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Aggiornato il 3 ottobre 2026
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Servizio: Denti sensibili
- Che cosa sono i denti sensibili e perché fanno male?
- Quali sono le cause della sensibilità dei denti?
- Quando i denti sensibili sono il segnale di un problema più serio?
- Come si scopre la causa dei denti sensibili in visita?
- Come si curano i denti sensibili dall'odontoiatra?
- Cosa si può fare a casa per i denti sensibili?
- Quando i rimedi per la sensibilità dei denti non bastano?
- Da cosa dipende il costo della cura dei denti sensibili negli studi Adamanti?
- Denti sensibili in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
Questa pagina spiega che cosa significa avere i denti sensibili e perché una scossa di freddo fa male, quali sono le cause più frequenti (gengive che si ritirano, spazzolamento troppo energico, cibi e bevande acide, bruxismo, carie, trattamenti recenti), quando il fastidio diventa un segnale da non rimandare, come si individua la causa in visita, quali cure usa l'odontoiatra e cosa si può fare a casa, quando i rimedi semplici non bastano o non sono la scelta giusta, da cosa dipende il preventivo e come si affronta la sensibilità negli Studi Dentistici Adamanti in Toscana, con il Dott. Francesco Garrubba.
Che cosa sono i denti sensibili e perché fanno male?
I denti sensibili sono denti che reagiscono con una scossa breve e intensa a uno stimolo banale: un sorso d'acqua fredda, un cucchiaio di gelato, un morso di dolce, un respiro d'aria in inverno, il tocco dello spazzolino. In odontoiatria la condizione si chiama sensibilità dentinale, o ipersensibilità dentinale, e il tratto che la distingue è la durata: il dolore arriva con lo stimolo e se ne va quando lo stimolo finisce.
Per capire perché accade conviene guardare come è fatto un dente, strato per strato.
- Lo smalto. È il rivestimento esterno, il tessuto più duro del corpo umano: non contiene nervi e non trasmette dolore. Finché è integro isola il dente da caldo, freddo e sostanze acide.
- La dentina. Sta sotto lo smalto e, sulla radice, sotto un sottile strato di cemento. È attraversata da migliaia di canalini microscopici, i tubuli dentinali, che contengono liquido e corrono verso l'interno del dente.
- La polpa. È il cuore del dente, con nervi e vasi sanguigni. Non viene toccata dal gelato: riceve un segnale che le arriva dai tubuli.
La spiegazione più accettata di questo meccanismo è la teoria idrodinamica, proposta dal ricercatore svedese Martin Brännström negli anni Sessanta e ancora citata nei testi di odontoiatria conservativa: quando la dentina resta scoperta, lo stimolo esterno fa muovere il liquido dentro i tubuli, il movimento deforma le terminazioni nervose all'ingresso della polpa e il cervello traduce tutto in una scossa. Il dente, in altre parole, non è necessariamente infiammato: è rimasto senza il suo isolante.
La sensibilità, comunque, è un sintomo e non una malattia: le revisioni della letteratura in parodontologia riportano stime di diffusione molto diverse fra loro, da meno di una persona su dieci a più di una su tre negli adulti, a seconda di come il disturbo viene definito e misurato. Comune non vuol dire irrilevante: dietro la stessa scossa ci sono cause lievi e cause che conviene intercettare presto. Negli Studi Dentistici Adamanti il primo obiettivo è quindi capire da dove nasce la scossa.
Quali sono le cause della sensibilità dei denti?
Nella maggior parte dei casi la sensibilità nasce da una dentina esposta, cioè da smalto consumato o da radici che la gengiva non copre più; più raramente dipende da un dente cariato, incrinato o con la polpa già infiammata. Elencare le cause serve a capire perché la cura non può essere la stessa per tutti.
- Recessione gengivale. Quando il margine della gengiva si ritira, la radice resta scoperta: lì non c'è smalto e la dentina è a contatto diretto con l'ambiente della bocca.
- Spazzolamento troppo energico. Setole dure, paste molto abrasive e movimenti orizzontali sotto pressione consumano il colletto del dente: è una causa frequente e colpisce spesso chi si lava i denti con grande impegno.
- Erosione acida. Bibite gassate, succhi, agrumi, aceto, vino e bevande sportive abbassano il pH e ammorbidiscono lo smalto. Lo stesso effetto lo producono il reflusso gastroesofageo e il vomito ripetuto, che vanno riferiti in visita.
- Bruxismo e serramento. Digrignare o stringere i denti, spesso di notte e senza accorgersene, sovraccarica i denti, appiattisce le superfici e può creare piccole lesioni a cuneo sul colletto.
- Carie, restauri e fratture. Una carie che ha superato lo smalto, un vecchio restauro con il bordo scollato o un'incrinatura dopo un morso su qualcosa di duro aprono una via diretta verso la dentina.
- Dopo un trattamento. Igiene professionale, otturazioni recenti, sbiancamento e terapia delle gengive possono lasciare una sensibilità temporanea che in molti casi si riduce in pochi giorni o poche settimane.
- Malattia parodontale. La parodontite, con la perdita di osso e il ritiro dei tessuti, scopre le radici di più denti insieme: sensibilità diffusa e gengive che sanguinano meritano una valutazione completa.
Spesso le cause si sommano: chi spazzola con forza, beve spremute ogni mattina e stringe i denti di notte arriva con i colletti consumati su mezza bocca. Per questo negli Studi Dentistici Adamanti la prima parte della visita è dedicata alle abitudini quotidiane tanto quanto all'esame dei denti: togliere il sintomo senza togliere la causa significa rivederlo dopo qualche mese.
Denti sensibili negli studi Adamanti
Dal 1997 in Toscana
Una scossa al freddo, un dente che reagisce al dolce, un colletto che fa male allo spazzolino: raccontaci la situazione e scegli la sede più comoda tra le sei in Toscana per una visita con test, radiografie e piano scritto.
Quando i denti sensibili sono il segnale di un problema più serio?
Il segnale da non rimandare è il cambio di carattere del dolore: la sensibilità dentinale è una scossa che dura pochi secondi e passa con lo stimolo, mentre un dolore che resta, che arriva da solo, che pulsa o che tiene svegli la notte indica di solito un'infiammazione della polpa o un'infezione, e va valutato presto.
Ci sono situazioni in cui conviene anticipare la visita invece di aspettare che passi: un fastidio che persiste oltre mezzo minuto dopo aver bevuto; un dolore che si accende più al caldo che al freddo; un dente che fa male quando ci si morde sopra; gengiva gonfia o che lascia uscire liquido; un cattivo sapore persistente; un dente che si muove; gonfiore della guancia. Sono quadri diversi tra loro, ma hanno in comune il fatto che un prodotto da banco non li risolve.
Anche un fastidio soltanto noioso merita attenzione quando compare all'improvviso su un dente che prima stava bene o quando cambia il modo di mangiare: chi evita l'acqua fredda o un lato della bocca finisce per masticare male e per saltare la pulizia proprio dove fa male, cioè dove si accumula più placca. Antibiotici o antinfiammatori, se servono, li prescrive il medico dopo la visita. Negli Studi Dentistici Adamanti, davanti a un dolore spontaneo o notturno, la priorità è capire con una radiografia che cosa sta accadendo dentro il dente.
Come si scopre la causa dei denti sensibili in visita?
Si arriva alla causa mettendo insieme tre cose: il racconto di quando e come compare il dolore, un esame clinico dente per dente con alcuni test semplici e le radiografie. È l'odontoiatra che raccoglie questi elementi, formula la diagnosi e propone il piano di cura.
Il racconto pesa più di quanto si immagini. Da quanto tempo succede, quale stimolo lo provoca, quanto dura dopo che lo stimolo è finito, se riguarda un dente preciso o un'area, se c'è stato un trattamento recente, che spazzolino e che dentifricio si usano e con quanta forza, cosa si beve durante la giornata e in che modo, se c'è reflusso, se in casa qualcuno ha notato il digrignamento notturno.
L'esame clinico guarda i colletti e il loro consumo, il margine delle gengive, placca e tartaro, i bordi dei vecchi restauri, le faccette di usura e il modo in cui le arcate si incontrano. I test servono a localizzare: un getto d'aria o d'acqua fredda identifica il dente responsabile, la pressione su un punto preciso fa emergere un'incrinatura, la percussione leggera distingue un dente infiammato dentro da un dente semplicemente scoperto, il sondaggio misura lo stato di gengive e osso.
Le radiografie mostrano quello che l'occhio non vede: carie sotto un restauro, livelli di osso, lesioni alla punta della radice. Negli Studi Dentistici Adamanti il percorso finisce con un piano di cura scritto, con le opzioni in ordine dalla meno invasiva alla più impegnativa, da leggere a casa prima di decidere.
Come si curano i denti sensibili dall'odontoiatra?
Non esiste una cura unica: si cura la causa. Se la dentina è scoperta si cerca di chiuderne i tubuli o di ricoprirla, se c'è una carie o una frattura si ripara il dente, se il problema è nelle gengive si tratta il parodonto, se è un sovraccarico si protegge il dente dal carico.
- Agenti desensibilizzanti professionali. Vernici, gel e applicazioni di fluoro eseguite in studio riducono il passaggio dello stimolo attraverso la dentina esposta; spesso si ripetono in più sedute e si affiancano a un prodotto da usare a casa.
- Ricostruzione del colletto. Quando l'usura ha creato un solco visibile, il difetto si può ricostruire in composito: il dente torna coperto nel punto che faceva male e la zona diventa più facile da pulire.
- Igiene professionale e terapia delle gengive. Rimuovere placca e tartaro sopra e sotto il margine gengivale è il presupposto di qualunque altra cura; la seduta la esegue l'igienista dentale su indicazione dell'odontoiatra.
- Copertura della radice. In casi selezionati una recessione importante si tratta con un intervento di chirurgia mucogengivale, eseguito dall'odontoiatra che si occupa di parodontologia. Non è indicato per tutti.
- Bite notturno. Davanti al bruxismo un dispositivo su misura da indossare di notte distribuisce il carico e limita il consumo delle superfici.
- Cura della carie o della frattura. Un'otturazione, un restauro parziale o una corona, a seconda di quanto tessuto sano resta, chiudono la via d'accesso alla dentina.
- Terapia canalare. Se la polpa è infiammata in modo irreversibile o è andata in necrosi, la devitalizzazione diventa la strada per togliere il dente dal dolore: è l'ultima opzione, non la prima.
Negli Studi Dentistici Adamanti l'ordine di questi interventi non è casuale: prima si corregge ciò che consuma il dente, poi si copre o si desensibilizza, e solo se il dente resta sintomatico si passa a soluzioni più invasive. È il principio della conservativa: la soluzione meno invasiva viene sempre prima.
Cosa si può fare a casa per i denti sensibili?
A casa si può fare molto, ma non sul sintomo: si lavora sulle abitudini che stanno consumando lo smalto e scoprendo le radici. Sono misure semplici, da tenere per mesi e non per una settimana, e vanno sempre affiancate alla diagnosi, perché nessuna di esse cura una carie o una parodontite.
- Spazzolino morbido, pressione leggera. Movimenti dal margine della gengiva verso il dente, senza sfregamenti orizzontali di forza. Se le setole si aprono a ventaglio in poche settimane, la pressione è eccessiva.
- Un dentifricio per denti sensibili, usato ogni giorno. I prodotti formulati per questo scopo agiscono con l'uso ripetuto nel tempo: si può strofinarne un poco sulla zona con il dito, lasciandolo agire invece di sciacquare subito.
- Aspetta dopo gli acidi. Dopo agrumi, bibite o un episodio di reflusso lo smalto è temporaneamente più tenero: meglio sciacquare con acqua e rinviare lo spazzolamento di una mezz'ora.
- Acidi concentrati, non diluiti nella giornata. Una bibita bevuta a piccoli sorsi per ore espone i denti molto più della stessa bibita consumata a tavola; la cannuccia riduce il contatto.
- Non trascurare il filo o lo scovolino. Pulire male il punto che fa male favorisce placca, infiammazione e ulteriore ritiro della gengiva: è il circolo che va interrotto.
Gli Studi Dentistici Adamanti consegnano queste indicazioni per iscritto insieme al piano, perché la differenza la fa la costanza: nella sensibilità da usura il miglioramento si misura su settimane e si verifica al richiamo successivo.
Quando i rimedi per la sensibilità dei denti non bastano?
I rimedi da banco non bastano quando la causa non è la semplice esposizione della dentina: davanti a una carie, a una frattura, a una polpa infiammata o a una parodontite attiva un dentifricio desensibilizzante maschera il sintomo e fa perdere tempo.
Ci sono anche casi in cui un trattamento non è la scelta giusta, e dirlo fa parte della visita. La chirurgia di copertura della radice non è indicata per tutti: dipende dalla forma del difetto, dalla gengiva residua, dal fumo e dal controllo della placca, e senza igiene domiciliare adeguata il risultato non si mantiene. Uno sbiancamento, su denti già reattivi, si rinvia fino a quando la situazione è stabile. La devitalizzazione non si fa per una scossa al freddo: si riserva ai denti con polpa compromessa. E se il bruxismo resta, qualunque ricostruzione del colletto è destinata a consumarsi di nuovo.
Negli Studi Dentistici Adamanti, quando la sensibilità non si spiega con l'esame della bocca, si valuta anche quello che sta fuori: reflusso, disturbi alimentari, farmaci che riducono la saliva, abitudini sportive. In quei casi la cura dentale da sola non basta e il percorso va valutato in visita, se serve insieme al medico curante.
Da cosa dipende il costo della cura dei denti sensibili negli studi Adamanti?
Il costo della cura dei denti sensibili dipende da che cosa provoca la sensibilità, da quanti denti sono coinvolti e da quanti passaggi serve mettere in fila: non esiste un prezzo del sintomo, esiste il preventivo di un percorso.
Pesano la fase diagnostica (visita ed esami radiografici), il tipo di intervento necessario — applicazioni desensibilizzanti, ricostruzione di uno o più colletti, terapia delle gengive, un bite notturno, la cura di una carie o una terapia canalare —, il numero di denti e di sedute, i materiali impiegati e il programma di richiami che mantiene il risultato nel tempo.
Per questo negli Studi Dentistici Adamanti nessuna valutazione economica viene fatta al telefono: il preventivo è scritto, consegnato dopo la visita e dettagliato voce per voce, con le alternative possibili e i tempi. Le sei sedi in Toscana — Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto — seguono lo stesso percorso: visita, diagnosi, piano scritto e, dopo la cura, richiami di controllo.
Denti sensibili in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
Gli Studi Dentistici Adamanti hanno sei sedi in Toscana: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto. Le pagine di città spiegano come si organizza la visita nella sede più comoda e come si prenota: Denti sensibili a Lucca, Denti sensibili a Empoli, Denti sensibili a Montecatini Terme, Denti sensibili a Pistoia, Denti sensibili a Pisa, Denti sensibili a Castelfranco di Sotto.
Direttore sanitario degli Studi Dentistici Adamanti: Dott. Roberto Guazzetti. Orari di apertura: lun-ven 9:00-19:00.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa è la pagina nazionale del percorso «Endodonzia conservativa» degli Studi Dentistici Adamanti: qui trovi l'area clinica e la pagina di ogni città, con la stessa cura raccontata dallo studio che la esegue.
- L'area clinica: Endodonzia conservativa
- Denti sensibili a Lucca
- Denti sensibili a Empoli
- Denti sensibili a Montecatini Terme
- Denti sensibili a Pistoia
- Denti sensibili a Pisa
- Denti sensibili a Castelfranco di Sotto
- Tutte le aree cliniche degli studi Adamanti
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti! ” — Pistoia
“ La bravura del dottor Palla é imparagonabile. L'ho conosciuto un paio di anni fa, per mia grande fortuna. Per errore di un dentista di un altro ambulatorio ero in una situazione difficile da mesi, ho girato 6 - 7 ambulatori, anche quelli più rinomati di Pisa e dintorni, nessun dottore era disposto ad aiutarmi, hanno detto che non é possibile... Dr. Palla invece ha detto, facciamolo, e il lavoro é venuto benissimo. Non ho sentito nulla, durante il lavoro, e quando il dottore dopo un oretta di lavoro ha detto "va bene per oggi abbiamo finito",non volevo alzarmi dalla poltrona! Gliel'ho chiesto, se possiamo fare ancora qualcos'altro, dall'altra parte della bocca, l'altro dente, e lui mi ha accontentato. Ringrazio a Edoardo e a tutto lo staff per la gentilezza. Ambulatorio nuovo, molto bello, bravo Antonio che esegue le pulizie denti, la Silvia, le segretarie ed assistenti. ” — Pisa
“ Personale professionalmente molto qualificato, gentilissimo e disponibilissimo. Sono a Lucca da soli 3 anni e sono felice di aver trovato una clinica dentaria super qualificata. Grazie anche alle signorine della reception, sorridenti e gentili. ” — Lucca
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Adamanti consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Perché i denti diventano sensibili al freddo all'improvviso?
Dietro un sintomo comparso di colpo c'è spesso un'esposizione improvvisa della dentina: una gengiva che si è ritirata, un bordo di otturazione scollato, un'incrinatura dopo un morso duro, una carie arrivata sotto lo smalto. Anche una seduta di igiene o un periodo di erosione acida possono scoprirla. Se la scossa resta per giorni o si trasforma in dolore spontaneo, conviene farsi vedere invece di aspettare.
Il dentifricio per denti sensibili funziona davvero?
In molti casi riduce il sintomo, ma a due condizioni: che venga usato ogni giorno per settimane, perché agisce con l'uso ripetuto, e che il problema sia davvero l'esposizione della dentina. Su una carie, su una frattura o su una polpa infiammata non fa nulla se non ritardare la diagnosi. È un alleato della cura, non un sostituto della visita.
Quanto tempo ci vuole perché la sensibilità dentale passi?
Dipende dalla causa. Dopo una seduta di igiene o un'otturazione recente il fastidio si attenua di solito in pochi giorni o in qualche settimana. Quando dipende da usura o recessione, il miglioramento con prodotti desensibilizzanti e correzione delle abitudini si misura su alcune settimane. Se dopo un mese non cambia nulla, il piano va rivisto in visita, perché la causa potrebbe essere un'altra.
È normale avere i denti sensibili dopo la pulizia dentale?
Una sensibilità temporanea dopo la rimozione di placca e tartaro è frequente, soprattutto se le gengive erano infiammate o le radici già scoperte: per qualche giorno il dente reagisce più del solito. In genere si riduce da sola e può essere accompagnata da un prodotto desensibilizzante. Se invece aumenta, dura settimane o compare un dolore spontaneo, va segnalato in studio.
Lo sbiancamento aumenta la sensibilità in modo permanente?
La sensibilità durante e subito dopo uno sbiancamento è un effetto noto e nella grande maggioranza dei casi transitorio: rientra nei giorni successivi. Diventa un problema quando si parte da smalto già consumato, da colletti esposti o da carie non curate. Per questo la bocca si valuta e si cura prima, e il trattamento si rinvia se la situazione non è stabile.
La sensibilità al caldo è più preoccupante di quella al freddo?
In genere sì, e per questo va riferita. Il dolore provocato dal caldo, soprattutto se dura, se arriva spontaneo o se peggiora stando sdraiati, orienta verso una polpa infiammata o già compromessa più che verso una semplice dentina scoperta. È una situazione che si valuta presto, con radiografie, perché il tempo in questi casi non lavora a favore.
Il collutorio serve contro la sensibilità?
Alcuni collutori contengono principi che aiutano a ridurre il sintomo e si usano come complemento, non come cura. Attenzione invece ai prodotti molto acidi o usati in modo continuativo senza indicazione: possono contribuire all'erosione dello smalto. Quale prodotto usare, con che frequenza e per quanto tempo si decide dopo la visita, insieme alla correzione delle abitudini.
Posso usare lo spazzolino elettrico se i denti mi fanno male?
In molti casi sì, e può anche aiutare: i modelli con sensore di pressione limitano la forza, che è uno dei problemi più comuni. Contano però la testina, che deve essere morbida, e la tecnica: lo spazzolino va appoggiato e guidato lungo il margine della gengiva, non premuto. Se una zona resta dolorosa al contatto, è un punto da far guardare.
La gravidanza c'entra con la sensibilità dei denti?
Può entrarci in modo indiretto. Le variazioni ormonali rendono le gengive più reattive e facilmente infiammate, e nausea o reflusso espongono lo smalto agli acidi dello stomaco. Non è lo smalto a cedere calcio al bambino, come si sente dire. Igiene attenta, sciacqui con acqua dopo gli episodi di nausea e un controllo programmato sono la strada più sensata.
Il bruxismo può causare sensibilità ai denti?
Sì, ed è una causa che passa spesso inosservata perché il digrignamento avviene di notte. Il sovraccarico appiattisce le superfici, può creare piccole lesioni a cuneo sui colletti e rende i denti più reattivi al freddo e al contatto. In visita si valutano le faccette di usura, i muscoli e il modo in cui le arcate si incontrano; un bite notturno su misura limita il danno.
Devo rinunciare ad agrumi e bibite?
Rinunciare no, cambiare il modo sì. Il danno dipende più dalla frequenza che dalla quantità: una bibita bevuta a piccoli sorsi per un'ora espone i denti molto più della stessa bibita consumata a tavola. Meglio concentrare gli acidi nei pasti, usare la cannuccia, sciacquare con acqua dopo e rinviare lo spazzolamento di una mezz'ora.
Cosa succede alla prima visita negli Studi Dentistici Adamanti?
L'odontoiatra raccoglie la storia del sintomo e le abitudini di igiene e alimentazione, esamina denti, colletti e gengive, esegue i test che servono a individuare il dente responsabile e valuta le radiografie necessarie. Alla fine ricevi un piano di cura scritto, con le opzioni dalla meno invasiva alla più impegnativa e il preventivo dettagliato, da leggere a casa senza alcun impegno a iniziare.
Serve devitalizzare un dente sensibile?
Nella grande maggioranza dei casi no. La devitalizzazione si riserva ai denti con polpa infiammata in modo irreversibile o in necrosi, situazioni che si manifestano con dolore spontaneo, prolungato, notturno o provocato dal caldo. Una scossa breve che passa insieme allo stimolo si affronta prima curando la causa e con trattamenti meno invasivi, rivalutando poi la risposta del dente.
Anche i bambini possono avere i denti sensibili?
Sì, e le cause sono spesso diverse da quelle degli adulti: carie iniziali, denti permanenti appena erotti, difetti dello smalto di origine evolutiva, erosione da bevande zuccherate e acide. Nei bambini il fastidio si manifesta anche come rifiuto dei cibi freddi o di un lato della bocca. Va valutato presto, perché all'inizio le cure sono più semplici.
La sensibilità è un messaggio del dente, non un difetto da sopportare: dice che qualcosa lo ha lasciato scoperto.
Quale sia la causa nel tuo caso, se basta correggere qualche abitudine o se serve una cura, lo si stabilisce in visita, con i test e le radiografie davanti e un piano scritto da leggere a casa prima di decidere.
Prenota una visita per la sensibilità: scegli la sede e lasciaci il numero, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
Parlarci non
ti impegna.
- 1Visita, test e radiografie
- 2Diagnosi e piano scritto
- 3Cura della causa e richiami
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Via Giuseppe Posarelli 9
56022 Castelfranco di Sotto (PI)
Lascia nome e telefono e scegli la sede: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa o Castelfranco di Sotto. Ti richiamiamo per fissare la visita e capire da dove viene la sensibilità.

