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Aggiornato il 1 ottobre 2026
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Articolo: Urgenze
- Cosa fare subito se un dente si rompe alla radice?
- Un dente rotto alla radice si può salvare?
- Come si capisce se la frattura arriva sotto la gengiva?
- Quanto tempo si può aspettare con una radice spezzata?
- Quando non si può salvare e l'estrazione è la scelta giusta?
- Come si toglie una radice rimasta nella gengiva?
- Dopo l'estrazione si può mettere un impianto?
- Cosa si può mangiare in attesa del controllo?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Domande frequenti
In sintesi
Dente rotto alla radice cosa fare: i gesti utili subito, quando la radice si recupera con perno e corona e quando serve toglierla. In questa pagina: cosa fare subito se un dente si rompe alla radice; un dente rotto alla radice si può salvare; come si capisce se la frattura arriva sotto la gengiva; quanto tempo si può aspettare con una radice spezzata. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
Dietro la ricerca «dente rotto alla radice cosa fare» c'è quasi sempre un dente spezzato sotto il colletto: un frammento che si muove, un bordo tagliente, una radice rimasta nella gengiva. Nelle prime ore servono poche cose semplici, e poi una radiografia: è lei a dire se quella radice si può ancora usare come base per un perno e una corona, o se va rimossa.
Cosa fare subito se un dente si rompe alla radice?
Nelle prime ore l'obiettivo è tenere pulita la zona, limitare il fastidio e arrivare alla visita senza peggiorare la frattura.
- Sciacqui tiepidi. Acqua tiepida, eventualmente con un pizzico di sale, dopo i pasti: serve a rimuovere i residui dalla zona esposta.
- Il frammento staccato. Se si è distaccato un pezzo, conservalo in un contenitore pulito e portalo in visita: aiuta a capire la direzione della frattura.
- Nessuna manovra sul moncone. Non muovere, non tirare e non limare il frammento mobile con pinzette o lime: si allarga la lesione e si irrita la gengiva.
- Freddo all'esterno. Un impacco freddo sulla guancia per 10-15 minuti, ripetibile a distanza di un paio d'ore, se c'è gonfiore.
- Masticazione sull'altro lato. Evitare di caricare il dente anche quando sembra reggere.
Se comparissero gonfiore del viso, difficoltà ad aprire la bocca o febbre, la valutazione non va rinviata: sono i segnali di un'infezione che si sta estendendo.
Un dente rotto alla radice si può salvare?
In parte dei casi sì, e dipende da dove corre la linea di frattura rispetto all'osso e alla gengiva.
Quando la rottura resta sopra il margine osseo e intorno al moncone rimane una fascia di dente sano di circa 1,5-2 mm, l'odontoiatra ha di che "abbracciare" il dente con una corona: in questa condizione si valuta la ricostruzione con perno endocanalare e capsula.
Quando invece la frattura è verticale e percorre la radice per tutta la sua lunghezza, la prognosi cambia: il canale resta in comunicazione con l'esterno e l'infiammazione tende a ripresentarsi. I sintomi che fanno sospettare una frattura radicolare sono spesso sfumati, e per questo si misurano, non si indovinano.
Dente rotto alla radice
Dal 1997 in Toscana
Non aspettare che passi da solo: lascia nome e telefono, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
Come si capisce se la frattura arriva sotto la gengiva?
Da soli non si capisce: lo dicono la sonda parodontale, la radiografia endorale e, nei casi dubbi, un esame 3D.
Gli indizi che il paziente riferisce sono però utili e vanno raccontati in visita:
- Dolore solo mordendo. Un fastidio acuto che compare rilasciando il morso suggerisce un frammento che si muove.
- Gengiva gonfia in un punto. Un rigonfiamento localizzato o un piccolo sanguinamento attorno a un solo dente.
- Filo che si sfilaccia. Il filo interdentale che si impunta sempre nello stesso spazio segnala un gradino sotto il colletto.
- Alito o gusto cattivo. Possono accompagnare una radice fratturata colonizzata dai batteri.
Quanto tempo si può aspettare con una radice spezzata?
La valutazione è utile entro 24-48 ore, anche quando non fa male.
L'assenza di dolore non è un buon segno: se il dente era già devitalizzato, la terminazione nervosa non c'è più e la frattura può restare silente mentre l'osso intorno si riassorbe. Uno studio del 2014 pubblicato su Oral Diseases, condotto sugli accessi di un servizio di urgenza odontoiatrica di Trieste, mostra come le infezioni di origine dentale siano tra i motivi più frequenti di accesso non programmato.
Una revisione Cochrane del 2024 (Cope e Francis) e le linee guida dell'American Dental Association del 2019 concordano su un punto: il problema si risolve trattando la causa dentale, e antibiotici o antinfiammatori, se servono, li prescrive il medico dopo la visita.
Quando non si può salvare e l'estrazione è la scelta giusta?
Quando non resta abbastanza struttura sana, togliere la radice è l'opzione meno rischiosa — e va detto prima, non dopo tre tentativi.
La soluzione meno invasiva viene sempre considerata per prima: ricostruire è preferibile a estrarre, e la conservazione si tenta ogni volta che i numeri lo permettono. Ci sono però situazioni in cui insistere costa osso e tempo:
- Frattura verticale completa. Attraversa la radice da cima a fondo.
- Rottura molto sottogengivale. La linea scende troppo in profondità rispetto all'osso di sostegno.
- Osso già compromesso. Una parodontite avanzata sullo stesso dente riduce di molto le possibilità.
- Radice corta o ricanalizzata male. Un dente devitalizzato che si è rotto non sempre offre una base utilizzabile.
In questi casi l'estrazione non è una sconfitta: è il passaggio che permette di programmare con calma la sostituzione.
Come si toglie una radice rimasta nella gengiva?
In anestesia locale, con strumenti dedicati, e nei casi di radice ritenuta scollando un piccolo lembo di gengiva.
La manovra è ambulatoriale. Dopo, la zona viene ripulita e spesso suturata; i punti si controllano a 7-10 giorni. Nelle ore successive un fastidio è normale e si attenua progressivamente. Ho descritto il percorso completo nell'approfondimento su come si rimuove una radice residua.
Dopo l'estrazione si può mettere un impianto?
Spesso sì, ma il quando lo decide la radiografia, non il calendario.
In casi selezionati l'impianto si inserisce nella stessa seduta dell'estrazione; più frequentemente si attende la guarigione dell'osso, in genere 2-4 mesi, a volte con un innesto se la parete ossea si è persa. Le alternative restano il ponte e la protesi rimovibile: si confrontano in visita, caso per caso.
Cosa si può mangiare in attesa del controllo?
Cibi morbidi, tiepidi e masticati sul lato opposto.
- Vanno bene. Minestre non bollenti, purè, uova, pesce, yogurt, formaggi morbidi, frutta frullata.
- Meglio evitare. Croccanti e granaglie (noci, crosta, pizza al bordo), caramelle dure, chewing-gum, ghiaccio.
- Attenzione alla temperatura. Bevande molto calde o molto fredde accentuano la sensibilità se la polpa è ancora vitale.
Nel mio lavoro quotidiano vedo che chi arriva presto ha più scelte sul tavolo: l'intervento è più piccolo e il piano è più semplice da spiegare. Puoi leggere il mio percorso clinico nella pagina del mio profilo.
Il primo passo è una visita con radiografia, per sapere dove passa la frattura e quali strade restano aperte: puoi fissarla online su prenota.adamanti.it oppure cercare l'orario più comodo in uno degli studi Adamanti in Toscana, aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19. Dopo la valutazione ricevi un piano di cura scritto, con le alternative messe a confronto.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Adamanti. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Sono stata presso lo studio dentistico già un paio di volte e con me anche mio figlio e mio marito. L'ambiente è piacevole, cordiale, sereno. La cura per il paziente è evidente ed il dottore è attentissimo. Ho effettuato una igiene orale e l'igienista è stata delicata e precisa. È la prima volta che esco da uno studio dentistico rilassata più di quanto sono arrivata e senza alcun fastidio. Io continuerò a servirmi presso questo studio e mi sento di consigliarlo vivamente. ❤️ ” — Castelfranco di Sotto
“ Ci sono stata per la prima volta e mi sono trovata bene fin da subito: molto accoglienti e gentili, personale medico competente e alla mano, studio ben curato e pulito. Rapidi anche nel servizio: tutto positivo. ” — Lucca
“ Studio pulito e organizzato. Tutti bravissimi a partire dagli assistenti ai dottori. Menzione d’onore al dottor Pinochi che l’ho conosciuto prima in palestra e poi per passaparola; tutti ne hanno parlato sempre benissimo e non posso che unirmi anche io alle svariate persone che ne parlano bene! É stato veramente delicato in tutte le fasi. Non posso che consigliarvi questo studio! Consigliatissimi ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ ” — Montecatini Terme
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Domande frequenti
Un dente spezzato alla radice va sempre estratto?
No. Se la frattura resta sopra l'osso e intorno al moncone c'è abbastanza dente sano, si valuta la ricostruzione con perno e corona. L'estrazione diventa la scelta più prudente quando la linea di rottura è verticale o molto profonda.
Un dente rotto alla radice senza dolore è comunque un'urgenza?
Sì, va valutato presto. Se il dente era devitalizzato il nervo non c'è più e la frattura può non far male, mentre i batteri lavorano in profondità. Il silenzio dei sintomi non dice nulla sulla gravità.
La radice rimasta sotto la gengiva può infettarsi?
Può accadere. Una radice fratturata è una porta aperta verso il canale e l'osso circostante, e con il tempo può dare ascessi o gonfiori ricorrenti. Per questo non si lascia in sede "in attesa che si veda".
Si può mettere una capsula su un dente rotto alla radice?
Solo se la radice è integra e resta una fascia di dente sano sufficiente a sostenere la corona, in genere intorno a 1,5-2 mm. Lo verifica l'odontoiatra con sonda e radiografia prima di qualunque promessa.
Fa male estrarre un dente rotto alla radice?
Si lavora in anestesia locale, quindi durante la procedura la sensibilità è controllata. Nelle ore successive può comparire un fastidio, più evidente se è stato necessario un piccolo lembo di gengiva; le indicazioni post-operatorie le dà il medico alla fine della seduta.
Quanto costa togliere un dente rotto alla radice?
Dipende dal tipo di radice, dal numero di frammenti e dalla necessità o meno di un lembo e di una sutura. Per questo l'importo non si stima al telefono: dopo la visita e la radiografia viene consegnato un preventivo scritto.
Dopo aver tolto la radice si può mettere l'impianto?
In molti casi sì. A volte l'impianto si inserisce nella stessa seduta; più spesso si attende la guarigione ossea, di solito 2-4 mesi, eventualmente con un innesto. La fattibilità si valuta con un esame radiografico.
Come si capisce se la frattura arriva sotto la gengiva?
Non si capisce guardandosi allo specchio. Serve la sonda parodontale per misurare la profondità, una radiografia endorale e, nei casi dubbi, una scansione tridimensionale che mostri l'osso intorno alla radice.
Un dente devitalizzato rotto alla radice è recuperabile?
Talvolta sì, se la rottura interessa solo la parte coronale e il canale è ben sigillato. Un dente senza polpa è però più fragile e va valutato con attenzione prima di ricostruirlo una seconda volta.
Posso aspettare la settimana prossima se non ho dolore?
È preferibile farsi vedere entro un paio di giorni. L'attesa non peggiora solo il dente: può far perdere osso attorno alla radice e ridurre le opzioni di ricostruzione o di impianto successivo.
Cosa faccio se il frammento si muove quando mastico?
Smetti di caricare quel lato e non provare a rimuoverlo da solo. Un frammento mobile taglia la gengiva e può inalarsi o deglutirsi; va rimosso in studio, in condizioni controllate.
Serve la TAC per un dente rotto alla radice?
Non sempre. La radiografia endorale basta nella maggior parte dei casi; l'esame 3D si prescrive quando occorre vedere l'estensione della frattura o valutare l'osso in vista di un impianto.
Devo prendere qualcosa in attesa della visita?
Qualunque assunzione va concordata con un medico o con il farmacista, in base alla tua storia clinica e alle eventuali terapie in corso. Il sito non può indicare cosa prendere.
Il primo passo è una visita, non una diagnosi da soli.
Se il problema c'è adesso, lo studio Adamanti più vicino a te valuta i sintomi al telefono e ti dice subito se venire in giornata: scegli la sede e lascia il numero.
Prenota la visita urgente: scegli la sede e lasciaci il numero, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
Parlarci non
ti impegna.
- 1Telefonata e valutazione dei sintomi
- 2Visita in giornata se serve, con radiografia in sede
- 3Cura della causa e controllo
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