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Aggiornato il 2 ottobre 2026
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Articolo: Chirurgia Orale
- Fa male togliere un impianto dentale?
- Come si toglie un impianto dentale già osteointegrato?
- Quanto dura l'intervento e cosa si sente in poltrona?
- Com'è il decorso nei giorni dopo l'espianto?
- Quando è necessario rimuovere un impianto dentale?
- Quando NON serve togliere l'impianto?
- Togliere un impianto rovina l'osso? Serve un innesto?
- Si può rimettere un impianto dove ne è stato tolto uno?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Domande frequenti
In sintesi
Fa male togliere impianto dentale? Come si procede in anestesia, quanto dura il decorso e quando si può rimettere un impianto nuovo. In questa pagina: fa male togliere un impianto dentale; come si toglie un impianto dentale già osteointegrato; quanto dura l'intervento e cosa si sente in poltrona; com'è il decorso nei giorni dopo l'espianto. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
Fa male togliere un impianto dentale? Durante l'intervento no: la rimozione si esegue in anestesia locale, come l'estrazione di un dente, e in poltrona si avvertono pressione e vibrazione. Il fastidio arriva dopo, nelle prime 48-72 ore, e si gestisce con le indicazioni date in studio. Qui trovi come si procede, quanto dura e quando si può rimettere un impianto nuovo.
Fa male togliere un impianto dentale?
Durante l'intervento non si avverte dolore: la zona viene anestesiata come per qualsiasi atto di chirurgia orale, e quello che arriva al paziente è una sensazione di pressione.
Quando visito un paziente che deve affrontare un espianto, la prima cosa che chiedo è cosa teme davvero. Quasi sempre non è il dolore in poltrona: è il non sapere cosa accadrà.
Un trial randomizzato del 2026 pubblicato sul Journal of Oral and Maxillofacial Surgery, firmato da Schemel-Suarez e colleghi, ha mostrato che ricevere in anticipo una spiegazione scritta dei passaggi riduce l'ansia prima di un intervento di chirurgia orale.
- In poltrona. Pressione, vibrazione e il rumore degli strumenti: la componente dolorosa è bloccata dall'anestesia.
- Le prime ore. Quando l'effetto anestetico svanisce compare un fastidio simile a quello che segue un'estrazione.
- I giorni dopo. Il fastidio cala progressivamente, mentre il gonfiore segue una curva sua.
Come si toglie un impianto dentale già osteointegrato?
Un impianto integrato nell'osso non si estrae come un dente: si separa dall'osso scegliendo la tecnica che sacrifica meno tessuto possibile.
La sequenza va dalla manovra più conservativa a quella più invasiva, e la decisione si prende sul singolo caso, dopo le radiografie e spesso una TC.
- Il controtorque. Una chiave applica una rotazione inversa finché la vite si scolla: è la via che conserva più osso.
- La fresa cava. Taglia un anello di osso di circa 0,5-1 mm attorno all'impianto quando il controtorque non è sufficiente.
- L'accesso chirurgico. Si scolla la gengiva per vedere l'impianto, si rimuove e si sutura: serve per viti fratturate o molto profonde.
Fa male togliere un impianto dentale? Cosa aspettarsi
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Dente del giudizio, estrazione o cisti? Lascia nome e telefono: ti richiamiamo per la valutazione chirurgica.
Quanto dura l'intervento e cosa si sente in poltrona?
La rimozione di un singolo impianto occupa in genere 20-40 minuti, compresi anestesia, sutura e istruzioni finali.
Su impianti lunghi, molto integrati o in zone delicate il tempo sale; quando si lavora su più elementi la seduta si programma di conseguenza.
Uno studio del 2025 pubblicato su Oral and Maxillofacial Surgery (Murakami e colleghi) ha documentato come cambiano ansia e comfort nei pazienti operati con sedazione farmacologica: è un tema da affrontare in visita, perché la gestione della tensione fa parte del piano.
Com'è il decorso nei giorni dopo l'espianto?
Il gonfiore cresce nelle prime 48-72 ore e poi regredisce, mentre i punti di sutura si rimuovono di norma fra 7 e 10 giorni.
Uno studio del 2025 su Journal of maxillofacial and oral surgery (Patil e colleghi) ha confrontato due tecniche di sutura dopo un'estrazione chirurgica misurando dolore e gonfiore nei giorni successivi: il dettaglio della chiusura conta.
Antibiotici o antinfiammatori, se servono, li prescrive il medico dopo la visita.
Nei primi giorni la dieta è morbida e tiepida: valgono le stesse regole che spiego dopo l'inserimento di una vite, raccolte in impianto dentale cosa mangiare dopo.
Quando è necessario rimuovere un impianto dentale?
Si arriva all'espianto quando l'impianto ha perso stabilità, quando l'infiammazione dei tessuti intorno non risponde alle cure o quando la posizione impedisce una protesi corretta.
- Mobilità. Un impianto che si muove ha perso l'integrazione con l'osso: non si recupera e va rimosso.
- Perimplantite avanzata. Infiammazione con perdita ossea progressiva che non si arresta con le terapie.
- Frattura. Rottura della vite interna o del corpo dell'impianto.
- Malposizione. Inclinazione o profondità che rendono impossibile una corona stabile e pulibile.
Quando NON serve togliere l'impianto?
Prima dell'espianto vengono sempre le opzioni meno invasive: molte perimplantiti iniziali si gestiscono con decontaminazione e controlli, senza rimuovere nulla.
Un sanguinamento al sondaggio, un riassorbimento osseo lieve o una corona che non chiude bene non sono di per sé indicazioni a togliere l'impianto: spesso si risolvono curando la causa.
- Prima si prova a curare. Igiene professionale, decontaminazione della superficie, correzione della protesi, richiami ravvicinati.
- Poi si rivaluta. Dopo alcune settimane si ricontrolla con radiografia e sondaggio: se il quadro si stabilizza, l'impianto resta dov'è.
- Da dichiarare prima. Chi assume anticoagulanti, antiaggreganti o bifosfonati deve dirlo: cambia la programmazione dell'intervento.
Togliere un impianto rovina l'osso? Serve un innesto?
Buona parte dell'osso mancante lo ha già perso la malattia prima dell'intervento: una rimozione conservativa aggiunge molto poco a quel difetto.
Dopo l'espianto resta una cavità che l'organismo ripara. In alcuni casi, quando il difetto è ampio o si progetta già una nuova vite, nella stessa seduta si valuta un innesto per preservare volume.
La scelta dipende da quanto osso resta, dalla sede e dallo spessore delle pareti: è una valutazione radiografica, non un automatismo.
Si può rimettere un impianto dove ne è stato tolto uno?
In molti casi sì, ma raramente nella stessa seduta: di norma si attendono 2-4 mesi di guarigione, che diventano 4-6 mesi quando è stato eseguito un innesto.
La nuova vite può avere diametro, lunghezza o inclinazione differenti. Prima di riprogrammare serve capire perché la prima ha ceduto: igiene domiciliare, fumo, carico masticatorio o un difetto della protesi.
Cosa aspettarsi dalla fase successiva lo racconto in impianto dentale: fa male dopo l'operazione?, mentre i percorsi di chirurgia che seguo sono descritti nella mia scheda.
Il primo passo è una visita: con una radiografia, il sondaggio dei tessuti e il controllo della protesi si capisce se l'impianto è recuperabile o se conviene rimuoverlo, e cosa comporta rimetterlo. Puoi prenotare una valutazione oppure scegliere fra gli studi Adamanti in Toscana quello più comodo da raggiungere.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Adamanti. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Ho apprezzamento molto la cordiale accoglienza all'ingresso, la musica rilassante di sottofondo e poi i dottori sono stati molto professionali nello specificare con attenzione (e parole semplici) i trattamenti da eseguire, anche con ulteriori consigli specifici e mirati al mio caso. Grazie davvero. ” — Empoli
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ” — Pistoia
“ La bravura del dottor Palla é imparagonabile. L'ho conosciuto un paio di anni fa, per mia grande fortuna. Per errore di un dentista di un altro ambulatorio ero in una situazione difficile da mesi, ho girato 6 - 7 ambulatori, anche quelli più rinomati di Pisa e dintorni, nessun dottore era disposto ad aiutarmi, hanno detto che non é possibile... Dr. Palla invece ha detto, facciamolo, e il lavoro é venuto benissimo. Non ho sentito nulla, durante il lavoro, e quando il dottore dopo un oretta di lavoro ha detto "va bene per oggi abbiamo finito",non volevo alzarmi dalla poltrona! Gliel'ho chiesto, se possiamo fare ancora qualcos'altro, dall'altra parte della bocca, l'altro dente, e lui mi ha accontentato. Ringrazio a Edoardo e a tutto lo staff per la gentilezza. Ambulatorio nuovo, molto bello, bravo Antonio che esegue le pulizie denti, la Silvia, le segretarie ed assistenti. ” — Pisa
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Domande frequenti
Fa male togliere un impianto dentale già osteointegrato?
Durante l'intervento la zona è anestesiata, quindi si percepiscono pressione e vibrazione, non dolore. Il fatto che l'impianto sia saldo nell'osso allunga i tempi della manovra, non l'intensità di ciò che si sente. Il fastidio compare quando l'anestesia svanisce.
Quanto dura l'intervento per rimuovere un impianto dentale?
Per un singolo impianto servono di solito 20-40 minuti, anestesia e sutura comprese. Su viti molto integrate, fratturate o in zone anatomicamente delicate il tempo aumenta. Se gli impianti da rimuovere sono più di uno, la seduta viene programmata più lunga.
Quanto fa male il post operatorio dopo la rimozione di un impianto?
Il fastidio è paragonabile a quello di un'estrazione chirurgica: massimo nelle prime 48-72 ore, poi in calo. Il gonfiore segue la stessa curva. Eventuali farmaci li indica il medico dopo la visita, in base al caso.
Un impianto che si muove va tolto subito?
Un impianto mobile ha perso l'integrazione con l'osso e di regola non si recupera, quindi va rimosso. «Subito» dipende però dalla presenza di infezione, dallo stato generale e dalla protesi che porta. La tempistica si decide in visita dopo una radiografia.
La perimplantite obbliga a togliere l'impianto?
No. Nelle forme iniziali e intermedie si prova prima a decontaminare la superficie, correggere la protesi e ravvicinare i controlli. L'espianto si considera quando la perdita ossea progredisce malgrado le terapie o quando l'impianto diventa mobile.
Quanto costa togliere un impianto dentale?
Il costo dipende dalla tecnica necessaria, dal numero di impianti e dall'eventuale innesto o nuova protesi. Per questo non esiste una cifra valida per tutti: il preventivo è scritto e viene consegnato dopo la visita e gli esami radiografici.
Togliere un impianto dentale rovina l'osso?
La maggior parte del difetto osseo è già presente prima dell'intervento, prodotto dall'infiammazione o dal fallimento dell'integrazione. Le tecniche conservative, a partire dal controtorque, sono studiate proprio per sacrificare il minimo di tessuto. Il bilancio si valuta sulle immagini, caso per caso.
Serve l'innesto osseo dopo aver tolto un impianto dentale?
Non sempre. Si valuta quando la cavità residua è ampia, le pareti sono sottili o si programma già una nuova vite nello stesso punto. In altri casi si lascia guarire e si rivaluta il volume a distanza.
Quanto si aspetta prima di rimettere l'impianto dopo l'espianto?
In genere 2-4 mesi se la guarigione è spontanea, 4-6 mesi quando è stato eseguito un innesto. L'attesa serve a ottenere osso maturo capace di sostenere la nuova vite. La conferma arriva da una radiografia di controllo.
Si può rimettere l'impianto esattamente nello stesso punto?
Spesso sì, a volte con diametro, lunghezza o inclinazione diversi dalla vite precedente. In altre situazioni conviene spostare la posizione di qualche millimetro per trovare osso migliore. È una scelta di progettazione che precede l'intervento.
La rimozione si fa in anestesia locale o serve altro?
Nella grande maggioranza dei casi l'anestesia locale è sufficiente, come per un'estrazione. Chi ha un'ansia molto elevata lo può dire in visita: la gestione del disagio fa parte del piano di cura e si discute prima, non il giorno dell'intervento.
Quanti giorni di stop servono dopo aver tolto un impianto?
Molti pazienti riprendono le attività sedentarie il giorno dopo. Sport intenso, sollevamento di pesi e lavori fisici si rimandano di qualche giorno, perché aumentano gonfiore e rischio di sanguinamento. Le indicazioni precise dipendono dall'estensione dell'intervento.
Si possono togliere due impianti nella stessa seduta?
Sì, se sono vicini e le condizioni generali lo consentono: si evita un secondo intervento. Quando gli impianti sono in arcate diverse o il quadro è complesso, può essere preferibile dividere in due appuntamenti. La programmazione la definisce l'odontoiatra.
Il primo passo è una visita con la radiografia giusta.
Un'estrazione si programma: lo studio Adamanti più vicino a te valuta il dente, l'osso e la tua storia clinica prima di fissare l'intervento.
Prenota la visita chirurgica: scegli la sede e lasciaci il numero, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
Parlarci non
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- 1Visita e radiografia (panoramica o TAC)
- 2Intervento programmato in anestesia locale
- 3Controllo post-operatorio
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