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Aggiornato il 14 settembre 2026
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Articolo: Parodontologia
- Il richiamo non è la pulizia dei denti
- Cosa succede tra un richiamo e l'altro
- Come si calibra la cadenza sulla gravità pregressa
- I numeri su chi salta i richiami
- I molari sono la partita più delicata
- L'intervallo non è scolpito nella pietra
- Come si svolge nello studio di Montecatini Terme
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Montecatini Terme
- Cosa dicono i pazienti di Montecatini Terme
- Domande frequenti
In sintesi
Dopo la terapia parodontale i controlli non sono la solita igiene: si risonda, si valuta il rischio e si tratta solo dove serve. Come si calibra la cadenza. In questa pagina: il richiamo non è la pulizia dei denti; cosa succede tra un richiamo e l'altro; come si calibra la cadenza sulla gravità pregressa; i numeri su chi salta i richiami. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Montecatini Terme ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0572-78502 e ti richiamiamo per la visita.
Dopo una terapia parodontale non si torna alla normale igiene di controllo: si entra in un programma di richiami dedicati, che è una cosa diversa. In quelle sedute si risonda tutta la bocca punto per punto, si aggiorna il profilo di rischio e si strumentano solo i siti che stanno tornando indietro. La cadenza — tre, quattro o sei mesi — non è una regola fissa: si calcola sulla gravità della malattia di partenza e su quanto quella bocca ha risposto alla cura.
Chi ha finito il percorso parodontale nello studio di Montecatini Terme arriva quasi sempre al colloquio finale con la stessa idea in testa: adesso è fatta, torno tra sei mesi per la pulizia come tutti. È il punto in cui vale la pena fermarsi, perché il lavoro che ha chiuso le tasche e fermato il sanguinamento resta soltanto se qualcuno lo sorveglia. E sorvegliarlo non significa passare l'ablatore due volte l'anno. Ne parliamo in parodontite, quali sono le fasi della cura?.
Il richiamo non è la pulizia dei denti
La differenza sta in quello che si fa prima di toccare gli strumenti.
Una seduta di igiene professionale ordinaria rimuove placca e tartaro, lucida le superfici e finisce lì. Una seduta di mantenimento parodontale comincia con una misurazione: la sonda millimetrata scende in sei punti attorno a ogni dente, e i numeri vengono confrontati con quelli della rivalutazione precedente. Solo dopo si decide dove lavorare.
La revisione Cochrane di Manresa e colleghi (2018) chiarisce cosa distingue il mantenimento dal controllo di routine. Oltre a tutto ciò che c'è in una visita normale, la seduta di supporto parodontale comprende:
- la rivalutazione parodontale completa, cioè il sondaggio di tutti i denti e la registrazione del sanguinamento al sondaggio;
- la valutazione del rischio aggiornata a quel momento, non quella scritta due anni prima;
- la rimozione del biofilm e del tartaro sopra e sotto il margine gengivale;
- il ritrattamento dei siti che mostrano malattia persistente o ricomparsa.
È l'ultimo punto a cambiare la natura dell'appuntamento. Nel mantenimento non si tratta tutta la bocca allo stesso modo: si intercettano le due o tre tasche che hanno guadagnato un millimetro e si strumentano quelle, prima che diventino il problema di domani. Il resto della bocca riceve una manutenzione più leggera.
Cosa succede tra un richiamo e l'altro
La parodontite non è un'infezione che si elimina e finisce. È una condizione cronica, e il biofilm sottogengivale ricomincia a organizzarsi nelle settimane successive alla strumentazione, anche in chi si lava i denti bene.
Nelle tasche più profonde lo spazzolino non arriva. Il filo interdentale e gli scovolini raggiungono qualche millimetro sotto il margine, non di più. Sotto quella soglia il controllo domiciliare, per quanto accurato, non ha strumenti — e la parte che resta scoperta è esattamente quella dove la malattia era attiva.
Il richiamo serve a rompere quel ciclo con una cadenza più corta del tempo che il biofilm impiega a riorganizzarsi e a far ripartire l'infiammazione. Da qui viene l'intervallo di tre mesi, che nella maggior parte dei protocolli è il punto di partenza.
Mantenimento parodontale
Da 25 anni a Montecatini Terme
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Come si calibra la cadenza sulla gravità pregressa
Qui sta il senso della parola "personalizzato", che altrimenti resta un'etichetta vuota. L'intervallo si costruisce su elementi misurabili, raccolti alla rivalutazione:
- quante tasche residue restano oltre i quattro millimetri e quante sanguinano ancora al sondaggio;
- quanto osso è stato perso rispetto alla lunghezza della radice, letto sulle radiografie e, dove serve, sulla TAC cone beam;
- quanti denti sono già stati persi per motivi parodontali;
- la presenza di coinvolgimento delle forcazioni, cioè lo spazio tra le radici dei molari, che è il punto più difficile da pulire in assoluto;
- il fumo, che riduce la risposta dei tessuti e pesa più di quanto la maggior parte dei pazienti immagini;
- il diabete e il suo grado di compenso;
- la qualità dell'igiene domiciliare rilevata seduta dopo seduta, non dichiarata.
Da questi elementi nasce un profilo di rischio, e dal profilo nasce l'intervallo. Uno studio di Farina e colleghi (2021) ha seguito 168 pazienti parodontali inseriti in un programma di richiami con intervallo suggerito di tre mesi, classificandoli per livello di rischio con il sistema PerioRisk. Nei livelli di rischio intermedi il protocollo ha contenuto la perdita di denti sotto i valori di riferimento della letteratura, sia in chi rispettava la cadenza sia in chi la allungava oltre i quattro mesi. Nel livello di rischio più alto, invece, nemmeno un richiamo trimestrale seguito con precisione è bastato a portare la perdita dentale entro quei valori.
La lettura pratica è duplice. Chi ha avuto una forma moderata e ha risposto bene può reggere un intervallo più largo senza pagarlo. Chi arriva da una forma severa, con molti siti compromessi, ha bisogno di una sorveglianza fitta e, in alcuni casi, di qualcosa in più del solo richiamo — ritrattamenti mirati, revisione della strategia domiciliare, gestione del fumo. Lo stesso protocollo applicato a due bocche diverse produce esiti diversi: è per questo che si calibra.
I numeri su chi salta i richiami
Una metanalisi di Lee e colleghi (2015) ha messo a confronto pazienti con adesione regolare al programma di mantenimento e pazienti con adesione irregolare, tutti seguiti per almeno cinque anni. Il rischio di perdere denti nel gruppo regolare è risultato significativamente più basso, con un rapporto di rischio di 0,56 rispetto al gruppo irregolare.
Tradotto: rispettare la cadenza dimezza, in media, il rischio di perdere denti nel medio periodo. Non è una promessa individuale — dipende da quanto grave era la situazione di partenza — ma è la direzione in cui i dati puntano da anni.
C'è un dettaglio che merita attenzione: la perdita ossea avvenuta mentre si saltano i controlli non si recupera. Si può fermare la progressione in qualunque momento, ma il livello raggiunto diventa il nuovo punto di partenza. Riprendere il programma dopo due anni di silenzio significa ripartire da una bocca con meno supporto.
I molari sono la partita più delicata
Se c'è un gruppo di denti che il mantenimento salva, sono i molari. Sono i più difficili da pulire, hanno più radici e uno spazio tra le radici che, quando si apre, diventa una nicchia che nessuno spazzolino raggiunge.
Una revisione sistematica con metanalisi di Chen e colleghi (2024) ha raccolto 41 studi con oltre 5.500 pazienti e quasi 30.000 molari, seguiti in media per quasi quindici anni durante il mantenimento parodontale. La sopravvivenza aggregata dei molari trattati è risultata dell'82%, con una perdita media di 0,05 molari per paziente all'anno — meno di un molare per decennio. Tra i fattori di rischio identificati per la perdita dei molari compaiono, accanto al fumo, al bruxismo e al diabete, proprio la mancata adesione al programma di mantenimento e il coinvolgimento delle forcazioni.
Sono denti che, con una sorveglianza costante, restano in bocca a lungo anche partendo da un supporto ridotto. Ed è il motivo per cui, quando un molare ha una forcazione coinvolta, l'intervallo di richiamo si accorcia invece di allungarsi.
L'intervallo non è scolpito nella pietra
Un errore frequente è pensare che la cadenza decisa alla fine della terapia valga per sempre. Cambia, in entrambe le direzioni.
Chi mantiene una bocca stabile per due o tre cicli consecutivi — sanguinamento basso, nessuna tasca in crescita, igiene domiciliare solida — può passare da tre a quattro mesi, e in alcune situazioni a sei. Chi comincia a fumare di nuovo, chi attraversa un periodo di diabete scompensato, chi torna con un indice di sanguinamento in salita, torna a un intervallo più corto per un po'.
Il programma segue la bocca, non il calendario. È anche il motivo per cui ogni seduta comincia con la sonda e non con l'ablatore: senza misurare, non c'è modo di sapere in che direzione si sta andando.
Come si svolge nello studio di Montecatini Terme
Nello studio La Scala di Via Tripoli 22, in centro a Montecatini Terme a pochi passi dagli stabilimenti termali, il percorso parodontale e il mantenimento successivo sono seguiti dal Dott. Andrea Di Stefano, l'odontoiatra che si occupa della parodontologia della sede, sotto la direzione sanitaria del Dott. Luca La Scala.
Alla fine della terapia attiva viene fissato il primo richiamo e viene messa nero su bianco la cadenza, con le motivazioni cliniche che l'hanno determinata. A ogni seduta si ripete il sondaggio completo e i numeri restano nella cartella, così da poter confrontare l'andamento nel tempo invece di ricominciare da capo a ogni visita. Dove serve leggere il livello osseo attorno a una radice, la TAC cone beam è disponibile in sede. Chi entra ora in un percorso di cura della parodontite a Montecatini Terme riceve, come per ogni trattamento, un piano di cura scritto con il preventivo prima di iniziare; per chi lo chiede sono disponibili formule di pagamento rateale, definite in sede insieme al preventivo.
Seguiamo pazienti da tutta la Valdinievole — Monsummano, Pieve a Nievole, Pescia, Buggiano, Massa e Cozzile — e la logistica pesa sull'aderenza più di quanto si creda. Lo studio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19. Al telefono la segretaria può fissare l'appuntamento in giornata. Chi non ha mai fatto una terapia parodontale e vuole partire dalla prevenzione può informarsi sull'igiene dentale professionale a Montecatini Terme, che è il livello precedente e ha obiettivi diversi.
Una visita di controllo delle gengive, prenotabile allo 0572-78502, chiarisce da dove si parte: il sondaggio completo dice quante tasche sono rimaste, dove stanno tornando indietro e con quale cadenza vanno sorvegliate. Al termine riceverai il quadro scritto con l'intervallo di richiamo consigliato e le ragioni cliniche che lo motivano.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Montecatini Terme
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Montecatini Terme. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Montecatini Terme
- Parodontologo a Montecatini Terme
- Dentista pediatrico a Montecatini Terme
- Tutte le aree cliniche dello studio di Montecatini Terme
Cosa dicono i pazienti di Montecatini Terme
“ Studio pulito e organizzato. Tutti bravissimi a partire dagli assistenti ai dottori. Menzione d’onore al dottor Pinochi che l’ho conosciuto prima in palestra e poi per passaparola; tutti ne hanno parlato sempre benissimo e non posso che unirmi anche io alle svariate persone che ne parlano bene! É stato veramente delicato in tutte le fasi. Non posso che consigliarvi questo studio! Consigliatissimi ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ ”
“ Sono stato per la prima volta in studio e devo dire che sono rimasto davvero contento e soddisfatto del lavoro svolto. Sono tutti super gentili e ti fanno sentire a tuo agio. Ti consigliano in maniera oggettiva e non per speculazione e tornaconti propri. Consiglio veramente! ”
“ Ho sempre avuto una forte paura del dentista, soprattutto dell’anestesia, al punto da rimandare spesso le cure. Questa volta però ho deciso di fidarmi… ed è stata la scelta migliore che potessi fare. Il dottore è stato straordinario!! estremamente professionale, delicato e capace di mettermi a mio agio fin dal primo momento. Durante tutto il trattamento mi sono sentita tranquilla e seguita, cosa per me davvero fondamentale. Un ringraziamento speciale va anche a Monica, che lavora nello studio: mi ha spiegato tutto in modo chiaro e preciso, con una dolcezza e una disponibilità rare. Mi ha trasmesso fiducia e serenità, aiutandomi a superare le mie paure. Non è facile per me dire queste cose, ma oggi posso dirlo con il cuore: se avete paura del dentista, questo è il posto giusto. Qui non troverete solo professionalità, ma anche umanità, attenzione e comprensione. ”
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Domande frequenti
Quando devo andare dal dentista se ho fatto una terapia parodontale anni fa e poi ho smesso i controlli?
Prima possibile, e senza aspettare che ricompaia un sintomo. La parodontite riprende in silenzio: il sanguinamento può essere modesto, il dolore può mancare del tutto, e intanto le tasche si riaprono. Il momento clinicamente utile per rientrare è adesso, perché l'osso che si perde nel frattempo non si ricostituisce. Un sondaggio completo dura una decina di minuti e mostra quali siti hanno tenuto e quali no, e da lì si decide se basta riprendere il programma o se serve una nuova fase attiva su pochi denti.
Posso fare il mantenimento parodontale dal mio dentista abituale invece che nello studio dove ho fatto la terapia?
Si può, a due condizioni: che la seduta comprenda il sondaggio completo e non solo la rimozione del tartaro, e che chi la esegue abbia i dati di partenza con cui confrontare i numeri. Senza il quadro precedente si perde la parte che rende utile il richiamo, cioè il confronto nel tempo. Se cambi studio, chiedi che la mappa parodontale ti venga consegnata.
Ogni quanto si fanno i richiami e chi decide l'intervallo?
L'intervallo va in genere da tre a sei mesi e lo stabilisce l'odontoiatra alla fine della terapia attiva, sulla base delle tasche residue, del sanguinamento, della perdita ossea, del fumo e delle condizioni generali. Non è definito una volta per tutte: si accorcia se il quadro peggiora e si allunga dopo cicli consecutivi di stabilità.
Il mantenimento parodontale sostituisce l'igiene professionale normale?
La sostituisce, nel senso che la comprende e ci aggiunge il sondaggio, la valutazione del rischio e il trattamento mirato dei siti in ripresa. Chi è in un programma di mantenimento non ha bisogno di aggiungere sedute di igiene ordinaria tra un richiamo e l'altro, a meno che non ci sia un'indicazione specifica.
Il primo passo è la misurazione delle gengive.
La parodontite si ferma se la si misura in tempo: lo studio Adamanti di Montecatini Terme parte dal sondaggio completo e dal piano di mantenimento.
Prenota la valutazione parodontale oppure chiama lo 0572-78502: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Sondaggio parodontale e radiografie
- 2Terapia iniziale e rivalutazione
- 3Mantenimento programmato
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