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Aggiornato il 1 ottobre 2026
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Articolo: Urgenze
- Come si riconosce un ascesso al molare?
- L'ascesso gengivale su un molare è diverso da quello dentale?
- Un molare già devitalizzato può fare un ascesso?
- Si può estrarre un molare con l'ascesso in corso?
- Quando NON si può salvare il molare?
- Perché l'ascesso torna sempre sullo stesso molare?
- Un ascesso al molare inferiore può gonfiare il collo?
- Dopo quanto si sgonfia la guancia?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Domande frequenti
In sintesi
Ascesso molare: i segni per riconoscerlo, perché torna sullo stesso dente e quando si può curarlo invece di estrarre il molare. In questa pagina: come si riconosce un ascesso al molare; l'ascesso gengivale su un molare è diverso da quello dentale; un molare già devitalizzato può fare un ascesso; si può estrarre un molare con l'ascesso in corso. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
Un ascesso molare è una raccolta di pus che parte dall'interno del dente o dalla gengiva intorno a un molare: il dente pulsa, la guancia si gonfia e il morso diventa insopportabile da quel lato. Nella maggior parte dei casi quel dente posteriore si può ancora curare, ma la scelta fra terapia canalare ed estrazione si prende in visita, con una radiografia alla mano.
Come si riconosce un ascesso al molare?
Si riconosce da tre segni che arrivano insieme: dolore continuo e pulsante su un dente posteriore, gonfiore della gengiva o della guancia, e la sensazione che quel dente sia "più alto" e non tolleri il morso.
Sui molari il quadro è spesso meno netto che sui denti davanti: il dolore è sordo e difficile da localizzare, e chi lo prova lo attribuisce all'orecchio o alla mandibola. Quando visito una persona in questa situazione, il primo lavoro è capire quale elemento è davvero all'origine.
- Il dolore. Può attenuarsi di colpo quando il pus trova una via d'uscita: non è guarigione, è solo uno sfogo.
- Il gonfiore. Parte dal margine gengivale, poi può salire verso la guancia o scendere verso il bordo della mandibola.
- Il sapore. Un gusto salato o metallico improvviso indica che la raccolta si è aperta in bocca.
- I segnali urgenti. Febbre, difficoltà ad aprire la bocca o a deglutire vanno fatti valutare lo stesso giorno.
Se il gonfiore è comparso da poche ore, i passi concreti sono nella guida su cosa fare subito con un ascesso dentale.
L'ascesso gengivale su un molare è diverso da quello dentale?
Sì: cambia il punto di partenza e con esso la cura. L'ascesso di origine endodontica nasce dalla polpa dentro il dente; l'ascesso gengivale, o parodontale, nasce da una tasca infiammata intorno alla radice.
- Origine endodontica. Il dente è cariato o già trattato e non risponde ai test di vitalità: si lavora dentro i canali.
- Origine parodontale. Il dente è vivo, la tasca supera i 5-6 mm e il pus risale dal margine gengivale: si lavora sulla tasca.
- Origine mista. Sui molari, che hanno 2-3 radici, le due strade si incontrano fra le radici stesse: è il quadro che pesa di più sulla prognosi.
Ascesso molare
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Un molare già devitalizzato può fare un ascesso?
Sì, ed è una delle situazioni più frequenti su questi denti: un molare trattato può ospitare fino a 4 canali, e basta che uno sia rimasto non individuato o non sigillato perché i batteri ricostruiscano una lesione all'apice della radice.
Le altre cause ricorrenti sono la frattura di una radice, una corona che non chiude bene sul colletto e una carie rientrata sotto il restauro.
Non parlo di "devitalizzazione fallita", ma di una causa da individuare: quando le radici sono integre, il ritrattamento canalare è la via meno invasiva e viene prima di qualunque estrazione.
Si può estrarre un molare con l'ascesso in corso?
In molti casi è possibile, ma l'estrazione non è il primo gesto: la priorità è far uscire il pus e ridurre l'infezione, poi si decide con calma se il dente è recuperabile.
Una revisione Cochrane del 2024 (Cope e Francis) non ha trovato prove sufficienti che l'antibiotico da solo risolva un ascesso apicale quando il dente non viene drenato o trattato. La revisione sistematica pubblicata nel 2019 sul Journal of the American Dental Association (Tampi e Pilcher) va nella stessa direzione.
Antibiotici o antinfiammatori, se servono, li prescrive il medico dopo la visita: accompagnano la cura del dente, non la sostituiscono. Su questo ho raccolto cosa fa e cosa non fa l'antibiotico in un ascesso gengivale.
Quando NON si può salvare il molare?
Quando osso e radice non sostengono più il dente: in quelle condizioni insistere con cure ripetute espone a nuovi episodi, e un'estrazione programmata diventa la scelta più prudente.
- Frattura verticale della radice. La fessura mette in comunicazione il canale con l'osso: nessun materiale la sigilla in modo stabile.
- Osso di sostegno perduto. Con tasche profonde e mobilità marcata il dente resta una fonte di recidive.
- Corona troppo compromessa. Se non resta struttura sufficiente a trattenere un restauro, la ricostruzione non ha appoggio.
- Terzo molare che si infiamma a ripetizione. Su un dente del giudizio semi-incluso, l'estrazione pesa spesso meno della cura conservativa.
Il criterio resta lo stesso: la soluzione meno invasiva viene prima. Si valutano in ordine igiene e drenaggio, poi terapia canalare o ritrattamento, e solo dopo le opzioni per sostituire il dente.
Perché l'ascesso torna sempre sullo stesso molare?
Perché la causa non è stata rimossa: l'episodio si chiude, la raccolta si riforma dopo settimane o mesi nello stesso punto.
- Un canale non trattato. Resta una camera di batteri che la radiografia a volte mostra solo con proiezioni dedicate.
- Una tasca residua. La gengiva si richiude in superficie e il pus continua a formarsi in profondità.
- Una fessura nel dente. Dà episodi ciclici, legati al morso, che l'antibiotico spegne e riaccende.
- Una pericoronite. Il lembo di gengiva sopra un dente del giudizio trattiene placca e si infiamma a ondate.
Un ascesso al molare inferiore può gonfiare il collo?
Può succedere: le radici dei molari inferiori confinano con i piani muscolari del pavimento della bocca, e il gonfiore può diffondersi lungo quelle vie.
Per lo stesso motivo il dolore viene riferito all'orecchio, alla tempia o al bordo della mandibola, e capita che il paziente arrivi convinto di avere un'otite.
In visita chiedo sempre tre cose: se la bocca si apre, se la deglutizione è normale, se c'è febbre. Difficoltà a deglutire o a respirare, gonfiore che scende sotto la mandibola e febbre alta sono quadri da pronto soccorso ospedaliero.
Dopo quanto si sgonfia la guancia?
Dopo il drenaggio il gonfiore inizia a ridursi di solito entro 48-72 ore e il dolore cala nelle prime 24-48 ore; un controllo a 7-10 giorni verifica che la raccolta non si stia riformando.
Il freddo locale nelle prime ore aiuta a contenere l'edema: una meta-analisi del 2019 sullo stesso Journal of the American Dental Association (do Nascimento-Júnior e colleghi) lo ha misurato dopo l'estrazione dei terzi molari. La guarigione dell'osso intorno alla radice è più lenta e si rivaluta con una radiografia a 6-12 mesi.
Negli studi Adamanti in Toscana un gonfiore in corso viene inquadrato come urgenza, con visita, esame radiografico e drenaggio quando serve: puoi vedere dove ci troviamo nella pagina delle sedi o leggere come lavoro.
Il primo passo è una visita con una radiografia: serve a capire se l'origine è dentale o gengivale e se quel dente posteriore si può ancora tenere. Puoi prenotare una visita in uno degli studi Adamanti, portando con te eventuali radiografie recenti.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Adamanti. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente! ” — Pistoia
“ Studio dentistico di alto livello. La gentilezza e soprattutto la competenza professionale del dott. Palla fanno la differenza. Detto da uno che gira per studi dentistici da 50 anni. Lo consiglio vivamente soprattutto a quelle persone che hanno bisogno di interventi di implantologia complessi. Il dott. Palla è un ottimo chirurgo e molto attento a non provocare dolore al paziente. Andate tranquilli! ” — Pisa
“ Sono stata in questo studio per la prima volta e mi sono trovata molto bene. Seduta di igiene e visita entrambe eseguite in maniera attenta e scrupolosa. Professionisti qualificati e affidabili, meravigliosa l'accoglienza da parte della segretaria. Ambiente molto pulito e ordinato. ” — Empoli
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Domande frequenti
Quanto dura un ascesso molare con l'antibiotico?
I sintomi in genere migliorano in 2-3 giorni, ma il miglioramento non equivale alla guarigione del dente. Se la causa dentale non viene trattata, il quadro tende a ripresentarsi alla sospensione della terapia. La durata e l'indicazione della terapia le stabilisce il medico dopo la visita.
Un ascesso al molare può guarire da solo?
Il dolore può passare quando il pus trova una via d'uscita, ma l'infezione all'apice della radice resta e la lesione continua a consumare osso. È uno dei motivi per cui le persone arrivano con una lesione ampia e nessun sintomo recente. La valutazione va fatta anche quando sembra tutto risolto.
Quanto costa curare un ascesso al molare?
Il costo dipende dal percorso: drenaggio, terapia canalare su un dente con più radici, ritrattamento o estrazione con successiva sostituzione non hanno lo stesso peso. Non esiste una cifra unica valida per tutti i casi. Dopo la visita e la radiografia riceverai un preventivo scritto con le alternative.
Si può estrarre un molare con l'ascesso in corso?
Sì, in molte situazioni l'estrazione si esegue anche in fase acuta, dopo aver drenato la raccolta e valutato le condizioni generali. In altri casi conviene prima ridurre l'infezione e intervenire in una seconda seduta. La decisione dipende dall'estensione del gonfiore e dallo stato di salute del paziente.
L'ascesso sul dente del giudizio va trattato in modo diverso?
Spesso sì: sul terzo molare l'infiammazione parte dal lembo di gengiva che lo ricopre, non dalla polpa. Se gli episodi si ripetono, la cura della sola gengiva raramente basta nel tempo. In visita l'odontoiatra valuta posizione, spazio disponibile e rapporti con le strutture vicine.
Un molare devitalizzato che fa ascesso si può ritrattare?
Quando le radici sono integre e il dente ha ancora struttura sufficiente, il ritrattamento canalare è l'opzione meno invasiva e si tenta prima dell'estrazione. Occorre verificare con la radiografia se esistono canali non trattati o fratture. L'esito si valuta a distanza, con un controllo radiografico.
L'ascesso al molare può far male all'orecchio?
Sì, il dolore di origine dentale posteriore viene spesso percepito nell'orecchio, nella tempia o lungo la mandibola, perché condivide le vie nervose. Non è raro arrivare in studio dopo una visita per sospetta otite. Il test sul dente e la radiografia chiariscono l'origine.
Cosa succede se non curo un ascesso al molare?
L'infezione tende a cronicizzare: la lesione all'apice si allarga, l'osso di sostegno si riduce e le possibilità di conservare il dente diminuiscono progressivamente. Ogni riacutizzazione può estendersi ai tessuti vicini. Prima si individua la causa, più opzioni di cura restano disponibili.
Posso mettere il ghiaccio sulla guancia gonfia?
Il freddo locale, applicato con un panno e a intervalli, nelle prime ore può contenere il gonfiore. Il calore sulla guancia è invece da evitare, perché favorisce la diffusione della raccolta. In ogni caso serve una valutazione in studio, non solo un rimedio locale.
Il dolore è passato ma la gengiva resta gonfia: è normale?
È un quadro frequente: la raccolta si è aperta e la pressione è calata, ma il focolaio è ancora attivo. Una bollicina che va e viene sulla gengiva accanto a un molare è spesso una fistola. Va mostrata all'odontoiatra, anche in assenza di dolore.
L'ascesso gengivale su un molare è lo stesso dell'ascesso dentale?
No: quello gengivale nasce da una tasca parodontale intorno alla radice, quello dentale dalla polpa all'interno del dente. I test di vitalità e il sondaggio aiutano a distinguerli. La cura cambia di conseguenza, e sui molari le due origini possono coesistere.
Posso andare dal dentista se ho la febbre?
La febbre va sempre riferita in fase di prenotazione, perché cambia l'inquadramento dell'urgenza. Se compaiono difficoltà a deglutire o a respirare, gonfiore che scende verso il collo o malessere importante, il riferimento è il pronto soccorso ospedaliero. Negli altri casi la valutazione in studio si organizza in tempi brevi.
Il primo passo è una visita, non una diagnosi da soli.
Se il problema c'è adesso, lo studio Adamanti più vicino a te valuta i sintomi al telefono e ti dice subito se venire in giornata: scegli la sede e lascia il numero.
Prenota la visita urgente: scegli la sede e lasciaci il numero, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
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- 1Telefonata e valutazione dei sintomi
- 2Visita in giornata se serve, con radiografia in sede
- 3Cura della causa e controllo
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