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Aggiornato il 11 luglio 2026
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Articolo: Implantologia
In sintesi
«Tanto quel molare non si vede.» Ma negli anni i denti vicini si inclinano e l'antagonista scende. Come funziona l'impianto singolo nello studio di Empoli. In questa pagina: perché proprio il molare è quello che si trascura di più; lo spazio vuoto non resta vuoto; come funziona l'impianto singolo; come si decide, nello studio di empoli. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Empoli ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0571-82591 e ti richiamiamo per la visita.
«Tanto quel molare in fondo non lo vede nessuno, posso aspettare.» È una frase che sentiamo quasi ogni settimana, e ha una sua logica: il dente non c'è più, non fa male, e quando sorridi lo spazio non si nota. Il problema è che la bocca non ragiona per estetica. Un molare mancante mette in moto cambiamenti lenti — i denti vicini che si inclinano, quello sopra o sotto che scende nel vuoto — e più passa il tempo, più il conto da pagare cresce.
Non serve allarmarsi. Serve capire cosa succede davvero in quei mesi e anni di attesa, perché è l'unico modo per decidere con la testa e non per inerzia. E per capire come funziona la soluzione più semplice: l'impianto singolo, un dente al posto di un dente.
Perché proprio il molare è quello che si trascura di più
I molari lavorano tanto e si vedono poco. Sono i denti della masticazione vera, quelli che macinano il cibo, ma stanno in fondo all'arcata, nascosti dalle guance. Quando ne perdi uno — per una carie profonda, una frattura, un vecchio dente devitalizzato che ha ceduto — il sorriso resta intatto. Ecco perché il molare è il candidato numero uno al rinvio.
Solo che la masticazione, quella, cambia subito. Inizi a spostare il carico sull'altro lato senza nemmeno accorgertene. È un adattamento automatico e all'inizio funziona: la bocca trova da sola il modo di andare avanti. Ma è un equilibrio precario, e nel tempo si paga.
Lo spazio vuoto non resta vuoto
I denti non sono cementati in posizione. Stanno fermi grazie a un gioco di forze costante: la spinta dei vicini, il contatto con il dente dell'arcata opposta quando chiudi la bocca, la pressione di lingua e guance. Finché ci sono tutti, ognuno tiene fermo il suo vicino. Togline uno, e l'equilibrio si rompe proprio nel punto dove mancava la spinta.
Da lì partono due movimenti lenti e silenziosi:
- I denti accanto allo spazio tendono a inclinarsi verso il vuoto. Non cadono, si piegano — e un dente inclinato è più difficile da pulire, trattiene più placca, e diventa più complicato da usare come pilastro per una futura protesi
- Il dente dell'arcata opposta, non trovando più nessuno contro cui chiudere, tende a scendere (o salire) verso lo spazio libero, allungandosi oltre il piano degli altri. È il fenomeno che in gergo si chiama estrusione dell'antagonista
Non è teoria. Uno studio sui cambiamenti dell'occlusione dopo la perdita di denti posteriori negli adulti (Craddock, 2008) ha misurato proprio la comparsa di interferenze e contatti anomali nei mesi successivi alla perdita del dente. Tradotto: quel piccolo vuoto in fondo, lasciato com'è, finisce per coinvolgere anche denti che erano perfettamente sani. Il problema non resta confinato dov'era — si allarga ai vicini.
C'è poi un terzo cambiamento, sotto la gengiva. L'osso che teneva la radice, senza più un dente da sostenere, si rimodella e si riduce. Uno studio prospettico classico (Schropp et al., 2003) ha seguito con radiografie e misurazioni cosa accade nei dodici mesi dopo l'estrazione di un singolo dente: la cresta ossea perde volume soprattutto nei primi mesi. Questo conta molto quando, più avanti, si vuole inserire un impianto: meno osso c'è, più il percorso si complica.
Il molare che non si vede
Da 20 anni a Empoli
Denti mancanti o dentiera che si muove? Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per una prima visita con piano scritto.
Come funziona l'impianto singolo
L'impianto singolo è il modo più lineare di rimettere un dente al suo posto senza toccare quelli vicini. Ed è proprio questo il vantaggio principale rispetto al ponte tradizionale, che invece obbliga a limare i due denti adiacenti per farci appoggiare la struttura.
Il principio è semplice, tre componenti:
- Una vite in titanio inserita nell'osso, che fa da radice artificiale. Nelle settimane successive l'osso le cresce intorno e la ingloba — è il processo chiamato osseointegrazione
- Un piccolo perno di connessione, l'abutment, che emerge dalla gengiva
- La corona, cioè il dente vero e proprio, costruita su misura per colore e forma e avvitata o cementata sopra
Il risultato è un dente che sta in piedi da solo, si pulisce con spazzolino e filo come gli altri, e restituisce la masticazione su quel lato. Una revisione recente sugli esiti delle corone singole su impianto (Laumbacher et al., 2025) conferma che si tratta di una soluzione consolidata e ben documentata in letteratura — a patto, come sempre, che la selezione del caso e la pianificazione siano fatte bene.
Come si decide, nello studio di Empoli
Qui la differenza la fa la diagnosi, non la fretta. Il primo passo, nello studio Adamanti di Empoli in Via Raffaello Sanzio 199/A, è capire due cose: se il molare è davvero perso o ancora recuperabile, e — se va sostituito — cosa dice l'osso.
Sul primo punto la valutazione passa dal Dott. Francesco Garrubba, che nella sede segue la conservativa e l'endodonzia. Capita più spesso di quanto si creda che un dente dato per spacciato altrove si riveli salvabile con una devitalizzazione o un restauro: e quando è così, tenersi il dente naturale resta sempre la prima opzione da valutare. Solo quando il molare non è recuperabile si ragiona sulla sostituzione.
Sul secondo punto serve vedere l'osso in tre dimensioni. La pianificazione parte dalla TAC cone beam eseguita direttamente in sede a Empoli: spessore e altezza dell'osso disponibile, posizione del nervo e del seno mascellare, tutto misurato prima di decidere. Niente giri tra centri radiologici con settimane di attesa — l'esame si fa dov'è la poltrona e si legge insieme al paziente. La parte chirurgica e implantare della sede è invece seguita dal Dott. Luca La Scala: se vuoi il quadro completo delle soluzioni, la pagina dedicata all'implantologia a Empoli mette in fila i percorsi possibili.
Un dettaglio pratico che pesa quando il percorso prevede più appuntamenti: la segreteria risponde al telefono anche il sabato e la domenica, e fissa l'appuntamento con priorità. Lo studio è aperto anche ad agosto con orari normali, dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00. E per chi arriva da fuori, la sede è a pochi minuti dalla stazione di Empoli e dall'uscita della FI-PI-LI, comoda da Vinci, Cerreto Guidi, Fucecchio e da tutto l'Empolese-Valdelsa.
Sul capitolo economico una parola onesta: un impianto singolo si affronta a preventivo scritto, con la possibilità di rateizzare in più formule che si definiscono insieme al momento del piano di cura. Numeri chiari prima di iniziare, mai a lavori in corso.
Prenota una valutazione per quel molare che manca nello studio Adamanti di Empoli: chiama lo 0571-82591, anche nel weekend. In visita si capisce se il dente è recuperabile o se conviene sostituirlo, e con la TAC in sede hai fin da subito un quadro preciso e un piano di cura scritto.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Empoli
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Empoli. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Empoli
- Parodontologo a Empoli
- Dentista pediatrico a Empoli
- Tutte le aree cliniche dello studio di Empoli
Cosa dicono i pazienti di Empoli
“ Sono stata in questo studio per la prima volta e mi sono trovata molto bene. Seduta di igiene e visita entrambe eseguite in maniera attenta e scrupolosa. Professionisti qualificati e affidabili, meravigliosa l'accoglienza da parte della segretaria. Ambiente molto pulito e ordinato. ”
“ Ho apprezzamento molto la cordiale accoglienza all'ingresso, la musica rilassante di sottofondo e poi i dottori sono stati molto professionali nello specificare con attenzione (e parole semplici) i trattamenti da eseguire, anche con ulteriori consigli specifici e mirati al mio caso. Grazie davvero. ”
“ Sono molto contenta dell’esperienza, allo studio Adamanti sono tutti disponibili e gentilissimi. Sicuramente tornerò sempre lì per qualsiasi procedura di cui abbia bisogno. ”
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Domande frequenti
Quando devo andare dal dentista per un molare che manca da tempo?
Il momento giusto è prima che i denti vicini si inclinino e l'antagonista scenda: quei movimenti sono lenti ma progressivi, e più tardi si interviene più il caso si complica. Se il molare manca da mesi o anni e non l'hai mai sostituito, una visita diagnostica con TAC serve proprio a fotografare la situazione attuale — quanto osso è rimasto, come si sono mossi i denti intorno — e a decidere con dati concreti, non a occhio.
Meglio l'impianto singolo o il ponte per un molare?
Dipende dallo stato dei denti vicini e dall'osso, ma l'impianto ha un vantaggio strutturale: non richiede di limare i denti adiacenti, che restano intatti. Il ponte può avere senso in situazioni specifiche. La scelta si fa in visita, guardando il caso concreto.
L'impianto per un molare in fondo si vede o si sente?
No. Una volta integrato e completato con la corona, un impianto su un molare posteriore funziona e si pulisce come un dente naturale. Proprio perché sta in fondo, l'obiettivo non è estetico ma funzionale: recuperare la masticazione su quel lato ed evitare che i denti vicini si spostino.
Quanto tempo ci vuole per un impianto singolo?
Varia da caso a caso, perché tra l'inserimento della vite e la corona definitiva serve il tempo dell'osseointegrazione. La TAC in sede permette di stimare il percorso fin dalla prima visita, con le sue tappe. I tempi precisi si definiscono sul singolo caso, dopo aver visto l'osso.
Il primo passo è una visita, con la TAC dove serve.
Per capire se e come sostituire i denti mancanti serve vedere osso e gengiva: lo studio Adamanti di Empoli lo fa in prima visita, con un piano scritto.
Prenota la visita implantologica oppure chiama lo 0571-82591: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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- 1Prima visita e radiografie in sede
- 2Piano di cura scritto, con fasi e tempi
- 3Intervento e controlli programmati
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