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Aggiornato il 7 novembre 2026
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Articolo: Implantologia
- Dopo un impianto dentale si vede la vite in bocca?
- Perché si intravede il metallo sul bordo della gengiva?
- Si nota quando sorrido o solo da vicino?
- Quanto tempo dopo l'intervento può comparire?
- Se si vede la vite è andato male qualcosa?
- Quando NON è un problema e quando invece va controllato?
- Si può coprire: innesto di gengiva o nuova corona?
- Come si previene nei denti davanti?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Domande frequenti
In sintesi
Impianto dentale si vede la vite: perché il metallo si intravede sulla gengiva, quando è solo estetica e cosa si può fare. In questa pagina: dopo un impianto dentale si vede la vite in bocca; perché si intravede il metallo sul bordo della gengiva; si nota quando sorrido o solo da vicino; quanto tempo dopo l'intervento può comparire. Se il problema è tuo, lo studio Adamanti più vicino a te ti riceve dal lunedì al venerdì: scegli la sede e lascia il numero e ti richiamiamo per la visita.
Quando dopo un impianto dentale si vede la vite, quasi sempre a essere scoperta non è la parte filettata inserita nell'osso, ma il collo metallico dell'impianto o del moncone che la gengiva non copre più. Qui spiego perché accade, in quali casi è solo una questione estetica e in quali conviene farsi guardare la zona.
Dopo un impianto dentale si vede la vite in bocca?
Nella grande maggioranza dei casi no: la parte filettata resta dentro l'osso e non è visibile. Ciò che il paziente nota allo specchio è una linea o un alone grigio sul bordo gengivale.
Quella linea è il bordo dell'impianto o la base del moncone che sostiene la corona. Il titanio è scuro e la mucosa, se è fine, lo lascia trasparire anche quando lo copre ancora.
Perché si intravede il metallo sul bordo della gengiva?
Perché fra impianto e gengiva c'è uno spessore di tessuto molle che può essere sottile per natura o ridursi nel tempo.
- Gengiva sottile. Sotto circa 2 mm di spessore la mucosa non maschera il colore sottostante: è il fattore che pesa più di tutti nelle zone estetiche.
- Recessione del tessuto molle. Il margine si ritira di qualche decimo di millimetro e scopre il collo dell'impianto.
- Posizione dell'impianto. Un impianto inserito troppo verso l'esterno o troppo superficiale ha meno tessuto davanti a sé.
- Profilo della corona. Una corona corta o con un passaggio brusco verso il moncone lascia il metallo esposto alla vista.
- Fumo e placca. Entrambi favoriscono l'infiammazione della mucosa perimplantare e, con essa, il riassorbimento dei tessuti.
Impianto dentale si vede la vite
Dal 1997 in Toscana
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Si nota quando sorrido o solo da vicino?
Dipende da quanto alzi il labbro e da quale dente è coinvolto. Su un incisivo superiore una linea di 1 mm può essere visibile nel sorriso; su un molare in genere non si vede affatto.
Nel mio modo di lavorare la prima cosa che misuro è proprio questa: dove arriva il labbro quando il paziente sorride e parla. È il dato che decide se vale la pena intervenire o se basta controllare.
Quanto tempo dopo l'intervento può comparire?
Più spesso fra il primo e il terzo anno, non nei giorni successivi alla chirurgia. Nelle prime 2 o 3 settimane la gengiva è ancora gonfia e si rimodella: quello che si vede in quella fase non è il risultato.
L'osteointegrazione richiede in media 3 o 4 mesi, e nei mesi seguenti i tessuti molli trovano il loro assetto stabile. Un metallo che si scopre a distanza di anni merita invece una valutazione, perché può indicare una perdita ossea in corso.
Se si vede la vite è andato male qualcosa?
Non necessariamente: un impianto può essere perfettamente integrato e avere comunque un margine gengivale basso. Stabilità e estetica sono due cose diverse, e vanno giudicate separatamente.
Il segnale da non confondere è l'infiammazione. Uno studio retrospettivo del 2026 pubblicato su BMC Oral Health, condotto su 968 impianti, ha confermato quanto le malattie perimplantari dipendano da fattori legati sia al paziente sia al singolo impianto.
In pratica fumo, controllo quotidiano della placca e storia parodontale pesano più del tipo di vite o del materiale scelto.
Quando NON è un problema e quando invece va controllato?
Quando il metallo si intravede su un dente posteriore, la gengiva è rosa, non sanguina e non c'è dolore, la scelta più semplice viene prima: si osserva e si misura nel tempo.
I segnali che invece chiedono un controllo ravvicinato sono questi.
- Sanguinamento al sondaggio o allo spazzolino nella zona dell'impianto.
- Gonfiore, secrezione o cattivo odore persistenti intorno alla corona.
- Progressione visibile: il metallo esposto aumenta di mese in mese.
- Fastidio alla masticazione o sensazione di mobilità della corona.
Una revisione del 2026 su Periodontology 2000 ricorda che la terapia non chirurgica della perimplantite funziona meglio quando si interviene presto e su superfici ancora accessibili.
È il motivo per cui conviene far guardare la zona invece di aspettare. Su come si valuta l'osso attorno a un impianto ho scritto nell'articolo sulla TC cone beam prima di un impianto.
Si può coprire: innesto di gengiva o nuova corona?
Si parte sempre dall'opzione meno invasiva, e spesso è la corona, non la chirurgia.
- Rifinitura o rifacimento della corona. Allungare il profilo o cambiare materiale può mascherare il collo metallico senza toccare i tessuti.
- Moncone di colore diverso. Componenti in zirconio o rivestite riducono la trasparenza del grigio sotto una mucosa fine.
- Innesto di tessuto connettivo. Aumenta lo spessore della gengiva: utile nei settori visibili, con risultati che vanno discussi caso per caso.
- Terapia della mucosa infiammata. Se c'è perimplantite si cura prima quella: una coorte prospettica seguita per 10 anni e pubblicata nel 2026 su Journal of Clinical Periodontology mostra che questi casi vanno programmati e seguiti nel tempo.
Non tutte queste strade sono indicate in tutte le bocche: la fattibilità va valutata in visita, con le radiografie alla mano.
Come si previene nei denti davanti?
Prevenire costa meno che correggere, e si decide prima di posizionare l'impianto. Nei settori estetici guardo spessore gengivale, volume osseo e posizione del labbro, e solo dopo scelgo il punto di inserimento.
Dove la gengiva è fine si può aumentare il tessuto nella stessa seduta chirurgica. Dove il volume osseo è scarso a volte è più sensato un ponte o, in casi selezionati, soluzioni diverse come quelle che descrivo negli impianti senza viti.
Come seguo i casi implantari lo racconto nella mia pagina, con il percorso di valutazione che proponiamo a chi ha già un impianto in bocca.
Il primo passo è una visita: con una radiografia e la misura dei tessuti si capisce in poco tempo se quel margine grigio è solo estetica o se l'impianto va seguito più da vicino.
Puoi fissare un controllo in uno degli studi Adamanti in Toscana oppure prenotare direttamente su prenota.adamanti.it, e parlarne senza decidere nulla in quella stessa seduta.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa pagina è una tappa autonoma del percorso dello studio di Adamanti. Qui sotto i percorsi che le stanno vicino.
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Sono stato oggi per la prima volta per igiene più sbiancamento. Veloci, gentili, professionali. Zero dolore e risultato oltre le aspettative. È stata una piacevole sorpresa e lo consiglio senza riserve! ” · Lucca
“ Ho sempre avuto una forte paura del dentista, soprattutto dell’anestesia, al punto da rimandare spesso le cure. Questa volta però ho deciso di fidarmi… ed è stata la scelta migliore che potessi fare. Il dottore è stato straordinario!! estremamente professionale, delicato e capace di mettermi a mio agio fin dal primo momento. Durante tutto il trattamento mi sono sentita tranquilla e seguita, cosa per me davvero fondamentale. Un ringraziamento speciale va anche a Monica, che lavora nello studio: mi ha spiegato tutto in modo chiaro e preciso, con una dolcezza e una disponibilità rare. Mi ha trasmesso fiducia e serenità, aiutandomi a superare le mie paure. Non è facile per me dire queste cose, ma oggi posso dirlo con il cuore: se avete paura del dentista, questo è il posto giusto. Qui non troverete solo professionalità, ma anche umanità, attenzione e comprensione. ” · Montecatini Terme
“ Sono stata presso lo studio dentistico già un paio di volte e con me anche mio figlio e mio marito. L'ambiente è piacevole, cordiale, sereno. La cura per il paziente è evidente ed il dottore è attentissimo. Ho effettuato una igiene orale e l'igienista è stata delicata e precisa. È la prima volta che esco da uno studio dentistico rilassata più di quanto sono arrivata e senza alcun fastidio. Io continuerò a servirmi presso questo studio e mi sento di consigliarlo vivamente. ❤️ ” · Castelfranco di Sotto
Leggi le 783 recensioni Google dei 5 studi Adamanti.
Domande frequenti
Dopo un impianto dentale si vede la vite in bocca?
Di norma no: la parte filettata è alloggiata nell'osso e coperta da gengiva. Ciò che si nota è il bordo dell'impianto o del moncone, cioè la porzione metallica più vicina alla corona.
Perché si intravede la vite dell'impianto sul bordo della gengiva?
Perché la mucosa in quel punto è sottile oppure si è ritirata di qualche decimo di millimetro. Il titanio è scuro e traspare attraverso tessuti inferiori a circa 2 mm di spessore.
Si vede quando sorrido o solo da vicino?
Dipende dalla posizione del dente e da quanto sale il labbro. Su incisivi e canini superiori può comparire nel sorriso, mentre nei settori posteriori resta in genere invisibile anche a bocca aperta.
Quanto tempo dopo l'intervento può accadere?
Più spesso fra il primo e il terzo anno, quando i tessuti molli hanno raggiunto il loro assetto stabile. Nelle prime settimane la gengiva è ancora in rimodellamento e il quadro non è definibile.
Se si vede il metallo è un segno che qualcosa è andato male?
Non è automatico. Un impianto può essere integrato e stabile pur avendo un margine gengivale basso; ciò che conta è l'assenza di sanguinamento, gonfiore e perdita ossea progressiva.
La gengiva sottile fa vedere di più il collo dell'impianto?
Sì, è il fattore più influente nelle zone estetiche. Una mucosa fine non maschera il colore sottostante e tende anche a ritirarsi con più facilità rispetto a una gengiva spessa.
Si può coprire con un innesto di gengiva?
In casi selezionati sì, con un innesto di tessuto connettivo che aumenta lo spessore della mucosa. L'indicazione dipende da quanta gengiva e quanto osso sono disponibili e va stabilita in visita.
Cambiare la corona serve a risolvere il problema?
Spesso è il primo tentativo, perché è la via meno invasiva. Modificare il profilo, la lunghezza o il materiale della corona può nascondere il collo metallico senza alcun intervento chirurgico.
Titanio o zirconio: quale si nota meno?
Le componenti in zirconio o rivestite hanno un colore più chiaro e traspaiono meno sotto una gengiva fine. La scelta del materiale è però solo uno degli elementi, insieme a posizione e spessore dei tessuti.
Un impianto con il collo esposto fa male o si infetta più facilmente?
In sé non provoca dolore. La superficie esposta può però trattenere più placca, quindi richiede un'igiene mirata e controlli professionali più ravvicinati per prevenire l'infiammazione.
Nella zona dei molari è un problema?
Dal punto di vista estetico quasi mai, perché l'area non è visibile. Resta rilevante per la salute dei tessuti, che va monitorata come in qualunque altra zona della bocca.
Il metallo scoperto può portare alla perimplantite?
Non ne è la causa diretta, ma rende più difficile la pulizia domiciliare e questo aumenta il rischio di infiammazione. È il motivo per cui questi impianti vanno rivalutati periodicamente.
A chi devo far controllare un impianto con la vite che si intravede?
Al dentista che segue i tuoi impianti o a un collega che si occupa di implantologia e parodontologia. Servono una valutazione clinica dei tessuti e una radiografia per confrontare il livello osseo.
Si può prevenire nei denti davanti?
In buona parte sì, decidendo prima dell'intervento: spessore gengivale, volume osseo e posizione del labbro orientano il punto di inserimento e l'eventuale aumento di tessuto nella stessa seduta.
Il primo passo è una visita, con la TAC dove serve.
Per capire se e come sostituire i denti mancanti serve vedere osso e gengiva: lo studio Adamanti più vicino a te lo fa in prima visita, con un piano scritto.
Prenota la visita implantologica: scegli la sede e lasciaci il numero, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
Parlarci non
ti impegna.
- 1Prima visita e radiografie in sede
- 2Piano di cura scritto, con fasi e tempi
- 3Intervento e controlli programmati
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