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Aggiornato il 30 settembre 2026
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Servizio: Gnatologo (gnatologia e disturbi ATM)
- Chi è lo gnatologo e di che cosa si occupa?
- Quando conviene rivolgersi a uno gnatologo?
- Quali sono i disturbi temporomandibolari e quanto sono frequenti?
- Il bruxismo va sempre curato dallo gnatologo?
- Come si svolge la visita gnatologica?
- Quali terapie propone lo gnatologo dopo la diagnosi?
- Quando la gnatologia non è la strada giusta?
- Come lavora lo gnatologo negli Studi Dentistici Adamanti?
- Quanto dura il percorso e da che cosa dipende il costo?
- Gnatologo in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
- Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
- Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
- Come si può pagare
- Domande frequenti
In sintesi
In questa pagina trovi di che cosa si occupa lo gnatologo e che cos'è la gnatologia, quali sintomi meritano una valutazione (dolore davanti all'orecchio, mandibola che si blocca, rumori articolari, mal di testa al risveglio, denti consumati), quanto sono frequenti i disturbi temporomandibolari secondo i dati internazionali, che ruolo ha il bruxismo, come si svolge la visita passo per passo, quali terapie si valutano e in che ordine, quando il problema non è di competenza gnatologica, quanto dura il percorso e da che cosa dipende il costo, e come si lavora negli Studi Dentistici Adamanti in Toscana, con il Dott. Marco Spinicci.
Chi è lo gnatologo e di che cosa si occupa?
Lo gnatologo è l'odontoiatra che si occupa di come lavorano insieme i denti, i muscoli della masticazione e le due articolazioni temporomandibolari: valuta come le arcate combaciano, come la mandibola si apre, si chiude e si sposta di lato, e che cosa accade quando questo insieme funziona in modo disarmonico.
La gnatologia è la parte dell'odontoiatria che studia questo sistema nel suo complesso. In Italia non esiste una scuola di specializzazione universitaria dedicata: se ne occupano odontoiatri che hanno seguito percorsi di formazione post-laurea e che dedicano una parte stabile del proprio lavoro clinico ai disturbi temporomandibolari, chiamati anche disordini cranio-mandibolari o, con la sigla usata nella letteratura internazionale, TMD.
Una valutazione di questo tipo guarda quattro cose insieme:
- L'articolazione. Le due articolazioni temporomandibolari (ATM), appena davanti alle orecchie: si osservano ampiezza dei movimenti, simmetria, rumori e dolore alla pressione.
- I muscoli. Masseteri, temporali e muscoli del collo, che possono essere contratti, dolenti alla palpazione o affaticati al risveglio.
- L'occlusione. Il modo in cui i denti si incontrano, i contatti prematuri, le faccette di usura, le ricostruzioni e le protesi che cambiano l'appoggio.
- Le abitudini. Digrignamento e serramento, masticazione su un solo lato, periodi di tensione, sonno disturbato, posture mantenute a lungo.
Il compito di questa valutazione non è consegnare un dispositivo, ma capire da dove nascono i sintomi. Per questo la prima domanda non è «quale bite», ma «dove fa male e da quanto tempo».
Quando conviene rivolgersi a uno gnatologo?
Conviene chiedere una valutazione quando i disturbi riguardano la funzione della mandibola e durano da più di qualche settimana, oppure tornano ciclicamente: dolore davanti all'orecchio, difficoltà ad aprire la bocca, rumori articolari, mal di testa già presente al risveglio, denti che si consumano o si scheggiano senza una ragione evidente.
I motivi che più spesso portano un paziente a chiedere una visita di questo tipo agli Studi Dentistici Adamanti sono questi:
- Dolore. Alla mandibola, davanti all'orecchio, alla tempia o al volto, che peggiora masticando, sbadigliando o parlando a lungo.
- Movimenti limitati. La bocca si apre meno di prima, la mandibola devia durante l'apertura, a volte resta bloccata per qualche istante o più a lungo.
- Rumori. Uno scatto secco o uno scroscio durante l'apertura: molto comuni, non sempre significativi, da inquadrare soprattutto se accompagnati da dolore o blocchi.
- Segni sui denti. Smalto appiattito, bordi incrinati, ricostruzioni che si fratturano, sensibilità diffusa al freddo, recessioni nei punti di carico.
- Disturbi associati. Tensione a collo e spalle, senso di orecchio pieno, acufeni, sonno poco riposante, muscoli del viso indolenziti la mattina.
Alcune situazioni chiedono invece una valutazione rapida e non un'attesa: un blocco che impedisce di aprire o di chiudere la bocca, un dolore comparso dopo un trauma al viso, un gonfiore con febbre. Vale anche il contrario: uno scatto che c'è da anni, non fa male e non limita nulla, non è di per sé una malattia da trattare.
Gnatologo negli studi Adamanti
Dal 1997 in Toscana
Dolore davanti all'orecchio, mandibola che scatta o si blocca, denti consumati, mal di testa al risveglio: raccontaci la situazione e scegli la sede più comoda tra le sei in Toscana per una visita dedicata con piano scritto.
Quali sono i disturbi temporomandibolari e quanto sono frequenti?
I disturbi temporomandibolari sono un gruppo di condizioni che interessano l'articolazione, i muscoli masticatori o entrambi, e secondo il National Institute of Dental and Craniofacial Research statunitense riguardano una quota stimata fra il 5 e il 12% della popolazione, con maggiore frequenza nelle donne fra i 20 e i 40 anni.
Non sono una malattia sola. I criteri diagnostici oggi più usati a livello internazionale, i DC/TMD pubblicati da Schiffman e colleghi sul Journal of Oral and Facial Pain and Headache nel 2014, distinguono soprattutto i quadri di dolore muscolare (mialgia e dolore riferito), i quadri articolari (spostamento del disco con o senza riduzione, limitazione dell'apertura, artralgia, alterazioni degenerative) e la cefalea attribuita al disturbo temporomandibolare. Distinguere fra questi gruppi cambia la terapia: un dolore muscolare e un disco spostato non si affrontano nello stesso modo.
Due dati vale la pena tenerli a mente. Il primo: molti segni, come i rumori articolari, sono frequenti anche in persone senza alcun sintomo, e la letteratura invita a non trattare un rumore isolato. Il secondo: gran parte dei quadri dolorosi ha un andamento fluttuante e in molti casi migliora con terapie conservative e reversibili, motivo per cui gli indirizzi internazionali raccomandano di partire dalle opzioni meno invasive e di riservare la chirurgia dell'articolazione a casi selezionati, dopo una diagnosi precisa.
Il bruxismo va sempre curato dallo gnatologo?
Non sempre: il bruxismo non è di per sé una malattia ma un'attività ripetitiva dei muscoli masticatori, come stabilisce il documento di consenso internazionale di Lobbezoo e colleghi pubblicato sul Journal of Oral Rehabilitation nel 2018; diventa un problema da affrontare quando produce dolore, usura dei denti, fratture delle ricostruzioni o sonno disturbato.
Si distinguono due forme. Il bruxismo del sonno, in cui serramento e digrignamento avvengono di notte e in genere la persona non se ne accorge: lo riferisce il partner, o lo suggeriscono il rumore e il dolore al risveglio. Il bruxismo della veglia, in cui i denti si tengono a contatto e i muscoli restano contratti durante il giorno, spesso nei momenti di concentrazione o di tensione. La revisione sistematica di Manfredini e colleghi pubblicata sul Journal of Orofacial Pain nel 2013 stima la prevalenza fra l'8 e il 16% negli adulti per la forma notturna e fra il 22 e il 31% per quella diurna.
Il punto clinico è capire se in quel caso preciso il bruxismo stia facendo danni: denti appiattiti, bordi incrinati, sensibilità, masseteri ingrossati o dolenti, mal di testa mattutino. Conta anche l'origine, perché nella forma notturna pesano il sonno e la regolazione centrale, in quella diurna soprattutto l'abitudine. Il bruxismo del sonno può inoltre accompagnarsi a russamento e pause respiratorie: se emergono elementi in questa direzione, il percorso si allarga e coinvolge il medico competente. Negli Studi Dentistici Adamanti questi aspetti si raccolgono già alla prima visita.
Come si svolge la visita gnatologica?
È una seduta dedicata, più lunga di un controllo ordinario, in cui si raccoglie la storia dei sintomi, si esamina clinicamente il sistema masticatorio e si decide se servono esami aggiuntivi prima di arrivare a una diagnosi e a un piano.
Negli studi Adamanti il percorso segue passaggi stabili. Anamnesi. Da quanto tempo c'è il sintomo, dove si localizza, cosa lo peggiora, come dormi, quali terapie assumi, se ci sono stati traumi, cure ortodontiche o protesiche recenti, se hai già usato dispositivi. Esame clinico. Palpazione dei muscoli masticatori e cervicali, ascolto e palpazione delle articolazioni durante i movimenti, misura in millimetri dell'apertura della bocca (negli adulti supera di norma i 40 mm) e delle escursioni laterali, verifica delle deviazioni. Esame dentale e occlusale. Stato dei denti, usure, fratture, ricostruzioni, contatti fra le arcate, denti mancanti. Documentazione. Fotografie, impronte o scansione e, nei casi indicati, la richiesta di esami di immagine: per lo studio del disco articolare il riferimento in letteratura è la risonanza magnetica, per la componente ossea si valuta un esame tridimensionale.
Gli esami si prescrivono quando possono cambiare la decisione clinica, non per completezza. Alla fine la visita produce due cose concrete: una spiegazione comprensibile di quello che sta accadendo e un piano scritto con opzioni, tempi e controlli previsti. Se il quadro è complesso o tocca più ambiti, negli studi Adamanti si mette in agenda una seconda valutazione invece di partire subito con una terapia.
Quali terapie propone lo gnatologo dopo la diagnosi?
Le terapie si scelgono in base alla diagnosi e si comincia dalle più semplici e reversibili: informazione e autogestione, esercizi e terapia fisica, dispositivi occlusali su misura e, solo in seconda battuta, interventi che modificano i denti o la loro posizione.
Autogestione. È la base di ogni percorso: riconoscere il serramento diurno e imparare a tenere i denti staccati, evitare cibi molto duri e gomme da masticare nelle fasi acute, applicare calore sui muscoli contratti, curare le posture prolungate e la qualità del sonno. Misure poco spettacolari, con un peso reale sull'andamento dei sintomi.
Esercizi e terapia fisica. Esercizi di mobilizzazione e di rilassamento muscolare, insegnati e poi verificati nel tempo; quando il collo è coinvolto, il lavoro condiviso con un fisioterapista.
Dispositivo occlusale (bite). Una placca in resina costruita su misura, da portare secondo un'indicazione precisa e da controllare periodicamente: protegge i denti dall'usura e può ridurre il carico su muscoli e articolazione. Va detto con onestà che la revisione Cochrane sulle placche di stabilizzazione nei disturbi temporomandibolari, curata da Al-Ani e colleghi, conclude che le prove disponibili non bastano a dimostrarne la superiorità rispetto ad altre terapie conservative: è uno strumento utile in molti casi, non una risposta automatica.
Terapie dentali e ortodontiche. Quando l'usura ha ridotto l'altezza dei denti o mancano appoggi si valutano ricostruzioni e riabilitazioni protesiche; quando la posizione dei denti è parte del problema si discute un trattamento con apparecchio fisso o con allineatori trasparenti. Sono scelte che negli studi Adamanti si affrontano dopo aver stabilizzato il dolore, mai come primo passo. Antibiotici o antinfiammatori, se servono, li prescrive il medico dopo la visita.
Quando la gnatologia non è la strada giusta?
Non è la strada giusta quando il dolore ha un'origine diversa da quella masticatoria: in quei casi insistere con un dispositivo occlusale fa perdere tempo e può ritardare la diagnosi corretta.
Le situazioni da distinguere prima di tutto sono queste:
- Origine dentale. Una carie profonda, una pulpite o un ascesso danno un dolore che a volte si irradia all'orecchio o alla mandibola: si cura il dente, non l'articolazione.
- Orecchio e naso. Otiti, problemi tubarici e sinusiti possono simulare un dolore articolare e vanno inquadrati dal medico competente.
- Cefalee primarie. Emicrania e cefalea di tipo tensivo hanno percorsi propri; il disturbo temporomandibolare può coesistere, ma non spiega tutto.
- Dolori neuropatici. La nevralgia del trigemino e altri quadri hanno caratteristiche riconoscibili e competenza neurologica.
- Malattie sistemiche. Artrite reumatoide e altre condizioni infiammatorie possono interessare l'ATM e chiedono una gestione condivisa.
- Problemi cervicali. Una sofferenza del rachide cervicale può proiettare dolore al volto: qui il lavoro è insieme al fisioterapista.
Per lo stesso motivo negli studi Adamanti non si propone un dispositivo a chi non ha né dolore, né limitazione, né segni di usura, e non si modificano i denti per «correggere l'occlusione» in assenza di una diagnosi che lo giustifichi: la soluzione meno invasiva viene sempre prima.
Come lavora lo gnatologo negli Studi Dentistici Adamanti?
Negli Studi Dentistici Adamanti la valutazione gnatologica è affidata a chi si occupa abitualmente di questi quadri e si svolge in dialogo con i colleghi che lavorano su conservativa, protesi e ortodonzia, perché spesso il problema tocca più ambiti insieme.
Il metodo è lo stesso nelle sei sedi in Toscana — Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto — così da poter scegliere lo studio più comodo da raggiungere anche per le sedute di controllo, che in un percorso di questo tipo contano quanto la prima visita. Chi arriva agli studi Adamanti con un dispositivo già usato in passato lo porta con sé: capire perché non ha funzionato è spesso più utile che ricominciare da zero.
Nessun percorso parte da una promessa di risultato. Parte da una diagnosi scritta, da obiettivi dichiarati (ridurre il dolore, recuperare l'apertura, proteggere i denti dall'usura) e da controlli fissati in agenda per verificare se la direzione è quella giusta o se il piano va cambiato.
Quanto dura il percorso e da che cosa dipende il costo?
La durata dipende dal tipo di disturbo: molti quadri muscolari si rivalutano dopo alcune settimane di autogestione ed esercizi, mentre i quadri articolari e i casi con usura importante richiedono mesi di controlli, perché il risultato si misura sull'andamento dei sintomi e non su una singola seduta.
Il costo, allo stesso modo, non si può dire al telefono e non dipende da un listino unico. Pesano quante sedute serve mettere in programma, gli esami di immagine effettivamente necessari, il fatto che il piano si limiti a informazione ed esercizi oppure preveda anche un dispositivo occlusale costruito su misura con i suoi controlli periodici, e l'eventuale riabilitazione dei denti consumati, che è un capitolo a sé.
Per questo negli studi Adamanti la cifra arriva sempre dopo la visita, in un preventivo scritto che elenca voce per voce quello che si propone e in quale ordine, con le alternative possibili. Parlarne non impegna a iniziare una cura: serve a sapere che cosa hai e quali strade esistono.
Gnatologo in Toscana: in quale sede degli Studi Dentistici Adamanti?
Gli Studi Dentistici Adamanti hanno sei sedi in Toscana: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa e Castelfranco di Sotto. Le pagine di città spiegano come si organizza la visita nella sede più comoda e come si prenota: Gnatologo a Lucca, Gnatologo a Empoli, Gnatologo a Montecatini Terme, Gnatologo a Pistoia, Gnatologo a Pisa, Gnatologo a Castelfranco di Sotto.
Direttore sanitario degli Studi Dentistici Adamanti: Dott. Roberto Guazzetti. Orari di apertura: lun-ven 9:00-19:00.
Come si collega ai percorsi degli studi Adamanti
Questa è la pagina nazionale del percorso «Gnatologia» degli Studi Dentistici Adamanti: qui trovi l'area clinica e la pagina di ogni città, con la stessa cura raccontata dallo studio che la esegue.
- L'area clinica: Gnatologia
- Gnatologo a Lucca
- Gnatologo a Empoli
- Gnatologo a Montecatini Terme
- Gnatologo a Pistoia
- Gnatologo a Pisa
- Gnatologo a Castelfranco di Sotto
- Tutte le aree cliniche degli studi Adamanti
Cosa dicono i pazienti degli studi Adamanti
“ Ci sono stata per la prima volta e mi sono trovata bene fin da subito: molto accoglienti e gentili, personale medico competente e alla mano, studio ben curato e pulito. Rapidi anche nel servizio: tutto positivo. ” — Lucca
“ Studio pulito e organizzato. Tutti bravissimi a partire dagli assistenti ai dottori. Menzione d’onore al dottor Pinochi che l’ho conosciuto prima in palestra e poi per passaparola; tutti ne hanno parlato sempre benissimo e non posso che unirmi anche io alle svariate persone che ne parlano bene! É stato veramente delicato in tutte le fasi. Non posso che consigliarvi questo studio! Consigliatissimi ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ ” — Montecatini Terme
“ Avevo tanta paura del dentista ma con il dottor Palla e i suoi collaboratori mi sono trovata davvero bene ! Personale gentile e preparato , lo consiglio a tutti !! ” — Castelfranco di Sotto
Leggi le 1.015 recensioni Google dei 6 studi Adamanti.
Come si può pagare
Al termine della prima visita ricevi un preventivo scritto, con il dettaglio di ogni fase. Per i percorsi più impegnativi lo studio di Adamanti consente di concordare pagamenti dilazionati nel tempo: se ne parla apertamente prima di iniziare, così la decisione la prendi conoscendo tempi e importi.
Le spese odontoiatriche sono detraibili nella dichiarazione dei redditi secondo la normativa vigente.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra uno gnatologo e il dentista che mi segue di solito?
Il dentista di riferimento cura denti e gengive; chi si occupa di gnatologia guarda soprattutto la funzione, cioè muscoli, articolazioni e rapporti fra le arcate, con una visita dedicata più lunga e strumenti di valutazione specifici. Spesso le due figure collaborano sullo stesso paziente: la diagnosi funzionale orienta poi le cure conservative, protesiche o ortodontiche.
La gnatologia è una specializzazione universitaria riconosciuta in Italia?
No, in Italia non esiste una scuola di specializzazione universitaria in gnatologia. Se ne occupano odontoiatri che hanno seguito corsi e master post-laurea e che dedicano una parte stabile della loro attività ai disturbi temporomandibolari. Per questo, più del titolo, contano il metodo di visita, l'uso di criteri diagnostici riconosciuti e la disponibilità a rivalutare il paziente nel tempo.
Quanto dura una visita gnatologica?
È più lunga di un controllo ordinario, perché comprende il colloquio sulla storia dei sintomi, la palpazione dei muscoli, l'esame delle articolazioni durante i movimenti, le misure dell'apertura e delle escursioni laterali e l'esame dei denti. Alla fine si dedica tempo anche alla spiegazione: capire che cosa sta accadendo è parte della terapia. La durata effettiva si concorda al momento della prenotazione.
Il bite si porta di notte o anche di giorno?
Dipende dal disturbo e dalla diagnosi. Nei quadri legati al digrignamento notturno il dispositivo si usa in genere durante il sonno; in alcune situazioni può essere indicato un uso diverso, sempre definito dal medico e verificato nei controlli. Un dispositivo portato più del necessario, o senza controlli periodici, può modificare i contatti fra i denti: per questo non va gestito da soli.
Serve sempre la risonanza magnetica per un problema all'ATM?
No. Nella maggior parte dei casi la diagnosi si costruisce con l'esame clinico. La risonanza magnetica è l'esame di riferimento per studiare il disco articolare e si richiede quando il sospetto clinico lo giustifica o quando i sintomi non rispondono alle terapie conservative. Gli esami di immagine si prescrivono se possono cambiare la decisione, non per completare una raccolta di dati.
Il clic alla mandibola è sempre un problema da curare?
No. I rumori articolari sono frequenti anche in persone senza alcun sintomo e la letteratura invita a non trattare uno scatto isolato. Diventano rilevanti quando si associano a dolore, a una riduzione dell'apertura, a blocchi o a un peggioramento progressivo. In quel caso vanno inquadrati con una visita, perché il meccanismo che li produce cambia la terapia.
I disturbi temporomandibolari possono causare mal di testa?
Sì, i criteri diagnostici internazionali DC/TMD riconoscono una cefalea attribuita al disturbo temporomandibolare, tipicamente localizzata alla tempia e legata ai movimenti della mandibola o alla palpazione dei muscoli. Va però distinta da emicrania e cefalea di tipo tensivo, che hanno percorsi propri e possono coesistere. Quando il quadro non è chiaro, la valutazione si condivide con il medico che segue le cefalee.
Acufeni e senso di orecchio pieno dipendono dalla mandibola?
Possono essere associati a un disturbo temporomandibolare, perché articolazione e orecchio sono anatomicamente vicini e i muscoli coinvolti condividono innervazione. Non è però un'equazione automatica: prima di attribuirli alla mandibola va escluso un problema dell'orecchio, con una valutazione dello specialista competente. Se poi il quadro funzionale c'è, trattarlo può in alcuni casi ridurre anche questi sintomi.
Il bruxismo dei bambini va trattato?
Nei bambini il digrignamento è frequente e spesso transitorio, legato ai cambi di dentizione e alla crescita, e in molti casi si riduce spontaneamente. Si valuta quando compaiono usura marcata, dolore, difficoltà di apertura o disturbi del sonno importanti. In quei casi la visita serve anche a capire se ci sono elementi respiratori notturni da inquadrare con il pediatra.
In quanto tempo si vedono dei miglioramenti?
Nei quadri muscolari una prima rivalutazione si fissa di solito dopo alcune settimane di autogestione ed esercizi, perché è il tempo minimo per capire se la direzione è quella giusta. I quadri articolari e i casi con usura avanzata richiedono mesi e controlli ripetuti. L'andamento è spesso fluttuante: per questo il piano prevede verifiche programmate e può essere modificato.
Un apparecchio ortodontico può creare problemi all'articolazione?
La letteratura non attribuisce ai trattamenti ortodontici un ruolo causale diretto nei disturbi temporomandibolari, né li considera una terapia di per sé. Durante un trattamento i contatti fra i denti cambiano e possono comparire tensioni muscolari temporanee, da segnalare e rivalutare. Se hai già dolore o blocchi, è opportuno inquadrare la funzione prima di iniziare l'ortodonzia, non dopo.
Come prenoto una visita gnatologica negli Studi Dentistici Adamanti?
Puoi prenotare online oppure lasciare nome e telefono nel modulo scegliendo la sede: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa o Castelfranco di Sotto. Ti richiamiamo per fissare l'appuntamento, negli orari di apertura dal lunedì al venerdì. Se hai già esami, radiografie o un dispositivo usato in passato, portali con te: aiutano a ricostruire la storia del problema.
Quanto costa una visita gnatologica e il percorso successivo?
Non è possibile indicare una cifra valida per tutti, perché il percorso cambia molto da caso a caso: numero di sedute, esami di immagine necessari, presenza o meno di un dispositivo su misura con i suoi controlli, eventuale riabilitazione dei denti consumati. Dopo la visita ricevi un preventivo scritto, voce per voce, con le alternative possibili e l'ordine dei passaggi.
Quando si arriva alla chirurgia dell'articolazione?
Raramente e non come primo passo. Gli indirizzi internazionali raccomandano di partire dalle terapie conservative e reversibili e di riservare le procedure invasive a casi selezionati, con una diagnosi precisa, sintomi persistenti e un percorso conservativo già tentato senza risultato. La decisione si prende in accordo con il chirurgo maxillo-facciale, dopo una valutazione condivisa e con esami adeguati.
Il dolore alla mandibola non si interpreta da soli: si misura, si localizza e si spiega, prima di scegliere qualunque terapia.
Se i tuoi sintomi dipendano dai muscoli masticatori, dall'articolazione, dai denti o da qualcosa che va inquadrato altrove, lo si stabilisce in una visita dedicata, con un esame clinico completo e un piano scritto da leggere a casa.
Prenota la visita gnatologica: scegli la sede e lasciaci il numero, ti richiama la segreteria dello studio (lun-ven 9-19).
Parlarci non
ti impegna.
- 1Visita dedicata ed esame clinico
- 2Diagnosi e piano scritto
- 3Terapia e controlli nel tempo
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56017 Ghezzano, San Giuliano Terme (PI) -
Castelfranco di Sotto
Via Giuseppe Posarelli 9
56022 Castelfranco di Sotto (PI)
Lascia nome e telefono e scegli la sede: Lucca, Empoli, Montecatini Terme, Pistoia, Pisa o Castelfranco di Sotto. Ti richiamiamo per fissare la visita gnatologica e capire da dove partire.

