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Aggiornato il 30 luglio 2026
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Articolo: Bambini
- Perché "senza traumi" non è una moda educativa
- Cosa guarda la dottoressa prima di decidere
- Il piano di disabituazione, costruito con la famiglia
- E se l'abitudine resiste?
- Come funziona in pratica nello studio di Pistoia
- Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
- Cosa dicono i pazienti di Pistoia
- Domande frequenti
In sintesi
Il succhiotto va tolto tra i 2 e i 3 anni, ma senza strappi: il percorso di disabituazione guidato nello studio Salus di Pistoia, passo per passo. In questa pagina: perché "senza traumi" non è una moda educativa; cosa guarda la dottoressa prima di decidere; il piano di disabituazione, costruito con la famiglia; e se l'abitudine resiste. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti di Pistoia ti riceve dal lunedì al venerdì: chiama lo 0573-32937 e ti richiamiamo per la visita.
Il succhiotto nei primi due anni di vita non è un nemico: è uno strumento di consolazione fisiologico. Diventa un problema quando resta in bocca oltre i 2-3 anni, per molte ore al giorno, mentre palato e arcate si stanno ancora formando. La domanda giusta non è solo "quando toglierlo", ma "come": un distacco brusco spesso fallisce, o sposta il bisogno sul pollice. Un percorso graduale, costruito insieme al dentista pediatrico, funziona meglio e lascia il bambino sereno.
Nello studio Salus di Pistoia questo percorso lo segue la Dott.ssa Erika Schioppa, che si occupa di ortodonzia e pedodonzia e vede ogni settimana genitori arrivare con la stessa preoccupazione: "ha tre anni e mezzo, il ciuccio lo vuole ancora, ho paura che gli rovini i denti". La risposta, quasi sempre, li sorprende: prima di decidere come toglierlo, bisogna guardare cosa sta facendo quella suzione dentro la bocca. E per farlo bastano dieci minuti di visita.
Perché "senza traumi" non è una moda educativa
C'è un motivo tecnico, non solo affettivo, per cui la brutalità non paga. La suzione non nutritiva è un meccanismo di autoregolazione: il bambino la usa per addormentarsi, per calmarsi, per gestire la noia e la stanchezza. Se il ciuccio sparisce da un giorno all'altro, il bisogno non sparisce con lui. Cerca un'altra strada.
Le strade alternative sono quasi sempre peggiori:
- il pollice, che è più rigido del silicone, esercita pressioni più concentrate sul palato e — a differenza del ciuccio — non si può togliere, nascondere o "regalare alla fatina";
- il labbro o la guancia, morsicchiati nei momenti di tensione;
- un aumento generale dell'irrequietezza, soprattutto la sera, che rende le notti difficili e spinge molti genitori a riconsegnare il ciuccio dopo una settimana, azzerando tutto.
La letteratura sugli interventi di cessazione della suzione va nella stessa direzione: gli approcci basati sul rinforzo positivo e sulla gradualità risultano efficaci, quelli punitivi no. Il traguardo non è togliere un oggetto. È accompagnare il bambino a non averne più bisogno.
Cosa guarda la dottoressa prima di decidere
Qui sta la differenza tra il fai-da-te e il percorso guidato. Non tutti i bambini che usano il succhiotto a tre anni hanno già segni sulla bocca, e non tutti quelli che li hanno richiedono la stessa urgenza. La visita pedodontica serve esattamente a questo: capire in che punto si trova il singolo bambino, prima di scegliere la strategia.
Durante la valutazione nello studio di Pistoia la Dott.ssa Schioppa osserva quattro cose:
- il palato: se la volta si sta restringendo o alzando per effetto del vuoto creato dalla suzione;
- il contatto tra gli incisivi: se davanti si sta aprendo la "finestrella" del morso aperto anteriore, il segno più tipico della suzione protratta;
- la deglutizione: dove va la lingua quando il bambino deglutisce — se si interpone tra i denti, il morso aperto tende a mantenersi da solo anche dopo l'addio al ciuccio;
- l'abitudine stessa: quante ore al giorno, in quali momenti, con quanta intensità. Un ciuccio usato solo per addormentarsi è un problema diverso da un ciuccio in bocca dal pomeriggio alla mattina.
Da questo quadro escono tre scenari possibili. Se la bocca è intatta e il bambino è piccolo, si imposta la disabituazione e si rivede il quadro a distanza di mesi. Se ci sono segni iniziali, si accelera: la buona notizia è che nel dente da latte molte alterazioni regrediscono spontaneamente una volta cessata l'abitudine. Se i segni sono strutturati o il bambino è più grande, si parla anche di intercettazione ortodontica — un capitolo che trovi descritto nella pagina dell'ortodonzia pediatrica a Pistoia.
Succhiotto e denti
Da 30 anni a Pistoia
Prima visita, carie da latte o abitudini da correggere? Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per fissare la visita pediatrica.
Il piano di disabituazione, costruito con la famiglia
La parola "piano" può sembrare eccessiva per un ciuccio. Non lo è, perché la parte difficile non la fa il dentista: la fanno i genitori, a casa, per settimane. E un piano condiviso regge meglio di un divieto improvvisato.
Il percorso che lo studio propone alle famiglie segue una logica a tappe:
- Prima tappa: il ciuccio esce dalle ore diurne. Niente ciuccio al parco, in passeggino, davanti ai cartoni. Resta solo per l'addormentamento. Questa fase da sola, in molti bambini, riduce l'esposizione dell'80%.
- Seconda tappa: il rito di passaggio. Quando il diurno è consolidato, si prepara l'addio definitivo con un gesto simbolico scelto dal bambino — la consegna alla fatina, il regalo a un neonato, la scatola dei ricordi. Il bambino non subisce una sottrazione: compie un atto da grande.
- Terza tappa: la sostituzione del conforto. Il momento dell'addormentamento va riempito con altro — una routine più lunga, un pupazzo, una storia in più. Il vuoto lasciato dal ciuccio non deve restare vuoto.
- Regola trasversale: il momento giusto. Mai iniziare durante un cambiamento stressante — l'inserimento al nido, l'arrivo di un fratellino, un trasloco. La suzione è consolazione: toglierla nel pieno di uno stress la rende più preziosa, non meno.
Un dettaglio su cui la dottoressa insiste con tutte le famiglie: la coerenza tra adulti. Se i nonni di Quarrata o la babysitter riconsegnano il ciuccio alla prima protesta, il messaggio si azzera e si riparte da capo. Il piano funziona se lo conoscono tutti quelli che accudiscono il bambino.
E se l'abitudine resiste?
Succede. Alcuni bambini — più spesso quelli passati al pollice — mantengono la suzione oltre i 5 anni nonostante i tentativi ben condotti. In questi casi il follow-up in studio diventa più fitto, perché con l'avvicinarsi dei denti permanenti la finestra di autocorrezione si restringe. Esistono anche dispositivi ortodontici di disabituazione, piccole griglie che interrompono meccanicamente il gesto: sono l'ultima risorsa, non la prima, e hanno senso solo dentro una valutazione complessiva del morso e della deglutizione.
Il punto che molti genitori scoprono in visita è che il vero sorvegliato speciale non è il ciuccio: è la lingua. Una deglutizione atipica — la lingua che spinge tra i denti a ogni atto deglutitorio, migliaia di volte al giorno — può mantenere aperto il morso anche anni dopo che il ciuccio è finito nella scatola dei ricordi. Riconoscerla presto cambia la traiettoria, ed è il tipo di osservazione che una visita pediatrica strutturata fa di routine. Come lo studio segue i più piccoli, dalla prima visita ai controlli periodici, lo trovi nella pagina del dentista per bambini a Pistoia.
Come funziona in pratica nello studio di Pistoia
Lo studio Salus di Pistoia è in Via N. Machiavelli 27, vicino al centro storico e all'ospedale San Jacopo, sotto la direzione sanitaria del Dott. Pietro Palandri. Le famiglie arrivano dalla città e dalle frazioni — Bottegone, Bonelle, Capostrada — ma anche da Quarrata, Agliana, Montale e Serravalle Pistoiese.
La prima valutazione pedodontica è un appuntamento breve e non invasivo: nessun trapano, nessuna anestesia, solo osservazione. Per molti bambini è anche la prima occasione di conoscere l'ambiente dello studio in un contesto tranquillo, senza nulla da curare — un investimento che ripaga negli anni, perché il bambino che ha conosciuto il dentista da sano lo teme molto meno da grande.
Un'informazione pratica per chi legge d'estate: lo studio resta aperto anche ad agosto con gli orari consueti, dal lunedì al venerdì con orario continuato 9-19. Le settimane senza scuola sono il momento che molte famiglie della piana pistoiese scelgono per la valutazione, senza incastri con lezioni e attività.
Prenota la visita pedodontica per il tuo bambino chiamando lo 0573-32937: al telefono si risponde anche il sabato e la domenica, e la segreteria può fissare l'appuntamento con priorità. Uscirete con un quadro chiaro della bocca e una strategia concreta per l'addio al succhiotto.
Come si collega agli altri percorsi dello studio di Pistoia
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Pistoia. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
- Impianti dentali a Pistoia
- Parodontologo a Pistoia
- Dentista pediatrico a Pistoia
- Tutte le aree cliniche dello studio di Pistoia
Cosa dicono i pazienti di Pistoia
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ”
“ Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente! ”
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Domande frequenti
Quando devo portare il bambino dal dentista se usa ancora il succhiotto?
Se a 3 anni compiuti l'abitudine è ancora quotidiana, la valutazione va fatta senza aspettare oltre — anche se i denti sembrano dritti, perché i primi cambiamenti di palato e morso non si vedono a occhio. Il momento ottimale è prima che le alterazioni si strutturino: una visita pedodontica dà un quadro preciso e un piano di disabituazione calibrato sul bambino, quando le strutture sono ancora in grado di correggersi da sole.
Ho tolto il ciuccio ma ora si succhia il pollice: è meglio o peggio?
Peggio, in genere. Il pollice è più rigido, concentra le pressioni sul palato e non si può togliere fisicamente: l'abitudine dura in media più a lungo e richiede la collaborazione attiva del bambino per essere interrotta. È il motivo per cui la disabituazione dal ciuccio va accompagnata — sostituendo il conforto, non solo l'oggetto — e non imposta con uno strappo.
Il morso si sistema da solo una volta tolto il succhiotto?
Nei denti da latte spesso sì, soprattutto il morso aperto anteriore, se l'abitudine cessa presto — indicativamente entro i 3-4 anni — e se non si è instaurata una deglutizione atipica. È proprio questo il punto che la visita verifica: distinguere il morso che si correggerà da solo da quello che ha bisogno di un aiuto intercettivo.
Il rito della "fatina del ciuccio" funziona davvero o è una moda?
Funziona, e ha una base seria: trasforma una perdita in un gesto attivo e da grandi, compiuto dal bambino invece che subito. Le evidenze sugli interventi di cessazione indicano che rinforzo positivo e coinvolgimento del bambino sono più efficaci di divieti e punizioni. Il rito va però preparato — prima si riduce l'uso diurno, poi si celebra l'addio — e mai collocato in un periodo di stress.
Il primo passo è una visita, giocata sull'ambientamento.
Per un bambino il primo incontro conta più della cura: lo studio Adamanti di Pistoia lo prepara con calma e coinvolge i genitori.
Prenota la prima visita del bambino oppure chiama lo 0573-32937: rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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- 1Prima visita di ambientamento
- 2Prevenzione: igiene, sigillature, fluoro quando indicato
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