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Aggiornato il 30 settembre 2026
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Articolo: Ortodonzia
- Cos'è la malocclusione 3 classe?
- Che differenza c'è tra prima, seconda e terza classe?
- Come si capisce se ho una malocclusione 2 classe?
- Quali disturbi provoca una seconda o terza classe?
- A che età si tratta una terza classe?
- La malocclusione 2 classe nell'adulto si può correggere?
- Gli allineatori trasparenti bastano per una seconda classe?
- Quando NON serve trattare una malocclusione?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Domande frequenti
In sintesi
La malocclusione 3 classe si riconosce dal mento prominente: come si distingue da prima e seconda classe e cosa cambia tra bambino e adulto. In questa pagina: cos'è la malocclusione 3 classe; che differenza c'è tra prima, seconda e terza classe; come si capisce se ho una malocclusione 2 classe; quali disturbi provoca una seconda o terza classe. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
La malocclusione 3 classe è il rapporto in cui l'arcata inferiore chiude più avanti di quella superiore: il mento appare prominente e gli incisivi inferiori possono passare davanti ai superiori. In prima classe i rapporti fra i molari sono corretti, in seconda classe l'arcata inferiore resta arretrata. Qui spiego come si riconoscono le tre classi, a che età conviene intervenire e cosa resta possibile da adulti.
Cos'è la malocclusione 3 classe?
È il quadro in cui denti e basi ossee inferiori risultano avanzati rispetto a quelli superiori. Il primo molare inferiore chiude più avanti del suo riferimento in alto, gli incisivi inferiori possono sporgere e il labbro superiore sembra arretrato rispetto al mento.
Quando visito un paziente con questo quadro, la prima cosa che cerco di capire è la causa. Può dipendere da una mandibola sviluppata più del mascellare, da un mascellare superiore poco cresciuto, oppure solo dall'inclinazione dei denti anteriori: sono tre situazioni diverse, con percorsi diversi.
Che differenza c'è tra prima, seconda e terza classe?
Le classi di Angle descrivono dove chiudono i primi molari e, di conseguenza, come si incontrano le due arcate.
- Prima classe. Rapporto molare corretto. I denti possono comunque essere affollati, ruotati o con spazi: è il caso che descrivo nel post sull'affollamento dentale da adulto.
- Seconda classe. L'arcata inferiore chiude arretrata, gli incisivi superiori sporgono e lo scalino orizzontale supera i 3-4 mm. Nella divisione 1 gli incisivi sono inclinati in avanti, nella divisione 2 ribaltati verso il palato.
- Terza classe. L'arcata inferiore è avanzata: in alcuni casi si arriva al morso inverso, con gli incisivi bassi davanti a quelli alti.
Prima e seconda classe sono le più frequenti nella pratica quotidiana; la terza è più rara, ma pesa di più sul profilo del viso.
Malocclusione 3 classe
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Come si capisce se ho una malocclusione 2 classe?
Il segnale che porta più spesso in studio è la sporgenza degli incisivi superiori unita a un mento che sembra sfuggente.
- Lo scalino fra gli incisivi. Un overjet oltre i 4 mm, con le labbra a riposo, va misurato.
- Il profilo. Labbro inferiore che si appoggia dietro ai denti superiori, difficoltà a chiudere la bocca senza sforzo.
- Il consumo dei denti. Usura irregolare degli anteriori, scheggiature ricorrenti, otturazioni che si rompono sempre nella stessa zona.
La classificazione non si fa allo specchio: serve una valutazione con fotografie, impronte o scansione delle arcate e, quando occorre misurare gli angoli fra le basi ossee, una teleradiografia laterale del cranio. Di questo e degli altri ambiti di cui mi occupo parlo nella mia pagina del team.
Quali disturbi provoca una seconda o terza classe?
Non tutte le malocclusioni danno sintomi, ma quelle marcate cambiano il modo in cui i denti lavorano. Un morso che non ingrana distribuisce male le forze della masticazione.
- Rischio di trauma sugli incisivi. Con gli incisivi superiori molto sporgenti, un urto banale può fratturarli o slogarli.
- Usura e sovraccarico. Contatti sbilanciati, sensibilità, recessioni gengivali su singoli denti.
- Masticazione e fonazione. Nelle terze classi il morso inverso riduce l'efficienza del taglio del cibo e può alterare la pronuncia di alcuni suoni.
- Articolazione e muscoli. Tensione ai masseteri o rumori articolari, da valutare caso per caso.
A che età si tratta una terza classe?
Nel bambino la finestra utile è quella in cui le ossa crescono ancora, di solito fra i 7 e i 9 anni. In questa fase si può guidare la crescita del mascellare superiore con dispositivi ortopedici, prima che il quadro si stabilizzi.
Una revisione Cochrane del 2018 firmata da Batista e Thiruvenkatachari, sui denti superiori prominenti nei bambini, indica che iniziare presto con un apparecchio funzionale riduce il rischio di traumi agli incisivi rispetto all'attendere l'adolescenza. Sui tempi di partenza ho scritto anche il post su a che età mettere l'apparecchio.
La malocclusione 2 classe nell'adulto si può correggere?
Nell'adulto le ossa non si modificano più, quindi si lavora sulla posizione dei denti oppure, nei casi scheletrici marcati, con la chirurgia ortognatica. La scelta dipende da quanto la discrepanza è dentale e quanto ossea.
Un trattamento ortodontico completo nell'adulto richiede in genere 18-30 mesi, con controlli ogni 4-8 settimane. Alla fine serve sempre una contenzione: una revisione Cochrane del 2023 (Martin e colleghi) conferma che senza dispositivi di mantenimento i denti tendono a spostarsi di nuovo.
Gli allineatori trasparenti bastano per una seconda classe?
Possono funzionare quando il problema è la posizione dei denti, meno quando la differenza è scheletrica. Una revisione sistematica con meta-analisi del 2025 pubblicata su Journal of Evidence-Based Dental Practice (Baneshi e O'Malley) descrive gli allineatori come efficaci su molte malocclusioni, con limiti sui movimenti più complessi.
Nella pratica, le seconde classi lievi si gestiscono spesso con allineatori ed elastici; quelle marcate richiedono apparecchi fissi o un percorso combinato. È una valutazione da fare sul singolo caso, non una regola.
Quando NON serve trattare una malocclusione?
Molte prime classi lievi, e alcune seconde classi minime, non hanno bisogno di ortodonzia: si controllano nel tempo. L'opzione più semplice viene sempre prima, e a volte l'opzione più semplice è l'osservazione.
- Quadro stabile e senza sintomi. Morso funzionante, nessuna usura in progressione, igiene efficace: si monitora.
- Malattia parodontale o carie attive. Vanno curate prima: muovere denti su gengive infiammate peggiora la situazione.
- Poca collaborazione possibile. Elastici e allineatori funzionano solo se portati le ore previste; senza quella condizione si scelgono soluzioni diverse.
- Aspettative non realistiche. L'ortodonzia cambia i rapporti fra le arcate, non tutto il viso: se l'obiettivo è solo estetico e molto marcato, se ne parla apertamente prima di iniziare.
Ci sono poi casi in cui la chirurgia ortognatica sarebbe l'indicazione corretta e il paziente non vuole affrontarla: allora si valutano compromessi, dicendo chiaramente cosa si ottiene e cosa no.
Il primo passo è una visita ortodontica, in cui l'odontoiatra misura i rapporti fra le arcate, valuta gli esami necessari e consegna un piano scritto con le alternative possibili: si può prenotare online oppure scegliere uno degli studi Adamanti in Toscana più comodo da raggiungere.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Adamanti. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Sono stata presso lo studio dentistico già un paio di volte e con me anche mio figlio e mio marito. L'ambiente è piacevole, cordiale, sereno. La cura per il paziente è evidente ed il dottore è attentissimo. Ho effettuato una igiene orale e l'igienista è stata delicata e precisa. È la prima volta che esco da uno studio dentistico rilassata più di quanto sono arrivata e senza alcun fastidio. Io continuerò a servirmi presso questo studio e mi sento di consigliarlo vivamente. ❤️ ” — Castelfranco di Sotto
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Domande frequenti
Cos'è esattamente la malocclusione 3 classe?
È il rapporto in cui l'arcata inferiore chiude più avanti della superiore, sia per posizione dei denti sia per dimensione delle basi ossee. Nei casi più marcati gli incisivi inferiori passano davanti ai superiori. La distinzione fra causa dentale e causa ossea la fa l'odontoiatra con misurazioni e radiografie.
Che differenza c'è tra malocclusione di 1, 2 e 3 classe?
La prima classe ha rapporti molari corretti, pur con denti storti o affollati. La seconda classe ha l'arcata inferiore arretrata e gli incisivi superiori sporgenti. La terza classe ha l'arcata inferiore avanzata, con mento in evidenza.
La malocclusione di 3 classe si corregge solo con la chirurgia?
No. Nel bambino si può guidare la crescita con dispositivi ortopedici, nell'adulto le forme dentali si trattano con l'ortodonzia. La chirurgia ortognatica, in collaborazione con il chirurgo maxillo-facciale, resta l'indicazione per le discrepanze ossee marcate.
La malocclusione di 2 classe nell'adulto si può correggere?
Sì, con limiti diversi rispetto al bambino: non si modifica la crescita, si riposizionano i denti. In molti casi si ottiene un morso funzionante e un profilo più equilibrato; nelle forme scheletriche importanti si valuta il percorso combinato ortodontico-chirurgico.
La malocclusione di 1 classe va comunque curata?
Non sempre. Se il morso funziona, non ci sono usure in progressione e l'igiene è efficace, si può monitorare. Si tratta quando l'affollamento favorisce carie e infiammazione gengivale, o quando disturba la masticazione.
A che età portare un bambino a controllare il morso?
Un primo controllo ortodontico intorno ai 6-7 anni permette di vedere i rapporti fra le arcate mentre le ossa crescono. Per le terze classi questa finestra è particolarmente utile, perché dopo la pubertà le stesse correzioni diventano più difficili.
La malocclusione di 3 classe è ereditaria?
La componente familiare è riconosciuta: mandibole sviluppate e profili con mento prominente ricorrono spesso nella stessa famiglia. Non è l'unico fattore: anche abitudini respiratorie e posturali possono contribuire. Se un genitore ha questo quadro, vale la pena controllare i figli presto.
Quanto dura il trattamento di una malocclusione di 2 classe?
Nell'adulto, un percorso completo richiede di solito 18-30 mesi, con controlli ogni 4-8 settimane. Nei bambini la fase ortopedica è più breve e spesso seguita da una seconda fase dopo il cambio dei denti. La durata reale la definisce il piano di cura.
Quali cambiamenti si vedono al termine del trattamento?
Si riduce lo scalino fra gli incisivi, i molari ingranano meglio e il profilo appare più equilibrato. Sono cambiamenti misurabili su fotografie e modelli, non promesse: l'entità dipende dal punto di partenza e dalla collaborazione.
Gli allineatori trasparenti risolvono una classe 2?
Nelle forme lievi e moderate, spesso sì, con l'aiuto degli elastici. Nelle discrepanze ossee marcate i movimenti richiesti superano ciò che gli allineatori possono fare in modo prevedibile. La letteratura recente ne descrive efficacia e limiti in modo abbastanza chiaro.
Quali esami servono per classificare la malocclusione?
Di regola fotografie del viso e delle arcate, impronte o scansione digitale, e una teleradiografia laterale del cranio per misurare gli angoli fra le basi ossee. In alcuni casi si aggiunge una radiografia panoramica. Gli esami li prescrive l'odontoiatra dopo la visita.
Quanto costa correggere una malocclusione di terza classe?
Dipende dal tipo di apparecchio, dalla durata, dal numero di fasi e dall'eventuale coinvolgimento chirurgico: sono variabili che cambiano molto il percorso. Per questo il preventivo si consegna scritto dopo la visita, con le alternative valutate. Le spese odontoiatriche restano detraibili secondo le regole fiscali vigenti.
Dopo l'apparecchio i denti possono tornare come prima?
Sì, se non si usa la contenzione. La recidiva è documentata e per questo alla fine del trattamento si applica un filo interno o una placca notturna, da mantenere per anni. È la parte del percorso che più spesso viene sottovalutata.
Il primo passo è una valutazione ortodontica.
Apparecchio fisso o allineatori si decidono sulla bocca, non sul catalogo: lo studio Adamanti più vicino a te valuta e propone le alternative con tempi realistici.
Prenota la valutazione ortodontica: scegli la sede e lasciaci il numero, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
Parlarci non
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- 1Valutazione ortodontica e impronte
- 2Piano con le alternative e i tempi
- 3Trattamento e contenzione finale
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