Scritto e revisionato da:
Aggiornato il 4 ottobre 2026
Lettura: 6 min
Articolo: Conservativa & Restaurativa
- Cos'è la carie del colletto e come si riconosce?
- Perché si forma la carie al colletto del dente?
- Fa male o dà soltanto sensibilità?
- Come si distingue da un colletto scoperto senza carie?
- Come si cura una carie cervicale?
- Quando NON serve l'otturazione al colletto?
- La carie al colletto può arrivare al nervo?
- Come si previene se le gengive sono ritirate?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Domande frequenti
In sintesi
La carie del colletto si forma al confine tra dente e gengiva: come riconoscerla, perché compare e come si cura prima che arrivi al nervo. In questa pagina: cos'è la carie del colletto e come si riconosce; perché si forma la carie al colletto del dente; fa male o dà soltanto sensibilità; come si distingue da un colletto scoperto senza carie. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
La carie del colletto è una lesione che nasce sul bordo del dente, dove lo smalto incontra la gengiva. Si presenta come una riga o una fossetta giallo-brunastra lungo il margine gengivale e spesso dà una scossa al freddo prima di fare davvero male. Qui spiego come riconoscerla, perché compare proprio lì e quali cure si possono valutare.
Cos'è la carie del colletto e come si riconosce?
È una carie che si sviluppa nella fascia cervicale del dente, cioè l'ultimo millimetro di smalto a contatto con la gengiva, dove la placca ristagna più facilmente.
Quando visito un paziente con un fastidio in quel punto, cerco quattro segni:
- Il colore. Una banda gialla, marrone chiaro o nerastra che segue l'andamento della gengiva, non una macchia tonda al centro del dente.
- La forma. Un solco o una piccola conca a mezzaluna, a volte larga e poco profonda.
- La superficie. Smalto opaco, ruvido alla sonda: la lesione attiva è morbida, quella ferma è dura e lucida.
- La sensibilità. Fitta breve con aria fredda, acqua o spazzolino, che passa in pochi secondi.
Perché si forma la carie al colletto del dente?
Perché in quella zona lo smalto è sottilissimo e la gengiva, se si è ritirata, lascia esposta la radice, che si demineralizza molto prima dello smalto.
Le condizioni che vedo più spesso insieme sono queste:
- La recessione gengivale. Anche 1-2 mm di gengiva ritirata bastano a scoprire il cemento radicolare, più vulnerabile agli acidi.
- Lo spazzolamento sbagliato. Setole dure e movimento orizzontale consumano il colletto e irritano la gengiva, favorendo abrasione e ristagno di placca.
- Il ristagno di placca. Chi spazzola di fretta salta proprio il bordo gengivale, la zona che richiede più attenzione.
- La bocca secca e gli acidi. Ridotto flusso salivare, reflusso, bibite e agrumi frequenti abbassano il pH e accelerano la perdita di minerali.
Uno studio retrospettivo del 2026 pubblicato su J Esthet Restor Dent ha confermato lo stretto legame tra recessione gengivale esposta e ipersensibilità dentinale: dove la radice resta scoperta, i sintomi e il rischio di lesione cervicale crescono insieme.
Carie del colletto
Dal 1997 in Toscana
Dente sensibile, scheggiato o con una vecchia otturazione? Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per la visita.
Fa male o dà soltanto sensibilità?
All'inizio dà sensibilità, non dolore: una scossa breve a freddo, dolce o aria, che si spegne appena lo stimolo finisce.
Il dolore spontaneo, pulsante, che sveglia di notte o dura minuti, indica che l'infiammazione ha raggiunto la polpa: è un quadro diverso, da valutare rapidamente. Attenzione anche al contrario: non ogni fastidio in quella zona è una carie, e un dolore diffuso alla mascella può avere altre origini, come spiego nell'articolo sulla nevralgia dei denti.
Come si distingue da un colletto scoperto senza carie?
La differenza la fa la consistenza del tessuto: il colletto scoperto è duro e lucido, la lesione cariosa è ritentiva e cede alla sonda.
In studio uso l'ispezione con sonda smussa, l'asciugatura del campo, la luce e, quando serve, una radiografia endorale. Le lesioni cervicali piccole non sempre si vedono bene in radiografia, perché si sovrappongono al profilo del dente: la diagnosi resta soprattutto visiva e tattile. Una lesione dura e pigmentata che non avanza può corrispondere a una carie secca, cioè arrestata, e si tiene sotto controllo.
Come si cura una carie cervicale?
Quando la cavità c'è, si rimuove il tessuto malato e si ricostruisce il colletto con un composito adesivo, in una sola seduta nella maggior parte dei casi.
Il passaggio delicato è il sigillo del bordo inferiore, spesso vicinissimo alla gengiva: isolamento del campo, controllo del sanguinamento e scelta dell'adesivo contano più del materiale in sé. Una meta-analisi del 2015 su Dental Materials (Reis e Dourado Loguercio) ha mostrato che la strategia adesiva influisce sulla sensibilità post-operatoria dei restauri in composito: per questo la tecnica va adattata al caso.
Sulla durata, una revisione sistematica del 2025 pubblicata su Cureus ricorda che la longevità di un restauro dipende da sede, estensione e igiene domiciliare più che dal solo materiale. Le ricostruzioni al colletto si controllano a ogni richiamo, a 6 o 12 mesi secondo il rischio. Trovi i percorsi di conservativa fra i trattamenti degli studi Adamanti e il mio profilo nella pagina del team.
Quando NON serve l'otturazione al colletto?
Quando la lesione è una macchia iniziale, senza cavità: lì la scelta meno invasiva viene prima, e si prova a rimineralizzare.
In quei casi non apro il dente: correggo la tecnica di spazzolamento, introduco un dentifricio ad alta concentrazione di fluoro, applico prodotti professionali in studio e rivaluto a 3-6 mesi. Se la macchia resta dura e stabile, non la tocco.
L'otturazione, al contrario, non è sufficiente quando la carie è molto profonda o estesa sotto il margine gengivale: può servire una terapia più articolata o la valutazione di una gestione dei tessuti molli. Esistono anche controindicazioni temporanee: gengiva molto infiammata o sanguinante va trattata prima, perché un restauro chiuso in un campo umido tende a staccarsi.
La carie al colletto può arrivare al nervo?
Sì, e più in fretta di una carie sulla superficie masticante, perché al colletto lo strato che separa l'esterno dalla polpa è il più sottile del dente.
Non esiste un tempo valido per tutti: dipende dall'attività della lesione, dalla saliva e dall'igiene. Quando il quadro è avanzato può rendersi necessaria la terapia canalare, come accade anche per altre sedi difficili: ne parlo negli articoli sulla carie degli incisivi e sulla carie del molare.
Come si previene se le gengive sono ritirate?
Con una pulizia precisa del bordo gengivale due volte al giorno e controlli professionali regolari, perché su radice esposta la placca si organizza in fretta.
- Lo spazzolino. Setole morbide, manuale o elettrico, con movimento verso il bordo gengivale e non avanti-indietro; almeno 2 minuti.
- Il fluoro. Dentifricio con almeno 1.450 ppm di fluoro, o a concentrazione superiore se è l'odontoiatra a indicarlo.
- Gli spazi. Filo o scovolino ogni sera: la carie cervicale nasce spesso fra due denti, dove lo spazzolino non arriva.
- Le abitudini. Limitare bibite acide e spuntini zuccherini frequenti, evitare di spazzolare subito dopo un acido.
- Il richiamo. Igiene professionale ogni 6 mesi, più ravvicinata se c'è recessione importante.
Negli studi Adamanti in Toscana la fase di prevenzione si costruisce sul singolo caso, ed è il motivo per cui il controllo del colletto entra sempre nella valutazione: puoi vedere dove siamo nella pagina sedi.
Il primo passo è una visita: servono l'ispezione diretta, le radiografie quando indicate e un piano scritto, perché una macchia da tenere d'occhio e una cavità da ricostruire richiedono scelte diverse. Puoi prenotare una valutazione online e parlarne con l'odontoiatra prima di decidere qualsiasi cura.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Adamanti. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Sono stato oggi per la prima volta per igiene più sbiancamento. Veloci, gentili, professionali. Zero dolore e risultato oltre le aspettative. È stata una piacevole sorpresa e lo consiglio senza riserve! ” — Lucca
“ Sono molto contenta dell’esperienza, allo studio Adamanti sono tutti disponibili e gentilissimi. Sicuramente tornerò sempre lì per qualsiasi procedura di cui abbia bisogno. ” — Empoli
“ Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente! ” — Pistoia
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Domande frequenti
Come capisco se ho una carie del colletto o solo il colletto scoperto?
Il colletto scoperto è liscio, duro e lucido, e dà sensibilità senza cambiare forma; la lesione cariosa è ruvida, ritentiva e scava un solco. La distinzione si fa con sonda e asciugatura del campo in visita, non allo specchio di casa.
La carie al colletto si vede in radiografia?
A volte sì, ma le lesioni cervicali piccole si sovrappongono al profilo del dente e possono sfuggire. La radiografia serve soprattutto a valutare la profondità e la vicinanza alla polpa, non a escludere da sola la lesione.
Quanto costa curare una carie al colletto?
Dipende dall'estensione, dal numero di denti coinvolti e dal fatto che serva o no gestire la gengiva prima del restauro. Negli studi Adamanti il preventivo è scritto e viene consegnato dopo la visita, quando il quadro è chiaro.
L'otturazione al colletto si stacca facilmente?
È una sede più esposta a flessioni e umidità, quindi richiede isolamento accurato e una tecnica adesiva adatta. Con buona igiene e controlli regolari può durare anni, ma nessun restauro è per sempre e si rivaluta ai richiami.
La carie al colletto fa male sempre?
No. Molte lesioni cervicali danno solo sensibilità al freddo o allo spazzolino, e alcune sono del tutto silenti. Il dolore spontaneo o notturno indica un coinvolgimento della polpa e va valutato senza rinviare il controllo.
Può arrivare al nervo e richiedere la devitalizzazione?
Sì, perché al colletto lo spessore di tessuto che protegge la polpa è ridotto. Se la carie è profonda o la polpa è già infiammata, l'odontoiatra valuta in visita se è indicata una terapia canalare.
Quale spazzolino uso se ho una lesione al colletto?
Setole morbide e pressione leggera, con movimento rotatorio o verticale verso il bordo gengivale. Lo spazzolino elettrico con sensore di pressione aiuta chi tende a premere troppo, ma la tecnica conta più del modello.
Il dentifricio desensibilizzante risolve il problema?
Riduce la sensibilità, non la carie. Se sotto la gengiva ritirata c'è una cavità, il dentifricio copre il sintomo mentre la lesione continua: serve comunque una valutazione clinica.
Se la lesione è sotto gengiva serve un intervento?
Dipende da quanto è profonda. In alcuni casi basta allontanare il margine gengivale durante il restauro; in altri l'odontoiatra valuta una gestione dei tessuti molli prima di ricostruire, per avere un bordo asciutto e pulito.
Sui denti davanti si vede quando sorrido?
Sulle superfici visibili la lesione cervicale appare come una riga scura lungo la gengiva. Le ricostruzioni in composito si stratificano per avvicinarsi al colore naturale, e il risultato estetico va valutato caso per caso in studio.
Perché mi è venuta nonostante lavi i denti tre volte al giorno?
Spesso il problema non è la frequenza ma il punto: molti spazzolano il centro del dente e saltano l'ultimo millimetro vicino alla gengiva. Anche spazzolare con troppa forza e setole dure contribuisce, consumando il colletto.
Quanto spesso devo fare i controlli se ho le gengive ritirate?
Di norma ogni 6 mesi, con intervalli più ravvicinati quando la recessione è marcata o compaiono nuove lesioni. La cadenza la stabilisce l'odontoiatra in base al rischio individuale.
Le lesioni al colletto possono fermarsi da sole?
Una lesione iniziale può arrestarsi se cambiano igiene, dieta e apporto di fluoro: diventa dura, scura e stabile. Una cavità già formata, invece, non si richiude e va ricostruita.
Il primo passo è una visita con radiografia.
Una carie piccola si cura in una seduta, una grande in più passaggi: la differenza la fa quando la si vede. lo studio Adamanti più vicino a te la cerca dove non fa ancora male.
Prenota la visita: scegli la sede e lasciaci il numero, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
Parlarci non
ti impegna.
- 1Visita e radiografia del dente
- 2Otturazione o intarsio, secondo il danno
- 3Controllo del morso e richiamo
Le sedi Adamanti
-
Lucca
Via delle Ville Prima 966
55100 Lucca (LU) -
Montecatini Terme
Via Tripoli 22
51016 Montecatini Terme (PT) -
Empoli
Via Raffaello Sanzio 199/A
50053 Empoli (FI) -
Pistoia
Via N. Machiavelli 27
51100 Pistoia (PT) -
Pisa
Via Giosuè Carducci 51
56017 Ghezzano, San Giuliano Terme (PI) -
Castelfranco di Sotto
Via Giuseppe Posarelli 9
56022 Castelfranco di Sotto (PI)
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per fissare la visita.