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Aggiornato il 21 settembre 2026
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Servizio: Chirurgia orale
- Che cos'è la chirurgia orale e quali interventi comprende?
- Quando serve davvero un intervento di chirurgia orale?
- Come si toglie un dente del giudizio incluso?
- Come si svolge una seduta di chirurgia in studio, passo per passo?
- Quanto dura il recupero dopo la chirurgia orale?
- Quali rischi e complicanze può avere un intervento di chirurgia in bocca?
- Quando la chirurgia orale non è la scelta giusta?
- Da cosa dipende il costo di un intervento di chirurgia?
- Come si lavora in chirurgia orale negli studi Adamanti?
- Chirurgia orale in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Questa pagina spiega che cos'è la chirurgia orale e quali interventi comprende, quando un intervento serve davvero e quando conviene prima tentare una strada meno invasiva, come si toglie un dente del giudizio incluso, come si svolge una seduta passo per passo, quanto dura il recupero e come si gestiscono gonfiore e punti di sutura, quali complicanze sono possibili, quando la chirurgia non è la scelta giusta, da cosa dipende il costo e come si lavora negli Studi Dentistici Adamanti, con il Dott. Pietro Palandri.
Che cos'è la chirurgia orale e quali interventi comprende?
La chirurgia orale è la parte dell'odontoiatria che si occupa degli interventi eseguiti sui denti, sulle gengive e sull'osso della bocca: estrazioni difficili, denti inclusi che non sono riusciti a spuntare, asportazione di piccole lesioni dei tessuti, preparazione dell'osso prima di una protesi o di un impianto.
Il confine con l'odontoiatria di tutti i giorni non è netto ed è bene saperlo prima. Un dente che si toglie in pochi minuti con la pinza è un'estrazione semplice; lo stesso dente, se si è spezzato a livello della gengiva o se le radici sono vicine a strutture delicate, diventa un intervento vero, con incisione, scollamento di un lembo di gengiva e punti di sutura. La differenza non la decide il nome del dente, la decide quello che si vede nella radiografia.
- Estrazioni complesse. Radici fratturate, denti rotti a livello gengivale, molari con radici divergenti o anchilosate: la pinza da sola non basta e serve accedere all'osso per liberare il dente senza forzarlo.
- Denti inclusi. Il caso più frequente è il dente del giudizio, o terzo molare, rimasto sotto l'osso o coperto dalla gengiva; capita anche al canino superiore, che in un percorso ortodontico a volte viene scoperto chirurgicamente e accompagnato in arcata.
- Chirurgia pre-protesica e rigenerativa. Piccoli innesti di osso, rialzo del pavimento del seno mascellare, regolarizzazione di creste ossee taglienti: servono a costruire una base stabile per una protesi o per un impianto in titanio.
- Lesioni dei tessuti molli. Asportazione di cisti, di piccole neoformazioni gengivali, di frenuli troppo corti che tirano il labbro o limitano la lingua; oppure prelievo di un campione da inviare all'esame istologico quando una macchia o un'ulcera non guarisce nei tempi attesi.
- Chirurgia della radice. Quando l'infiammazione alla punta della radice non si risolve ritrattando il canale dall'interno, si può valutare un intervento dall'esterno, l'apicectomia, che rimuove l'apice malato e sigilla il canale.
Tutti questi interventi hanno tre cose in comune: si programmano su una radiografia, si eseguono in anestesia locale e si concludono con una fase di guarigione da seguire nei giorni successivi. Negli Studi Dentistici Adamanti la parte chirurgica non viaggia mai da sola: rientra in un piano di cura complessivo, perché togliere un dente cambia l'equilibrio dell'arcata e va deciso sapendo già che cosa si metterà, o non si metterà, al suo posto.
Quando serve davvero un intervento di chirurgia orale?
Serve quando il problema non si risolve con le cure conservative e lasciarlo dov'è comporta un rischio maggiore di quello dell'intervento: un dente non più recuperabile, un'infezione che ritorna sempre nello stesso punto, un dente incluso che sta danneggiando il vicino, una lesione che va analizzata.
Le situazioni che portano più spesso a una valutazione chirurgica sono riconoscibili. Il dente del giudizio inferiore parzialmente coperto dalla gengiva, che periodicamente si infiamma con gonfiore e difficoltà ad aprire la bocca. Il secondo molare che si caria sul lato posteriore perché il terzo molare inclinato ci spinge contro e impedisce allo spazzolino di arrivare. Le radici residue rimaste sotto una protesi mobile, che infiammano la mucosa. Una cisti scoperta per caso su una panoramica fatta per altro motivo. Un frenulo labiale che apre uno spazio tra gli incisivi o un frenulo linguale che limita i movimenti della lingua.
Sull'estrazione preventiva dei denti del giudizio che non danno sintomi la letteratura è prudente: la linea guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) del Regno Unito sconsiglia l'estrazione di routine dei terzi molari inclusi privi di patologia, e una revisione sistematica Cochrane conclude che le prove disponibili non sono sufficienti per stabilire se, in assenza di sintomi, sia meglio estrarli o tenerli sotto controllo. Tradotto: senza sintomi la scelta si fa caso per caso, guardando posizione del dente, igiene raggiungibile in quella zona e storia clinica.
Per questo negli Studi Dentistici Adamanti la prima domanda in visita non è «come lo togliamo», ma «si può salvare, e cosa succede se non facciamo nulla».
Chirurgia orale negli studi Adamanti
Dal 1997 in Toscana
Un dente del giudizio che fa male, una radice rimasta sotto la gengiva, una lesione che non guarisce: raccontaci la situazione e scegli la sede più comoda tra le sei in Toscana per una visita con radiografia e piano scritto.
Come si toglie un dente del giudizio incluso?
Si anestetizza la zona, si scolla un piccolo lembo di gengiva, si rimuove l'osso che copre la corona, spesso si divide il dente in due o tre frammenti per farlo uscire senza forzare l'osso circostante, si pulisce la cavità e si richiude con dei punti.
La difficoltà cambia molto da un caso all'altro. Un terzo molare già spuntato per metà e diritto può richiedere pochi minuti; un dente completamente incluso, coricato in orizzontale contro il molare vicino e con radici curve, è un lavoro più lungo e più delicato. Nei ragazzi, quando le radici non si sono ancora formate del tutto, l'intervento prende il nome di germectomia ed è in genere più semplice, proprio perché il germe dentale è più piccolo e l'osso più elastico.
Prima di programmare l'intervento conta soprattutto una cosa: dove passa il nervo. Nella mandibola il canale che contiene il nervo alveolare inferiore può correre molto vicino agli apici del dente del giudizio, e nella mascella le radici possono affacciarsi sul seno mascellare. Quando la radiografia panoramica lascia dubbi sulla vicinanza tra radici e nervo, l'odontoiatra può richiedere una TAC dentale a fascio conico, che mostra i rapporti in tre dimensioni e permette di scegliere la via d'accesso meno rischiosa.
Al termine si stringono i punti, si morde una garza per qualche decina di minuti e si ricevono le indicazioni per i giorni successivi. Il dente rimosso, se c'è un'indicazione clinica, può essere inviato all'esame istologico.
Come si svolge una seduta di chirurgia in studio, passo per passo?
Ogni seduta segue la stessa sequenza: visita con anamnesi, radiografia, piano e consenso scritti, anestesia locale, intervento, sutura, istruzioni per casa e controllo a pochi giorni di distanza.
- Visita e anamnesi. Si raccolgono malattie in corso, terapie seguite, allergie, interventi precedenti e abitudini come il fumo: sono informazioni che cambiano il piano, non formalità burocratiche.
- Esami. La radiografia panoramica è il punto di partenza; in casi selezionati serve un esame tridimensionale per valutare la posizione esatta delle radici rispetto a nervo e seno mascellare.
- Piano e consenso. Prima dell'intervento si consegna un preventivo scritto e si firma un consenso informato che spiega procedura, alternative e possibili complicanze, con il tempo di leggerlo.
- Anestesia locale. L'intervento si esegue con anestesia locale, che addormenta la zona lasciando la persona sveglia e in grado di comunicare; l'effetto si esaurisce in poche ore.
- L'intervento. Incisione, accesso, rimozione del dente o della lesione, pulizia dell'alveolo; la durata varia da pochi minuti a circa un'ora, secondo la complessità.
- Sutura e controllo. Si richiude con punti riassorbibili o da rimuovere, si fissa la data del controllo e si spiegano per iscritto le cose da fare e da evitare nei primi giorni.
Negli Studi Dentistici Adamanti questa sequenza è la stessa nelle sei sedi in Toscana, così che chi si sposta per lavoro tra Lucca, Pisa, Pistoia, Empoli, Montecatini Terme e Castelfranco di Sotto ritrovi lo stesso modo di lavorare e la stessa documentazione clinica.
Quanto dura il recupero dopo la chirurgia orale?
Nella maggior parte dei casi i giorni impegnativi sono i primi due o tre: il gonfiore raggiunge il massimo tra le quarantotto e le settantadue ore e poi cala, i punti si rimuovono in genere dopo circa una settimana, la gengiva si chiude in due o tre settimane mentre l'osso sottostante impiega alcuni mesi a rimodellarsi.
Le prime ventiquattro ore sono quelle che orientano tutto il resto. Applicare freddo sulla guancia a intervalli, non sciacquare la bocca con energia, non usare la cannuccia, evitare cibi caldi e duri, dormire con la testa leggermente sollevata e non toccare la ferita con la lingua servono a proteggere il coagulo che si forma nell'alveolo: è quel coagulo a fare da impalcatura alla guarigione.
Il dolore è la preoccupazione più diffusa. L'anestesia locale copre la seduta; nelle ore successive il fastidio è variabile da persona a persona e in genere si riduce di giorno in giorno. Antibiotici o antinfiammatori, se servono, li prescrive il medico dopo la visita.
Due comportamenti pesano più di tutti sui tempi. Il fumo riduce l'ossigenazione dei tessuti e si associa a una guarigione più lenta e a un rischio maggiore di complicanze locali, e l'igiene: nei giorni successivi si continua a lavare i denti, con delicatezza attorno alla zona operata, perché la placca accumulata è la prima nemica della ferita. Negli Studi Dentistici Adamanti le indicazioni per il post-operatorio si spiegano al termine della seduta, insieme alla data del controllo.
Quali rischi e complicanze può avere un intervento di chirurgia in bocca?
Come ogni intervento, anche di piccola entità, ha complicanze possibili: la maggior parte è temporanea e si gestisce, ma vanno conosciute prima dell'intervento e non dopo.
- Alveolite. È la perdita precoce del coagulo dall'alveolo, con dolore che invece di diminuire aumenta dopo il secondo o terzo giorno; è più frequente dopo l'estrazione dei molari inferiori e nei fumatori, e si tratta con medicazioni locali ripetute.
- Sanguinamento prolungato. Un gocciolamento nelle prime ore è atteso; un sanguinamento che non si arresta comprimendo con una garza va segnalato e rivalutato.
- Infezione. Si manifesta con gonfiore che peggiora, dolore crescente, a volte febbre; è il motivo per cui il controllo post-operatorio non si salta.
- Alterazioni della sensibilità. Nelle estrazioni dei terzi molari inferiori il contatto con il nervo alveolare inferiore o linguale può lasciare formicolio o ridotta sensibilità del labbro, del mento o della lingua: nella grande maggioranza dei casi descritti in letteratura è transitoria, più raramente persiste.
- Comunicazione con il seno mascellare. Nelle estrazioni dei molari superiori le radici possono affacciarsi sul seno; se si apre un tramite, va chiuso e controllato.
- Limitazione dell'apertura ed ematoma. Difficoltà temporanea ad aprire la bocca e un livido sulla guancia o sul collo sono evenienze fastidiose ma in genere passeggere.
Nessun professionista può escludere del tutto queste evenienze: quello che si può fare è ridurne la probabilità con una diagnosi accurata, una tecnica adeguata al caso e un'anamnesi onesta da parte della persona. Ogni sintomo che peggiora invece di migliorare va comunicato alla sede dove è stato eseguito l'intervento.
Quando la chirurgia orale non è la scelta giusta?
Quando esiste un'alternativa meno invasiva che risolve lo stesso problema, o quando le condizioni generali della persona rendono più prudente rimandare e trattare in altro modo: la chirurgia orale non è mai il primo tentativo.
Prima del bisturi ci sono spesso altre strade. Un dente con un'infezione alla radice può essere devitalizzato, o ritrattato se la cura canalare precedente non ha funzionato, invece di essere estratto. Una tasca gengivale profonda si affronta prima con la terapia parodontale non chirurgica e con il controllo della placca, e solo dopo si rivaluta. Un dente del giudizio incluso ma asintomatico, pulito e senza segni di malattia, in molti casi si tiene sotto osservazione con controlli periodici. Un dente compromesso ma ancora utile come sostegno di una protesi può valere la pena di essere mantenuto ancora per un periodo.
Ci sono poi condizioni generali che impongono di programmare con più attenzione: chi segue terapie che modificano la coagulazione del sangue, chi è in cura per osteoporosi o ha ricevuto radioterapia della testa e del collo, chi ha un diabete non compensato o una cardiopatia importante deve dichiararlo in anamnesi, perché il percorso va concordato con il medico curante e talvolta il momento dell'intervento va scelto diversamente. In presenza di un'infezione acuta, inoltre, spesso si stabilizza prima la situazione e si interviene poi.
Negli Studi Dentistici Adamanti la soluzione meno invasiva viene sempre proposta per prima, e se un intervento si può evitare o rimandare lo si scrive nel piano di cura.
Da cosa dipende il costo di un intervento di chirurgia?
Dipende dalla complessità reale dell'intervento, non dal nome che porta: un'estrazione semplice e la rimozione di un terzo molare completamente incluso nell'osso sono due lavori diversi per tempo, strumenti e rischio.
- La complessità del caso. Posizione e inclinazione del dente, forma delle radici, quantità di osso da rimuovere, vicinanza a nervo o seno mascellare.
- Gli esami necessari. Una panoramica e, quando la situazione lo richiede, un esame tridimensionale per programmare l'accesso.
- Il numero di elementi e di sedute. Un solo dente o più denti, in una o in più sedute, secondo quanto è ragionevole concentrare in una volta.
- I materiali impiegati. Suture, eventuali membrane o sostituti ossei quando serve preservare o ricostruire l'osso.
- Quello che viene dopo. Se lo spazio andrà riabilitato con un ponte, una protesi o un impianto, il conto vero è quello del percorso completo, non della singola estrazione.
Per questo su una pagina non si possono scrivere cifre che siano davvero utili al tuo caso: il numero che conta è quello del preventivo scritto consegnato dopo la visita, che elenca voce per voce quello che serve. Negli Studi Dentistici Adamanti il preventivo si consegna prima di iniziare qualsiasi intervento, e si può portare a casa e rileggere con calma.
Come si lavora in chirurgia orale negli studi Adamanti?
La chirurgia orale negli Studi Dentistici Adamanti è parte del percorso odontoiatrico ordinario: si programma in visita, si esegue con una diagnosi radiografica documentata e si chiude con un controllo, in tutte e sei le sedi in Toscana.
Il percorso è lo stesso per chi arriva con un dolore improvviso e per chi arriva con una radiografia fatta altrove. Si valuta la bocca nel suo insieme, non soltanto il dente che fa male: la storia clinica, lo stato delle gengive, l'occlusione e i denti vicini. Da lì nasce un piano scritto che mette in fila cosa si fa prima, cosa si fa dopo e quali sono le alternative, compresa quella di non intervenire e di rivedere la situazione fra qualche mese.
Le sedi sono a Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto, e servono anche i comuni vicini della Piana e del Valdarno inferiore: questo permette di scegliere il luogo più comodo per l'intervento e per i controlli successivi, che sono la parte del percorso che si tende a sottovalutare di più. Il Dott. Pietro Palandri, odontoiatra che si occupa di chirurgia orale, segue la valutazione dei casi chirurgici insieme ai colleghi delle sedi.
Quello che gli Studi Dentistici Adamanti non fanno è decidere un'estrazione al telefono o su una fotografia: senza una radiografia e una visita non è possibile sapere se un dente sia recuperabile, e una risposta data a distanza vale meno di niente.
Chirurgia orale in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
Gli Studi Dentistici Adamanti hanno sei sedi in Toscana: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto. Le pagine di città spiegano come si organizza la visita nella sede più comoda e come si prenota: Chirurgia orale a Lucca, Chirurgia orale a Empoli, Chirurgia orale a Montecatini Terme, Chirurgia orale a Pistoia, Chirurgia orale a Pisa, Chirurgia orale a Castelfranco di Sotto.
Direttore sanitario degli Studi Dentistici Adamanti: Dott. Roberto Guazzetti. Orari di apertura: lun-ven 9:00-19:00.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa è la pagina nazionale del percorso «Chirurgia orale» degli Studi Dentistici Adamanti: qui trovi l'area clinica e la pagina di ogni città, con la stessa cura raccontata dallo studio che la esegue.
- L'area clinica: Chirurgia orale
- Chirurgia orale a Lucca
- Chirurgia orale a Empoli
- Chirurgia orale a Montecatini Terme
- Chirurgia orale a Pistoia
- Chirurgia orale a Pisa
- Chirurgia orale a Castelfranco di Sotto
- Tutte le aree cliniche degli studi Adamanti
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Ho apprezzamento molto la cordiale accoglienza all'ingresso, la musica rilassante di sottofondo e poi i dottori sono stati molto professionali nello specificare con attenzione (e parole semplici) i trattamenti da eseguire, anche con ulteriori consigli specifici e mirati al mio caso. Grazie davvero. ” — Empoli
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ” — Pistoia
“ La bravura del dottor Palla é imparagonabile. L'ho conosciuto un paio di anni fa, per mia grande fortuna. Per errore di un dentista di un altro ambulatorio ero in una situazione difficile da mesi, ho girato 6 - 7 ambulatori, anche quelli più rinomati di Pisa e dintorni, nessun dottore era disposto ad aiutarmi, hanno detto che non é possibile... Dr. Palla invece ha detto, facciamolo, e il lavoro é venuto benissimo. Non ho sentito nulla, durante il lavoro, e quando il dottore dopo un oretta di lavoro ha detto "va bene per oggi abbiamo finito",non volevo alzarmi dalla poltrona! Gliel'ho chiesto, se possiamo fare ancora qualcos'altro, dall'altra parte della bocca, l'altro dente, e lui mi ha accontentato. Ringrazio a Edoardo e a tutto lo staff per la gentilezza. Ambulatorio nuovo, molto bello, bravo Antonio che esegue le pulizie denti, la Silvia, le segretarie ed assistenti. ” — Pisa
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Adamanti consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Quanto dura l'estrazione di un dente del giudizio incluso?
La seduta completa dura in genere tra i trenta e i sessanta minuti, ma il tempo effettivo sul dente è spesso molto più breve: gran parte della seduta serve per l'anestesia, la preparazione, la sutura e le istruzioni finali. Un dente coricato in orizzontale con radici curve richiede più tempo di un terzo molare già spuntato per metà. La durata prevista viene indicata in visita, sulla radiografia.
Posso tornare al lavoro il giorno dopo un intervento di chirurgia orale?
Dopo un'estrazione semplice molte persone riprendono le attività già il giorno seguente. Dopo la rimozione di un dente incluso è più prudente prevedere uno o due giorni di riposo relativo, perché gonfiore e difficoltà ad aprire la bocca possono rendere faticoso parlare a lungo. Sono da evitare per qualche giorno sport intensi, sollevamento pesi e sauna, che aumentano il sanguinamento.
Devo togliere i denti del giudizio anche se non mi fanno male?
Non necessariamente. La linea guida NICE del Regno Unito sconsiglia l'estrazione di routine dei terzi molari inclusi privi di sintomi e di patologia, e una revisione Cochrane segnala che le prove non bastano a preferire l'estrazione al controllo periodico. La scelta dipende dalla posizione del dente, dalla possibilità di pulirlo bene e dallo stato del molare vicino, e si valuta in visita con una radiografia.
Si possono togliere due denti del giudizio nella stessa seduta?
In molti casi sì, di solito quelli dello stesso lato, così da poter masticare dalla parte opposta nei giorni successivi. La decisione dipende dalla complessità dei due denti, dalla durata prevista dell'intervento e dalle condizioni generali della persona. A volte è preferibile dividere il lavoro in due sedute ravvicinate: è una scelta che si concorda prima, insieme al piano scritto.
Cosa posso mangiare dopo un intervento in bocca?
Nelle prime ore si preferiscono alimenti freddi o tiepidi e di consistenza morbida, masticando dal lato opposto alla ferita. Sono da rimandare cibi molto caldi, croccanti o con semi e frammenti piccoli che possono entrare nell'alveolo. È importante bere e alimentarsi comunque: digiunare non aiuta la guarigione. Nei giorni successivi si torna gradualmente alla dieta abituale, seguendo le indicazioni ricevute.
Quando si tolgono i punti di sutura?
Di norma dopo circa sette giorni, in occasione del controllo post-operatorio, quando si verifica anche l'aspetto della gengiva. Alcuni fili sono riassorbibili e si sciolgono da soli nell'arco di una o due settimane, ma il controllo resta comunque utile. Se un punto si stacca prima da solo, in genere non è un'emergenza: basta segnalarlo alla sede dove è stato eseguito l'intervento.
È normale avere gonfiore e livido dopo l'estrazione?
Sì, entrambi rientrano nella guarigione attesa dopo un intervento chirurgico. Il gonfiore raggiunge il picco tra le quarantotto e le settantadue ore e poi si riduce; un livido sulla guancia o verso il collo può comparire dopo qualche giorno e cambia colore prima di sparire. Va invece segnalato un gonfiore che peggiora dopo il terzo giorno o si accompagna a febbre.
Posso fumare dopo un'estrazione dentale?
È fortemente sconsigliato nei giorni successivi. Il fumo riduce l'ossigenazione dei tessuti e la suzione può contribuire al distacco del coagulo dall'alveolo: la letteratura associa il fumo a una maggiore frequenza di alveolite e a una guarigione più lenta. Più giorni si riesce a stare senza fumare dopo l'intervento, meglio è; l'indicazione precisa viene data al termine della seduta.
Che cos'è l'alveolite e come si riconosce?
È la perdita precoce del coagulo che protegge l'alveolo dopo un'estrazione, con l'osso che resta esposto. Il segno tipico è un dolore che, invece di calare, aumenta dal secondo o terzo giorno, spesso irradiato all'orecchio, a volte con alito sgradevole. Non si risolve da sola aspettando: richiede medicazioni locali ripetute in studio, quindi va segnalata subito e rivalutata.
Posso fare un intervento se seguo una terapia che modifica la coagulazione?
In molti casi sì, ma la condizione va dichiarata in anamnesi prima di fissare l'intervento. Il percorso si programma valutando il tipo di terapia e il rischio emorragico, se necessario in accordo con il medico curante, e adottando accorgimenti locali per il controllo del sanguinamento. Quello che non va mai fatto è modificare o sospendere una terapia di propria iniziativa prima di andare dal dentista.
La chirurgia orale si può fare in gravidanza?
Gli interventi non urgenti si preferisce rimandarli a dopo il parto, mentre un'infezione acuta o un dolore importante vanno trattati perché lasciarli è un rischio maggiore. Il periodo considerato più adatto per un intervento necessario è generalmente il secondo trimestre. La gravidanza, anche se solo sospetta, va comunicata in anamnesi: cambia la programmazione, gli esami radiologici e le scelte terapeutiche.
Come ci si prepara a una seduta di chirurgia negli studi Adamanti?
Si arriva con la documentazione clinica disponibile, l'elenco delle terapie seguite e senza essere digiuni, salvo diversa indicazione ricevuta: un pasto leggero prima dell'intervento è preferibile. Negli Studi Dentistici Adamanti il preventivo e il consenso informato si consegnano prima della seduta, e si consiglia di farsi accompagnare quando è previsto un intervento più lungo, per tornare a casa senza fretta.
Posso guidare dopo un intervento in anestesia locale?
L'anestesia locale non altera lo stato di coscienza e in genere non impedisce di guidare, ma nelle prime ore si può essere provati dall'intervento e la sensibilità della zona è alterata. Per un intervento lungo o per chi si sente poco lucido è più prudente farsi accompagnare. Se sono state prescritte terapie che possono dare sonnolenza, valgono le indicazioni del medico che le ha prescritte.
Il dente del giudizio può far storcere gli altri denti?
È una convinzione molto diffusa, ma la letteratura non la conferma come causa certa dell'affollamento degli incisivi inferiori, che ha origini multiple e compare anche in chi i denti del giudizio non li ha mai avuti. Un terzo molare inclinato può però danneggiare il molare vicino con carie o riassorbimenti: è questa, quando c'è, l'indicazione all'estrazione, e si valuta sulla radiografia.
Dopo un'estrazione bisogna sempre sostituire il dente?
Dipende da quale dente è e da che funzione aveva. Un dente del giudizio in genere non si sostituisce. Un molare o un premolare mancante lascia invece uno spazio che nel tempo può portare i denti vicini a inclinarsi e l'antagonista ad allungarsi, oltre a ridurre l'efficienza masticatoria: in questi casi si valuta una riabilitazione con ponte, protesi o impianto, in visita.
Un intervento in bocca si decide guardando una radiografia e una storia clinica, non un elenco di sintomi letto online.
Se il tuo dente si possa salvare, se quel dente del giudizio vada tolto oppure tenuto sotto controllo, con quali tempi e con quali alternative: sono domande che hanno una risposta seria solo dopo una visita, con gli esami davanti e un piano scritto da leggere con calma a casa. Il primo passo è prenotare la visita nella sede più comoda tra le sei in Toscana: parlarne non impegna a iniziare nessuna cura.
Prenota la visita di valutazione chirurgica oppure chiama lo : rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
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- 1Visita, radiografia e piano scritto
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Le sedi Adamanti
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