Scritto e revisionato da:
Aggiornato il 20 settembre 2026
Lettura: 6 min
Articolo: Igiene & Prevenzione
- Quando le afte si considerano ricorrenti?
- Quali esami del sangue si fanno quando le afte tornano?
- Ferritina, B12 e folati: quali valori contano davvero?
- Serve il test per la celiachia se le afte tornano spesso?
- Chi prescrive gli esami per afte ricorrenti?
- Cosa cambia negli esami per afte ricorrenti nei bambini?
- Quando NON servono esami e quando serve invece una biopsia?
- Se gli esami sono normali, perché le afte tornano lo stesso?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Domande frequenti
In sintesi
Quali esami per afte ricorrenti servono davvero: emocromo, ferritina, vitamina B12, folati e celiachia, chi li prescrive e come si leggono. In questa pagina: quando le afte si considerano ricorrenti; quali esami del sangue si fanno quando le afte tornano; ferritina, b12 e folati: quali valori contano davvero; serve il test per la celiachia se le afte tornano spesso. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
Gli esami per afte ricorrenti servono a capire se dietro le ulcere che tornano ogni mese ci sia una carenza nutrizionale o una condizione generale: emocromo con formula, ferritina, vitamina B12, folati e sierologia per la celiachia sono il primo pacchetto ragionevole. Si richiedono quando gli episodi sono almeno tre in dodici mesi, non dopo la prima lesione.
Quando le afte si considerano ricorrenti?
Si parla di stomatite aftosa ricorrente quando le ulcere compaiono almeno tre volte in dodici mesi, oppure quando una lesione guarisce e un'altra si presenta nell'arco di poche settimane. È questa la soglia che, nella mia esperienza, giustifica un approfondimento generale e non solo un trattamento locale.
- La forma minore. Ulcere di 3-10 mm, dolorose, che guariscono da sole in 7-14 giorni senza lasciare cicatrice.
- La forma maggiore. Lesioni oltre i 10 mm, più profonde, che possono richiedere 2-4 settimane e lasciare un esito cicatriziale.
- La forma erpetiforme. Decine di micro-ulcere raggruppate, che confluiscono e simulano un'infezione virale.
Chi ha una sola afta dopo un morso accidentale o una settimana difficile non ha bisogno di analisi. Chi le conta sul calendario, sì. Ho raccolto i criteri pratici anche nella guida su afte ricorrenti: trattamenti e prevenzione.
Quali esami del sangue si fanno quando le afte tornano?
Il pacchetto di base è un prelievo unico: emocromo con formula, ferritina, sideremia, vitamina B12, folati, glicemia e sierologia per la celiachia. Sono accertamenti semplici, disponibili in qualsiasi laboratorio, e nella maggior parte dei casi bastano a rispondere alla domanda.
- Emocromo con formula. Cerca anemia, alterazioni dei globuli bianchi e indici di flogosi cronica.
- Ferritina e sideremia. Misurano le scorte di ferro, che possono essere basse anche con emoglobina ancora normale.
- Vitamina B12 e folati. Coinvolti nel ricambio dell'epitelio della mucosa orale.
- Glicemia. Un diabete non diagnosticato può favorire lesioni che guariscono lentamente.
- Anticorpi anti-transglutaminasi con IgA totali. Il primo passo per escludere la celiachia.
Esami per afte ricorrenti
Dal 1997 in Toscana
Quando è stata la tua ultima igiene? Lascia nome e telefono: fissiamo seduta e controllo insieme.
Ferritina, B12 e folati: quali valori contano davvero?
Contano i valori bassi, non i valori "al limite": una ferritina ai minimi di riferimento può bastare a mantenere le afte attive anche senza anemia conclamata. È il motivo per cui il solo emocromo, da solo, non è sufficiente.
Uno studio polacco del 2018 pubblicato su Journal of Oral Pathology & Medicine ha analizzato le carenze ematiniche nei pazienti con stomatite aftosa ricorrente: la quota di soggetti con deficit di ferro, B12 o folati varia nelle diverse casistiche tra il 5% e il 30%, una minoranza importante ma non la regola.
Questo significa due cose. La prima: vale la pena cercare, perché quando la carenza c'è, correggerla cambia la frequenza degli episodi. La seconda: nella maggior parte dei pazienti gli esami saranno normali, e questo non è un risultato inutile.
Serve il test per la celiachia se le afte tornano spesso?
Sì, nel primo pacchetto lo inserisco quasi sempre, perché le afte ricorrenti possono essere l'unico segno visibile di una celiachia altrimenti silenziosa. Il test si esegue mentre si segue una dieta normale: eliminare il glutine prima del prelievo rende il risultato inaffidabile.
La sierologia positiva non è una diagnosi: apre la strada alla valutazione del gastroenterologo, che decide se serve la conferma endoscopica. Se invece è negativa e non ci sono sintomi intestinali, la pista si chiude lì.
Chi prescrive gli esami per afte ricorrenti?
Li prescrive il medico: in genere il medico di famiglia, che ha il quadro generale del paziente, oppure lo specialista a cui viene indirizzato dopo la valutazione della bocca. Il mio compito, quando visito un paziente con ulcere che tornano, è diverso e altrettanto concreto.
- Distinguere. Un'afta vera da un'ulcera traumatica da spigolo, protesi o apparecchio.
- Documentare. Numero di episodi, durata, sede, dimensioni, fattori scatenanti riferiti.
- Indirizzare. Scrivere al medico curante cosa si è osservato in bocca e quali accertamenti hanno senso.
La prima visita resta il passaggio che orienta tutto il resto: trovi come si svolge nelle pagine dei nostri trattamenti e nel mio profilo su /team/angela-pellegrino.
Cosa cambia negli esami per afte ricorrenti nei bambini?
Nei bambini il pacchetto è simile ma più snello, e la celiachia va cercata con più attenzione perché in età pediatrica le afte possono precederne i sintomi intestinali. Emocromo, ferritina, B12, folati e sierologia celiaca coprono quasi tutte le situazioni.
Conta molto anche ciò che non si vede negli esami: bassa crescita, stanchezza, feci alterate, episodi febbrili ciclici. Sono informazioni che il pediatra valuta insieme ai referti. Sul versante alimentare, resta utile sapere cosa mangiare quando c'è un'afta in bocca.
Quando NON servono esami e quando serve invece una biopsia?
Non servono analisi dopo un singolo episodio, né quando l'ulcera nasce dove la mucosa viene morsa o sfregata ogni giorno: lì la soluzione più semplice viene prima, e consiste nel togliere la causa meccanica. Lucidare un bordo tagliente o adattare una protesi risolve più di un prelievo.
La biopsia non è un esame di routine per le afte. Si valuta in visita in situazioni precise: un'ulcera singola che non guarisce oltre le 3 settimane, bordi induriti, base indurita, lesione che non fa male, tabagismo o consumo alcolico importanti. In questi casi l'obiettivo non è più capire perché tornano, ma escludere altro.
Una revisione del 2025 su International Dental Journal ha osservato inoltre che un'alimentazione più povera di antiossidanti si associa a un rischio maggiore di stomatite aftosa ricorrente: un elemento da considerare prima di moltiplicare gli accertamenti.
Se gli esami sono normali, perché le afte tornano lo stesso?
Perché nella maggior parte dei pazienti la stomatite aftosa non dipende da una malattia sistemica, ma da una predisposizione individuale che si accende con stress, traumi, variazioni ormonali o alcuni alimenti. Uno studio del 2025 su BMC Oral Health, condotto su una grande coorte di popolazione adulta, ha confermato l'associazione con stress, familiarità e stato di salute generale.
Con esami normali il percorso non finisce: si passa a un diario degli episodi, alla revisione di dentifrici molto schiumogeni, alla protezione delle zone traumatizzate e al controllo dei fattori scatenanti. Eventuali integrazioni o terapie locali, se servono, le prescrive il medico dopo la valutazione. Gli esami vanno ripetuti in genere dopo 6-12 mesi, o prima se il quadro cambia.
Il primo passo è una visita in cui si guardano le ulcere, si ricostruisce la loro storia e si decide insieme quali accertamenti abbiano davvero senso: puoi fissarla in uno degli studi Adamanti in Toscana dalla pagina delle sedi oppure direttamente su prenota.adamanti.it. Se non sai se è il momento giusto, ti aiuta la lettura su quando andare dal dentista per le afte.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Adamanti. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ La bravura del dottor Palla é imparagonabile. L'ho conosciuto un paio di anni fa, per mia grande fortuna. Per errore di un dentista di un altro ambulatorio ero in una situazione difficile da mesi, ho girato 6 - 7 ambulatori, anche quelli più rinomati di Pisa e dintorni, nessun dottore era disposto ad aiutarmi, hanno detto che non é possibile... Dr. Palla invece ha detto, facciamolo, e il lavoro é venuto benissimo. Non ho sentito nulla, durante il lavoro, e quando il dottore dopo un oretta di lavoro ha detto "va bene per oggi abbiamo finito",non volevo alzarmi dalla poltrona! Gliel'ho chiesto, se possiamo fare ancora qualcos'altro, dall'altra parte della bocca, l'altro dente, e lui mi ha accontentato. Ringrazio a Edoardo e a tutto lo staff per la gentilezza. Ambulatorio nuovo, molto bello, bravo Antonio che esegue le pulizie denti, la Silvia, le segretarie ed assistenti. ” — Pisa
“ Personale professionalmente molto qualificato, gentilissimo e disponibilissimo. Sono a Lucca da soli 3 anni e sono felice di aver trovato una clinica dentaria super qualificata. Grazie anche alle signorine della reception, sorridenti e gentili. ” — Lucca
“ Sono stato per la prima volta in studio e devo dire che sono rimasto davvero contento e soddisfatto del lavoro svolto. Sono tutti super gentili e ti fanno sentire a tuo agio. Ti consigliano in maniera oggettiva e non per speculazione e tornaconti propri. Consiglio veramente! ” — Montecatini Terme
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Domande frequenti
Quali esami fare per le afte ricorrenti in prima battuta?
Emocromo con formula, ferritina, sideremia, vitamina B12, folati, glicemia e sierologia per la celiachia. È un prelievo unico, che copre le cause generali più frequenti. Gli esami successivi dipendono da cosa emerge dal primo referto.
Gli esami del sangue per le afte servono anche se non sono anemico?
Sì. La ferritina misura le scorte di ferro e può essere bassa quando l'emoglobina è ancora normale. Per questo l'emocromo da solo non basta a escludere una carenza marziale.
Per le afte ricorrenti serve sempre il test della celiachia?
Nella maggior parte dei casi lo si inserisce nel primo pacchetto, perché le ulcere orali possono essere l'unico segno di una celiachia silente. Il test va eseguito senza aver già eliminato il glutine dalla dieta.
La ferritina bassa si vede negli esami per afte ricorrenti?
Sì, purché venga richiesta esplicitamente: non è compresa nell'emocromo. Va letta insieme a sideremia e transferrina, perché la ferritina sale anche in presenza di infiammazione e può risultare falsamente rassicurante.
Vitamina B12 e folati vanno controllati davvero?
Sono utili, perché partecipano al rinnovamento delle cellule della mucosa orale. Uno studio del 2018 su Journal of Oral Pathology & Medicine ha trovato carenze ematiniche in una parte dei pazienti con afte ricorrenti, tra il 5% e il 30% a seconda delle casistiche.
Chi prescrive gli accertamenti, il dentista o il medico di base?
La prescrizione arriva di norma dal medico di famiglia o dallo specialista. L'odontoiatra valuta le lesioni in bocca, distingue le afte dalle ulcere traumatiche e indica per iscritto quali approfondimenti hanno senso.
Nei bambini quali esami servono per le afte che tornano?
Un pacchetto simile ma più contenuto: emocromo, ferritina, B12, folati e sierologia per la celiachia. In età pediatrica le afte possono precedere i sintomi intestinali, quindi il pediatra valuta anche crescita, appetito e alvo.
Se gli esami sono tutti normali, cosa significa?
Che le afte sono verosimilmente idiopatiche, cioè legate a una predisposizione individuale e non a una malattia generale. Il lavoro si sposta sui fattori scatenanti: stress, traumi, variazioni ormonali, alcuni alimenti e dentifrici molto schiumogeni.
Quali test si fanno se si sospetta la malattia di Behçet?
Non esiste un singolo esame di conferma: la diagnosi è clinica e la pone lo specialista reumatologo, valutando le ulcere orali ricorrenti insieme a ulcere genitali, lesioni cutanee e interessamento oculare. Gli esami del sangue servono da supporto, non da prova.
Serve la biopsia per le afte ricorrenti?
Di regola no. Si valuta in visita quando un'ulcera singola non guarisce oltre le 3 settimane, ha bordi o base induriti oppure non provoca dolore: in quel caso l'obiettivo è escludere una lesione di altra natura.
Ogni quanto vanno ripetuti gli esami?
In genere dopo 6-12 mesi, oppure prima se compaiono sintomi nuovi, se la frequenza degli episodi aumenta o se è stata avviata una correzione di una carenza e se ne vuole verificare l'effetto.
Un'afta che dura più di due settimane è preoccupante?
Merita di essere guardata. Le forme minori guariscono in 7-14 giorni; oltre le 3 settimane, soprattutto se la lesione è singola e indolore, la valutazione in studio non va rimandata. Trovi i criteri anche nell'articolo su cause e rimedi delle afte.
L'alimentazione influisce sulla frequenza delle afte?
Può avere un ruolo. Uno studio del 2025 su International Dental Journal ha associato una dieta povera di antiossidanti a un rischio maggiore di stomatite aftosa ricorrente. Resta un fattore fra molti, da valutare insieme al quadro generale.
Il primo passo è una seduta di igiene con controllo.
Un controllo periodico costa meno di qualsiasi cura: lo studio Adamanti più vicino a te ti dice la frequenza giusta per te, non quella standard.
Prenota igiene e controllo oppure chiama lo : rispondiamo negli orari di apertura e ti diciamo subito le prime date disponibili.
Parlarci non
ti impegna.
- 1Seduta di igiene professionale
- 2Controllo di denti e gengive
- 3Richiami calibrati sul tuo rischio
Link correlati
Le sedi Adamanti
-
Lucca
Via delle Ville Prima 966
55100 Lucca (LU) -
Montecatini Terme
Via Tripoli 22
51016 Montecatini Terme (PT) -
Empoli
Via Raffaello Sanzio 199/A
50053 Empoli (FI) -
Pistoia
Via N. Machiavelli 27
51100 Pistoia (PT) -
Pisa
Via Giosuè Carducci 51
56017 Ghezzano, San Giuliano Terme (PI) -
Castelfranco di Sotto
Via Giuseppe Posarelli 9
56022 Castelfranco di Sotto (PI)
Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per fissare igiene e controllo.