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Aggiornato il 5 ottobre 2026
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Articolo: Chirurgia Orale
- Perchè si chiama dente del giudizio e non terzo molare?
- A che età spunta il terzo molare e perché proprio allora?
- Perché in inglese si chiama «wisdom tooth»?
- Quanti denti del giudizio ha una persona?
- È vero che alcune persone non hanno i denti del giudizio?
- Perché il dente del giudizio spunta storto o resta incluso?
- Il dente del giudizio serve a qualcosa?
- Quando non va tolto il dente del giudizio?
- Come capisco se mi sta spuntando il dente del giudizio?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Domande frequenti
In sintesi
Perchè si chiama dente del giudizio: l'origine del nome, l'età in cui spunta il terzo molare e perché dà più problemi degli altri denti. In questa pagina: perchè si chiama dente del giudizio e non terzo molare; a che età spunta il terzo molare e perché proprio allora; perché in inglese si chiama «wisdom tooth»; quanti denti del giudizio ha una persona. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
Perchè si chiama dente del giudizio è una delle domande che sento più spesso quando un paziente si siede in poltrona con un gonfiore dietro l'ultimo molare. Il nome non è anatomico ma popolare: nasce dall'età in cui questo dente compare, fra i 17 e i 25 anni, quando per tradizione una persona è considerata adulta e «in età di giudizio». In anatomia si chiama terzo molare.
Perchè si chiama dente del giudizio e non terzo molare?
Perché il nome popolare descrive il momento in cui il dente arriva, non la sua forma: erompe quando chi lo ospita è già considerato grande.
Il nome tecnico è un'altra cosa. Nei referti e nelle radiografie leggerai «terzo molare» oppure «elemento 1.8, 2.8, 3.8, 4.8»: è l'ottavo dente di ciascuna metà arcata, contando dall'incisivo centrale verso l'indietro.
- Il nome anatomico. Terzo molare, l'ultimo elemento di ogni quadrante.
- Il nome popolare. Dente del giudizio, dall'età in cui compare.
- Il nome latino. Dens sapientiae, dente della sapienza, da cui molte lingue europee hanno tradotto.
L'idea è antica: già la medicina greca indicava questi denti con un termine che rimandava alla prudenza dell'adulto. Il resto della dentatura permanente è completo verso i 12-13 anni; questi arrivano con anni di ritardo, quasi come una seconda ondata.
A che età spunta il terzo molare e perché proprio allora?
Nella maggior parte dei casi fra i 17 e i 25 anni, perché la sua formazione comincia tardi e le radici completano la mineralizzazione fino a circa 25 anni.
La corona inizia a formarsi intorno agli 8-10 anni, molto dopo gli altri molari. L'eruzione avviene quando l'osso mandibolare e mascellare ha quasi finito di crescere: per questo lo spazio disponibile è già quello definito, e non sempre basta.
Il tempo di eruzione varia molto da persona a persona. Ho visto terzi molari uscire a 16 anni e altri comparire in bocca dopo i 30, o restare fermi nell'osso per tutta la vita senza farsi sentire.
Perchè si chiama dente del giudizio
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Perché in inglese si chiama «wisdom tooth»?
Perché è la traduzione letterale della stessa idea: wisdom significa saggezza, come il latino sapientia.
Lo stesso schema si ritrova in molte lingue: dent de sagesse in francese, Weisheitszahn in tedesco, diente del juicio in spagnolo. Non è una metafora inventata dai dentisti: è il modo in cui la lingua comune ha registrato un fatto biologico, cioè che quel dente arriva nell'età adulta.
Quanti denti del giudizio ha una persona?
Di norma quattro: uno in alto a destra, uno in alto a sinistra, uno in basso a destra, uno in basso a sinistra.
Non è però una regola fissa. Nella pratica clinica capita spesso di contarne tre, due o nessuno su una radiografia panoramica.
- Quattro terzi molari. La situazione più comune.
- Numero ridotto. Uno o più elementi mancanti alla nascita (agenesia).
- Quarto molare. Un elemento sovrannumerario, raro, chiamato distomolare: non è un «dente del giudizio in più» ma un dente aggiuntivo oltre il terzo molare.
È vero che alcune persone non hanno i denti del giudizio?
Sì: l'assenza congenita di uno o più terzi molari è frequente e del tutto normale, e non comporta alcun danno.
È un tratto che si eredita e che non si può dedurre guardando la bocca: se il dente è incluso nell'osso, l'occhio non lo distingue da un dente che non esiste. La differenza la mostra solo un esame radiografico, che l'odontoiatra valuta e prescrive quando serve.
Perché il dente del giudizio spunta storto o resta incluso?
Perché lo spazio dietro il secondo molare è l'ultimo a definirsi e spesso è insufficiente: il dente ruota, si inclina o si blocca a metà strada.
Quando resta parzialmente coperto dalla gengiva si crea una tasca difficile da pulire, dove i batteri ristagnano: è la condizione che porta alla pericoronite, l'infiammazione dolorosa del cappuccio gengivale. Uno studio del 2026 di Aloosi e Amin, pubblicato su Biomed Research International, ha analizzato proprio le indicazioni che portano all'estrazione chirurgica dei terzi molari inferiori inclusi.
Gli inferiori danno più fastidio dei superiori: l'osso mandibolare è più compatto e il dente trova meno vie d'uscita. Ho spiegato le differenze nel dettaglio parlando di dente del giudizio incluso e di dente del giudizio superiore.
Il dente del giudizio serve a qualcosa?
Se erompe in posizione corretta, è pulibile e ha un dente antagonista contro cui chiudere, mastica come gli altri molari e si tiene.
Non è quindi un dente inutile per definizione. In alcune situazioni può anche diventare un appoggio utile per una protesi, o sostituire un secondo molare perso. Il problema non è il dente in sé: è lo spazio e la posizione che ha trovato.
Quando non va tolto il dente del giudizio?
Quando è completamente erotto, in buona posizione, spazzolabile e senza segni di infiammazione o carie, la scelta meno invasiva è tenerlo sotto controllo.
Non tutto si estrae. In visita l'odontoiatra valuta caso per caso e, dove l'indicazione chirurgica non c'è, propone un percorso di sorveglianza.
- Controllo periodico. Valutazione clinica e, se indicato, radiografica ogni 12-24 mesi.
- Igiene mirata. Istruzioni specifiche per raggiungere l'ultimo molare, dove lo spazzolino arriva male.
- Condizioni mediche da dichiarare. Chi assume anticoagulanti, antiaggreganti o bifosfonati deve dirlo prima, perché cambia la programmazione.
- Momenti da rinviare. Infiammazione acuta in corso, gravidanza, patologie non compensate: si valuta il momento adatto.
Antibiotici o antinfiammatori, se servono, li prescrive il medico dopo la visita.
Come capisco se mi sta spuntando il dente del giudizio?
I segni tipici sono una pressione sorda dietro l'ultimo molare, gengiva gonfia e arrossata, fastidio nel chiudere la bocca e a volte difficoltà ad aprirla.
Il dolore da eruzione può andare e venire nel giro di 48-72 ore e ripresentarsi a distanza di mesi. Se invece compaiono gonfiore della guancia, cattivo sapore, febbre o linfonodi dolenti, siamo davanti a un'infezione e la valutazione non va rimandata di settimane.
Informarsi aiuta anche a stare più tranquilli: uno studio clinico randomizzato del 2026 di Schemel-Suarez e colleghi, sul Journal of Oral and Maxillofacial Surgery, ha misurato l'effetto di un'informativa scritta sull'ansia dei pazienti prima dell'estrazione di un terzo molare.
Il primo passo è una visita: in uno degli studi Adamanti in Toscana (qui le sedi) l'odontoiatra guarda la bocca, valuta se e quanto spazio ha quel dente e spiega se conviene tenerlo o toglierlo, con un preventivo scritto consegnato dopo la valutazione. Mi occupo di chirurgia orale come odontoiatra del gruppo e puoi fissare un appuntamento su prenota.adamanti.it.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Adamanti. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ” — Pistoia
“ La bravura del dottor Palla é imparagonabile. L'ho conosciuto un paio di anni fa, per mia grande fortuna. Per errore di un dentista di un altro ambulatorio ero in una situazione difficile da mesi, ho girato 6 - 7 ambulatori, anche quelli più rinomati di Pisa e dintorni, nessun dottore era disposto ad aiutarmi, hanno detto che non é possibile... Dr. Palla invece ha detto, facciamolo, e il lavoro é venuto benissimo. Non ho sentito nulla, durante il lavoro, e quando il dottore dopo un oretta di lavoro ha detto "va bene per oggi abbiamo finito",non volevo alzarmi dalla poltrona! Gliel'ho chiesto, se possiamo fare ancora qualcos'altro, dall'altra parte della bocca, l'altro dente, e lui mi ha accontentato. Ringrazio a Edoardo e a tutto lo staff per la gentilezza. Ambulatorio nuovo, molto bello, bravo Antonio che esegue le pulizie denti, la Silvia, le segretarie ed assistenti. ” — Pisa
“ Personale professionalmente molto qualificato, gentilissimo e disponibilissimo. Sono a Lucca da soli 3 anni e sono felice di aver trovato una clinica dentaria super qualificata. Grazie anche alle signorine della reception, sorridenti e gentili. ” — Lucca
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Domande frequenti
Perché si chiama dente del giudizio e non ottavo molare?
Perché il nome è popolare e nasce dall'età di eruzione, non dalla posizione in arcata. In odontoiatria si usa «terzo molare» oppure la numerazione internazionale (1.8, 2.8, 3.8, 4.8). I due nomi indicano lo stesso dente.
Chi ha inventato il nome dente del giudizio?
Non esiste un singolo autore: l'espressione deriva dal latino medico dens sapientiae e da un'idea già presente nella medicina antica, cioè che quel dente arrivi nell'età della prudenza. È una denominazione popolare consolidata, non un termine coniato da uno studioso.
Come si chiama il dente del giudizio in termini medici?
Terzo molare. Nei referti può essere indicato anche con il numero dell'elemento: 1.8 e 2.8 in alto, 3.8 e 4.8 in basso. Se è ancora dentro l'osso si parla di terzo molare incluso o semi-incluso.
A che età escono i denti del giudizio?
Nella maggior parte dei casi fra i 17 e i 25 anni, con ampie variazioni individuali. Le radici completano la formazione intorno ai 25 anni. Alcune persone li vedono comparire dopo i 30, altre mai.
Quanti denti del giudizio si hanno in tutto?
Di solito quattro, uno per ciascun quadrante. Non è però raro averne tre, due o nessuno: l'assenza congenita di uno o più terzi molari è una condizione frequente e priva di conseguenze.
Esiste un dente del giudizio in più?
Esiste un elemento sovrannumerario che si forma dietro il terzo molare, chiamato distomolare o quarto molare. È raro, spesso resta incluso e si scopre per caso su una radiografia. Non è un «quinto dente del giudizio» ma un dente aggiuntivo.
Il dente del giudizio serve a qualcosa?
Sì, se è erotto correttamente, pulibile e in contatto con il dente antagonista: in quel caso partecipa alla masticazione come ogni altro molare. In alcuni casi può servire come appoggio protesico. Quando è inclinato o inaccessibile allo spazzolino, il bilancio cambia.
Perché il dente del giudizio fa male quando esce?
Perché deve farsi strada in uno spazio già occupato e la gengiva che lo copre si infiamma. Il quadro più comune è la pericoronite, con gonfiore e dolore attorno al cappuccio gengivale. Il dolore da eruzione può alternarsi a periodi tranquilli.
Il dente del giudizio va tolto sempre?
No. L'indicazione all'estrazione si valuta caso per caso: posizione, spazio, carie, infiammazioni ripetute, rapporto con le strutture vicine. Quando il dente è sano, in posizione corretta e spazzolabile, la scelta meno invasiva è il controllo nel tempo.
Perché quelli inferiori danno più problemi?
Perché l'osso mandibolare è più compatto e lo spazio dietro il secondo molare è spesso ridotto: il dente resta incluso o si inclina più facilmente. I superiori hanno un osso più cedevole e tendono a erompere con meno resistenza, anche se possono comunque restare inclusi.
Come faccio a sapere se ho i denti del giudizio?
Solo con un esame radiografico: se il dente è incluso nell'osso non si vede e non si palpa. L'odontoiatra valuta in visita se è utile una radiografia panoramica e, in casi selezionati, un esame tridimensionale.
Quanto dura il fastidio dopo che è spuntato?
Il disagio da eruzione tende a ridursi in pochi giorni, spesso entro 48-72 ore, e può ripresentarsi a ondate. Se invece compaiono gonfiore della guancia, febbre o cattivo sapore persistente, serve una valutazione in tempi brevi perché può trattarsi di un'infezione.
Cosa succede dopo un'estrazione del terzo molare?
Nei giorni successivi sono attesi gonfiore e fastidio, che si riducono progressivamente. Conta molto l'alimentazione dei primi giorni: ne ho parlato in dettaglio spiegando cosa mangiare dopo l'estrazione del dente del giudizio. Le indicazioni precise le dà il medico che esegue l'intervento.
Il primo passo è una visita con la radiografia giusta.
Un'estrazione si programma: lo studio Adamanti più vicino a te valuta il dente, l'osso e la tua storia clinica prima di fissare l'intervento.
Prenota la visita chirurgica: scegli la sede e lasciaci il numero, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
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- 1Visita e radiografia (panoramica o TAC)
- 2Intervento programmato in anestesia locale
- 3Controllo post-operatorio
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