basta guardare le gengive?
Le gengive rosse e sanguinanti raccontano solo la superficie. Dicono che c'è infiammazione, ma non dicono quanto in profondità è arrivato il danno. E la piorrea è esattamente un problema di profondità: la distruzione del legamento che tiene il dente e dell'osso che lo sostiene.
Due persone possono avere gengive dall'aspetto quasi identico e situazioni cliniche opposte. Una ha un'infiammazione superficiale, reversibile. L'altra ha già perso metà dell'osso intorno a diversi denti, ma la gengiva sopra sembra tranquilla. Il fumo, per esempio, riduce il sanguinamento e maschera i segnali: chi fuma spesso ha gengive dall'aria "sana" e sotto un danno importante.
Per questo il dentista non si fida dell'occhio. Usa strumenti che misurano ciò che non si vede. Ed è la combinazione di quelle misure a costruire la diagnosi.
Come si fa il sondaggio parodontale e cosa significano i numeri della cartella?
Si fa con una sonda millimetrata che misura, punto per punto intorno a ogni dente, lo spazio tra gengiva e dente: i numeri della cartella sono quelle misure, espresse in millimetri. Il cuore della visita è il sondaggio parodontale. Il dentista o l'igienista usa una sonda millimetrata, sottile come un ago smussato, e la inserisce delicatamente nello spazio tra gengiva e dente, tutto intorno a ciascun dente. Non fa male: è una pressione lieve, controllata.
Quello che misura è la profondità di quello spazio, la cosiddetta tasca. In una gengiva sana la sonda scende di 1-3 millimetri. Quando scende di più, significa che la gengiva si è staccata dal dente e si è formata una tasca dove i batteri vivono protetti dallo spazzolino.
Durante il sondaggio vengono registrati diversi dati, dente per dente:
- Profondità di sondaggio (PPD). Quanto scende la sonda. Oltre i 4 mm si parla di tasca patologica; oltre i 6 mm la situazione è avanzata.
- Sanguinamento al sondaggio (BOP). Se la tasca sanguina quando viene sondata, l'infiammazione è attiva in quel punto.
- Livello di attacco clinico (CAL). È la misura più importante: indica quanto supporto il dente ha realmente perso, tenendo conto anche di quanto la gengiva si è ritirata. È il vero indicatore del danno.
- Recessione gengivale. Di quanto la gengiva si è ritirata, esponendo la radice.
- Mobilità. Se il dente si muove, e quanto.
- Interessamento delle biforcazioni. Nei molari, se l'osso si è perso nel punto in cui le radici si separano.
Alla fine si ottiene una mappa — la cartella parodontale — che fotografa lo stato di ogni singolo dente. È questa mappa, non l'impressione generale, la base della diagnosi.
Come si diagnostica la piorrea
Dal 1997 in Toscana
Gengive che sanguinano o denti che si muovono? Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per una valutazione parodontale.
Cosa mostra la radiografia nella diagnosi della piorrea?
La radiografia mostra il livello dell'osso intorno alle radici, cioè quanto sostegno i denti hanno perso. Il sondaggio dice quanto sono profonde le tasche. La radiografia dice cos'è successo all'osso. Le due informazioni insieme completano il quadro.
Con radiografie endorali mirate, e nei casi complessi con una CBCT tridimensionale, il dentista vede il livello dell'osso intorno alle radici. In una bocca sana l'osso arriva vicino al colletto dei denti. Nella piorrea si vede il livello osseo abbassato, a volte con crateri e difetti profondi tra un dente e l'altro.
La radiografia ha un altro pregio: mostra la storia. Confrontare una lastra di oggi con una di due anni fa dice se la perdita ossea sta procedendo e a che ritmo. Quel ritmo è un'informazione clinica preziosa, perché distingue una malattia stabile da una che corre.
Cosa significano stadio e grado nella diagnosi della parodontite?
Lo stadio indica quanto è grave la malattia, il grado quanto velocemente sta progredendo. Dal 2018 la parodontite si classifica con un sistema condiviso a livello internazionale, che assegna a ogni caso uno stadio e un grado. Sembra burocrazia, ma è quello che traduce i numeri in una prognosi e in un piano.
- Lo stadio (da I a IV). Misura la gravità e la complessità: quanto attacco e quanto osso sono stati persi, quanti denti sono coinvolti, quanto è difficile la riabilitazione. Lo stadio I è iniziale; lo stadio IV è avanzato, con denti già persi o gravemente compromessi.
- Il grado (A, B, C). Misura la velocità. Stima quanto rapidamente la malattia sta progredendo e tiene conto di fattori come il fumo e il diabete, che accelerano il danno. Un grado C indica una progressione rapida che richiede un monitoraggio più stretto.
La ricerca clinica recente ha messo in luce che perfino tra specialisti l'applicazione di questo sistema può variare, e sono stati proposti criteri per renderlo più coerente e leggibile. Per te questo si traduce in una cosa semplice: chiedi sempre che ti venga spiegato lo stadio e il grado del tuo caso. Sono le due parole che descrivono davvero la tua situazione, molto più della parola "piorrea".
Cosa si riceve alla fine della visita parodontale?
Alla fine della visita si riceve una diagnosi fatta di misure: la cartella parodontale, la lettura delle radiografie, lo stadio e il grado. Una diagnosi parodontale fatta bene non è un verdetto vago. È un insieme di elementi concreti:
- La cartella. La profondità delle tasche di ogni dente.
- L'indice di sanguinamento. La percentuale di punti che sanguinano, che misura quanta infiammazione è attiva.
- Il quadro osseo. Quello che emerge dalle radiografie.
- Stadio e grado. Cioè gravità e velocità.
- La mappa del rischio. L'elenco dei denti a rischio e di quelli ancora stabili.
Da qui nasce il piano: cosa trattare per primo, con che terapia, e ogni quanto ricontrollare. E nasce anche il punto di partenza per misurare i progressi. Perché la vera prova che una cura funziona è una cosa sola: alla rivalutazione, le tasche si sono ridotte e il sanguinamento è calato. Senza le misure iniziali, non avresti modo di dimostrarlo.
Chi ha ricevuto una diagnosi o vuole capire a che punto è può trovare la sede più vicina o conoscere il profilo della Dott.ssa Valentina Sibillote: in tutti gli Studi Dentistici Adamanti la logica diagnostica è la stessa, basata sulle misure e non sull'impressione.
Prenota una visita parodontale con sondaggio completo per sapere con precisione a che stadio sei: riceverai la cartella dettagliata dente per dente, la lettura delle radiografie e un piano di cura scritto, così potrai seguire nel tempo se le tasche si riducono davvero.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Adamanti. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Sono stata presso lo studio dentistico già un paio di volte e con me anche mio figlio e mio marito. L'ambiente è piacevole, cordiale, sereno. La cura per il paziente è evidente ed il dottore è attentissimo. Ho effettuato una igiene orale e l'igienista è stata delicata e precisa. È la prima volta che esco da uno studio dentistico rilassata più di quanto sono arrivata e senza alcun fastidio. Io continuerò a servirmi presso questo studio e mi sento di consigliarlo vivamente. ❤️ ” — Castelfranco di Sotto
“ Ci sono stata per la prima volta e mi sono trovata bene fin da subito: molto accoglienti e gentili, personale medico competente e alla mano, studio ben curato e pulito. Rapidi anche nel servizio: tutto positivo. ” — Lucca
“ Studio pulito e organizzato. Tutti bravissimi a partire dagli assistenti ai dottori. Menzione d’onore al dottor Pinochi che l’ho conosciuto prima in palestra e poi per passaparola; tutti ne hanno parlato sempre benissimo e non posso che unirmi anche io alle svariate persone che ne parlano bene! É stato veramente delicato in tutte le fasi. Non posso che consigliarvi questo studio! Consigliatissimi ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ ” — Montecatini Terme
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Domande frequenti
Il sondaggio parodontale fa male?
No. La sonda è sottile e viene inserita con una pressione molto lieve nello spazio tra gengiva e dente. Si avverte un leggero fastidio dove l'infiammazione è più attiva, ma non è una procedura dolorosa. Se le gengive sono molto infiammate può esserci un po' di sanguinamento: è proprio uno dei dati che il dentista registra, perché indica dove la malattia è in corso.
Posso capire da solo se ho la piorrea guardandomi allo specchio?
Solo in parte. Puoi notare i campanelli d'allarme — sanguinamento, gengive che si ritirano, alito persistente, denti che si muovono — ma non puoi misurare la gravità, che dipende dalla profondità delle tasche e dalla perdita di osso, entrambe invisibili a occhio nudo. Lo specchio serve ad accorgersi che qualcosa non va; la diagnosi la fa il sondaggio con le radiografie.
Ogni quanto va rifatto il sondaggio parodontale?
Dipende dal caso. In una bocca sana rientra nei controlli periodici, orientativamente una volta l'anno. In chi ha una parodontite in terapia o in mantenimento, i controlli sono più frequenti, spesso ogni 3-6 mesi, perché servono a verificare che le tasche restino stabili e a intercettare subito eventuali ricadute. È il monitoraggio, più della singola misura, a fare la differenza nel tempo.
Quando conviene chiedere una visita parodontale se ho notato sanguinamento?
Il momento giusto è appena il sanguinamento diventa ricorrente, senza aspettare che compaiano mobilità o recessioni. Il sanguinamento è il segnale più precoce e più facile da fermare: intercettato presto, spesso non ha ancora intaccato l'osso. Una valutazione parodontale in quella fase permette di avere un quadro preciso e un piano di cura scritto, quando il recupero è più semplice.
Il primo passo è la misurazione delle gengive.
La parodontite si ferma se la si misura in tempo: lo studio Adamanti più vicino a te parte dal sondaggio completo e dal piano di mantenimento.
Prenota la valutazione parodontale: scegli la sede e lasciaci il numero, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
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ti impegna.
- 1Sondaggio parodontale e radiografie
- 2Terapia iniziale e rivalutazione
- 3Mantenimento programmato
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